KL from the 18th - a philippine-italian brew…

Archive for July, 2006

Shopping!

Monday, July 31st, 2006
 
Fanciulla felice - Happy girl

Ieri è stata credo la domenica più stancante negli ultimi mesi: sei ore al centro commerciale a fare shopping! Per fortuna questa giornata era prevista, così mi sono predisposto alla fatica, evitando fortunatamente fastidiosi mal di testa.

Siamo arrivati alle torri verso mezzogiorno, e la prima tappa è stata dal fotografo per le fototessere da allegare alla mia domanda per il permesso di lavoro. Poi pranzo, teppanyaki per me e riso e manzo per Nina. A questo punto eravamo pieni di energie per affrontare il tour de force.

Per prima cosa abbiamo setacciato i negozi di articoli sportivi, per trovare delle scarpe da calcio con tanto di parastinchi e calzettoni per me, e dei pantaloncini per Nina. Dimenticavo, siamo andati a fare shopping perché una decina di giorni fa sono iniziati i saldi, ed abbiamo concluso affari d’oro.

L’obiettivo seguente sono state scarpe più eleganti, ora se inizio a lavorare ne avrò bisogno, e con mia sorpresa ho trovato un’altra occasione; Nina pure ha comprato delle belle scarpe per l’ufficio.

Poi ancora si è presa jeans e altri pantaloni, ma trovare tutto è stato veramente faticoso, perché dovevamo girare a vedere dove c’erano i prezzi più vantaggiosi.

Il tutto era reso difficile dalla marea di turisti, soprattutto arabi, che riempivano i negozi, non dando un attimo di tregua al personale.

Abbiamo anche fatto finta di entrare nelle boutique tipo Gucci & co, ma per un giretto veloce veloce senza toccare nulla.

Verso le cinque pausa Starbucks, frappucino e tiramisù, e poi via per le ultime ricerche.

Siamo tornati a casa distrutti, verso le sette, ma la giornata è stata del tutto soddisfacente, era da non so quanto tempo che non tornavo a casa con tante borse…

 

Yesterday it was I think the most tiring Sunday in these last months: six hours at the mall for shopping! Luckily this day was planned, so I was mentally predisposed to this stress, avoiding annoying headaches.

We arrived at the twin towers t around midday, and the first step was to the photographer for my passport pictures to attach at the job permit application. After that we went lunch, teppanyaki for me and rice with beef for Nina. At this point we were full of energy to face the tour de force.

First of all we searched all the sport shops, for finding football shoes, shin-guards and sox for me, and shorts for Nina. I forgot, we went for shopping ‘cause some ten days ago the big sale has begun, and we made gold deals.

The next goal were smart shoes, now if I start working I will need some, and surprisingly I found another good occasion; Nina also bought some nice office shoes.

Then she also got some jeans, and more shorts, but finding everything was really tiring, because we had to go around all the shops to compare the prices.

All was made harder by the bunch of tourists, mostly Arabian, filling the shops, don’t giving a breathe to the waitresses.

We also went inside the boutiques like Gucci & co, but for a very very short visit without touching anything.

At around five Starbucks break, frappuccino and tiramisu, and then again for last search.

We arrived home destroyed, at around seven, but the day was totally satisfying, it was since a very long time that I was not coming home with so many bags…

Massimo

Compleanno doro - Golden birthday

Friday, July 28th, 2006

 Secchiell oper la birra - Beer cooler

Come vedete la costruzione del blog sta facendo passi avanti, e nei prossimi giorni sono previste altre novità.

Ieri sera siamo andati da Santini, insieme a Yahya e Paul, due amici filippini che lavorano alla Petronas, una piacevolissima serata. Per la prima volta in vita mia ho visto mettere una caraffa di birra nel secchiello per non farla scaldare…

Oggi ho avuto un colloquio di lavoro, e sembra che finalmente ce l’abbia fatta! Per scaramanzia non vi dirò nient’altro, almeno fino a quando non avrò il mio tesserino di immigrato lavoratore ed il permesso di lavoro in tasca.

Invece potete rifarvi gli occhi qui sotto con questo video che sponsorizza il turismo in Malesia nel 2007, anno del cinquantesimo anniversario dell’indipendenza. Purtroppo parecchi dei posti che si vedono nel video se li possono permettere in pochi, ma la natura e le spiagge sono per tutti.

Oggi pomeriggio ci sarà una manifestazione in centro, che terminerà davanti all’ambasciata USA, contro i bombardamenti in Libano e l’arrivo a KL del Segratrio di Stato Americano Condolezza Rice. Sono previste 100000 persone, ma solo domani si conosceranno le dimensioni del corteo.

 

As you can see the blog’s structure is improving a lot, and in the next days there other new tips planned.

Yesterday evening we went to Santini’s, with Yahya and Paul, two Filipino friends who work in Petronas, a very pleasant evening. For the first time in my life I have seen an ewer put in the ice for avoiding it to warm up…

Today I got an interview, and it seems that finally I got my job! For fallacy I am not going to tell you anything more, at least until I will have my expat card and my work permit in my pocket.

Instead you can pleasure your eyes with this video sponsoring tourism in Malaysia in 2007, 50th anniversary of nationhood. Unfortunately some of the places there cannot be afforded by anyone, but nature and beaches are for all.

This afternoon there will be a demonstration in the city centre, ending in front of the American embassy, aimed at showing displeasure concerning the escalating attacks in Lebanon and the US Secretary of State Condolezza Rice upcoming visit to KL. The expected partecipation is around 100000 people, but only tomorrow we’ll know the exact size of the parade.

 Massimo

Ritorno nelle Filippine seconda parte
Back to the Philippines 2nd part

Thursday, July 27th, 2006
 
Riunione coi vecchi amici - Reunion with the old friends

Manila, continuo a tornare a Manila. Il tempo non è l’argomento principale nelle Filippine, dopo tutto non abbiamo l’inverno o la primavera, ma ho scoperto che gli argomenti più gettonati sono il traffico e la politica. Dei due, il traffico è quello più sicuro, perché almeno si sa che qualunque autista odia i poliziotti, e si può scegliere all’inizio quale schieramento sostenere. Ma con la politica, bisogna essere molto accorti – il tassista che mi ha portato dall’aeroporto lo è stato moltissimo, ho notato, un fan di Erap, e sono contenta di non aver detto niente altrimenti mi avrebbe abbandonata sulla Smokey Mountain. A proposito, sono passata da quella che una volta era Smokey Mountain (e che oggi è una montagna di rifiuti, vedi foto in basso). Non è per niente un bel vedere, e si inizia a pensare chi e come dovrebbe essere responsabile di ciò, e la risposta è così complessa che ci si sente impotenti, e si deve aspettare di riacquistare le proprie facoltà per poter fare qualcosa per questo aspetto della società filippina.

Vecchi amici, vecchi ricordi. Finalmente il sabato sono riuscita ad unirmi ai miei vecchi amici delle superiori (Dots, Sel, Ina, Paul, Miles, JV, grazie a Selena per la foto), prima a cena da Mr Kebab, per cosa se non per un kebab…! E alcune melanzane con lo yogurt. Con mio piacere Christian era là, non lo vedevo da undici anni, e anche Jeremy, che non vedevo da cinque forse sei anni. Dopo il kebab siamo andati a casa di Paul a fare quello che fanno gli studenti delle superiori… bere un miscuglio di cose, questa volta abbiamo bevuto il mix “Chavacano”: Milo, uova, caffé, latte condensato, aranciata e, ovviamente, una buona dose di rum. Si chiama così perché è preparato dal nostro barista personale di Mindanao, Jason. Decisamente non è per i deboli di cuore, ma in verità non è altro che una versione artigianale del kaluha, ed era anche abbastanza buono. Ne ho bevuti solo tre, diluiti con almeno tre bicchieri d’acqua calda, spaventata non tanto dalla Salmonella, ma dai possibili postumi. Abbiamo passato fuori tutta la sera, ricordando i tempi della scuola, con gente che conosco sin da quando avevo tredici anni. Ci siamo divertiti parecchio, a parlare delle stesse cose di cui parlavamo allora, e l’argomento più divertente ovviamente è stato quello dei vecchi amori (e vecchie tragedie), che in qualche modo facevano ancora arrossire le guance già baciate dall’alcool.

Risate. E’ stata una notte di risate, anche per la mia famiglia. Sfortunatamente le mie zie sono arrivate al nostro appartamento quando stavo ormai uscendo per incontrare i miei amici. Non ero riuscita a passare molto tempo con loro, ma ogni tanto durante la serata mandavo degli SMS a mio fratello per chiedergli come andava. Era il compleanno di zio Bert, così Jasmine ha fatto dei pancit per lui, Io gli ho comprato una torta e mio fratello ha ordinato la pizza. Se c’è una persona che parla più di mia mamma, questa è sicuramente lo zio Bert, quindi potete immaginare com’era casa quella notte.

Domenica è stato un giorno di riposo, mia mamma è andata a messa a Quiapo, e nel pomeriggio ho incontrato Amillah che mi ha dato un bel libro di interior design delle Filippine. Prima mi sono anche vista con Anai e Paul, e volevo visitare Arnel. Ma a quel punto la mia voce era sparita, avevo un po’ di febbre e dolori muscolari, che mi sono valsi per i precedenti giorni di polvere metropolitana di Manila. Sono rimasta a casa, e mi sono svegliata il giorno dopo con tutti i sintomi influenzali. Però dovevo prendere l’autobus per l’aeroporto. Tanto per peggiorare la situazione ho perso il bus, ciò significa che invece di300 pesos ne ho spesi 2000 per il taxi. Per lo meno, guardando il lato positivo, ho preso l’aereo e sono tornata dal mio amore.

  

Manila, I keep coming back to Manila.  Weather is not the most common topic in the Philippines, after all, its not like we have winter or spring here, but I found the most useful topic is either traffic, or politics. Of the two, traffic is safer, because at least you know that all drivers hate traffic policemen, so you can at least choose in advance which side to take. But with politics, one has to be a little careful - the taxi I took from the airport, for one, was very much, I noticed, an Erap fan, so I was glad I didn’t make any kind of remark, otherwise he would have dumped me on the Smokey Mountain. Speaking of which, I passed by the once-Smokey Mountain (today-Garbage Mountain, see picture below). It is definitely not a happy sight, and you begin to think, of how, why and who should be responsible for it, and the answer is so complex you then begin to feel powerless, and wait until you become smarter and more capable of understanding and doing something for this part of the Philippine society.

Old friends, Old memories. Finally on Saturday, I was able to join my old high school friends (Dots, Sel, Ina, Paul, Miles, JV, thanks to Selena for the picture), first for dinner at Mr. Kebab, for what else, kebab..! and some eggplant with yoghurt. To my delight, Christian was there, whom I haven’t seen in eleven years, and Jeremy, whom I’ve seen last maybe five or six years ago. After kebab we proceeded to Paul’s place to do what high school kids do… drink a concoction of things, this time we had “Chavacano” mix: Milo, egg, coffee, condensed milk, mirinda orange, and of course, a strong dose of rhum. So-called because it is brewed by our very own Mindanaoan barista, Jason. It is definitely not for the faint-hearted, or those with weak stomach, but in truth, it is your homemade version of kahlua, and was tasting quite good. I only had three or four shots which I downed with at least ten mugs of warm water, being afraid not so much of Salmonella, but of the hang-over afterwards. We spent the whole evening outside, reminiscing old high school memories, with people I have known since I was thirteen years old. Its actually funny, that we talk about the same things that we talked about then, and the greatest fun of course, is reminiscing our adolescent loves (and tragedies) , which somehow, can still bring a blush to an already alcohol-kissed cheeks.

Laughter. It was a night of laughter, as well as for my family. Unfortunately, my aunts arrived in our place as I was about to leave to meet my friends. I didn’t manage to catch up a lot with them, but sent SMS to my brother once in a while to ask how things are going. It was Uncle Bert’s birthday, and so Jasmine made some pancit for him, I bought him a cake, and my brother ordered pizza. If there is one person who talks more than my mother, it is my uncle, and so you can imagine how our place was that night.

Sunday was a day of rest, my mother attended a mass in Quiapo, and in the afternoon I met with Amillah who gave me a real nice book of Philippine Interior designs. Previously, I met also with Anai and Paul, and intended to visit Arnel. By this time, my voice was non-existent; I was having a little fever and a lot of muscle aches, which are basically worth the seven days of dust of Metro Manila. I stayed at home, and woke up the next day with all the symptoms of flu. But I had to catch the bus to go to the airport. To make matters worse, I missed the bus, which basically meant that instead of paying 300 pesos, I had to pay 2000 pesos for the taxi to get to the airport on time. Looking at the good side of things, at least I caught the plane and went back home to my lovey.

Nina
 
 Smokey Mountain

Ritorno nelle Filippine prima parte
Back to the Philippines 1st part

Wednesday, July 26th, 2006

Vulcano Mayon in Bicol - Mayon vulcano in Bicol

Correre, correre, correre. Dopo aver corso per tutta Manila e Bicol, ora sono di ritorno a KL, e in qualche modo, essere qui mi fa sentire più in vacanza che non nelle Filippine, dove dovevo andare in così tanti posti alla volta che ho finito per passare metà dei miei dieci giorni su mezzi di trasporto di ogni genere – aereo, bus, bicitaxi, taxi, LRT, MRT…

Appena atterrata sono andata immediatamente all’ospedale a stabilire un appuntamento per mia mamma, dopodichè ho preso l’autobus per Bicol, un viaggio di dieci ore. Sono arrivata alle sette di mattina, ho dormito un po’, e alle undici ho incontrato Willie, il nostro interior designer che mi sta aiutando con la casa. Il resto del pomeriggio l’ho passato con mia sorella passando il tempo nel modo più comune nelle Filippine, girare per i centri commerciali. Il giorno dopo siamo andati in una città vicino a Joroan, a circa 40 chilometri, per cercare delle piastrelle colorate per il pavimento di casa, e ci siamo andate col triciclo! Assomiglia al tuk-tuk, ma i passeggeri siedono a fianco del conducente, non dietro, e il viaggio di ritorno è stato di tre ore, senza sosta, e abbiamo quasi bruciato il motore. Non ricordo il nome del posto, ma era su un monte con una magnifica vista sul mare. Avrei voluto fermarmi di più, ma dovevamo andare a casa. Nel pomeriggio sono andata con mia mamma in un altro paese, dove vive un uomo, famoso per i suoi mobili intagliati in legno. Quando siamo arrivate sembrava che nessuno sapesse dove vive, fino a che abbiamo incontrato suo nipote che ci ha portate da lui. I suoi lavori mi hanno impressionata parecchio, non erano proprio economici, ma chiunque li vedesse ne sarebbe colpito.

Il giorno dopo siamo volate a Manila, io e mia mamma, in visita a mia zia e ai miei cugini che non vedevo da quando ho lasciato il paese. Ovviamente c’era una baraonda, e tutti mi parlavano contemporaneamente. Abbiamo passato la notte con loro, ma visto che era abbastanza lontano dall’ospedale abbiamo deciso di trovare un’altra sistemazione. La ricerca si è rivelata ostica, perché anche se ho vissuto a Manila per dieci anni, ci sono stata più che altro come studente, e quindi non conoscevo nessun alloggio dove andare, tranne che dormitori. Così siamo state in hotel fino a che il mio caro amico Paul e suo fratello Mike ci hanno offerto il loro appartamento a Makati, un posto molto conveniente e, cosa più importante, con una cucina decente.

Con la scusa che ho cercato casa per tutta la città sono anche riuscita ad incontrare molti amici dell’università. Ho rivisto anche Romy e John Paul a Cubao che stavano aprendo un loro centro di revisioni, e ovviamente ho visitato l’Istituto Nazionale di Fisica (NIP), che è una specie di base ufficiale qui ala UP (Università delle Filippine). Questo era stato il mio posto per il cazzeggio, non che mi piaccia ricordare i miei ex-, ma perché dopo anni passati a sedermi sulle scale del NIP, ero diventata molto amica con chi non si è laureato in fretta come gli altri o quelli che continuano col dottorato e post-dottorato e post-post-post-dottorato. E così ho rivisto Carlo e Chris che hanno entrambi lavorato all’Istituto Max Planck in Germania (ho visitato Chris a Dresda mentre ero in Danimarca), e altra gente all’Instru (Instrumentation place) che hanno notato quanto tempo sia passato!

Sono passata dal mio vecchio dipartimento, quello di Ingegneria Chimica, ma non c’era molta gente poiché, come ho scoperto pochi minuti prima, le lezioni erano state sospese a causa di un tifone in arrivo. Il che spiega anche perché l’intera università fosse sembrata deserta al mio arrivo, all’inizio ho pensato che fosse per le vacanze estive, ma mi sono  ricordata che è luglio e non maggio, e inoltre il vento soffiava così forte e non c’era traccia del sole.

Domani la seconda parte del viaggio…

 

Run, Run, Run. After running around in Manila and Bicol, now back in KL, and somehow, being here feels more a vacation, than being in the Philippines where I had to go to so many places at once, that I ended up spending half of my ten days in whatever form of transport imaginable - plane, bus, tricycle, jeep, pedicab, taxi, LRT, MRT….

As soon as I landed, I went directly to the hospital to set-up an appointment for my mother, after which, I took the bus home to Bicol, which was a ten-hour ride. I arrived there around 7 am, had a bit of sleep, and at 11 am met with Willie, our interior designer helping me with the house. The rest of the afternoon, I spent with my sister doing the Filipino pastime, which is loitering in the mall. The next day, we went to a town near Joroan, some 40 km away, to look for some beautiful-colored tiles to put in the floor of our house, by tricycle! Tricycle is similar to a tuk-tuk, except that the passenger seat is beside the driver, not behind, and the total return trip was 3 hours non-stop that we almost burned the engine down. I forgot the name of the place, but it was on a mountain with a magnificent view of the sea. I would have wanted to stay more, but Willie was in a hurry for another appointment, so we had to head home. In the afternoon, I went with my mother to another town where the guy, who is famous for making carved wooden furniture, lives. When we arrived in the town, it seems nobody knew where he is until we rode another tricycle that happens to be owned by his nephew, who then drove us to his small shop. I was very much impressed with his handiwork, they weren’t exactly cheap, but anybody who sees them would be amazed by his craft.

The next day, we flew for Manila, me and my mother, and visited my aunt and cousins I haven’t seen since I left the country. Of course it was a riot, and everybody was happily talking at the same time.  We stayed with them for one night, but since it is a bit far from the hospital, we decided to find a place more accessible. Even that was a challenge, because even if I was in Manila for ten years, I stayed there mostly as a student, and therefore knew nothing of other accommodations, other than dormitories. So we stayed in a hotel until my good friend Paul and his brother Mike offered us his place in Makati, which in fact was very convenient, and most importantly, had a kitchen where we should be able to cook.

I managed to see a lot of good friends from my old university, as I was scouring Manila for apartments for rent.  I even saw Romy and John Paul in Cubao who were starting their own review center, and of course I visited the National Institute of Physics (NIP), which is my sort-of official base in UP. This has been my tambayan (hang out), not because I like to reminisce memories of my ex-, but because, after years of sitting in the NIP stairs, I actually made good friends there who don’t graduate as fast as the rest, because they tend to continue with their PhDs and post-docs and post-post-post-docs. And so I saw both Carlo and Chris who both worked previously in the Max Planck Institute in Germany (Chris, I visited in Dresden while I was in DK), and a lot of other Instru people. One thing that also amazes me is that now I am at least seven years older than the Instru undergrads, which actually says how much time has passed since!

I passed by my old department, which is Chemical Engineering department, but  there weren’t a lot of people, because as I found out a few minutes earlier, classes were suspended because there was a typhoon. Which actually explained why the whole university seemed deserted when I arrived, at first I thought it was summer vacation, but I had to remind myself that it is July, not May, and besides, the wind was blowing so hard and definitely no sun was in sight. 

Tomorrow the second half of the trip…

Nina
Triciclo e bicitaxi - Tricycle and pedicab

Oh wonder train go marching in…

Tuesday, July 25th, 2006
  
Meglio andare a letto presto la sera - Better sleep early at night

Di solito viaggiare in treno è piuttosto agevole e come potete vedere riposante, infatti è molto comune vedere gente che dorme, anche in piedi! Invece ieri sera stavo andando al cinema a KLCC, e durante il tragitto il treno si è fermato quattro volte fuori stazione.

Una volta giunto alla stazione ho notato che la coda per il treno di ritorno era lunga oltremisura, e addirittura fuori l’accesso alla stazione era chiuso e ciononostante centinaia di persone stavano aspettando di obliterare i biglietti (foto in basso).

Per raggiungere Nina ho dovuto fare il giro da fuori, e ci siamo messi ad aspettare Analyn, che tornava dal suo primo giorno di lavoro: è arrivata con due ore di ritardo perché i treni erano completamente fuori uso, ed il suo si è fermato in galleria. Appena raggiunta la fermata più vicina ha preso un taxi, non senza difficoltà, visto che il sistema ferroviario era in tilt. Comunque alla fine ci ha raggiunto e la serata è proseguita normalmente.

Oggi il giornale riportava l’accaduto, dicendo che tutto è nato da una disfunzione del computer che non permetteva di gestire i treni, provocando l’ammassamento di trenta mezzi compresi in sole sette fermate, tra l’altro tutte sotterranee. La gente ha aperto le porte dei treni, perché tutti erano senza elettricità (e quindi senza aria condizionata e luce), alcuni sono scesi e si sono incamminati lungo la galleria, altri si sono sentiti male. Questo ha provocato un rallentamento nelle riparazioni, che dopo più di quattro ore sono terminate.

La rivoluzione delle macchine è prossima…

 

Usually travelling by train is quite easy and as you can see is also resting, in fact it is very common meet people sleeping, even if they are not sitting anywhere! Instead yesterday I was going to KLCC for the cinema, and during the ride the train stopped four times between stations.

Once I arrived at the station, I noticed that the cue for the train to the opposite direction was oversize, and outside the entrance to the station was closed and despite that hundreds of people were waiting for a ride (pic below).

To reach Nina I had to pass by outside, and we kept waiting for Analyn, who was coming back from her first day at work: she was two hours late ‘cause the trains were out of work, and hers stopped in a tunnel. As soon as she reached a station she looked for a cab, but it was hard, since the train system was out. Anyway in the end she joined us and the eve continued normally.

Today the news paper was telling about what happened, saying that everything started from a computer glitch which did not allow for train management, provoking the bulking of thirty trains in a range of seven stations, almost all underground. People opened the doors, because the trains were without electricity (so no aircon and light), so someone went out and started to walk along the tunnel, others fainted. This provoked a lowering of the reparation, that after four hours ended.

The rise of the machines is next…

Massimo

Stazione intasata - Station overloading