Ritorno allo sport giocato

Postato venerdì 27 novembre 2009 alle 14:35 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

Con l’arrivo definitivo della bella stagione, ho anche ripreso un po’ di attività sportiva all’aria aperta. Ho infatti ricominciato a giocare a tennis un mesetto fa, dopo quasi un anno dall’infortunio al menisco. Nonostante non mi sia operato e non abbia fatto fisioterapia ma soltanto un po’ di rinforzamento in palestra, il ginocchio sembra reggere bene e virtualmente non sento dolore.

Se la situazione si dovesse stabilizzare penso di iniziare anche a fare qualche torneo amatoriale qua e la, appena riesco a capire come funziona l’organizzazione qui in Australia. In previsione ho anche portato le racchette in un negozio specializzato per qualche meritato intervento di ristrutturazione data la loro nobile eta’. Domani le vado a prendere e la settimana prossimo le testo sul campo.

Ieri, nel frattempo, a causa appunto di un match programmato in serata con un mio ex-collega, sono andato al lavoro in motorino per la prima volta. E anche ultima credo. Il traffico mattutino sulle strade che vanno da Burwood a North Sydney e’ un incubo: due mega colonne (una per corsia) di veicoli che avanzano a passo d’uomo senza soluzione di continuità per chilometri e chilometri.

Avere un mezzo a due ruote aiuta, ma non troppo. Le corsie sono strette e i molti camion e furgoni in strada rendono difficile il tipico zig-zag urbano di scooter e moto. Tutt’altra storia il ritorno a casa alla sera: molta meno gente in giro e le strade su e giù per le collinette della città, unite ai numerosi scorci di mare che si intravedono al tramonto, rendono il tragitto molto più piacevole.

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Scooter

Postato mercoledì 21 ottobre 2009 alle 14:52 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Sabato scorso, dopo qualche settimana passata ad informarmi sulla materia e a girare i (pochi) concessionari di moto di Sydney, ho finalmente fatto l’acquisto: ho comprato un ottimo scooter. La marca si chiama Sym e il modello VS 125, colore nero. E’ lo scooter più venduto in Australia al momento e mi dicono che sta facendo molto bene anche in Italia e Europa in generale. Da segnalare anche il casco Momo Design, modello Fighter, colore verde militare a completare l’assetto da centauro.

Grazie alla mediazione di Paolo, sono riuscito a farmi fare un ottimo prezzo dal negozio in cui ha lavorato per parecchi mesi come meccanico, prima di rimpatriare lo scorso luglio. Il nuovo mezzo, il primo che ho guidato sulle strade australiane in questi tre anni, mi permetterà di avere accesso a varie zone della città e dintorni difficilmente raggiungibili con treni e autobus, ma soprattutto spero mi spronerà a diventare più attivo nei weekend estivi dei prossimi mesi, di solito apice della pigrizia settimanale.

Le prime impressioni dopo i 50 e passa km macinati nello scorso weekend in poche ore sono molto positive: stabile, solido, buon motore, ottime sospensioni e ammortizzatori e molti comodi optional che elevano il valore totale dello scooter. Le strade di Sydney sono generalmente in buone o ottime condizioni ma purtroppo la cultura delle due ruote non e’ molto radicata da queste parti e le macchine sono poco abituate a condividere la strada con noi fratelli minori. In compenso pero’ qui si ci circola molto più piano, con evidenti benefici per la sicurezza stradale di tutti.

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Il quartiere perfetto

Postato lunedì 20 luglio 2009 alle 14:22 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

Scegliere in che quartiere vivere in una città come Sydney non e’ una cosa facile. O meglio, lo e’ in teoria ma poi in pratica e’ tutta un’altra storia. Burwood – e il nostro appartamento in particolare – dove viviamo da ormai quasi due anni, e’ un ottimo compromesso per quelle che sono le nostre necessita’ e, onestamente, non siamo messi male. Ma nei nostri sogni – almeno in quelli del sottoscritto – c’è un altra zona della città: Bondi Junction.

Famosa per lo shopping e per l’ampia scelta di trasporti pubblici, Bondi Junction fino a pochi anni fa era invece poco sviluppata e poco conosciuta, oscurata dalla vicina Bondi Beach, molto più modaiola e festaiola. Ma grazie alle ragioni sopracitate e alla strategica posizione geografica – a meta’ strada appunto tra la spiaggia di Bondi e la City, entrambe raggiungibili agevolmente e velocemente – ha avuto uno sviluppo vertiginoso, fino ad arrivare ad essere uno dei quartieri più costosi della città.

E il prezzo degli affitti – oltre alla cronica scarsita’ di appartamenti liberi – e’ appunto la ragione principale che ci impedisce di trasferirci immediatamente a Bondi Junction. Per darvi un’idea, il prezzo medio di un alloggio con due camere da letto e’ di circa il 50% superiore ad uno equivalente nella zona dove siamo adesso che, come dicevo prima, e’ comunque tranquilla, vicina al centro e ben servita dai treni. Certo, pesa la lontananza dal mare e ormai gli asiatici ci hanno definitivamente accerchiato, cose da non trascurare in questi tempi di magra, ma chi si accontenta gode. O no?

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Patente a scoppio ritardato

Postato venerdì 1 agosto 2008 alle 15:14 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Informazioni.

Forse alcuni di voi ricorderanno la facilita’ con cui Manuel l’anno scorso era riuscito a conseguire la patente australiana dopo essersi scontrato, persino cosi’ lontano, con le assurdità della burocrazia italiana, ulteriore esempio di come i servizi – pubblici e non – funzionino senza intoppi e senza inutili lungaggini in questo Paese. Ebbene, dopo tanti elogi, questa volta voglio parlare di una vicenda che scalfisce un po’ la reputazione di un sistema solitamente eccellente.

Io e il buon Tire la settimana scorsa avevamo deciso che era giunto il momento di entrare nell’età adulta e munirci finalmente di patente australiana per poi sfrecciare sulle strade del Nuovo Galles del Sud al volante di improbabili pickup. Ci siamo quindi recati in uno dei molti uffici del Motor Registry – l’equivalente della nostra Motorizzazione Civile – sparsi per la citta’, dotati di tutti i documenti necessari per il rilascio, immediato, della licenza di guida.

Dopo aver attentamente compilato il modulo di richiesta e aver pazientemente aspettato una mezz’oretta il nostro turno, assistendo nel frattempo alla procedura – veramente veloce e senza intoppi, ecco che appare il nostro numero sul display. E qui la doccia fredda: l’impiegato, appena notati i dati del mio passaporto sul modulo, mi informa cortesemente che non posso richiedere la patente australiana perché il mio ultimo ingresso nel Paese e’ avvenuto meno di sei mesi fa (2 Luglio, ndr). E lo stesso il Tire, arrivato il giorno dopo.

A quelle parole, ho chiesto se per caso non si fosse sbagliato e intendesse la data del primo ingresso in Australia, ormai quasi due anni fa per il sottoscritto, com’era per me più logico pensare. Risposta negativa, secondo un recentissimo – 18 Aprile 2008 – cambio di legislazione, per i non residenti la data da considerare e’ proprio l’ultimo timbro sul passaporto in ordine temporale, a prescindere da quanto tempo si vive nel Paese. Con sommo stupore e disapprovazione abbiamo quindi girato i tacchi con la coda tra le gambe.

Ora, non ho la macchina al momento e non credo di prenderne una, quindi non avere la patente australiana non mi crea particolari problemi, anche perche’ con quella internazionale si puo’ comunque guidare regolarmente – e, anzi, forse e’ meglio cosi’ perche’ in caso di infrazione non si possono scalare punti da una patente straniera – pero’ in questi giorni ho pensato ad una possibile spiegazione per una regola cosi’, diciamo, singolare, ma non ne sono venuto a capo. Qualche idea?

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Civiltà Australiana #001

Postato venerdì 18 luglio 2008 alle 15:00 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Era da qualche tempo che ci stavo pensando ed ecco finalmente il debutto di questa nuova “rubrica”. Il nome, Civiltà Australiana, da’ già un’idea di cosa si tratta: aneddoti, storie, racconti ed episodi tratti dalla vita di tutti i giorni per rendere noto ed enfatizzare uno degli aspetti migliori degli australiani e della loro cultura, il senso civico.

E’ una delle cose che si notano subito quando si sbarca in questo paese e anche soggiorni brevi sono sufficienti per rendersi conto di quanto i suoi abitanti si comportino in modo civile e rispettoso delle regole del buon senso e del vivere comune. Quindi, affinché anche voi amici oltreoceano ne veniate a conoscenza, vi proporrò di tanto in tanto dei brevi post esemplificativi di questa piacevole prerogativa australiana. Ecco il primo.

In questi giorni di festeggiamenti per la GMG 2008, come detto, ci sono molti pellegrini e turisti che si spostano soprattutto a piedi per le strade trafficate della citta’. Per riuscire ad assorbire l’onda d’urto, le autorità sono corse ai ripari con ampio anticipo, predisponendo una serie di misure speciali tra cui deviazioni, itinerari alternativi, potenziamento dei mezzi pubblici e campagne di sensibilizzazione.

Riguardo a quest’ultimo aspetto, mi sono rimasti impressi dei manifesti affissi per strada, nelle stazioni e sugli autobus che invitano a prestare particolare attenzione quando si guida in questi giorni perché c’è molta più gente che attraversa la strada. Il tutto mi ha colpito perché, pur sembrando una cosa ovvia, il governo ha voluto comunque spendere dei soldi e creare una campagna informativa per i cittadini, con il chiaro intento di prevenire piuttosto che, eventualmente, curare.

Il testo originale dei manifesti recita quanto segue: Slow down. During World Youth Day more pedestrians are crossing the streets. Se riesco a fotografarne qualcuno, aggiornerò il post con la foto.

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