KL from the 18th - a philippine-italian brew…

Archive for September, 2006

Voglio fare la modella… - Wannabe model…

Friday, September 29th, 2006

Revolving Restaurant

In questi giorni mi so proprio godendo la compagnia dei miei amici, ed essere qui con loro a Kuala Lumpur anziché nel nostro paesino non mi meraviglia neanche, come se fossimo qui insieme da sempre.

Cambiando discorso, certo che in giro si vede proprio di tutto: stamattina guardavo la prima pagina del giornale, che era occupata quasi tutta da un articolo che lancia l’allarme sulla crescita esorbitante del numero di persone soprappeso in Malesia. Il rimanente 15% circa dello spazio della pagina era occupato dalla pubblicità di una catena di fast-food… La cosa mi ha lasciato alquanto allibito. Comunque se foste interessati a qualche numero, eccovene un po’: la Malesia è il paese asiatico col maggior numero di persone soprappeso, anche più di Germania e Francia; il 54% della popolazione adulta è soprappeso o soffre di obesità (dieci anni fa era il 24%,) ed il 13,5 % della popolazione soffre di diabete. Interpellato un dottore, questi ha detto che il problema del peso è legato alla “bella vita” e ad una scorretta alimentazione, un consumo eccessivo di pasti al fast-food e di bibite gasate combinato alla quasi totale assenza di attività fisica, al punto da evitare qualsiasi rampa di scale a favore delle scale mobili e dell’ascensore (e gran parte delle volte si tratta sol odi un piano, una ventina di scalini…). A questo punto l’allarme sembra essere scattato, vedremo come andrà avanti la faccenda.

Noi stasera faremo la nostra parte, andando a cena al Revolving Restaurant sulla Torre di Kuala Lumpur, e ce la godremo veramente. Se poi sarà necessario, essendo a più di cento metri d’altezza, avremo scale a sufficienza per smaltire il surplus calorico, ma dubito che ci siano delle scale…

 

In these days I am really enjoying the company of my friends, and being here together in Kuala Lumpur rather than our hometown doesn’t make me feel any strange, as we’ve always been living here.

Switching topic, I must say that there’s no limit to bizarreness: this morning I was taking a look to the newspaper first page, which was almost totally taken by an article warning about the huge increase in the number of fat people in Malaysia. The remaining 15% of the page was taken by a fast-food chain commercial… The thing left me quite surprised. Anyway if you are interested in few numbers, here they are: Malaysia has the most number of fat people in the Asian region, even more than Germany and France; 54% of the population is overweight or obese (ten years ago it was 24%) and 13.5 % of the population has diabetes. A doctor said that the weight problem is due to the nice life and a unhealthy life style, an excessive consumption of fast-food meals and carbonated drinks combined with the almost total lack of physical exercise, arriving to avoid any stairs preferring the lift and the escalators (and most of times is a one floor stair, some twenty steps…). At this point the alarm has been given, let’s see how the thing will go on.

This evening we’ll give our contribution, having dinner at the Revolving Restaurant in the KL Tower, and we’ll enjoy it at will. If it will be necessary, after dinner, being the restaurant hundred plus metres high, we’ll have the chance to take the stairs to burn the caloric surplus, but I have some doubts that there’s any stairs…

Massimo

Il volo di ritorno - The flight back

Thursday, September 28th, 2006
 
Meglio il tram o l'aereoplano? - Better tram or airplain?

Il volo di ritorno merita assolutamente di essere raccontato. Non sono stata così fortunata, o forse sì. Prima di tutto, sono stata una “Selezionata”. A me suona un po’ come “Prigioniero”. Pochi secondi dopo ho scoperto cosa significa essere una selezionata. Significa che tu e la tua borsa avete l’onore di essere perquisite minuziosamente dagli agenti dell’Immigrazione, che passano circa un quarto d’ora esaminando le tue scarpe per verificare che non ci sia traccia di esplosivi. A rimetterci è stata la mia crema Nivea per le mani, il ché mi ha distrutta, che mi è stata requisita dagli agenti. Sono stata piuttosto triste per la perdita, perché l’avevo comprata di recente ed era quasi piena. Non avevo altra scelta che buttarla via, mi hanno detto. “Potete usarla voi se la volete”, ho risposto, tanto per non sprecare i miei Ringgit, guadagnati con sudore, spesi per comprarla.

Dopo la perquisizione sono andata direttamente al gate. Trascorsa circa un’ora, la polizia ha annunciato che il nostro volo sarebbe stato ritardato di venti minuti, per via di un temporale che stava crescendo Dallas. Dopo qualche altro istante, è stato annunciato invece un ritardo di un’ora. Avevo quattro carte di imbarco: SA-Dallas, Dallas-LA, LA-HKong, HKong-KL, quindi potevo addirittura giocarci a domino. Ma gli dei erano ancora dalla mia parte, perché anche se l’aereo per Dallas era in ritardo, lo era pure il volo successivo. Così ho preso il mio aereo per LA senza alcun problema. A questo punto ero a Los Angeles. Ho dovuto aspettare per tre ore prima dell’imbarco, e quindi mi sono addormentata. Sognavo che qualcuno mi scuoteva e mi chiedeva “Ma tu non vai a Hong Kong?! Il tuo aereo sta partendo!!!” WHOOOAAA!! Ok, bene, ora sono sveglia, e con il massimo contegno possibile mi dirigo all’imbarco… (ovviamente sarei stata molto imbarazzata se avessi perso l’aereo, no?). Una volta salita a bordo la hostess ha detto al mio vicino di posto: “Il suo televisore non funziona, può spostarsi in un altro posto se vuole”. Perfetto, ho pensato, ora posso avere il lusso di dormire distesa su tre sedili. Alla fine ho preso anche l’aereo da Hong Kong a KL, che ha attraversato diverse zone di turbolenza, lasciando il mio stomaco ribaltato sottosopra. Ho pensato che stessi per vomitare, e in momenti come quello come sempre ho pensato a cosa fare se l’aereo stesse per schiantarsi, tipo chi andrà avanti col mio lavoro, dovrei portare con me il computer, come posso tenere asciutto il passaporto, eccetera… Alla fine mi dico ce non c’è nulla che io possa fare, e quindi è meglio godersi il viaggio.

Trenta ore di viaggio non sono uno scherzo. I miei capelli sono un disastro, le mie gambe si sono bloccate, l’intestino mi era quasi finito in gola e mi sentivo del tutto scombussolata. E così ero felicissima di essere atterrata, e la prima cosa che ho pensato di fare è stata chiamare Massimo. E lui mi ha detto: “Ciao “Lovi”, sono contento che tu sia arrivata. Questo è il programma di oggi: andiamo a fare la spesa, e appena arrivi a casa puoi fare la lavatrice e stirare, così domani facciamo le pulizie dell’appartamento”.

ARRRRGH….UMMMMMM..GRRRRRRRRRR…. Qualcuno può ricordarmi perché mai sono ritornata a Kuala Lumpur?!! PER FAVORE TROVATEMI UN ALTRO AEREO!!!

 

The return flight is definitely worth a story. I was not so lucky, but in the end, I was quite lucky. First of all, I was a “Selectee”. To me that sounds like a “POW”. I found out few seconds later what being a selectee means. It means that you/your bag has the honor of being thoroughly frisked by immigration police, where they spend about 15 minutes looking at your shoe to make sure you haven’t attached any bomb in there. The casualty during this search was my Nivea hand lotion, for which I was thoroughly devastated, the immigration official confiscated my hand lotion. I was very sad of this loss, because I had recently bought it and was quite full. I had no other choice but to throw it away, they told me. “You can use them, if you want”, I offered the police, so as not to waste my hard-earned Ringgits that I spent for that lotion.

After the search, I went directly to the gate. After about an hour, the police announced that our flight was going to be late by around 20 minutes, because of a slight thunderstorm brewing up in Dallas. A few minutes afterward, he announced that the flight is late an hour instead.  I was holding four boarding passes: SA-Dallas, Dallas-LA, LA-HKong, HKong-KL, so you can imagine what a bad domino game can do. But the gods were still on my side, because even if my plane arriving in Dallas was delayed, the plane leaving Dallas was delayed as well. So then I caught my plane going to LA without any problem. Then I was in LA. I had to wait for 3 hrs before boarding, and then fell asleep. I was dreaming when I felt somebody shaking me and telling me… “Aren’t you going to Hong Kong?! Your plane is leaving!!!” WHOOOAAA!! Ok, good, now I am awake and with as much dignity as possible, walked to the boarding gate… (Of course, it would be very very very embarrassing to miss the plane, no?). Once on the plane, a flight stewardess approached my seatmate: “Your TV doesn’t work on this seat, you can move to the other row if you want”. Perfect, I thought. Now I have this row of three seats all by myself, and so I had the luxury of sleeping stretched across the 3 seats. Then, after that was the Hong Kong-KL flight, where we had to pass through a few areas of turbulence and left my stomach knotted upside down. I actually thought I was going to throw up, and in moments like this, I also always thought what to do should the plane crash, i.e. who calculates my net pay maps, should I grab my laptop with me, how can I keep my passport dry, etc. . And almost always, I have the conclusion that there is nothing I can do, so I better enjoy being in my seat while I can.

Thirty hours of travel is not a joke. My hair is a mess, my legs are not working, my intestines are near my throat, and I was totally dizzy. And so I was very happy when my plane landed and the first thing I did was to call Massimo.

And this is what he said. “Ciao Lovi, I’m glad you are here now. This is my plan for today: we go to Carrefour to buy the grocery, and when you arrive, maybe you can do the laundry, so later you can iron my clothes, and then tomorrow we clean the house.”

ARRRRGH….UMMMMMM..GRRRRRRRRRR….Can you please remind me again why I want to go back to Kuala Lumpur?!! PLEASE, get me on another plane!!!

Nina

Arrivati! - Arrived!

Wednesday, September 27th, 2006

Finalmente sono arrivati! Sto parlando sia dei miei tre ospiti di passaggio, sulla via per Sydney, sia dei fotoalbum del blog.

Partiamo con l’aggiornamento informativo: per accedere ai fotoalbum basterà ciccare sul link "Gallery" nella sidebar, sotto la sezione “Pictures from the 18th”. Per visualizzare il contenuto della fotogallery sarà necessario registrarsi, per motivi di sicurezza; niente di più semplice, questa operazione non richiede l’immissione di dati personali, sono richiesti solo un nome di accesso (inventato), l’indirizzo e-mail ed una password decisa da voi, dopodiché confermate la registrazione cliccando sul link che vi arriverà via e-mail. Inoltre con questi dati sarete in grado di visitare l’intero contenuto del sito e partecipare, per chi ne fosse interessato, alle discussioni del forum.

Dicevamo, questa mattina sono arrivati i miei tre compaesani, Lucio, Manuel e Riccardo, che si fermano qui 4-5 giorni. Sono arrivati meno stanchi di quanto mi aspettassi, e subito hanno apprezzato la vista dal diciottesimo piano. Appena scaricati i bagagli li ho lasciati in centro con qualche indicazione, e sono andato al lavoro. Ci siamo incontrati poi da Santini per l’aperitivo, e per cena Nina ci ha preparato la sua specialità tipica filippina: Adobo, un piatto che mi piace particolarmente; si tratta di carne (se ne possono usare diversi tipi) marinata con limone, aglio e salsa di soia cotta in padella e mangiata col riso al vapore e verdure a piacimento, che neutralizzano così il sapore pungente. L’hanno apprezzato tutti, e dopo un po’ di relax siamo andati a dormire, pronti per il giorno seguente.

 

Finally they have arrived! I am talking of both my guests, on their way to Sydney, and the fotoalbum in my blog.

Let’s start with the informative update: to access the fotoalbum it’s enough to click on the link "Gallery" in the sidebar, under the voice “Pictures from the 18th”. To visualize the fotogallery content it is necessary to register, for security reasons; nothing simpler, this operation requires no personal data, just an account name (invented), email address, and a password decided by you, then confirm your registration with a click on the link you will receive via e-mail. With this account you will also be able to access the whole website content and to participate, for who wants to, to the forum discussion.

We were saying, this morning my hometown fellaz Lucio, Manuel and Riccardo arrived, and they will stay here 4-5 days. They were less tired than I expected, and once arrived home they immediately appreciated the view from the 18th. After put the baggage at home I discharged them in KLCC with few basic information, and went to work. Then we met in Santini’s for a drink, and for dinner Nina prepared us her Filipino masterpiece: Adobo, a dish which I particularly like; it is meat (different kind can be used) marinated in lemon, garlic and soy sauce, cooked in a pan and eaten with plain rice and vegetables, which neutralize the strong taste of the meat. They all liked it very much, and after few chilling time we went to sleep, ready for the next day.

Registration instruction:

  1. Click on the link "Gallery"
  2. Click on the red write "Registrati"
  3. If you're older than 13 click on the first line "Accetto queste condizioni e ho più di 13 anni", if you're younger click on the 2nd line
  4. Fill in the blankets with your data, the first part is enough, nobody will see those information. You could also fll the voice "Residenza", with the place you live in. Almost at the end of the page you can choose English in "Lingua". Then press "Invia", and it's done, you're ready to see all the website contents, including our photogalleris!
  5. One more thing, to confirm the registration you'll have to click on the link you will receive via e-mail.
Massimo

Sabato 23 - Saturday 23

Wednesday, September 27th, 2006
 
Il giardino segreto - Secret garden

Il mio ultimo giorno a San Antonio, ho deciso di trascorrere del tempo camminando sulla terra (gli latri giorni camminavo per lo più lungo il fiume), ed esplorare i negozi di San Antonio. C’erano molte magliette con stampe tipo “Vai all’inferno, io andrò in Texas”, o “Salva un cavallo, cavalca un cowboy” o un grembiule con scritto “se ti piace la colazione a letto… preparatela da solo”. Tutti molto educati o no?

Ad un certo punto i miei piedi mi hanno condotta in un delizioso negozietto dove ho pensato di comprare l’unica cosa che potessi permettermi: cartoline. Ne ho prese un paio, per la mia amica Ksenia in Austria ed un’altra per i miei fratelli. Mi è capitato tra le mani anche un libro dal titolo “Storia e misteri del Menger Hotel”, che sembrava molto interessante, e alla fine l’ho comprato. Il negozio aveva una porta sul retro, che invece di condurre ad un ripostiglio o ad un garage, e presa dalla curiosità l’ho varcata. Mi sono sentita come Alice nel paese delle meraviglie perché la porta non dava accesso ad un garage o ad un ripostiglio, bensì ad una lobby molto elegante, piena di mobili antichi e che si affacciava su un giardino con una fontana adorabile. Dov’ero capitata? Ho cercato di scoprirlo, camminando un altro po’, ed aspettandomi che qualcuno mi dicesse che l’accesso era vietato. Ma con così tante opere d’arte ed antichità, doveva essere un museo, sicuramente dev’essere aperto al pubblico ho pensato. Col pretesto di cercare un bagno (se non funziona posso sempre fare finta di essere stupida), sono andata ad esplorare oltre, ed ho scoperto che ero proprio al Menger Hotel. Ora, dopo la sensazione di Alice nel paese delle meraviglie, mi sono sentita come Kate Winslet in Titanic, dentro ad una reception maestosa, con tappezzerie stravaganti e mobili in legno intricati ed intagliati. Come ho scoperto in seguito, il Menger Hotel fu costruito nel 1859, ed ha ospitato molte personalità, del calibro dei Presidenti Roosvelt nel 1892, Eisenhower nel 1912, molti generali americani e figure della letteratura, incluso Oscar Wilde. Ad oggi rimane uno dei migliori hotel di San Antonio.

Qualcuno ha detto che un hotel non può essere vecchio e rispettabile finché non ospita almeno un fantasma o due, ed il Menger ne ospita molti, e ne va orgoglioso, alcuni riconoscibili ed altri no. Per esempio c’è Sally White, una donna del servizio in camera morta nel 1876, ed ancor oggi ogni tanto la si può vedere indossare la sua uniforme e pulire le camere. O c’è la storia del conto telefonico di un uomo che chiamava la casa della madre morta. E poi c’è qualche spirito che si incontra al bar dell’hotel, non lo spirito da bere, ma quelli che fluttuano e muovono i bicchieri.

Questo hotel è fantastico, vorrei soggiornarci se ne avessi l’occasione, ma solo se non devo dormire da sola!

 Davi Crockett

My last day in San Antonio, I decided to spend some time what I consider, walking on land (all the other days were mostly spent “walking by the river”), and peruse the shops of San Antonio. There were lots of shirts with prints like “Go to hell, I’ll go to Texas”, or “Save a horse, ride a cowboy” or an apron that says “If you like breakfast in bed… go get it yourself”. All very polite, eh?

At some point my feet entered a nice little shop where I thought I can buy the only thing I can afford: postcards. I bought a couple, for my friend Ksenia in Austria and another one for my brother and sister. I also picked up a nice book that said “History and Mystery of the Menger Hotel”, which looked very interesting, I ended up buying it afterwards. The shop had a backdoor and out of curiosity, stepped out of it. I felt very much like Alice in Wonderland, when I noticed, that the backdoor didn’t lead to a garage or storage room, but instead, it opened up to a very elegant lobby, filled with antique furniture and then opening up to a garden with a lovely fountain. Where was I? I tried to figure out, walked few more steps, half expecting someone to tell me that I am trespassing. But with so many pieces of artworks and antiques about, it must be a museum, surely it must be open for public, I thought. On the pretext of looking for a toilet (if that doesn’t work, I can pretend to be stupid), I explored further, and realized, that I am at the historic Merger Hotel itself. Now after the Alice in Wonderland feeling, I felt like Kate Winslet in Titanic, inside a lavishly designed reception area with extravagant tapestries and intricately carved wooden furniture. As I found out later on, the Menger Hotel was built in 1859, and had been home/host to a lot of famous personalities, such as US presidents from Theodore Roosevelt in 1892, Dwight Eisenhower in 1912, a lot of US generals and literary figures, including Oscar Wilde. Till now, it remains to be one of the best hotels in San Antonio.

Somebody said, that a hotel cannot be respectable and old, until it hosts a ghost or two, and definitely Menger hosts a lot of ghosts and is proud of it, some of them identifiable, some not. For example, there is Sallie White, a former chambermaid who died in 1876, and still on some occasions seen wearing a maid’s uniform and dustening up a room. Or there’s the story of a guy getting phone bills for calls to his dead mother’s house. And then there are spirits seen at the Hotel bar, not just the type of spirits that you drink, but those that can float and move glasses as well.

This hotel is definitely lovely, I would want to stay there if I have the chance, but only if I don’t have to sleep alone!

Nina
 
Hotel lobby

Venerdì 22 - Friday 22nd

Tuesday, September 26th, 2006
 
Giro in barca sul fiume - Boat tour on the river

La cosa bella delle conferenze è che non durano per sempre. Arrivato il venerdì, finalmente abbiamo avuto tempo di andare oltre a bar e ristoranti, e il primo obiettivo della mia lista era fare un giro turistico in barca lungo la passeggiata sul fiume. La signora pilota/marinaio ci ha raccontato storie interessanti riguardanti il posto. Ad esempio, le stanze dell’hotel Hilton Palacio del Rio sono state costruite separatamente, e messe insieme come i mattoncini del Lego, in soli 202 giorni! E l’hotel Fairmont è uno dei più grandi edifici mai mossi, solo perché Marriott ha voluto costruire il suo hotel dove si trovava il Fairmont! Dopo il giro in barca, siamo andati a visitar Fort Alamo, teatro della grande battaglia texano - messicana del 1836.*

Dopo la nostra visita storica abbiamo visto il museo del Guinness dei Primati dall’altra parte della strada. Senza molto da fare ma con la voglia di assaporare le ultime ore a San Antonio, abbiamo pagato l’esorbitante cifra di 16$ più altri 3 per l’Avventura Spettrale di Ripley. Avrei preferito vedere l’uomo più grande del mondo e l’esibizione del gatto con 27 dita ma ahimé erano solo fotografie o caricature che davano al massimo la sensazione di camminare in un libro del Guinness dei Primati gigante. Comunque il vero divertimento è iniziato con l’entrata all’Avventura Spettrale di Ripley. Siamo stati accolti dallo staff, vestiti da vampiri o sorveglianti, che ci hanno fatto accomodare su un ascensore a razzo, che dall’aspetto non incontrava i canoni di sicurezza imposti dalla mia compagnia. Quindi siamo entrati nel museo, molto molto buio, e all’entrata eravamo in piedi su un tappeto, dove ci spiegavano le regole, tipo restare in contatto tra di noi, altrimenti saremmo…morti? A questo punto ci hanno condotto attraverso corridoi ancor più scuri, ed eccoli, uomini in costume che gridavano e urlavano, sbattendo le porte e lanciando acqua. Uno di loro, dai capelli orribili, era tenuto in gabbia, piangeva e chiamava la mamma, ma l’ha rotta ed ha iniziato a strisciare sul pavimento cercando di prenderci. Erano così spaventosi che il mio amico messicano si è chiesto se avessero imparato le loro tecniche dagli ufficiali dell’ufficio immigrazione americano. Il nostro gruppo andava in giro con una coppia, un omone nero e sua moglie, una mama nera. All’inizio ero quella che guidava il gruppo, ma dopo un po’ ho pensato che non fosse così saggio spaventarmi troppo, così ho fatto passare la coppia. Era proprio spaventoso, ma ben più divertente osservare la coppia, soprattutto quando questo omone ha fatto un salto dallo spavento quando gli uomini di Ripley hanno tentato di prenderlo. La moglie ha urlato così tanto, ed ha anche cercato di correre che ha perso una scarpa gli attori erano arrabbiati perché abbiamo dovuto sprecare un paio di minuti a cercare la scarpa nel corridoio. E’ stato proprio divertente e spaventoso, alla fine del giro stavamo tutti urlando e ridendo.

In seguito siamo andati a passeggiare per scattare un altro po’ di foto, e poi ci siamo diretti al centro commerciale Rivercenter per cena. Dopodichè siamo andati da Starbuck’s per un caffé e siamo usciti ad ascoltare la band peruviana che suonava fuori.

*“Alla gente del Texas ed a tutti gli Americani del mondo”:

Concittadini e compatrioti;

sono assediato da mille o più messicani al comando di Santa Anna. Ho sostenuto un bombardamento continuo e cannonate per 24 ore senza perdere un uomo. Il nemico ci ha invitati alla resa, altrimenti una volta preso il forte la guarnigione sarà passata alla spada. Ho risposto con una cannonata, e la nostra bandiera sventola ancora fiera sulle mura. Non mi arrenderò mai, né tanto meno mi ritirerò. Per ciò faccio appello a voi nel nome della libertà, del patriottismo e di tutto quanto è caro all’America, di venire in nostro aiuto al più presto. Il nemico riceve rinforzi ogni giorno, e senza dubbio in quattro o cinque giorni saranno tremila o quattromila. Se questa chiamata non sarà ascoltata, sono determinato a resistere da solo il più a lungo possibile e a morire come un soldato che non dimentica mai il cos’è il dovere verso il suo onore e la sua patria. Vittoria o morte.

William Barret Travis, colonnello dell’esercito del Texas.

I messicani vinsero la battaglia di Alamo, ma un mese dopo Santa Anna fu catturato durante la battaglia di San Jacinto.

“…è del tutto vero che mi sono levato il cappello di fronte alla libertà con molto ardore e perfetta sincerità, ma ben presto ne ho scoperto la follia. In un centinaio d’anni la mia gente non saprà cosa voglia dire essere liberi. Non sanno cosa sia la libertà, ciechi come sono, sotto l’influenza del Clero, la dittatura è la forma di governo adatta a loro, ma non c’è ragione perché il dittatore  non debba essere saggio e virtuoso.”

Santa Anna in risposta all’inviato americano in Messico Joel Poinsett, dopo la sua cattura ad opera dei texani nel 1836. Combatté più battaglie di Napoleone e Gorge Washington messi insieme, undici volte presidente e dittatore del secondo più grand paese del mondo fino al 1836.

  Giro in barca o caffè? - Boat trip or café

The good thing with conferences is that they don’t last forever. Come Friday, we finally had the time to go beyond cafes and restaurants, and the first in my list is to take the boat tour around the river walk. The lady driver/sailor told us a lot of interesting stories about the place. For example, Hilton Palacio del Rio Hotel’s rooms were built individually and then brought and stacked up like Lego sets, and thus was completed in just 202 days!  And Fairmont hotel is one of the largest buildings ever moved, simply because Marriott wanted to build its hotel in the place where it stands! After the boat tour, we went to visit the Alamo, the site of a great Texan-Mexican battle in 1836. *

After our historical tour, we saw the Guinness Book of World Records’ Museum on the other side of the street. With nothing much to do and trying to savor the last few hours of being in San Antonio, we paid the exorbitant fee of sixteen dollars, plus three dollars more for the Ripley’s Haunted Adventure. I would have preferred to see “The Largest Man”, and the 27-toed cat in live exhibit, but alas they were simply pictures or caricatures that it was really nothing much but stepping into an oversized Guinness book. However, it was when we entered the Haunted Ripley’s when the real fun begun. We were met by staff who were dressed as vampires or caretakers, who then put us inside a rickety elevator, who definitely looked non-QHSE compliant. Then we entered the museum, which was very very very dark, and at the entrance, we were made to stand at the center of a carpet, briefed of the house rules, i.e. keep contact with your companions, otherwise…we die? And then we were led to even darker corridors, and there they were, men in costumes who were shouting and screaming, banging doors and throwing water. One of them with a very ugly hair was kept in a cage, crying and looking for his mother, but he broke it and started to crawl on the floor trying to catch us. They were so scary that my Mexican friend honestly wondered if they learned their techniques from US immigration officials. Our group toured together with a big black man and his wife, a big black mama herself. At first I was the one leading the group, and then I thought it’s not so wise to scare myself that much, so I let the couple take on the lead. It was indeed scary, but even funnier to observe the couple, particularly when the big hulk of a man jumped because one of the Ripley guys tried to grab him. The woman screamed so much and tried to run that she almost lost her shoe. The horror guys were so mad because we had to spend a couple of minutes at the corridor looking for the lost shoe. Indeed it was very fun, and we were all screaming and laughing at the end of the tour.

After the Ripley’s we walked around to take some more pictures, and then proceeded to the Rivercenter Mall for dinner. After which, we went to Starbucks for a cup of coffee and went outside to listen to the Peruvian band (or at least their speaker) which was playing outside.

*"To the People of Texas and All Americans in the World":

Fellow citizens & compatriots;

I am besieged, by a thousand or more of the Mexicans under Santa Anna. I have sustained a continual Bombardment & cannonade for 24 hours & have not lost a man. The enemy has demanded a surrender at discretion, otherwise, the garrisons are to be put to the sword, if the fort is taken. I have answered the demand with a cannon shot, & our flag still waves proudly from the walls. I shall never surrender or retreat. Then, I call on you in the name of Liberty, of patriotism & everything dear to the American character, to come to our aid, with all dispatch. The enemy is receiving reinforcements daily & will no doubt increase to three or four thousand in four or five days. If this call is neglected, I am determined to sustain myself as long as possible & die like a soldier who never forgets what is due to his own honor & that of his country. Victory or Death

William Barret Travis, colonel, Texan army.

The mexicans won the battle in Alamo, a month later, Santa Anna was captured at the battle of San Jacinto.
 
"…it is very true that I threw up my cap for liberty with great ardor, and perfect sincerity, but very soon found the folly of it. A hundred years to come my people will not be fit for liberty. They do not know what it is, unenlightened as they are, and under the influence of a Catholic clergy, a despotism is the proper government for them, but there is no reason why it should not be a wise and virtuous one.”

Santa Anna in reply to former American envoy to Mexico Joel Poinsett after his capture by Texans 1836. Fought more battles than Napoleon and George Washington combined, eleven times President and Dictator of the second largest country in the world prior to 1836.

Nina
 
Fort Alamo