Rugby choc

Postato venerdì 15 maggio 2009 alle 13:46 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

In settimana in Australia, e specialmente in NSW, e’ scoppiato un caso senza precedenti che ha travolto e scosso il mondo del rugby professionista, molto seguito e amato da queste parti. Una ragazza neozelandese ha rivelato di aver partecipato ad un episodio di sesso di gruppo con una dozzina di giocatori della stessa squadra conosciuti nel bar dove lavorava e di aver avuto rapporti con ognuno di loro durante la notte in una stanza d’albergo.

La ragazza – che dal 2002, anno a cui risale l’incidente, ha tentato più volte il suicidio per l’umiliazione e il rimorso – ha anche fatto un nome, quello di Matthew Johns, ora ex-giocatore ma anche coach e presentatore televisivo. Dopo aver inizialmente negato l’accaduto, Johns si e’ preso le sue responsabilità e ne ha pagato le conseguenze venendo rimosso da tutti i suoi incarichi. Ancora ignoti invece gli altri partecipanti.

Nonostante l’entità dello scandalo, non sono mancati gli interventi a favore dei rugbisti, in nome di una pratica che, secondo gli addetti ai lavori, e’ in voga da sempre e ha lo scopo di cementare l’affiatamento di squadra. L’argomento cardine della difesa e’ inoltre che la ragazza era assolutamente consenziente e che eventuali pentimenti o accuse a posteriori non erano prevedibili.

La sensazione qui e’ che tutti sapessero, almeno nell’ambiente rugbistico, ma nessuno facesse niente per combattere questo fenomeno perche’, non solo e’ tollerato, ma anche “sponsorizzato” per i motivi di cui sopra. Per il momento non ci sono ancora state incriminazioni formali o provvedimenti ufficiali da parte dei club, ma almeno il capo della lega David Gallop ha dichiarato che ci saranno gravi conseguenze se episodi di questo tipo dovessero ripetersi.

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Gelato al cioccolato

Postato martedì 11 novembre 2008 alle 14:17 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

“Gelato al cioccolato, dolce un po’ salato” cantava il buon Renato Zero Pupo negli anni d’oro. Certo, prendere un gustoso e fruttato cono con due palline – un classico – per scoprire che, invece di zucchero, il gelataio ha sbadatamente usato il sale, non e’ proprio il massimo. Ma che dire dell’agghiacciante sensazione che si avrebbe nell’assaggiare il proprio gelato per scoprire, inorriditi, che odora e sa di feci (leggesi merda)?

Lo scorso 5 ottobre la famiglia Whyte – Mr, Mrs e i loro tre bambini – in occasione della finale del campionato di rugby, decidono di mangiare al Coogee Bay Hotel, locale molto conosciuto situato nell’omonima spiaggia. Dopo un pasto non eccezionale e un servizio altrettanto approssimativo, si lamentano con lo staff per il trattamento ricevuto e come risposta ottengono – gratis – una coppa gigante di gelato, al gusto di vaniglia e cioccolato.

La prima ad avventarsi sul prelibato dessert e’ la signora Whyte, che prende una bella cucchiaiata di cioccolato e lo gusta a piene papille gustative. Ma il raccapriccio e’ immediato: la sensazione e’ proprio quella – orribile – di aver ingerito della cacca. La donna sputa subito quello che ha in bocca su un tovagliolo e fatica a contenere un conato di vomito mentre il marito e i figli reagiscono istericamente.

Si scopre poi nelle settimane seguenti che, dopo aver fatto analizzare un campione di “gelato”, si tratta proprio di tracce di feci umane quelle riscontrate, con successiva fuga di notizie su tutti giornali. Di conseguenza, la reputazione e gli introiti del locale, che aveva cambiato gestione poco tempo prima, con un ingente investimento da parte dei nuovi proprietari, naturalmente crollano.

Secondo alcune voci che si sono rincorse recentemente, il tutto e’ nato come uno scherzo di cattivo gusto da parte di un membro dello staff nei confronti di un altro. Il gelato incriminato non sarebbe mai dovuto uscire dalla cucina e tantomeno arrivare sul tavolo di un cliente. Cliente che ora sta agendo per vie legali, chiedendo un rimborso tutt’altro che simbolico.

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Politici e scandali dei paesi tuoi

Postato venerdì 22 febbraio 2008 alle 15:59 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

In questi giorni su tutti i notiziari in tv e giornali di Sydney sta tenendo banco un caso di corruzione, misto a scandalo sessuale, che coinvolgerebbe diversi politici del governo laburista del NSW, che ha come premier Morris Iemma, australiano nato da genitori calabresi. La vicenda e’ ancora sotto investigazione ma ogni giorno sembra assumere proporzioni sempre piu’ allarmanti.

Come detto, il giallo e’ esploso molto recentemente e gli inquirenti sono al lavoro per far luce e individuare responsabili e sanzioni. Apparentemente e’ nato tutto da un’accusa di molestie sessuali nei confronti di tale Joe Scimone, impiegato governativo nella citta’ di Wollongong, a sud di Sydney che avrebbe appunto infastidito una collega con proposte indecenti. Si e’ scoperto poi che la vittima non e’ stata l’unica a subire tali attenzioni non gradite e altre accuse sono fioccate in successione da altre colleghe e conoscenti.

Ad aggravare il fatto, allargando cosi’ la portata dello scandalo, e’ saltato fuori che Scimone aveva ottenuto il suo posto pubblico da 200.000$ l’anno grazie ad una spintarella del suo amico Joe Tripodi, Ministro dei Porti e esponente di spicco del governo laburista, con altri importanti ministri, tra cui quello della Salute, dei Trasporti e dell’Ambiente, a conoscenza del tutto.

Ora, e’ impossibile non soffermarsi su queste notizie, soprattutto alla luce di cosa sta succedendo nella politica italiana in questo momento, forse ai suoi minimi storici. Scimone e Tripodi, i protagonisti di questa storia, sono di chiare origini italiane e questo, tralasciando ogni scomodo paragone, fa quanto meno sorridere. Tutto il mondo e’ paese insomma, con i politici italiani onesti, di nascita o di discendenza, che si contano sulle dita della mano di un monco.

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