Cosa ti impedisce di venire in Australia?

Postato mercoledì 3 giugno 2009 alle 12:19 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Cosa ti impedisce di venire in Australia?

Il nuovo sondaggio che vi propongo oggi, terzo giorno del mese di Giugno dell’anno 2009, riguarda tutti quelli tra di voi che vorrebbero venire in Australia ma, per qualche causa di forza maggiore, non possono esaudire il loro desiderio. Se invece non c’è niente che vi trattiene o se siete già down under, c’è una risposta adatta anche a voi. Esprimete le vostre preferenze nei prossimi trenta giorni scarsi, come al solito nella sezione apposita.

Il sondaggio che si e’ chiuso da poco, invece, vi chiedeva un’opinione su uno dei temi caldi del momento, che si sta rivelando essere una questione di livello mondiale: l’influenza suina. Ebbene, il 50% esatto dei 38 voti totali dichiara di non sentirsi minacciato dalla possibile pandemia, di gran lunga l’opzione piu’ votata. Gli altri due posti del podio sono occupati rispettivamente da “siamo tutti a rischio” con il 16% e “e’ l’apocalisse” con l’11%. Staremo a vedere chi ha ragione, intanto vado a comprarmi uno scatolone di mascherine…

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Influenza suina

Postato giovedì 7 maggio 2009 alle 14:42 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

E’ senza dubbio l’argomento più importante del momento. Assieme ai soliti articoli su recessione, disoccupazione e crisi, occupa le prime pagine dei giornali tradizionali e online ormai da giorni. Parlo ovviamente dell’influenza suina – swine flu in inglese – nome che tra l’altro ha inferto un brutto colpo a tutti i settori legati all’allevamento dei maiali e i cui produttori sono andati su tutte le furie.

Originatasi in Messico ormai un mese fa, l’influenza suina si e’ diffusa rapidamente nei paesi vicini, tra cui gli USA, sbarcando poi oltreoceano in Europa e Asia. Fortunatamente in Australia non ci sono ancora stati casi confermati, ma nella vicina Nuova Zelanda qualcuno si. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha fissato il livello di allerta a 5 su 6 disponibili, preparando il terreno per una possibile pandemia globale.

A onor del vero, a differenza della famigerata SARS che ha colpito l’Asia nel 2003, l’influenza A (H1N1) – questo il nome ufficiale della febbre suina – per il momento e’ meno contagiosa e meno letale. I morti sono soltanto qualche decina, quasi tutti concentrati in Messico. Inoltre il trend generale di infezione su scala mondiale sembra in diminuzione, anche se le autorità rimangono vigili per un possibile ritorno più virulento.

Se vi state chiedendo come mai sono cosi’ informato sull’argomento o, peggio, da dove ho scopiazzato questi dati, la risposta e’ presto svelata. Lavorando al NSW Department of Health (Ministero della Salute dello stato australiano del NSW) nel team responsabile del sito Internet, sono stato direttamente coinvolto nella faccenda, interagendo costantemente con l’unita’ di prevenzione e di crisi attiva 24 ore su 24. Perche’, come dice il saggio, “prevenire e’ meglio che curare”.

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Lesione al menisco

Postato mercoledì 22 aprile 2009 alle 13:50 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Ricordate il mio infortunio al ginocchio sinistro di quattro mesi fa giocando a calcetto a Bondi? Sono sicuro di si. Ebbene, dopo un’attesa prolungata, sono finalmente riuscito a farmi una MRI (magnetic resonance imaging) – risonanza magnetica. Costosa ma indispensabile per una diagnosi sicura e precisa del problema: lesione alla parte posteriore sinistra del menisco, lo stesso punto dove ho sentito la fitta quando e’ successo e lo stesso dove adesso sento un “click” ogni volta che piego il ginocchio.

Tra il ventaglio di risultati che si prospettavano devo dire che poteva andare meglio, ma anche molto peggio se fossero stati i legamenti come immaginavo. Il menisco, infatti – da quello che ho sentito in giro e letto di qua e di la – pare possa anche essere lasciato com’è, a patto che non ci sia dolore e che non si svolga un’attività fisica pesante. Io, complessivamente, il 99% del tempo non ho problemi o impedimenti, solo ogni tanto sento qualche fastidio girandomi nel letto o facendo le scale, quindi potrei anche stare cosi’ credo.

Nel caso si decidesse invece di operare, la soluzione e’ un intervento in artroscopia, abbastanza di routine di questi tempi, seguito da riabilitazione e fisioterapia. Il prossimo step e’ quindi di farmi visitare da un ortopedico specialista per valutare il da farsi. Nel frattempo provero’ anche a riprendere a giocare a tennis per testare il ginocchio in movimenti un po’ piu’ impegnativi, sperando di non spaccarlo del tutto. Altre news prossimamente.

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AUS vs ITA ep. 9 – Sanità

Postato sabato 17 gennaio 2009 alle 14:17 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

A distanza di quasi un anno, torna finalmente la rubrica dei confronti tra Italia e Australia, con questo nuovo argomento – sicuramente importante e da non prendere alla leggera – che ho avuto modo di approfondire recentemente, a causa dell’ormai famigerato infortunio al ginocchio: la sanità.

Come in Italia, il sistema sanitario principale in Australia e’ quello pubblico, chiamato Medicare e finanziato dal governo federale e dai singoli stati. La copertura e’ gratuita per residenti e cittadini, ovviamente solo nelle strutture pubbliche e il livello generale pare essere in linea con gli altri paesi sviluppati, nonostante una costante penuria di dottori e infermieri, molto spesso provenienti dall’estero.

Per chi invece e’ nel paese solo in via temporanea – per turismo, lavoro o con un Working Holiday Visa ad esempio – le cose sono un po’ meno semplici. E’ vero che esistono degli accordi bilaterali tra il governo australiano e quello di molte altre nazioni per garantire assistenza sanitaria reciproca ai propri cittadini ma, nel caso dell’Italia – unico stato assieme a Malta, questi sono limitati ad una durata di sei mesi. Per periodi più lunghi l’unica alternativa quindi e’ l’assicurazione privata.

Nel mio caso, ad esempio, essendo stato sponsorizzato da una compagnia australiana, la copertura sanitaria privata e’ obbligatoria e a mio carico, onde evitare di gravare sullo sponsor. La polizza che ho scelto, un buon compromesso tra costi e servizi, coprirebbe in teoria le stesse cose della Medicare, anche se in realtà non e’ cosi’.  In caso di bisogno, infatti, il cliente deve anticipare il totale della prestazione, per essere poi rimborsato dall’assicurazione, che a volte trattiene una percentuale.

Tutto sommato pero’ il sistema delle assicurazioni private funziona abbastanza bene e anche molti australiani ne hanno una, “incoraggiati” dal governo tramite una legge di qualche anno fa. Lo Stato, infatti, con l’obiettivo di alleggerire la pressione sul sistema sanitario nazionale, ha introdotto una tassa, la Medicare levy surcharge, per chi ha un reddito superiore ad un certo valore e non ha un’assicurazione privata. La tassa e’ dell’1% sul reddito, più il normale 1.5% per la Medicare che tutti pagano. Fair enough.

Una menzione a parte la meritano i medici di base, qui chiamati GP (general practitioner). Sono spesso raggruppati in studi (medical centers) e possono essere consultati anche senza Medicare, previo pagamento della tariffa naturalmente. Ma la cosa veramente positiva e’ che non serve, come in Italia, andare all’ASL e farsi assegnare ad uno e se si vuole cambiare, rifare la procedura. Qui, si può in teoria cambiare liberamente ogni volta, anche se ovviamente e’ meglio affidarsi ad uno solo per ovvie ragioni.

Concludendo, quindi, direi che la mia esperienza personale con la sanita’ australiana e’ stata positiva, almeno per le poche volte – fortunatamente – in cui ne ho avuto a che fare. Il sistema nazionale funziona, non e’ congestionato e il livello e’ soddisfacente. Chiaramente, per chi puo’ permetterselo, avere una assicurazione privata integrativa non guasta affatto.

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Civiltà Australiana #006

Postato venerdì 9 gennaio 2009 alle 14:06 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Come sapete, qualche settimana fa il mio ginocchio sinistro ha subito un (piccolo, spero) infortunio mentre giocavo a calcetto con amici. Il corso degli eventi successivi, tra visite e dottori, ha fatto si che lo scorso 29 dicembre avessi un’ecografia prenotata, per cercare di far luce sulle cause del malanno.

Alle ore 12 puntuali mi presento quindi al centro medico e faccio il check-in in segreteria. Caso vuole che, a causa di un’incomprensione tra due impiegate, il mio appuntamento non fosse stato messo in agenda. Un disservizio non da poco, soprattutto sotto le vacanze natalizie. Ma, fortunatamente, non tutto il male viene per nuocere, come si dice.

Su mia richiesta di trovarmi comunque un buchetto, ecco che viene chiamata in segreteria la dottoressa che avrebbe dovuto seguirmi. Subito dopo aver dato un’occhiata all’impegnativa del medico di base, mi informa gentilmente che l’ecografia me la può anche fare ma che sarebbe comunque inutile per controllare il legamento crociato, dove si sospetta sia il problema.

A quel punto, convinto dalla spiegazione della dottoressa, ho quindi rinunciato all’esame e l’ho ringraziata per avermi fatto risparmiare 150$ per un’ecografia inutile, ripromettendomi di cambiare dottore di base, viste le sue evidentemente scarse competenze in materia.

Per la cronaca, il nuovo dottore – consigliatomi da Manuel – tale Dr. Robert Fasanella, chiaramente italo-australiano, dopo un’attenta e molto professionale visita, pensa che ne’ il crociato ne’ il menisco siano interessati e che il problema sia solo una forte distorsione. Appuntamento tra due settimane, quando il dottore tornera’ dalle ferie e il ginocchio si sara’ completamente sgonfiato, per una nuova consultazione.

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