Preparativi

Postato martedì 28 luglio 2009 alle 14:26 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Ormai ci stiamo avvicinando al momento di tornare per la terza volta in tre anni a casa, a Verona. Mancano solamente tre settimane alla partenza del 17 agosto e sono in piena fase preparativa. Ancora una volta, dopo l’arrivo a Singapore, passero’ qualche giorno in Thailandia, a Phuket, dove ormai sono di casa. Ripartenza poi il 26 agosto sempre da Singapore in direzione Francoforte, dove un volo Ryanair mi porterà finalmente in Italia il giorno dopo.

Alla luce dei molti aerei che dovrò prendere – alcuni dei quali con compagnie low-cost piuttosto restrittive – quest’anno ho deciso di non viaggiare con la valigia rigida gigante – che vuota pesa 7kg! – che mi ha accompagnato gli altri anni, ma di provare l’esperienza dello zaino in spalla, che avevo comprato in previsione del viaggio intorno al mondo. Per questo motivo stavolta dovrò limitare parecchio il volume dei regali e degli acquisti pre-partenza, con evidenti benefici per le mie finanze, d’altro canto.

In Italia passero’ quattro intense settimane, scandite – al solito – da cene, aperitivi, amici, parenti, shopping, gite e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, sperando ovviamente che il meteo prolunghi per un po’ il bel tempo estivo. Infine, il 21 settembre lascero’ l’Europa per tornare a Sydney, non prima di aver pero’ speso un’altra decina di giorni in qualche altra destinazione ancora da decidere nel sud-est asiatico. Suggerimenti?

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Colpo di scena

Postato giovedì 9 luglio 2009 alle 15:10 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

E’ con grande rammarico che, a sole due settimane dall’annuncio ufficiale, sono costretto adesso mio malgrado a fare marcia indietro e a comunicarvi la cancellazione del mio viaggio intorno al mondo. Ieri mattina mi sono infatti recato al centro prenotazioni Qantas per il rimborso del biglietto.

La decisione e’ maturata in pochissimi, intensi, frenetici giorni, in seguito ad una serie di eventi a catena, le cui conseguenze mi hanno fatto propendere appunto per l’annullamento, quando ormai era (quasi) tutto pronto per la partenza, prevista per meta’ Agosto.

Il mio soggiorno in Italia e’ comunque salvo e le date di arrivo e partenza rimangono invariate, quindi sarò regolarmente presente agli eventi, cene e aperitivi già concordati. Avevate sperato per un momento di esservela cavata, eh? Inoltre, prima e dopo le tre settimane a Verona, ci sarà come al solito spazio per un paio di puntatine qua e la’ in Asia.

Le ragioni principali di questa inaspettata retromarcia sono strettamente legate al mio visto australiano, al mio lavoro e ad un più ampio discorso di opportunità e carpe diem. Importante anche ricordare che, nonostante avessi remotamente ponderato dentro di me questa scelta, l’opinione di alcuni amici e’ stata decisiva per farla diventare realtà.

Per il momento non scendero’ in ulteriori dettagli, che lascio invece ad un post da scrivere nelle prossime settimane con la storia completa e tutti i retroscena di questo “dramma”. Difficile dire ora se sia la scelta giusta, il tempo ci aiutera’. Di sicuro c’è che il viaggio e’ solo rimandato, quando tempi e condizioni saranno migliori.

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Si, viaggiare…

Postato venerdì 19 giugno 2009 alle 14:44 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

I prossimi mesi saranno mesi di grandi cambiamenti per il sottoscritto. No, non torno in Italia. O meglio, ci torno si (via Thailandia) per la solita vacanza annuale di tre settimane, ma poi faro’ di nuovo rotta verso Sydney per qualche tempo. La novità e’ che stavolta non ritornerò passando dall’Asia come al solito, bensì facendo l’altro giro, dalle Americhe. Dove – tra Sud, Centro e Nord – viaggerò per circa cinque mesi, esplorando il continente zaino in spalla.

Le tappe – seppur non scolpite nella pietra – sono già fissate: Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Perù, Colombia, Panama, Costa Rica, Miami, Rep. Dominicana, Cuba, Messico, Los Angeles e infine Hawaii prima di mettere nuovamente piede in Australia il primo Marzo 2010, esattamente 160 giorni dopo la partenza dall’Italia. Un periodo oggettivamente e soggettivamente lungo, che sarà anche un test per me.

Il viaggio e’ in preparazione da molti mesi ormai, ma solo ora posso renderlo pubblico visto che solo questa settimana – a due mesi di distanza dalla partenza del 17 Agosto – ho dato ufficialmente le dimissioni al lavoro. Dispiacere e disappunto da parte di tutti, me compreso, ma consapevolezza che non si puo’ lavorare e viaggiare nello stesso momento. Qualcosa bisogna quindi sacrificare, proprio come avevo fatto tre anni fa prima di partire per l’Australia.

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Il caso, a volte

Postato venerdì 17 aprile 2009 alle 14:04 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Tra i vari blog che seguo più o meno regolarmente, ce n’è uno in particolare davvero interessante per come e’ scritto e per le belle avventure raccontate, Monkeyrockworld, il cui link e’ presente anche nell’apposita sezione a destra. L’autore, soprannominato appunto Monkey, e’ un ragazzo ferrarese che ha vissuto e girato per qualche anno gli Stati Uniti suonando in una band, per poi tentare anche lui l’avventura australiana, passando pero’ prima per un’esperienza in Cina a insegnare e nel resto dell’Asia, poi,  a viaggiare.

Come detto, negli ultimi tempi e’ sbarcato down under, a Melbourne per la precisione, dove ha preso confidenza con l’Australia e la vita a testa in giù. Bisognoso pero’ di continuare a viaggiare dopo le avventure asiatiche, ha deciso di comprarsi un van assieme ad altri due ragazzi (veronesi) e di girare il paese. Il piano e’ quello di risalire la costa est fino a Cairns, per poi raggiungere Perth attraversando il deserto tagliando in due il continente, in un viaggio che si preannuncia epico.

Una volta lasciato lo stato del Victoria, Sydney era ovviamente una delle prime tappe, dove era previsto uno stop di qualche giorno a North Sydney – località che i meglio informati sicuramente ricorderanno essere il posto dove lavoro. E ora veniamo a noi. Qualche giorno fa, appena uscito dal lavoro, stavo andando a prendere il treno come al solito, passando dal centro commerciale circostante. E chi ti vedo ad un certo punto sulle scale mobili a pochi metri di distanza?

Il buon Monkey in compagnia dei due veronesi, ovviamente. Basito di fronte all’incredibile coincidenza – solo a posteriori ho saputo dai ragazzi che si sarebbero fermati a North Sydney – l’ho fermato subito per fargli sapere che ero un suo fedele lettore. Altrettanta, se non maggiore, sorpresa da parte sua. Dopo i convenevoli, ci siamo fermati un po’ a parlare, scambiandoci storie, aneddoti e auguri per il proseguo delle rispettive avventure, con l’auspicio di ribeccarci un giorno da qualche parte nel mondo. Il caso, a volte, eh?

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Vivere da ospiti: le fasi cruciali

Postato venerdì 27 marzo 2009 alle 15:20 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Che lo si voglia o no, vivere in una città straniera per un periodo più lungo di una semplice vacanza, comporta qualche inevitabile conseguenza. Prima, e secondo me innegabile: si e’ (e si sarà sempre) degli ospiti, anche dopo anni. Quello che cambia e’ invece la percezione della nazione – e relativa popolazione – che ti ospitano. Durante la mia esperienza, finora, ho individuato tre fasi distinte per descrivere questa relazione.

Tutto rose e fiori

Appena si arriva in un posto tanto desiderato, la prima reazione e’ spesso di essere in paradiso. Tutto e’ bello, interessante, funzionante, attraente, facile, nuovo. Questo e’ quello che ho pensato anch’io, tutto rose e fiori. Talmente perfetto che, al confronto, il proprio paese di origine sembra una sorta di terzo mondo preistorico, dove tutto e’ invece l’opposto, brutto, noioso, vecchio. Inevitabile quindi un senso, più o meno manifesto, di rifiuto e ripudio della patria. Il vecchio adagio “chi molla la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova” non ha riscontri e si vuole solo andare avanti a tutta senza mai voltarsi indietro.

Pesce fuor d’acqua

Quello che succede dopo un po’ di tempo, pero’, e’ una sorta di reazione allergica o di indigestione dopo aver mangiato troppe caramelle. Buone si, ma meglio non esagerare. La sensazione principale e’ di rigetto, estraneità, nostalgia per la vecchia vita e la propria città, come un pesce fuor d’acqua insomma. Nel mio caso, questo e’ coinciso e ha avuto il suo apice con il primo viaggio di ritorno in Italia, dopo quasi un anno di full immersion australiana. Rivedere gli amici, la famiglia, i posti conosciuti e familiari, tutto esattamente come prima, mi ha fatto riconsiderare la bontà di quello che stavo facendo. A quel punto, pero’, la testa ha avuto il sopravvento sul cuore: avevo un progetto e dovevo continuare.

Equilibrio

Dopo essere passati da un estremo all’altro, prima l’amore e poi l’odio (quasi), la terza fase e’ quella della via di mezzo o, se vogliamo usare una parola inflazionata ma tremendamente significativa, del compromesso. L’approccio verso il paese ospite, i suoi abitanti, usi e costumi, e’ più razionale e bilanciato, si vedono si i pregi ma anche i difetti e si impara a reagire di conseguenza. Si prende quello che c’è di buono e allo stesso tempo si da’ il proprio contributo, cercando di trovare un equilibrio. Equilibrio che ha tutti i vantaggi del mondo, tranne quello fondamentale di facilitare la scelta definitiva che un giorno dovrà per forza essere fatta.

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