Il caso, a volte

Postato venerdì 17 aprile 2009 alle 14:04 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Tra i vari blog che seguo più o meno regolarmente, ce n’è uno in particolare davvero interessante per come e’ scritto e per le belle avventure raccontate, Monkeyrockworld, il cui link e’ presente anche nell’apposita sezione a destra. L’autore, soprannominato appunto Monkey, e’ un ragazzo ferrarese che ha vissuto e girato per qualche anno gli Stati Uniti suonando in una band, per poi tentare anche lui l’avventura australiana, passando pero’ prima per un’esperienza in Cina a insegnare e nel resto dell’Asia, poi,  a viaggiare.

Come detto, negli ultimi tempi e’ sbarcato down under, a Melbourne per la precisione, dove ha preso confidenza con l’Australia e la vita a testa in giù. Bisognoso pero’ di continuare a viaggiare dopo le avventure asiatiche, ha deciso di comprarsi un van assieme ad altri due ragazzi (veronesi) e di girare il paese. Il piano e’ quello di risalire la costa est fino a Cairns, per poi raggiungere Perth attraversando il deserto tagliando in due il continente, in un viaggio che si preannuncia epico.

Una volta lasciato lo stato del Victoria, Sydney era ovviamente una delle prime tappe, dove era previsto uno stop di qualche giorno a North Sydney – località che i meglio informati sicuramente ricorderanno essere il posto dove lavoro. E ora veniamo a noi. Qualche giorno fa, appena uscito dal lavoro, stavo andando a prendere il treno come al solito, passando dal centro commerciale circostante. E chi ti vedo ad un certo punto sulle scale mobili a pochi metri di distanza?

Il buon Monkey in compagnia dei due veronesi, ovviamente. Basito di fronte all’incredibile coincidenza – solo a posteriori ho saputo dai ragazzi che si sarebbero fermati a North Sydney – l’ho fermato subito per fargli sapere che ero un suo fedele lettore. Altrettanta, se non maggiore, sorpresa da parte sua. Dopo i convenevoli, ci siamo fermati un po’ a parlare, scambiandoci storie, aneddoti e auguri per il proseguo delle rispettive avventure, con l’auspicio di ribeccarci un giorno da qualche parte nel mondo. Il caso, a volte, eh?

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La festa in barca

Postato venerdì 30 novembre 2007 alle 16:03 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Il festeggiato e’ il moribondo con gli occhi chiusi…

La settimana scorsa, Venerdi’ precisamente, eravamo invitati alla festa di compleanno a sorpresa di un nostro conoscente. Il bello e’ che, per l’occasione, la morosa del festeggiato e organizzatrice dell’evento, ha avuto la brillante idea di affittare un veliero su cui tenere il party. Benissimo.

Gia’ nei giorni precedenti il tempo era stato capriccioso e quel Venerdi’ non era tanto meglio: la minaccia di pioggia era tutt’altro che remota. Al nostro arrivo al molo infatti le prime gocce iniziavano a cadere e avrebbero poi continuato per tutta la serata. Inoltre la temperatura non era affatto mite e il vento che soffiava non particolarmente adatto al look con sola camicia (e jeans ovviamente) sfoggiato dal temerario Manu e da altri (io mi ero miracolosamente portato una giacca leggera). E non eravamo neanche partiti.

Questo tipo di mini-crociere nel porto di Sydney, all’incirca 3-4 ore, e’ molto popolare qui e molti organizzano le loro feste sulle barche che le varie compagnie noleggiano e la conferma l’abbiamo avuta mentre aspettavamo la nostra, quando in pochi minuti altri tre gruppi di persone sono saliti su altrettante imbarcazioni, tutte molto belle e grandi. Poi, quando abbiamo finalmente visto com’era la nostra, una zattera al confronto, ci siamo un po’ rimasti male soprattutto per la scarsita’ di spazio al riparo dalle intemperie. Ma oramai eravamo in ballo.

Nella quota che ognuno aveva precedentemente pagato per partecipare erano inclusi i drinks, birra, vino e bibite, e ovviamente l’immancabile barbeque. Nonostante la temperatura polare, il vento siberiano e la tipica stabilita’ di una barca sul mare mosso (?), la serata e’ stata inevitabilmente riscaldata da qualche bicchiere e anche da una bottiglia di assenzio (70 gradi mi dicono…) che girava sul ponte. Ogni tanto si andava sottocoperta per recuperare l’uso degli arti e ripristinare la circolazione del sangue ma tutto sommato e’ stata una festa divertente e piacevole, specialmente per il neo-trentenne festeggiato, che non si aspettava un compleanno marittimo.

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