Sindrome da deficienza di latte
Milk deficiency syndrome
Sunday, November 5th, 2006
Oggi abbiamo finito il latte, e Massimo mi ha chiesto di andare al distributore a comprarlo, così possiamo concederci una tazza di Illy caffé stasera. Non ho voluto, perché odio andare alla stazione di servizio, a meno che non sia una questione di vita o di morte (vale a dire soddisfare le mie occasionali voglie di cioccolata e gelato, o per un po’ di Coca cola durante qualche caldo weekend). Ma queste occasioni non si sono presentate oggi, quindi ho rifiutato di accondiscendere alla sua richiesta. Normalmente Massimo ed io siamo una coppia dolce ed amorevole, cerchiamo sempre di esaudire le richieste dell’altro, tipo io gli preparo il the zuccherato mentre lui guarda Pimp my ride, o lui mi prepara gli spaghetti alla carbonara che adoro per cena. Durante e mattine dei fine settimana sono la prima ad alzarmi e quindi preparo la colazione, mentre lui durante il pomeriggio passa l’aspirapolvere e pulisce il pavimento, mentre io mi occupo della lavatrice. Ci sono cose, però, che possono scatenare occasionali discussioni: ad esempio, lui non mi preparerebbe mai gli spaghetti alla carbonara per due sere di seguito, anche se lo prego. Ed io non voglio mai stare con lui a vedere le partite di calcio fino alle tre di notte, a meno che non si tratti dei mondiali, che grazie a Dio sono distanti ancora quattro anni.
Quando ci troviamo in disaccordo, di solito iniziamo un negoziato, che di solito è per la sua soddisfazione più che per la mia. Visto che mi sono rifiutata di andare a prendere il latte alla stazione di servizio i ha chiesto SE, invece, posso scrivere un post. Ho detto di SI’, discussione terminata. (Ecco il perché di questo post)
Non che non mi piaccia scrivere, infatti mi piace molto. Se ricordo bene, ho anche avuto un mio articolo pubblicato su un quotidiano nazionale una volta, a proposito delle mie avventure in Spagna, e non mi ricordo se ho ricevuto la paga che mi settava o no (forse ci ha pensato mia mamma). Mi piace anche scrivere ai miei amici ogni volta che torno da un viaggio, ma ho la sensazione che sin da quando ho iniziato a guadagnare uno stipendio sia diventata noiosa. Ovviamente non volete sentir parlare dei clienti che ho visto, delle riunioni a cui sono andata, il colore dei taxi che prendo.
Ma Massimo ha detto che non ho bisogno di una storia clamorosa per scrivere sul blog. I bravi scrittori, penso, non aspettano le storie fantastiche arrivare, rendono fantastiche le loro invece. Ma io non appartengo ancora alla categoria.
Nel frattempo, vi dirò cosa ho fatto durante il weekend: Sono rimasta in casa per tutto il tempo, a studiare l’italiano, combattendo con mi, ti, vi, ci, gli, senza però vincere. Oggi ho anche preparato a Massimo la mia torta “Morte per cioccolata”, che a suo dire, è migliore di quella di Secret Recipe.
Today we ran out of milk, and Massimo asked me to go to the gas station to get some, so we can share a cup of Illy coffee this evening. I didn’t, because I hate going to the gas station, unless it is a matter of life and death (i.e. to satisfy my occasional chocolate or ice cream craving, or to get an ice cold Coca cola on a hot weekend day). But those occasions are not presenting itself now, and so I refused to accede to him on this one. Normally Massimo and I are sweet loving couple, we always try to accommodate each others wants, like I prepare him tea with sugar while he is watching Pimp my Ride, or he makes the carbonara I like for dinner. On weekend mornings, I am usually the one to get up first so I prepare the breakfasts, and then later in the afternoon, he would vacuum and mop while I take care of the laundry. There are tasks though, that might spark occasional arguments: for example, he would never prepare carbonara two nights in a row, even if I beg him to. And I would never want to stay with him until 3 am to watch football, unless it’s the World Cup, which thank God is still four years away.
When disagreements come about, we usually go through a negotiation, though It’s more his cup of tea than mine. Since I refused to go to the gas station he asked me then IF, instead, I can write a post. I said YES, argument settled. (Hence this…)
It’s not really that I don’t like writing, in fact I do. If I remember right, I even had one article published in a national daily once, about my escapades in Spain, though I cannot remember if I managed to get the pay for it (maybe my mother did). I also liked writing back to my friends whenever I just got back from a trip, but I have a feeling, that ever since I became an earning individual, I became boring. Of course, you wouldn’t want to hear about the clients I saw, the meeting I went to, the color of the taxis I took.
But as Massimo said I don’t have to have a fantastic story to write in our blog. Good writers, I guess, don’t wait for fantastic stories to come by, they make stories fantastic, instead. And I am not yet in that league.
In the meantime, I will tell you what I did this weekend: I stayed the whole two days inside the house, learning a little bit of Italian, fighting with mi, ti, vi, ci, gli, and not winning. Today, I also baked Massimo my Death by Chocolate cake, which to his conclusion, is better than Secret Recipe’s.
