Big news, pt. 3

Postato giovedì 17 febbraio 2011 alle 16:11 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

La terza e ultima novità recente e’ legata al mio lavoro: alla fine dell’anno scorso, infatti, dopo quasi quattro anni a contratto, sono stato finalmente assunto a tempo indeterminato dal NSW Department of Health. L’attesa e’ stata piuttosto lunga, anche per un impiego nel settore pubblico ma almeno adesso avrò le ferie pagate e qualche altro beneficio in più…

Inizialmente il mio contributo nel più grande Ministero australiano avrebbe dovuto essere limitato ad un contratto di tre mesi, nell’ambito dell’aggiornamento dell’allora arcaico sito web. Le cose pero’ si sono presto rivelate più complesse del previsto ed un intero team e’ stato assunto per lavorare al progetto, che cresceva a vista d’occhio.

Cosi, di rinnovo in rinnovo, passando anche per la sponsorship tramite Peoplebank, la più grande agenzia di collocamento in Australia – che mi ha di fatto permesso di stare in Australia a lungo termine, la natura temporanea dell’impiego, sopravvissuta anche ad un cambio di management, e anzi rinforzata da questo, e’ diventata via via più stabile fino appunto alla formalizzazione di un paio di mesi fa.

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Australian Permanent Residency

Postato martedì 8 dicembre 2009 alle 9:59 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Alla fine e’ arrivata. Per scaramanzia non avevo mai scritto nulla sul blog a riguardo e gli scongiuri hanno portato bene. Come alcuni di voi sapranno già, lo scorso week-end ho fatto un viaggetto veloce in Nuova Zelanda. Non per ferie, non per lavoro ma per farmi finalmente dare la permanent residency al consolato australiano di Auckland. Facciamo un salto indietro nel tempo per vedere com’è andata.

Documenti, documenti, documenti

Tutto inizia nei primi mesi del 2008, quando decido di provare a fare richiesta per la residenza tramite il programma Skilled Indipendent, che mi permette di ottenere il visto permanente a patto di raggiungere almeno 120 punti e di avere una professione richiesta in Australia. Il passo successivo e’ quello di raccogliere – e tradurre – tutti i (molti) documenti necessari per arrivare al punteggio minimo. Oltre alle scartoffie e’ fondamentale anche passare il test d’inglese IELTS e farsi accreditare come “informatico” da un ente apposito.

Application

Il processo descritto sopra si rivela ostico e abbastanza lungo. Tra una cosa e l’altra riesco a fare ufficialmente richiesta solo a fine agosto, dopo mesi di preparazione e inghippi. A quel punto, il più pare fatto e ora si tratta solo di aspettare notizie dall’Immigrazione, cosa che secondo le stime ufficiali non avverrà prima di un anno. Tempi dilatati, ma almeno c’è una data stimata: agosto 2009. Gli esami medici sono l’unica cosa che mi manca ma non posso farli finché non me lo dicono loro.

Crisi economica

A gennaio 2009, all’apice della crisi finanziaria globale, il governo australiano decide (giustamente?) di rivedere le sue politiche di immigrazione, di fatto tagliando il numero di ingressi nel paese per far fronte ad una domanda più debole. La conseguenza diretta per me e’ che le richieste di residenza vengono divise in 5 categorie, in base alla priorità. La mia purtroppo finisce nell’ultima – e meno importante. Risultato: la stima iniziale di un anno per la consegna del visto salta e ora non c’è più una data ultima.

Giro del mondo

“Poco male”, penso speranzoso tra me e me. E invece a luglio l’Immigrazione conferma le regole introdotte a gennaio, e ora si parla di fine 2010 per avere una risposta. Questa notizia non ci voleva e purtroppo come conseguenza sono costretto, consigliato anche da amici, a rinunciare al viaggio intorno al mondo che avevo già prenotato e abbondantemente pianificato. Troppo rischioso partire e tornare poi 6 mesi dopo senza il visto in mano. Questo il prezzo che devo pagare adesso per la libertà futura.

Lieto fine

Il problema ora e’ di trovare un modo per velocizzare il processo. E la soluzione arriva dall’agenzia di collocamento che mi ha sponsorizzato, che “generosamente” si offre di estendere la sponsorship alla permanent residency, sfruttando il fatto che a settembre avrò già lavorato per loro per almeno due anni. La nuova application, che sostituisce quella originale, parte quindi a inizio ottobre e in soli due mesi ottengo il tanto agognato visto, storia appunto di pochi giorni fa.

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Sponsorship

Postato lunedì 24 settembre 2007 alle 17:28 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Tra una settimana il mio glorioso Working Holiday Visa scadrà. Per me e per tanti altri giovani da tutto il mondo e’ stato l’indispensabile biglietto d’ingresso in Australia, senza il quale la mia vita non sarebbe mai cambiata. Ma il suo tempo e’ ormai passato.

All’inizio della mia permanenza, la fortuna, l’esperienza lavorativa italiana e onestamente anche un buon livello iniziale di inglese mi avevano permesso di trovare in breve tempo un buon lavoro nell’informatica e ora, proprio grazie a questo impiego, ho avuto la possibilità di rimanere legalmente sul suolo australiano. L’agenzia che mi tiene a contratto ha infatti deciso di “sponsorizzarmi”, cioè di offrirmi un visto chiamato formalmente Temporary Business Long Stay – Standard Business Sponsorship (subclass 457). Visto che ho prontamente appiccicato sul mio passaporto la settimana scorsa.

Il visto e’ valido per quattro anni (stop agli allarmismi: non vuol dire che rimarro’ altri quattro anni ma che, se volessi, potrei!) e in sostanza l’unica condizione da soddisfare e’ lavorare per loro durante questo tempo. Non male secondo me. Dovete infatti sapere che oltre l’anno di vacanza-lavoro accessibile a chiunque nella fascia d’eta’ 18-30, e’ molto difficile restare per piu’ tempo. A questo proposito mi ritengo quindi molto fortunato.

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