Un giorno qualunque

Postato venerdì 18 dicembre 2009 alle 11:03 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Qualche giorno fa, come ogni mattina, esco di casa, mi faccio i miei 7-8 minuti a piedi per andare in stazione e prendo il treno per andare in ufficio. Sono abbastanza fortunato e trovo un posto a sedere e subito dopo una ragazza sulla trentina arriva e si siede di fianco a me. Come molti altri fanno nei trasferimenti casa-lavoro, estrae un libro ed inizia a leggere.

Senza scompormi troppo riesco chiaramente a vedere di cosa si tratta: un’edizione del Corano in inglese. La cosa mi sorprende un po’ perché la ragazza – dai tratti mediorientali – non ha ne’ il velo ne’ il burka ma vestiti normalissimi. Se fossimo in Israele magari avrei pensato ad una fanatica pronta a farsi esplodere nel nome di Allah. Ma siamo a Sydney dove la convivenza e’ (ancora) pacifica.

Il viaggio prosegue normalmente senza tritolo o esplosioni e arrivo a destinazione. Scendo dal treno ed esco dalla stazione. Appena in strada, una scintillante e nuova di zecca Audi TT Coupe’ accosta e si ferma a pochi metri da me. A quel punto intravedo due manager in giacca e cravatta sui 35-40 scambiarsi un fugace bacio (sulla bocca) prima che uno dei due esca per andare in ufficio.

L’Australia e’ molte cose: mare, sole, spiagge, surf, bagnini, deserti, foreste, Sydney, Melbourne, Opera House, Uluru, canguri, koala, ornitorinchi, coccodrilli, isolata, immensa, piatta e chi più ne ha più ne metta. Ma l’Australia e’ anche questa: pacificamente multiculturale e liberamente gay.

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Paese che vai, matrimonio che trovi

Postato mercoledì 24 giugno 2009 alle 14:54 da Manuel.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Sabato scorso abbiamo partecipato ad un altro matrimonio “australiano”, il terzo da quando siamo qui, ed a questo punto e’ arrivato il momento di confrontare le tre occasioni, date anche le differenze etniche e culturali dei vari sposi.

Il primo, nel Gennaio 2007, tra Mark e Joy, lui australiano e lei di Taiwan. Tra i tre lo si può definire il matrimonio più “Aussie”, con tanto di cerimonia civile nel famoso e bellissimo Royal Botanic Garden e a seguire barbecue a casa dello sposo. Per me e’ stato il classico matrimonio da film, con cerimonia all’aperto in una cornice memorabile e ricevimento casalingo.

Il secondo, nell’Agosto del 2008, tra Yukas (Messico) e Virginia (Nuova Caledonia/Australia). Tra i due sposini e’ stato proprio un colpo di fulmine: conosciutisi tramite Facebook, sono poi convolati a nozze a circa sei mesi dal primo incontro… Ah, l’amore!

Matrimonio ben diverso dal precedente, con una cerimonia “freddina” all’anagrafe, il rito dei “si” e lo scambio degli anelli. Invitati: sette, compresi testimoni e sposi! E dopo la cerimonia, tutti a bere una birretta in un pub del centro. C’è da dire pero’ che i due, circa un mese dopo, sono volati in Messico per un matrimonio come si deve, al quale pero non ho potuto partecipare.

L’ultimo, in ordine cronologico, e’ appunto il matrimonio di sabato scorso, tra Costas e Lena, entrambi australiani di origine greca. La celebrazione si e’ svolta in una chiesa del centro in tipica tradizione greco-ortodossa, ovvero la loro religione. Non avevo mai partecipato ad una funzione di questo genere, e anche se alla fine puo’ sembrare simile alla nostra, la liturgia e’ per lo più cantilenata e senza partecipazione orale da parte del pubblico, risultando alla fine un po’ più noiosa della nostra (Dio non me ne voglia!).

A seguire, classica cena in un centro ricevimenti molto bello, con sposi, testimoni e genitori sistemati su di un palco in una tavolata stile “Ultima Cena”, pista da ballo al centro della sala e ospiti accomodati ai lati sui classici tavoloni tondi. Cena molto fugace, con antipasto, secondo e dolce o, per dirlo all’inglese – entree, main course and dessert – per poi lasciar spazio alle irrefrenabili danze greche.

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Cronache pasquali

Postato martedì 14 aprile 2009 alle 13:41 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Anche la Pasqua numero tre in Australia e’ ormai passata, trascorsa in scioltezza alternando momenti di riposo a feste con gli amici. Il clima e’ stato tutto sommato dalla nostra parte, raggiungendo l’apice nella giornata di venerdì (Santo) per poi diventare letteralmente miserabile ieri, a Pasquetta. Nel mezzo, due giornate senza infamia ne lode, quelle di sabato e domenica.

La calda e soleggiata giornata di venerdì l’abbiamo passata in spiaggia di fronte al barbecue, violando la famosa “regola” religiosa del non mangiare carne durante la Settimana Santa. Avevamo ipotizzato una grigliata di pesce ma era troppo difficile da organizzare e quindi abbiamo optato per il peccato. Amen.

Sabato, poi, cena con Loris e Paolo da Zia Pina, per controllare che il manager Manuel si comportasse bene sul posto di lavoro. Dopo la verifica, qualche drink al buon vecchio Argyle che, dopo aver passato un brutto periodo a causa dell’apertura dell’Ivy, sembra essere tornato ai fasti di un tempo.

Il giorno di Pasqua, infine, l’abbiamo trascorso con Andrea e Oksun, prossimi alle nozze (?), che ci hanno invitato a pranzo, per quella che e’ diventata ormai una consuetudine in occasione delle feste. A seguire, giretto a Circular Quay dove ci hanno raggiunto anche altre persone. Anche quest’anno, insomma, “Natale con chi vuoi e Pasqua pure”.

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Giornata Mondiale della Gioventù 2008 a Sydney

Postato giovedì 10 luglio 2008 alle 15:18 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

La Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) 2008 si svolgerà qui a Sydney dal 15 al 20 Luglio. E’ il più grande evento giovanile al mondo e la più grande manifestazione mai ospitata in Australia. Il numero stimato di visitatori internazionali e’ pari a 125.000 unita’, che supererebbero addirittura quelli delle Olimpiadi del 2000, e che, sommati ai partecipanti australiani, dovrebbero arrivare ad un massimo di 500.000 persone la domenica della Messa finale.

La GMG, evento ideato e voluto nel 1984 da Papa Giovanni Paolo II e giunto ormai alla dodicesima edizione, si prefigge lo scopo di avvicinare i giovani alla Chiesa Cattolica anche se comunque ufficialmente aperto a credenti di ogni religione e confessione. L’edizione del 2008, la prima in Oceania, coincide anche con la prima visita di Papa Benedetto XVI in Australia. Il record spetta, ovviamente, a Roma, che l’ha ospitata per ben tre volte, l’ultima durante il Giubileo del 2000.

L’Australia, e Sydney in particolare, si stanno preparando da mesi per questa importante manifestazione e i residenti sono invitati pubblicamente, cosi’ come avevano fatto con grande entusiasmo durante le Olimpiadi di otto anni fa, a dimostrare al mondo la loro accoglienza, ospitalità e anche pazienza, visti i possibili disagi, a trasporti e mobilita’ in particolare, conseguenti alla grande quantità di gente in città in questi giorni.

Nel frattempo, nel nostro piccolo, anche noi stiamo aderendo allo spirito generale di buonismo di cui e’ permeata la città. Stiamo infatti ospitando un pellegrino, che si fa chiamare “Tire”, nel salotto della nostra umile casa, fornendogli vitto, alloggio, riparo dalle intemperie, una connessione Internet e, da qualche giorno, anche un lavoro. Il tutto senza chiedere nulla in cambio, in perfetto stile di carità cristiana. Tanto tra un paio di settimane la GMG sarà solo un ricordo sbiadito e noi potremmo finalmente farlo chiamare dal nostro commercialista per il saldo del conto.

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AUS vs ITA ep. 6 – Natale

Postato venerdì 21 dicembre 2007 alle 15:21 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Ancora una volta, purtroppo per alcuni e per fortuna per altri, e’ arrivato quel periodo dell’anno in cui, secondo il celeberrimo proverbio, tutti sono piu’ buoni, il Natale. Regali, decorazioni, canzoncine, pranzi e cene, bla bla bla e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Ebbene si, anche qui in Australia si festeggia il Natale, ma le differenze superano di gran lunga le similitudini col Belpaese.

Come potrei non partire dalla differenza piu’ lampante, immediata e visibile: il clima. Dopo una vita vissuta nell’emisfero nord a fagocitare filmetti natalizi americani con rappresentazioni di Babbo Natale che arriva con la slitta, e’ inevitabile associare questa festivita’ al freddo e alla neve. Ma qui, come molte altre cose del resto, e’ il contrario. Il Natale e’ il segno che l’estate e’ ormai sbocciata e camminare in centro tra gli alberi addobbati e le decorazioni in bermuda e infradito e’ la normalita’. Comodo finche’ si vuole, certo, ma qualcosa non quadra.

Per noi Italiani, inoltre, solitamente Natale viaggia a braccetto con l’andare in Chiesa, magari alla Messa di mezzanotte, con veglia inclusa. Nella religione Cristiana, il Natale rappresenta la nativita’ ed e’, assieme alla Pasqua, un evento chiave per i credenti. Anche il piu’ ateo di noi, infatti, non puo’ negarne l’accezione religiosa vista la preponderanza e popolarita’ del Cattolicesimo nel nostro Paese. Qui “giu’ di sotto”, invece, questa caratteristica e’, oserei dire, totalmente assente. I cristiani sono si la maggioranza della popolazione ma la presenza della Chiesa e’ molto meno diffusa e invasiva, visto il numero e l’importanza delle altre religioni. Ovviamente ci sono le messe, le canzoncine e tutto il resto ma quasi non ce se ne accorge. I negozi cinesi, per esempio, sono aperti anche il 25 perche’ a loro non glie ne po’ ffrega’ dde meno!

Tra le cose che ho avuto modo di classificare come tradizionali del periodo natalizio, oltre ai gia’ citati Christmas Party, ci sono lo scambio di regali o di semplici biglietti d’auguri (Christmas cards), che costano poco e rappresentano comunque un bel gesto anche tra semplici conoscenti. Sembra invece meno comune lo scambio di auguri con stretta di mano o con i classici bacetti sulle guance, cosa che da noi inizia puntualmente con l’arrivo del mese di Dicembre. Molto meno pressanti anche i tradizionali pranzi e cene di famiglia con eserciti di parenti riuniti, da cui e’ pressoche’ impossibile riuscire a svincolarsi, anche se questo e’ dovuto piu’ che altro alla diversa cultura in fatto di famiglia.

Per concludere, quindi, mi sento di dire che, soprattutto a causa delle condizioni climatiche opposte e della quasi assente connotazione religiosa, per me qui in Australia il Natale e’ snaturato ed e’ difficile viverlo come l’ho vissuto per il resto della mia vita, nonostante la comodita’ di girare in tenuta estiva e la liberta’ di sottrarsi a certi protocolli e tradizioni a volte ingombranti.

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