Australian Open

Postato lunedì 21 gennaio 2008 alle 16:24 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Non c’e’ molto da segnalare riguardo ai giorni appena trascorsi se non il fatto che la pioggia e il maltempo, a partire da giovedi’ fino ad oggi (lunedi’) incluso, l’hanno fatta da padroni, lasciando poco spazio alle alternative sul come trascorrere serate e weekend. Di conseguenza, non ho fatto altro che stare tutto il tempo comodamente adagiato a casa, uscendo soltanto domenica nel tardo pomeriggio per fare un po’ di spesa per la settimana in arrivo.

Fortunatamente pero’ a Melbourne il cielo era sereno e ho quindi potuto gustarmi appieno alcuni match degli Australian Open di tennis, entrati nel vivo sui campi del Melbourne Park dell’omonima citta’ capitale dello stato del Victoria, primo torneo dei quattro del Grande Slam e quindi primo grande appuntamento dell’anno.

Come ogni competizione a cui partecipa da qualche anno a questa parte, il favorito e’ ovviamente re Roger Federer, autentico dominatore dello sport negli ultimi tempi. Sabato pomeriggio pero’ ha faticato non poco per aver ragione del serbo Tipsarevic, che ha ceduto soltanto 10-8 al quinto set dopo quattro ore e mezza di battaglia, ritardando di molto l’inizio del match piu’ atteso del weekend: Hewitt, unico australiano ancora in gara, contro Baghdatis, cipriota che ha conquistato il pubblico con la sua simpatia. Anche qui match molto equilibrato e combattuto, finito alle 4:33 del mattino, nuovo record, con la vittoria del tennista di casa.

Il resto del tempo l’ho speso a rincretinirmi con un giochetto di strategia per computer, The Settlers II 10th Anniversary, che consiglio vivamente agli amanti del genere, e a sbrigare alcune faccende domestiche tipo fare il bucato, che con tre carichi totali ha dato un po’ di lavoro alla nostra super-lavatrice.

Ah, quasi dimenticavo: per scaramanzia non voglio ancora rivelare niente di dettagliato ma probabilmente molto presto ci sara’ una grandissima novita’ per voi che ci seguite dall’Italia… Stay tuned!

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Paintball

Postato martedì 20 novembre 2007 alle 21:56 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

Foto di gruppo

Domenica all’insegna dell’azione e dell’adrenalina quella appena trascorsa. Il gruppo di amici con i quali ero andato alle Jenolan Caves lo scorso Maggio organizzava, infatti, per questo weekend, un’altra uscita a sorpresa che si e’ poi rivelata essere il divertente paintball. Per chi non lo sapesse, si tratta di una guerriglia simulata con armi che sparano proiettili macchianti!

Sveglia (molto) mattutina con ritrovo alle ore 6 e partenza per Blacktown, un grosso centro un’ora a ovest di Sydney, dove ci aspettava il check-in entro le 8. Dopo aver sbrigato le pratiche burocratiche, abbiamo ritirato l’attrezzatura necessaria, cioe’ uniforme mimetica, elmetto protettivo, arma e munizioni, e assistito poi all’immancabile dimostrazione su come comportarsi sul campo di battaglia. Finalmente verso le 9 eravamo addestrati e pronti alla carneficina!

Il nostro gruppo e’ stato diviso in due e mischiato con altre persone col risultato di due squadre d’assalto di quindici persone pronte a uccidere alla prima mossa falsa! Il teatro di guerra era composto da vari scenari e missioni con obiettivi diversi: salva il prigioniero e riportalo alla base, uccidi tutti i nemici, conquista la base avversaria, difendi la base piu’ a lungo possibile e, per finire in bellezza, il piu’ delirante e doloroso, tutti contro tutti! Era da anni che volevo provare il paintball ma, inspiegabilmente, in Italia quel tipo di armi a gas e’ vietato mentre, ad esempio, quelle per il soft-air sono permesse. Mah!

Comunque, come immaginavo il divertimento e’ assicurato e il tempo vola anche se non manca qualche controindicazione: innanzitutto, quando vieni colpito, nonostante il proiettile si frantumi contro il tuo corpo, senti un discreto dolore, inversamente proporzionale alla distanza da cui ti hanno sparato; se non sei allenato (e io non lo sono piu’ da oltre un anno), il continuare a correre, strisciare, accucciarsi, saltare ruscelli e sfuggire alla morte in genere, si fara’ sentire sulle tue gambe molto presto e per i giorni seguenti; nonostante fosse di mattina il caldo si faceva sentire e il non potersi mai togliere l’elmetto per ragioni di sicurezza creava il classico effetto sauna; una volta presa la mano, i proiettili volano via letteralmente, come i soldi dal vostro portafogli per prenderne altri.

Purtroppo la mia squadra generalmente veniva sterminata a causa soprattutto di alcuni Rambo e Terminator presenti nell’esercito avversario che erano delle vere e proprie macchine da guerra. Io sono soddisfatto della mia prestazione e, memore dei vecchi tempi al laser game del Benacus (chi sa, sa), sono riuscito a cavarmela con qualche colpo di striscio e ferite superficiali…

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Italians down-under

Postato lunedì 22 ottobre 2007 alle 17:18 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Il weekend appena trascorso e' stato molto positivo per varie ragioni: uscite, feste, nuovi amici e amiche, sole e bel tempo, ADSL hanno infatti allietato le due canoniche giornate (e serate) di sosta dal lavoro, anche se qualche piccolo inconveniente non e' mancato. Ma andiamo con ordine.

Ultimamente il manipolo di Italiani con cui uscire e fare serata si sta rimpolpando decisamente: qualche tempo fa infatti ho conosciuto Davide (Pavia) prima e Roberto (Lodi) poi, con i quali ho passato delle ottime serate a zonzo per la citta' o in giro per i bar, parlando e sparando cazzate ovviamente in italiano per non farci sgamare da chi stava nei dintorni. Nonostante sia infatti molto bello conoscere gente da tutto il mondo, ogni tanto si apprezza anche il ritorno all'Italianita'.

Venerdi' invece sono uscito in compagnia di Andrea (Padova) e Paolo (Pordenone) con i quali si viaggiava addirittura a dialetto veneto, quindi trattasi di vero e proprio ritorno alle origini! Ah, per la cronaca, dopo mesi di segregazione nelle prigioni di The Rocks, Manuel e' stato finalmente dei nostri per qualche ora prima di abbandonarci prematuramente nel corso della serata.

Sabato, dopo qualche disguido tecnico e un po' di attesa al telefono, finalmente ci hanno attivato Internet a casa scatenando in me un raptus scaricativo senza precedenti, facilitato anche dalle vertiginose velocita' di download disponibili, che mi ha di fatto inchiodato in casa per tutto il pomeriggio. In serata poi festa di compleanno di altri amici a Newtown, un quartiere "alternativo" alle porte di Sydney, con chiusura finale delle ostilita' nella Casa del Popolo (che prima o poi spiegheremo cos'e').

Domenica mattina risveglio con sorpresa: non c'e' acqua dai rubinetti. Dopo previa verifica con il padrone di casa, Sydney Water (anche se non si direbbe dal nome e' la societa' che gestisce l'acqua a Sydney…) mi comunica al telefono che avrebbero riparato il guasto, causato da una rottura nel vicinato, nel primo pomeriggio. Nell'attesa di potermi lavare la faccia, i denti o farmi una doccia o il bucato o tutte le cose insieme, mi sono guardato i primi episodi di una serie tv poco famosa in Italia ma che secondo me non e' male, Battlestar Galactica. Purtroppo l'acqua e' tornata solo alle 7 di sera e ho dovuto quindi prepararmi di corsa per l'appuntamento alle 9 a Surry Hills, il quartiere degli artisti. 

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Come Indiana Jones

Postato mercoledì 23 maggio 2007 alle 15:27 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

Foto di gruppo nella grotta 

Di solito il sabato e' il giorno che dedico alla spesa al supermercato e alle faccende domestiche, principalmente bucato e stiratura (quest'ultima non particolarmente apprezzata!). Quello scorso invece mi sono dato al caves climbing, ovvero alla speleologia. Sono infatti andato in gita con un gruppo di amici alle Blue Mountains, delle colline simili alle nostre Prealpi, a circa 150 km da Sydney. Il tour prevedeva due ore di discesa nel ventre della montagna, per un dislivello totale tra il punto di ingresso e quello di uscita di 120 metri!

Le grotte non sono particolarmente belle dal punto di vista estetico, poche stalattiti e stalagmiti e sostanzialmente si vede solo un ammasso di rocce e sassi di colore rossastro in un ambiente secco con temperatura costante di 18 gradi. Il bello dell'avventura sta infatti nell'imbucarsi negli stretti cunicoli che collegano le varie camere sotterranee, seguendo l'esempio e le istruzioni della guida.

Il pacchetto comprende ovviamente la fornitura di abiti adatti, cioe' una tuta blu da meccanico, caschetto con la tipica torcia e imbragatura di sicurezza. La mia idea era una tranquilla scampagnata sotto terra senza particolari emozioni e invece mi sono dovuto ricredere: mi sono ritrovato a strisciare per terra, contorcermi, snodarmi in tutti i modi per passare negli angusti spazi in mezzo alle rocce e spesso risultava difficile credere di poter infilarsi in tunnel tanto stretti. Invece con la tecnica giusta e i consigli delle guide siamo usciti sani e salvi! :-)

Nonostante il percorso sia uno dei piu' facili tra quelli disponibili e nonostante le frequenti soste per aspettare tutti i componenti del gruppo (soprattutto un cianotico americano sulla quarantina, costantemente a rischio infarto…), alla fine le gambe risentono un po' dello sforzo e il pub appena fuori dalla grotta principale e' un vero toccasana!

Ah, dimenticavo: assolutamente non consigliato a chi soffre di claustrofobia! ;-)

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Nightlife

Postato martedì 1 maggio 2007 alle 17:20 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Allo Zachary's Bar

Weekend mondano all'insegna di nuovi posti quello appena trascorso. Venerdì sera, dopo un veloce panino da Hungry Jack's, sono stato con alcuni amici a bere un aperitivo al Verandah Bar, un locale in stile moderno a Martin Place, nel cuore della city finanziaria. Ci siamo poi spostati a Darling Harbour, al Cohibar, dislocato su due livelli con vista sulla baia e sul CBD, dove ci siamo incontrati con Erika e una sua amica. Al piano terra si ballava latino americano mentre al primo piano c'era musica lounge, adatta a conversare senza sforzo. Verso mezzanotte il gruppo si e' diviso e siamo quindi andati al Cargo Bar per salutare due amiche italiane che tornavano in patria. Quando poi sono uscito per dirigermi verso casa, ho ricevuto la telefonata di Manuel che mi chiedeva di raggiungerlo. Sono quindi andato ad una festa in zona Town Hall, a casa di un suo collega di lavoro (e di altre nove persone!) dove la maggioranza era thai. Dopo qualche decina di minuti abbiamo deciso che era ora di andare, vista anche l'ora tarda.

Sabato, copione simile. Un amico festeggiava il compleanno allo Zachary's Bar a Kings Cross (vedi foto) e cosi' la prima parte della serata l'ho trascorsa la'. Poi, assieme ad altri due ragazzi italiani, abbiamo tentato per l'ennesima volta di entrare al Dragonfly, un club molto 'esclusivo' sempre a Kings Cross. Ebbene, stavolta ce l'abbiamo fatta. Purtroppo pero' l'aspettativa non e' stata ripagata: troppa gente, ambiente piccolo e fumoso e molto caro. In compenso ci siamo letteralmente rifatti gli occhi con le decine di 'modelle' che ci passavano vicino…

Domenica invece l'ho dedicata al recupero fisico, ormai ho una certa eta', e al rilassamento. Sveglia tardi, qualche veloce faccenda domestica e poi cinema in centro. Ho visto Half Nelson, un film d'autore che mi aveva allettato dalla locandina ma che pero' poi non mi ha entusiasmato più di tanto.

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