KL from the 18th - a philippine-italian brew…

Archive for December, 2006

Arriva la famiglia - Here comes the family

Thursday, December 14th, 2006

Pensavo che questa settimana sarebbe stata molto lenta a passare, ed invece siamo già a giovedì… E ieri notte la notizia dell’ultima ora: la famiglia di Nina arriverà qui stanotte dalle Filippine, e si fermeranno per circa un mese. Già, perché a Legaspi City, dopo il tifone Durian, la situazione è ancora piuttosto allarmante. Sembra che per le strade ci sia un cattivo odore che peggiora di giorno in giorno, e com’è risaputo diventa alto il rischio di infezioni e malattie, perciò finché non si calmano le acque avremo ospiti.

Sono contento che arrivino, perché non ho avuto ancora modo di conoscere Jess e Anabella, mentre con la Signora Myrna ho passato meno di una giornata, per cui sarà un bene approfittare della situazione.

 

I thought this week would have been so slow to pass, instead it’s already Thursday… And yesterday night the breaking news: Nina’s family is coming here tonight, and they are going to stay for a month more or less. Yes, because in Legaspi City, after the typhoon Durian came, the situation is still quite warning. It seems that in the roads there is a bad smell, which is every day worse, and it’s known that the risk of diseases and infections is high, so until the situation gets better we’ll have guests.

I am glad they’re coming, because I didn’t have the chance to know Jess and Anabella yet, while I could spend less than one day with Mrs Myrna, so it will be good to use this situation.

Massimo

Viaggio a Singapore - Trip to Singapore

Tuesday, December 12th, 2006

Ieri mattina siamo andati a Singapore per un incontro di lavoro, cinque di noi. Sveglia alle 4 (ero andato a dormire alle 3) di mattina, e partenza alle 6. Il guidatore era il mio capo (che ha passato la notte in bianco perché suo figlio di 1 anno stava male), e per le due/tre orette di viaggio noi altri quattro ce la siamo dormita. Prima del confine ci siamo fermati per la colazione (per me era la seconda), e poco dopo abbiamo sbrigato le pratiche doganali. La prima impressione di Singapore è stata molto positiva, sembra di essere in una città europea molto moderna. La pulizia e il verde la fanno da padroni e per le strade circolavano molte auto lussuose.

L’incontro è iniziato verso le 11:30, così come prima cosa i nostri ospitanti ci hanno invitati a pranzo in un club molto esclusivo (il 95% delle auto erano Mercedes, BMW, Porche, Audi, Volvo), che come atmosfera ricordava i locali inglesi del porto che si vedono nei film, solo molto più chic. Verso le 3 del pomeriggio la riunione è ricominciata, io a malapena tenevo gli occhi aperti, e siamo ripartiti verso le 5:30.

Dopo circa 100 Km ha iniziato a fare notte, ed il cielo si illuminava improvvisamente per via dei fulmini, che lasciavano presagire l’arrivo della pioggia; e come da copione il diluvio si è abbattuto sull’autostrada poco dopo, facendoci rallentare incredibilmente: sembrava di guidare nella nebbia, ed i colpi dei tergicristalli ci facevano vedere ad intermittenza. Così ci siamo fermati per la cena lungo l’autostrada, e siamo ripartiti verso le otto e mezza. Ma si sa che le disgrazie non vengono mai da sole, e in corrispondenza dell’uscita per Port Dickson abbiamo incontrato un ingorgo chilometrico. Dopo una mezzora di coda siamo usciti ad uno svincolo per percorrere una strada alternativa, ma anche piuttosto fuori mano. L’illuminazione era inesistente, la via era tracciata dai catarifrangenti che si illuminavano progressivamente, e si potevano persino vedere le stelle (scordatevelo a KL…). Sebbene stancante ed inopportuna questa deviazione è stata piacevole, abbiamo chiacchierato molto durante la guida, solo uno si è addormentato dalla partenza all’arrivo (salvo svegliarsi di soprassalto di tanto in tanto e riassopirsi immediatamente), ma anche altri due hanno dormito parecchio. Io ed il mio capo siamo stati gli unici a non dormire.

Dopo la lunga deviazione siamo giunti in città e sono stato riaccompagnato alla stazione del treno. Sono arrivato a casa verso mezzanotte, ho mangiato un pezzo di cioccolata del Duty Free che ha comprato Nina (insieme ad un narghilè per me col tabacco all’arancia, che sinceramente preferisco come soprammobile) e sono caduto in un sonno profondo, seppur breve visto che anche stamattina mi sono dovuto svegliare presto. Comunque, nel complesso, è stata una giornata molto piacevole.

 

Yesterday morning we went  to Singapore for a job meeting, five of us. I woke up at 4 AM (I slept at 3), and we left at 6. My boss was driving (he didn’t sleep because of his 1 year old son who was sick), and during the two/three hours the trip lasted the other four of us slept. Before the boarder we stopped for breakfast (it was the second for me), and few time later we dispatched the customs stuff. The first impression of Singapore was very positive, it felt like being in a European city, very modern. Cleanliness and nature were everywhere, and in the streets a lot of luxurious cars were riding.

The meeting starter at about 11:30 AM, so our hosts invited us for lunch in a very exclusive club (95% of the cars parked were Mercedes, BMW, Porche, Audi, Volvo), and the atmosphere was like the English restaurants on the harbours, only much more chic. At around 3 Pm we started our meeting again, and I could barely keep my eyes open, then we left around 5:30.

After 100 Km it starter to get dark, and the sky was suddenly enlightening because of the lightning, making us guess a bad rainfall coming; and as we foresaw the waterfall fell on the highway short time later, making us incredibly slow down: it was like driving in the fog, with the windshield-wiper movement that was letting us see outside at intermittence. So we stopped for dinner along the way, and we left again around 8:30. But is well known that troubles never come alone, in fact near the Port Dickson exit we found a kilometric traffic jam. After thirty minutes in cue we managed to go out the highway for an alternative way, a long one. There were no lights, the way was tracked by the cat’s eyes progressively enlightening progressively, and we could even see the stars (forget it in KL…). Despite the trip was very tiring, that deviation was quite nice, we spoke a lot during it, only one of us slept from the moment he got in the car to the moment he left the car (except for waking up suddenly once in a while and fall asleep again), but also other two slept a lot. Me and my boss were the only ones who didn’t’ close our eyes.

After the long deviation we arrived in the city and I got a ride to the train station. I arrived home at midnight, I ate a piece of chocolate Nina bought from the Duty Free (together with a shisha and orange flavour tobacco, which I prefer as a knickknack) and I fell asleep, deeply, but not so long since I had to wake up early also today. Anyway, globally, it was a very nice day.

Massimo

Ultimo giorno da solo - Last day alone

Sunday, December 10th, 2006

Alla fine ieri non sono dovuto andare a lavorare, ma il sole non si è visto e quindi niente piscina. Fortunatamente stamattina il tempo era ottimo, così dopo aver fatto le pulizie sono sceso ad abbronzarmi. Ho anche incontrato Roger, un ragazzo Svizzero che vive nel condominio, ed  suoi genitori, che vengono a vivere qua quattro mesi all’anno.

Il sole se si è nascosto dopo appena un’ora, e così ho dedicato il resto della giornata al relax, nell’attesa del ritorno di Nina verso mezzanotte/l’una. Ho dovuto anche sfrattare la mia coinquilina di questa settimana, una lucertola di pochi centimetri che gironzolava per l’appartamento, poco socievole e sfuggente che non ne voleva sapere di uscire, ma alla fine la ragione ha prevalso…

 

Finally yesterday I didn’t have to go to work, but the sun didn’t show up so no swimming pool. Luckily this morning the weather was great, so I went down for sunbathing after cleaning home. I also met Roger, a Swiss guy living in the condo, and his parents, who come to leave here four months every year.

The sun disappeared after one hour only, so I dedicated the remaining part of the day to relax, waiting for Nina to come back at about midnight/one AM. I also had to send away my house-mate for this week, a few centimetres lizard going around the apartment, not very chummy but coy which didn’t’ want to leave at all, but in the end the reason won…

Massimo

Finalmente il gelato! - Ice cream at last!

Friday, December 8th, 2006
 
Megamall (from the web)

Oggi sono tornato ad un orario di lavoro normale, così verso le cinque abbiamo finito. Dopo dieci giorni di tentativi sono riuscito a trovare il tempo di visitare Massimo, il titolare di Gelatomio, anche se non era al suo caffè. Si trovava infatti a Midvalley, dove ha allestito un punto vendita piccolino solo per le feste. Così l’ho raggiunto, e subito mi sono sparato quattro palle di gelato. Siamo andati a prendere un caffè a The Coffee Bean and  the Tea Leaf, ed abbiamo assistito ad una scena assurda: il barista, non sicuro di aver preparato un espresso come si deve, ci ha infilato il naso dentro per annusarlo. Non sicuro dei suoi sensi, ha chiesto ad un altro, che ci ha infilato il naso dentro per annusarlo. Massimo l’ha fatto rifare ovviamente, ma ci hanno messo così tanto che il mio era diventato freddo, avremmo voluto farlo rifare, ma poi il suo sarebbe diventato freddo, e così abbiamo lasciato perdere. Poco dopo, mentre stavamo chiacchierando, ha fermato la responsabile, raccontandole l’accaduto, e lei cortesemente ci ha offerto altri due caffè.

Venute le sette e mezza ci siamo avviati verso casa, ma lungo il cammino mi ha offerto altre due palline di gelato, mi ha dato uno strappo alla stazione del treno e ci siamo separati.

Finalmente una serata piacevole, ideale per rompere la monotonia della solitudine casalinga di questa settimana (forse dovrò andare a lavorare anche domani, spero di no, voglio andare in piscin!).

 

Today I finally had a normal working time, so we finished at around five. After ten days I managed to find some time to visit Massimo, the owner of Gelatomio, even if he was not at his café, but in Midvalley, where he set up a temporary ice cream point for Xmas. So I joined him, and immediately I got 4 scoops. We went to have a coffee to The Coffee Bean and  the Tea Leaf, and we saw a weird scene indeed: the barman, not sure if he prepared a good espresso, put the nose in the cup for sniffing it, but not sure of his senses, he asked to another barman, who put his nose inside as well for sniffing it. Of course Massimo asked to get another coffee, but it took them so long that mine became cold, we wanted to make it redo, but his would have become cold, so we didn’t bother. Some minutes later, while chatting, he stopped the supervisor and told her what happened, so she kindly offered us two more coffees.

At half past seven we took our way home, but in the meanwhile he offered me two more scoops, and gave me a ride to the train station, then our ways separated.

Finally a pleasant evening, ideal to brake the boring and lonely home life of this last week (maybe I will have to go to work tomorrow also, hope not, I want to sunbath!).

Massimo

Una lunga giornata - A long day

Thursday, December 7th, 2006

Oggi è stata un’altra giornata intensa: sono stato nell’ufficio di un collega per sbrigare del lavoro urgente, ed il mio capo mi ha detto che mi avrebbe chiamato e che sarebbe venuto a prendermi. Il telefono è squillato alle sette e mezza (prevedevo, con un certo disappunto, di dover cucinare e mangiare verso le undici di sera data l’ora tarda), ed è stata una sorpresa per il capo sentire che ero ancora al lavoro. Ho ricevuto istruzioni di recarmi Crown Plaza Hotel col taxi, dove avremmo cenato.

Trovare un taxi in quella zona è quasi impossibile, quindi ero pronto a telefonare per farne arrivare uno quando ho visto un altro collega, automunito, che lasciava l’ufficio. Gli ho scroccato un passaggio fino a Midvalley Megamall (uno dei centri commerciali più grandi in Asia, dove mi sono perso due volte in 20 minuti qualche mese fa), dove i taxi sono frequenti. Il tassista che mi è capitato era un vecchietto cinese sdentato, e non capivo cosa dicesse, neanche in inglese. Mi ha detto che non sapeva dove fosse l’hotel solo dopo avermi caricato, e si è intrufolato tra viette sempre più piccole (a un certo punto, divertito ho iniziato a pensare al peggio…), per sbucare poi in autostrada. Continuava a ripetere che non conosce i nomi degli hotel, poiché nessuno gli chiede di andare all’aeroporto da un hotel e viceversa, e rideva. Ogni due minuti rideva, ripeteva questa frase, e rideva. A volte variava, aggiungendo che tutti i suoi clienti vanno a prendere il treno o vanno a Chinatown, ma il succo del discorso non variava. Ha anche detto qualcosa riguardo a giovani studentesse cinesi, ma non ho afferrato, ed ho preferito non avventurarmi in argomenti “rischiosi”.

Dopo aver girato mezz’ora ho intravisto tra le cime dei grattacieli l’insegna dell’hotel, e sono saltato giù al più presto. L’hotel era uno dei più lussuosi che abbia mai visto, ed ho incontrato il mio capo al ristorante. Pensavo fosse una qualche cena di lavoro, invece era il compleanno di sua suocera, così mi sono unito a tutta la famiglia. Essendo un buffet mi sono abbuffato, soprattutto di dolci, ed ho scoperto dalla moglie del capo che lui si era dimenticato di chiamarmi. Comunque anche per oggi sono riuscito a mangiare, e appena mi hanno accompagnato a casa mi sono lasciato cadere sul divano in un sonno molto profondo (quando sono a casa da solo non dormo mai sul letto)…

 

Today it was another intense day: I’ve been to the office of a collegue for some urgent work, and my boss told me he would have called me and come to pick me up. The telephone rang at 7:30 (for the late hour I was foreseeing, quite disappointed, that I would have had dinner at around eleven), and it was a surprise for my boss to discover I was still there. I received instruction to go to Crown Plaza Hotel for dinner.

Find a cab in that zone is almost impossible, so I was about to call to get one when I saw another collegue, who owns a car, leaving the office. I got a ride from him until Midvalley Megamall (one of the biggest malls in Asia, where I got lost twice in twenty minutes few months ago), where taxis come frequently. The driver I found was an old teeth-less Chinese man, and I couldn’t understand what he was saying, even in English. He told me that he didn’t know where the hotel was only after I got in, and he drove through a lot of narrow roads (at one point, funnily I started to expect the worse case possible…), which conducted us to the highway. He was continuously saying that he doesn’t remember any hotel’s name, because nobody asks him to be carried from a hotel to the airport and vice versa, and laughed. Every two minutes he laughed and repeated this same sentence, and laughed. Some times he was saying also that all his passengers go to take the train or to Chinatown, but the meaning was always the same. He also said something about young Chinese students girls, but I didn’t get him, and I did not want to enter potentially dangerous topics.

After going around for half an hour I saw the hotel sign among the skyscrapers tops, , and I got out as fast as I could. The hotel was one of the most luxurious I have ever seen, and I met my boss at the restaurant. I thought it would have been some kind of business dinner, instead it was his mother in law b’day. Since it was a buffet dinner, I ate a lot, especially with dessert, and I discovered from my boss’ wife that he forgot to call me. Anyway I managed to eat also toady, and as soon I arrived home, I let myself fall on the sofa and fall into a deeeeep sleep (when I’m home alone I don’t sleep on the bed)…

Massimo