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Essere imprenditore in Italia...

 
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Autore Messaggio
Blupacifico
Feto
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Registrato: 26/05/06 17:39
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MessaggioInviato: Gio 03/08/2006 18:05    Oggetto: Essere imprenditore in Italia... Rispondi citando

In un qualsiasi libro di diritto la definizione d'imprenditore è: "colui che si assume il rischio d'impresa", tradotto in lingua corrente: "colui che ci mette il soldo"!
Una figura rispettata, osannata, criticata, odiata, amata. Se volete una morte rapida basta presentarsi alla Festa in Rosso e citare una frase tipo "La vita dell'imprenditore è proprio dura"!
Gironzolando sul web ho incotrato un'interessante post lasciato da Beppe Grillo, ve lo riporto tale e quale:



"Aprire un’impresa in Italia è un’impresa. E’ necessaria una volontà sovrumana ed una certa propensione al masochismo. Lo spiega il rapporto “Doing Business in 2006: Creating jobs” della World Bank e della International Finance Corporation.
Il rapporto confronta i diversi Paesi per l’apertura e la chiusura di una società, l’acquisizione di licenze, l’assunzione di personale, il pagamento delle tasse, la registrazione delle proprietà, l’accesso al credito, le cause legali e la protezione degli investitori. L’Italia nel 2005 era al 70esimo posto. Prima di lei ci sono Panama, le isole Salomon, le isole Tonga, la Colombia e la Mongolia. In questi Paesi la vita è più facile che da noi per chi voglia investire i propri soldi in un’attività e creare lavoro.
Una causa societaria per il rispetto dei propri diritti richiede in Italia in media 1.390 giorni, nel mondo ci batte solo il Guatemala, ma cos’avrà meno di noi? Per importare dei beni sono necessari in media 16 documenti, 10 firme e 38 giorni.
Ma, pur in queste condizioni di imprenditoria estrema gli italiani riescono ad aprire e, ma non sempre, tenere aperte le loro società. Gli italiani all’estero hanno successo perchè devono solo lavorare, non pensare alla burocrazia. Partono temprati da anni di handicap.
Riportate le vostre odissee in questo post per condividere insieme vessazioni e atti di eroismo."



La parola a voi...
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Un famoso monaco-meditatore disse: - Ho visto una gallina restare immobile per tre giorni a covare le sue uova, ma non ho mai visto una gallina illuminata -

- Tiziano Terzani -
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Vincent Vega
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MessaggioInviato: Ven 04/08/2006 10:18    Oggetto: Rispondi citando

Aprire e chiudere una società non è molto complicato, si tratta infatti solo di una questione di denaro, per iniziare dobbiamo fare le iscrizioni obbligatorie (circa 500 euro) poi si passa da quei buoni samaritani che sono i notai (le tariffe partono da 1700/1800 euro) per poi effettuare i depositi del capitale (che variano a seconda del tipo di società), poi vidimare i libri sociali, poi le dichiarazioni annuali, poi altre “piccole” incombenze trimestrali…

Le licenze poi sono un misto di fortuna per rientrare nei parametri per la richiesta e l’esborso di una cifra con cui ci si potrebbe comprare una casa.

L’assunzione di personale in Italia è più vincolante di un matrimonio, infatti l’imprenditore oltre ad avere spese per un importo quasi pari allo stipendio è legato al lavoratore fino a che non sopraggiunge una giusta causa di licenziamento (che in Italia non è giusta neanche se il dipendente ti minaccia con una pistola Very Happy ) oppure questo fallisce e chiude (dovendo comunque le varie indennità ai dipendenti). Questo favorisce l’abuso di contratti a progetto e a tempo determinato, tanto odiati dalla sinistra ma causati proprio dalle loro pressioni mirate a tutelare i dipendenti con contratti più forti… un circolo vizioso, che dite?

Il pagamento delle tasse è un girotondo di modelli comunemente chiamati “deleghe” il cui vero nome è “modello f24”. Quasi impossibili da compilare per una persona normale vengono sfornati da gestionali da migliaia di euro all’anno. Queste in molti casi arrivano anche al 41% dell’imponibile prodotto… uno scadalo.

La registrazione della proprietà è la cosa più semplice e snella, forse perché si sta tentando di creare un iter unico europeo.

L’accesso al credito è una cosa alquanto curiosa, se vuoi chiedere un prestito devi prima dimostrare di possedere del denaro…mah. Sul fronte societario invece la manica è anche troppo larga, infatti controlli sono pochi, i modi di aggirarli molti e le ripercussioni in caso di fallimento minime.

Concludo con una considerazione sulle ultime manovre del governo: i maggiori controlli sui movimenti bancari sono un’ottima iniziativa, ma (cosa più tecnica) l’anticipazione di sei mesi delle dichiarazioni obbligatorie causerà un intasamento cronico del fisco italiano e l’insurrezione di tutti gli addetti ai lavori, cosa che spero faccia cadere il governo e aprire gli occhi a molta gente.

(Se ci sono errori di scrittura perdonatemi, ho scritto di fretta.)
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Pierre-Jules Renard (1864 – 1910)
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MessaggioInviato: Ven 04/08/2006 12:44    Oggetto: Rispondi citando

Cosa aggiungere a questo saggio? Nulla...è perfetto!!! Very Happy

Sei un grande Vince!!! Exclamation Exclamation Exclamation
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"Il comunismo, essendo per sua tendenza egualitario, è contrario alla vita e alla storia, oltre che alla natura che è profondamente diseguale e che vive di questa disuguaglianza" - Roma, 20 maggio 1925 - Benito Mussolini
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