KL from the 18th - a philippine-italian brew…

Archive for June, 2006

Bahasa Melayu prima lezione
Bahasa Melayu first lecture

Thursday, June 29th, 2006
 
Tiff e Nina davanti alla scuola di lingue - Tiff and Nina in front of the language centre
 
Ma che razza di lingua sto imparando? Alla fine della prima lezione di Bahasa Melayu sono uscito dalla scuola con una specie di affanno cardiaco per le difficoltà di pronuncia, tra sillabe aspirate e modulazioni vocali varie, mal di schiena a forza di star curvo a cercare parole sul quaderno e un blocco allo stomaco dovuto alla perplessità e al totale disorientamento (non è semplice avere tre lingue contemporaneamente in testa, la prossima volta devo spegnere l'italiano…). Non preoccupatevi, non è che il malese sia una lingua pericolosa, io ero il più indietro dei quattro, perché Nina un po’ l’aveva già studiato, Richard parla un po’ di Indonesiano che è molto simile e Tiff, sua moglie, parla cinese che nell’intonazione potrebbe essere parente del Bahasa.

L’insegnante, Joulivin Chong, è molto spiritosa, a prima vista sembra fin troppo spiritosa, perché ride con la bocca a “O” tipo ochetta come le signore cinesi che si vedono nei nostri film stereotipati. Anche Richard ha avuto la stessa sensazione, ma entrambi ci siamo ricreduti poiché, al motto di “le lingue portano divertimento”, Jouly si è rivelata un’insegnante brava e paziente.

La scuola è in un centro commerciale in una zona per cui sono passato solo una volta e che mi ha incuriosito. Visto l’anticipo con cui siamo arrivati ci siamo fermati per la merenda da Secret Receipe, famoso venditore di torte, ma ci siamo concessi solo un frappuccino (frappè + cappuccino). Dopo la lezione invece ci siamo fermati alla food court di KLCC a cenare, e abbiamo preso fish & chips, che ne avevo voglia da diversi giorni.

La prossima lezione venerdì sera (quindi sto passando il giovedì a studiare), poi ce ne usciremo con Richard e Tiff per cena, e quindi a casa per la nazionale!

 

What kind of language am I learning? At the end of the first Bahasa Melayu lecture I exited the school with a kind of breathlessness because of the pronounce problems, between swallowed syllables and various vocal modulations, backache because I was curve on the notebook looking for words and a stomach block because of bafflement and disorientation (it's not easy to have three languages in the head, next time I have to switch Italian off…). Don’t worry, It’s not that Malay is a dangerous language, I was the worst, since Nina already studied a little bit of Malay, Richard speaks some Indonesian that is similar and Tiff, his wife, speaks Chinese that sounds kind of similar to Bahasa.

The teacher, Joulivin Chong, is very witty, at first sight even too much, because she laughs with the “O-shaped” goose-kind mouth, like the Chinese ladies in our movies full of stereotypes. Richard had my same impression, but in the end we both changed our minds because, with the motto “language brings fun”, Jouly revealed herself as a good and patient teacher.

The school is inside a mall, in a zone where I only passed by once before and that yesterday intrigued me. Since we were too early for the class, we stopped for a break in Secret Receipe, famous for all the cakes, but we only had a frappuccino (frappe + cappuccino). After the class instead we went to the KLCC food court for dinner, where we had fish and chips, which I’ve been wanting for some days.

Next lecture is Friday eve (so I am studying a lot today), so we’ll go out with Richard and Tiff for dinner, and then at home for my national team!

Massimo
 
Richard in aula - Richard in the classroom

Momenti di calcistica intimità
Bond with football moments

Wednesday, June 28th, 2006
 
Astro sport channel

Ci sono così tante cose scritte in giro sul calcio, che non voglio neanche sprecare il mio hard disk scrivendone ulteriormente ma, come potete ovviamente vedere, sto proprio scrivendo di calcio. Il calcio ha invaso le nostre vite, al supermercato, all’edicola, alla stazione, persino nel mio ufficio. Durante il nostro ultimo meeting di fine trimestre, il nostro manager regionale mostrava le diapositive sulle previsioni del profitto alternate con i primi piani dei giocatori della sua Australia. Al bar, si possono vedere i camerieri e le cameriere con le maglie delle nazionali, nei negozi di informatica ci sono le pendrives personalizzate con temi sui mondiali, al supermercato troverete Ronaldinho sponsorizzare il detersivo Breeze (ma se lo fa da solo il bucato?), e ovviamentepalloni da calcio, maglie del calcio, calcio, calcio! Il mio gestore telefonico, codice 2206, mi manda i risultati delle partite ogni mattina, cosa che eleva la mia vita sociale, visto che non ricevo molti SMS. Ad eccezione, ovviamente, che non posso invitare 2206 a cena. L’altro giorno, ho anche ricevuto un depliant dalla banca, che mi invitava a comprare la collezione commemorative di placche dei mondiali, al prezzo di 2900 RM (circa 650 euro) che posso pagare in contanti, o a rate in dodici mesi a interessi zero. In Cambogia, dovevamo raccomandare al nostro autista di dormire la notte invece di guardare le partite alle 2 di mattina, per non rischiare di farci finire in un fosso. Ma non sono l’unica ad essere preoccupata, ultimamente ho sentito che il primo ministro della Cambogia in persona ha dovuto raccomandare al suo popolo di non vendere le proprie mucche, terre e case per scommettere sulle partite di calcio.

Per le donne che vogliono fuggire dall’euforia calcistica, la Svizzera ha da dire questo: “Perché quest’estate non fuggite in un paese dove gli uomini passano meno tempo col calcio e passano più tempo con voi?”. Ho controllato sul sito myswitzerland.com, e un pacchetto vacanza chiamato Parkhotel Delta costa circa 1160 $, e include quattro notti in stanza doppia, con corso di degustazione per signore e sessioni di trucco, ma sembra abbastanza regolare, perché non hanno indicato se servono anche uomini svizzeri…

Ok, a dire la verità, non sto tentando di scappare dall’euforia del calcio. Nella mia mente, non esiste. Comunque, un anno fa, mi chiedevo se Real Madrid e Juventus fossero squadre di basket o cricket. Fino a pochi mesi fa, conoscevo il “soccer” ma realizzando che è rischioso dire “soccer” se in ascolto ci sono inglesi, italiani, danesi e tutti gli europei in genere, così ho imparto a chiamare il soccer, tadah…calcio. Poche settimane fa, ho scoperto che Ronaldinho non è il soprannome di Ronaldo. Qualche giorno fa, ho passato dieci minuti a guardare Francia contro Togo, e a questo punto, la mia cultura calcistica stava aumentando, e sono riuscita a commentare che la partita era noiosa. E ieri, finalmente sono riuscita a guardare una partita intera alla tv! Hurraaaaaa! Italia contro Australia. L’ho fatto per dimostrare la mia solidarietà al mio ragazzo, che è italiano. Gli ho anche suggerito di scendere al distributore a comprare delle birre, ma la partita era già iniziata e non si sarebbe mosso dal divano. Così mi sono unita a lui e ho urlato e gridato con lui, il che mi ha fatto smaltire un po’ di stress lavorativo, e tra l’altro è molto divertente. Credetemi, anche per urlare come un tifoso serve allenamento, specialmente per le ragazze, perché si dovrebbe urlare in modo macho; non vuoi che suoni come un pappagallo starnazzante, come facevo io ieri. Alla fine, quando l’Italia ha segnato il rigore, Massimo e io ci abbracciavamo, godendoci questo toccante momento calcistico.

Quindi mi sono convertita al calcio? No. Primo, perché se non conoscevo il calcio conoscevo il soccer, non professionale, ma ci ho giocato. Al tempo non avevamo Totti o Beckham, ma non dovrebbe essere abbastanza guardare giocare i ragazzi per cui si ha una cotta a scuola? Non era il soccer che si vede alla televisione, e nemmeno il soccer su cui scommettere. Era il soccer che giocavamo sotto il sole cocente, e il soccer che giocavamo tutti infangati e sporchi dopo la pioggia . Perciò, se mi invitate a vedere in TV una partita di calcio potrei rifiutare, ma se mi invitate a giocare contate su di me sicuramente!

Aneddoti

  1. In marzo 2006 Massimo ha portato Nina al ristorante giapponese come ricompensa per aver attivato l’abbonamento ai canali sportivi.
  2. In Cambogia Massimo andava all’internet café non solo per svuotare le memory card, ma soprattutto per scommettere on-line coi suoi amici sulle partite. 
Maxis, compagnia telefonica - Maxis, phone provider

There has been so many things written about football, that I don’t even want to waste hard disk space by writing another one, but as you obviously can see, I am doing it just now. Football has invaded our lives, in the grocery, in the newsstand, in the train station, even in my office. In our recent quarterly assessment meeting, our regional manager had the faces of his Australian team pasted back to back with slides on revenue forecast. In the bars, you can see waiters and waitresses sporting football costume, in computer shops, you will be seeing football-themed pendrives, in the grocery, you will see Ronaldinho endorsing Breeze detergent powder (does he actually wash his own clothes?), and then of course, football balls, football clothes, football, football! My mobile phone service provider, code 2206,  sends me summary of football game results every morning, which is actually boost my social life, because I don’t receive SMS that often. Except of course, I cannot invite 2206 to dinner. The other day, I also received a brochure from my bank, which encourages me to buy the limited edition FIFA World Cup commemorative collection, for 2900 RM (around 650 euro)  which I can pay by cash, or by installment at 12 months zero interest installment plan. In Cambodia, we had to remind our tuk-tuk driver to try sleep for the night, instead of watching 2 AM matches, lest he drives us into a ditch somewhere. But its not just me who is worried, last I heard, the Cambodian prime minister himself had to remind his own people not to sell their cows, lands and houses  to bet on the games.

For women wanting to flee the football euphoria, Switzerland has this to say: “Why not escape this summer’s World cup to a country where men spend less time on football, and more time in you”.  I have actually checked the myswitzerland.com, and one holiday package from a hotel called Parkhotel Delta costs around 1160 USD, which includes 4 nights in double room, with ladies taster course and makeup session, but it seems regular enough, because they haven’t really indicated if they serve Swiss men…

Ok, truth is, I am not trying to escape football euphoria. In my mind, it doesn’t exist.   However, one year ago, I actually wondered  whether Real Madrid and Juventus plays basketball or cricket. Up until a few months ago, I only know “soccer” but having found out that it’s a safety risk to mumble “soccer” within hearing distances of British, Italians, Danes, and all Europeans for that matter, so I have finally learned to call soccer, tadah…football. A few weeks back, I found out that Ronaldo’s nickname is not Ronaldihno. Some days ago, I spent around ten minutes watching France vs. Togo, and by this time, my football literacy was rising, and I managed to comment, that it was a boring game. And then yesterday, I actually watched a complete football game on tv! Hurrrayyyy! Italy vs Australia. It was to show my unity and support to my boyfriend, who is Italian. I even suggested that we buy beer at the gas station, but the game has started  so he did not leave his seat. And so I joined him in the sofa, and shouted and screamed with him, which relieves a lot of office-stress, and actually, is a lot of fun.  Believe me, shouting like a football fan needs to be practiced too, especially if you are a woman, because it should have a macho ring to it; you don’t want to sound like a screeching parrot, which I basically was, yesterday. At the end, when Italy has scored from the penalty kick, Massimo and I were hugging each other, enjoying our truly-bonding football moment.

So, am I a football convert? No, I am not. First, because even if I did not know football,  I knew soccer, not professional, but I played. At that time, we didn’t have Totti or Beckham, but then, shouldn’t watching your high school crushes suffice?  It was not a soccer we watched on tv, it was not a soccer we bet on. It was soccer that we played under the blazing sun, and a soccer we played muddy and mucked-up after rain. And so if you invite me to watch football on tv, I may not be able to, but if you want to play, count me in!

Trivia:

  1. In March 2006, Massimo treated Nina to a Japanese dinner in exchange for subscribing to Astro Sports Channel.
  2. In June 2006, in Cambodia, Massimo would go to the internet café, not necessarily to empty the camera's memory card, but to bet on the games online. 
Nina

Un bel souvenir - A nice souvenir

Tuesday, June 27th, 2006

Dopo essere tornati dal viaggio, la settimana passata è stata piuttosto turbolenta, se non altro per i problemi intestinali che mi sono portato come unico souvenir da Siem Reap, e che per cinque giorni mi hanno tenuto in un costante stato di “allerta”…

Ho ricominciato anche a cercare un lavoro, perché non mi va proprio giù l’idea di fare altri tre mesi da casalingo laureato, e quindi voglio avere delle possibilità oltre a quella, che ormai sembra solo illusoria, con i maiali. Mi ha chiamato proprio ieri il boss indiano, dicendomi che venerdì mi porta da questi suoi clienti cinesi per una riunione su questo progetto. Se fosse la volta buona la situazione cambierebbe radicalmente, ma dopo i primi tre mesi di attesa non mi fido più e così mi sento messo in contatto con un manager canadese  di un’altra compagnia che lavora con lo smaltimento dei rifiuti e ha girato il mio curriculum alla dirigenza, e mi ha indicato un’ulteriore possibilità verso un’azienda di trattamento acque e così ho mandato il mio curriculum anche a loro, e lo stanno valutando. Ho anche iniziato a prendere il giornale tutte le mattine per gli annunci, così posso avere un’altra fonte di proposte oltre a internet, e posso pagare con tutte le monetine da un centesimo che ci hanno rifilato in questo periodo. Ora non resta altro che vedere che succede nei giorni successivi.

Intanto il mio repertorio culinario si è arricchito di un altro piatto, ovviamente messo a punto a spanne come al solito: lo spezzatino, che devo dire è stato apprezzato molto.

La notizia bomba è che domani iniziamo il corso di Bahasa Melayu, la lingua ufficiale malese, assieme al capo di Nina e a sua moglie, che si sono trasferiti recentemente da Singapore. Devo dire che la cosa mi affascina molto, perché non suona come studiare inglese tedesco o francese, ma una lingua che non ha niente in comune con la cultura, con la storia, e con le persone a cui sono abituato, baguslah (bagus è buono/bene, lah lo mettono alla fine delle parole penso per accentuare il significato delle parole)!!! Quindi "ciaolah" a tutti e grande Italia!!!!.

 Uffici visti dallo skybridge - Offices seen from the skybridge

After coming home from the trip, last week has been quite rowdy, just because of the intestinal problem I brought back from Siem reap as my only souvenir, and that kept me in emergency state five days long…

I also started again my job hunt, because I don’t want at all three more months as graduated househusband, so I want to have few more possibilities other than the one, that now looks pretty illusive, with pigs. The Indian boss called me right yesterday, telling me that next Friday he’s going to bring me to his Chinese costumer for this project. If it would be the conclusive time my situation would radically change, but after the first three months I don’t trust anymore and so I got in touch with a Canadian manager who works for a waste treatment and disposal company and he forwarded my resume to his director board, and he also gave me the contact to the manager of another water treatment company whom I submitted my curriculum vitae, and he told me they are reviewing it. I also started to buy the newspaper everyday for the career opportunities posts, so now I can have another source of possibilities other than internet, and I can pay it with all the 1 cent coins we got in this last period. Now let’s see what will happens in the next days.

Meanwhile, my culinary repertoire enriched  of another dish, obviously prepared with no receipe like usual: homemade stew, that I must say, has been very appreciated.

But the breaking news is that tomorrow we start the Bahasa Melayu course, the official Malay language, with Nina’s boss and his wife, who moved here recently from Singapore. I have to say that the thing really attracts me, because it doesn’t sound like studying German, English or French, but a language that has nothing in common with the culture, the history, and the people I am used to, baguslah (bagus is good, lah is put in the end of words for accentuate the meaning)!!! So "byelah" everybody and huray for Italy!!!!.

 Massimo 

Grande pupone! - Great pupone!

Cambogia quarto giorno - Cambodia day 4th

Sunday, June 25th, 2006

Hotel 5 stelle - Five stars hotel

Il giorno della partenza, e come quasi sempre accade, il giorno più malinconico. Dopo così poco tempo ci siamo già affezionati a questa terra e alle persone che ospita. Dicevamo, sveglia alle sette e, dopo esserci vestiti, siamo partiti per il mercato alla ricerca di souvenir: in particolare un set di bacchette per mangiare, in legno e osso, con disegni e scritte cinesi. La ricerca è durata più del previsto, ma le abbiamo trovate in un negozio dove per 21 $ siamo riusciti anche ad avere una sciarpa Khmer in seta e sei sottobicchieri molto colorati e particolari.

Eravamo di ritorno alla guesthouse alle nove, ed il taxi per l’aeroporto ci stava già aspettando così, caricati i bagagli, siamo partiti, volgendo un ultimo saluto al nostro autista, che era di nuovo lì davanti alla ricerca di nuovi passeggeri.

All’aeroporto, dopo il check-in, abbiamo dovuto pagare 25 $ per uscire (dopo i 20 $ pagati per entrare), farci fare un’altra foto, dopo averne fatta una all’arrivo, dopodiché abbiamo aspettato comodamente l’aereo, che stavolta è partito in anticipo…

All’arrivo a KL abbiamo pranzato al Mac Donald dell’aeroporto per ché eravamo super affamati ed era il posto più vicino, quindi ci siamo sorbiti un’altra ora e mezza di pullman per arrivare alla stazione centrale (ricordate? Ve ne abbiamo parlato qualche articolo fa), dove abbiamo preso il treno.

Ormai si erano fatte le 5:30, così abbiamo disfatto i bagagli e ci siamo dati al relax più estremo fino all’ora di dormire (che è arrivata molto presto).

Qui si conclude la giornata, ora potrete leggere le impressioni di ciascuno di noi due sulla Cambogia e su questo viaggio.

Massimo. Personalmente non mi sarei mai aspettato di visitare un posto così in tutta la mia vita, un posto che finora ho solamente intravisto attraverso uno schermo televisivo, per cui poter toccare anche una foglia in Cambogia aveva un fascino particolare… Il fatto di trovarmi in un posto con situazioni di povertà peggiori che in Malesia è stato anch’esso importante, fa davvero riflettere su molte cose, e sapere da dove si proviene e dove si ritorna assume una parvenza paradisiaca e assolutamente confortante.

Per quanto riguarda Angkor mi sono immerso in secoli di cultura Khmer, assaporando anche influenze indiane e cinesi; anche la più piccola pietra sembra un tessera di questo enorme mosaico architettonico, e faceva impressione anche calciare i sassolini sovra pensiero. La religione raccontata sui muri di Angkor Wat è un qualcosa che infonde molta armonia, perché gli dei locali sono custodi e protettori dell’equilibrio universale, non di specifiche attività come avveniva per i popoli dell’Europa antica, e si percepisce la completezza  del cerchio della vita, relegando la morte ed i suoi demoni a qualcosa di temporaneo ed indolore, poiché le figure mitologiche del bene alla fine trionfano e conquistano l’immortalità.

Le danze amplificano questa sensazione, perché vedere i corpi dei ballerini (tutti molto belli) raccontare quest’armonia, mette un senso di pace e calma.

Le persone hanno un aspetto molto bello, vivono con molta più lentezza e con meno ordine di tutte le etnie che ho incontrato finora. Si vede chiaramente che la ricerca di soddisfare i bisogni primari non rende ancora possibile uno stile di vita ordinato e organizzato. La cosa confortante è che almeno il cibo è assicurato, quel che più manca sono l’istruzione e le infrastrutture sanitarie.

Nel complesso mi sento molto appagato da questo viaggio, in un luogo che permette veramente di staccare la spina ed estranearsi da tutto il resto.

Nina. La polvere che si solleva dalla strada al passaggio dei tuk tuk, file e file di venditori di frutta sulle strade con le loro migliaia di caschi di banane gialle e durian, il popolo Khmer con i loro sorrisi bellissimi e spontanei, sono ciò che ricordo di più di Siem Reap. L’assetto provinciale non mi è nuovo, ed andare in Cambogia è stato come andare a casa, solo che questo posto è più esotico, visto che nel mio paese non serviamo insetti fritti.

Ci sono tantissimi hotel in Cambogia, enormi e lussuosi, infatti non ho mai visto una tale concentrazione di hotel nello stesso posto, ma le strade di Siem Reap richiamano il viaggiatore a darsi da fare, sudare sotto il sole di mezzogiorno, impolverarsi, ascoltare i tamburi e i flauti fatti con le foglie, suonare all’ombra degli alberi della Cambogia. Scordatevi anche le auto bianche con l’aria condizionata aggirarsi per le strade, saltate su un tuk tuk, perché non appena sfrecciano si sente il soffio di dieci milioni di ventilatori sul viso, e quelle gocce di sudore sul naso improvvisamente spariscono come per incanto.

Rimanendo in auto, si diventa sicuri e lontani osservatori, mentre con un tuk tuk si può guardare, odorare e sentire l’ambiente più agevolmente.

Ma tanto quanto si può assaporare  il fascino delizioso di questo posto idilliaco, tanto è difficile ignorare l’opprimente povertà della popolazione locale. Per bambini molto piccoli, chiedere la carità e vendere è uno stile di vita, ed ancor più triste è il fatto di non poter trovare ujn modello di successo economico, poiché la maggior parte delle strutture sono di e per stranieri. Speriamo, in futuro, che almeno l’industria del turismo sia in grado di risollevare l’economia della Cambogia. 

 Insetti fritti - Fried insects

The farewell day, and as usually happens, the most melancholic day. After such a short time we were already clingy to this land and to the people that it hosts. We were saying, woke up at seven and, after got dressed, we left to the market in search of souvenirs: in particular a set of wood and bone chopsticks , with Chinese draws and writings. The hunt lasted more than we thought, but we found them in a shop where for 21 $ we were able to get also a Khmer silk scarf and six coasters, very colourful and particular.

We were back to the guesthouse at nine, where the cab to the airport was already waiting for us so, after charged our baggage, we left, greeting for the last time our driver, who was still there looking for more passengers.

At the airport, after checked-in, we had to pay 25 $ to go out (after the 20 $ to come in), take another picture, after taking one at the arrival, after which we waited for our plain, that this time was in advance…

Once we arrived in KL we had lunch at the airport Mac Donald ‘cause we were super hungry and it was the closest place, then we supported one and half hours by coach to arrive at the central station (remember? We told you about it few articles ago), where we took the train.

It was already 5:30 pm, so we unpacked the luggage and dedicated to the most absolute relax until sleeping time (that was very early).

Here the day finishes, now you can read our own impressions about Cambodia and this trip.

Massimo. Personally I would have never expected to visit a place like this in my whole life, a place that until now I saw only from a TV screen, so touching even a leaf in Cambodia assumed a particular fascination…

The fact of finding myself with poorness situations even worse from what I have seen here in Malaysia was also important, it really makes think about a lot of things, and to know where you come from and where you go back assumes a paradisiacal and comforting aspect.

For what concerns Angkor I got immerged in centuries of Khmer culture, tasting also Indian and Chinese influence; even the smallest stone looked like a dowel of this huge architectural mosaic, and kicking the pebbles over thinking was impressive as well. The religion narrated on Angkor Wat walls is something engrafting a lot of harmony, because the local divinities are keepers of the universal equilibrium, not of specific things like in the ancient Europe civilizations, and it was possible to feel the completeness of the circle of life, constraining death and its demons to something of temporary and painless, because the mythological good figures in the end win and conquer immortality.

The typical dances amplify this sensation, because watching the dancers bodies (all really beautiful) expressing this harmony, gives a sense of calm and peace.

People have a very good aspect, they live with much more dullness and with less order than all the other populations I met till now. It’s clear that the goal of satisfying the primary needs doesn’t allow yet a more organized and ordered lifestyle. The comforting aspect is that the food doesn’t lack, but what is really missing are educational and sanitarian infrastructures.

Globally I feel very satisfied by this trip, in a place that really make you unplug from everything else.

Nina. The dust flying in the roadside when tuk-tuks pass by, the rows and rows of fruit vendors on the street  with their thousand bunches of yellow banana and durian, the Khmer people with their beautiful spontaneous smiles, are what I will remember most of Siem Reap.  The provincial setting is not new to me, and thus coming to Cambodia is like coming home, only this place is more exotic, as we don’t serve fried insects in my town.

There are a lot of massive, luxurious hotels in Cambodia, in fact, I have never seen such a big concentrations of hotels in one place, but, the streets of Siem Reap beckons the traveller to get down and dirty, sweat in the midday sun, bathe in the dust, listen to drums, and flutes made of leaves, played underneath the shades of Cambodian tree. Forget even the air-conditioned white cars plying the roads, hop on to the tuk-tuk, because as soon as it roars, you feel the blow of ten million electric fans in your face, and those beads of sweat on your nose suddenly disappears like magic. Being in a car, you become a secured, distant observer, while the open air tuk-tuk allows you to see, smell and feel the environment less inhibitedly.

While one can savor the delightful charm of this idyllic place, it is also difficult to ignore the grinding poverty evident in its local population. For very young children, selling and begging is a way of life, and even more sad is the fact that it is difficult to find a model of economic success, most of the better business establishments are by and for foreigners. Hopefully, the tourism industry would be able to boost the Cambodian economy.

Massimo & Nina

Commerciante

Cambogia terzo giorno - Cambodia day 3rd

Friday, June 23rd, 2006
 
Ingresso al tempio - Gate to the temple

Giorno 3: sveglia alle 7:00 e colazione con bacon, uova e salsiccia, ritrovo alle 8 con l’autista e partenza verso Angkor, per il secondo giorno di visita, più breve del precedente. Il panorama era totalmente diverso dal giorno precedente, perché la pioggia aveva reso tutto di un altro colore. Oggi abbiamo visitato i templi Preah Khan, Neak Pean, Ta Som, West Mebon e Pre Rup. Anche qui venivamo circondati dai bambini che tentavano di vendere souvenir e bibite fredde. Durante il giro abbiamo conosciuto due ragazzi, lui austriaco e lei brasiliana, che si erano conosciuti in un modo fortunoso almeno quanto noi due, infatti lavorano per la stessa compagnia di navi da crociera, ma su due navi diverse… Ci hanno detto che siamo stati molto fortunati con l’autista del tuk tuk, perché il loro era indisponente e poco gentile, mentre il nostro soddisfava ogni nostra richiesta.

Verso l’una eravamo alla guesthouse, e dopo esserci lavati e rivestiti siamo andati ad una casa per massaggi, dove nel giardino fiorito c’era un laghetto e dal tetto scendeva una cascata d’acqua. Appena entrati ci è stato offerto del the, ma era così caldo che ci hanno fatto accomodare prima che potessimo assaggiarlo. Due ragazze ci hanno lavato i piedi con foglie di menta e limone, e ci hanno condotti in una stanza con delle stuoie e dei materassi con un cuscino, per farci spogliare e preparare. Dopo cinque minuti è iniziato il massaggio, un’ora tra le più rilassanti che si possano desiderare, con olio profumato prima, e panni umidi caldi poi. Dover andare via è stato proprio un peccato…

All’esterno il nostro fedele autista ci aspettava col tuk tuk, e qualche metro dietro di lui delle signore stavano cucinando in una postazione improvvisata, mentre una scimmia se ne stava seduta su un muretto. L’autista ha comprato una specie di focaccia da una delle signore e l’ha data alla scimmia, per permettere a noi due di farle delle foto. Ma stava iniziando a piovere, così siamo ripartiti verso la guesthouse. Abbiamo pagato e salutato il nostro autista, ringraziandolo infinitamente per questi due giorni di corse in tuk tuk e siamo tornati in camera per prolungare il nostro relax di qualche minuto.

A questo punto la pioggia ha iniziato a farsi torrenziale, così siamo scesi a bere qualcosa e ad gustarci il diluvio, sperando comunque che durasse poco perché volevamo andare al mercato a prendere dei souvenir. Alla fine la pioggia è durata un paio d’ore, quindi l’acquisto dei souvenir è slittato alla mattina dopo. Siamo andati a trasferire le foto ancora una volta e poi a cena in Pub Street, questa volta al ristorante Khmer Taste, dove abbiamo potuto godere ancora una volta delle danze tipiche, ma in un ambiente più piccolo e con ballerini più inesperti, ma non per questo meno interessanti. Per il dessert ci siamo spostati in un altro locale nella stessa via, fino alle 10 circa. Tornando indietro, ovviamente circondati dai mendicanti, abbiamo incontrato di nuovo la coppia che avevamo conosciuto al mattino e si sono fermati con noi all’Irish pub, per vedere la partita del Brasile, fare quattro chiacchiere e bere una birra. La piacevole serata si è conclusa verso l’una, tutti eravamo molto stanchi, così siamo tornati in camera a preparare i bagagli e via a dormire, prima di goderci le ultime ore a Siem Reap… 

 Casa per massaggi - Spa place

Day 3: woke up at 7 am and had breakfast with bacon, eggs and sausage, met the tuk tuk driver at 8 and left to Angkor, for our second sightseeing day, shorter than the previous. Tha landscape today was totally different from the previous day, ‘cause the rain rendered everything of another colour. Today we visited the temples Preah Khan, Neak Pean, Ta Som, West Mebon and Pre Rup. Of course we were surrounded by the kids, who were trying to sell us any kind of souvenirs and cold soft drinks. During the tour we met two guys, he was Austrian while she was Brazilian, who knew each other in a way as lucky as the two of us, in fact they work for the same  cruise ship company, but on different ships…They told us that we’ve been very lucky with our driver, because theirs was stroppy and not so kind, whereas ours satisfied all our requests.

At about 1 pm we were back to the guesthouse, and after having a shower and getting dressed we went to a spa place for a massage, where there was a small lake in the flowered garden, and from the roof a waterfall was coming down. As soon as we went in they brought us some tea, but it was so hot that they made us enter before we could taste it .Two girls washed our feet with mint leaves and lime, and conducted us in a room with some rush mats and mattresses with a pillow, to make us get prepared. After five minutes the massage started, one of the most relaxing hours that a person can wish, with fragrance oil first, and wet hot cloths after. Going away was a real pity…

Outside our faithful driver was waiting for us with the tuk tuk, and few meters behind him some ladies were cooking in an “improvised emplacement”, while a monkey was sitting on a wall. The driver bought a kind of pie from one of the ladies and he gave it to the monkey, so that we could take pics of her eating. But it was starting to rain, so we left to the guesthouse. We paid and greeted our driver, thanking him for being so kind to us in these two days of tuk tuk rides; then we went to our bedroom to continue our relax for some more minutes.

At this point the rain started to get torrential, so we went downstairs to get a drink and enjoy the downpour, hoping that it wouldn’t have lasted long because we wanted to go to the market for some souvenirs. Finally the rain lasted a couple of hours, so we delayed the shopping to the next morning. We went to transfer our pics once again, and then we had dinner in Pub Street, this time at the restaurant Khmer Taste, where we could enjoy the typical dance once again, even if in a smaller place and with less expert dancers, but not less interesting. For the dessert we moved to another  place in the same road, until 10 more or less.

Coming back, obviously surrounded by beggars, we met again the couple we knew the same morning and they came with us to the Irish Pub, to watch Brazil - Australia, having a talk and a beer. This pleasant night ended at 1 am, all of us were very tired, so we went up to prepare our baggage and direct to sleep, before spending our last few hours in Siem Reap…

 Massimo & Nina 

 Donne ai fornelli - Cooking women