Ti interessi di politica?

Postato giovedì 9 settembre 2010 alle 11:09 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Ebbene, seppur con un margine molto ridotto, la maggior parte dei votanti dello scorso sondaggio ha ufficialmente sentenziato il proseguimento di tali celeberrimi sondaggi mensili. Il 50% di voi ha infatti avuto la meglio sui restanti oppositori di questa meravigliosa iniziativa, fermatisi al 46%. Saggia decisione.

La domanda che vi pongo invece per il mese di settembre ha a che fare con l’attualità, guarda caso sia italiana che australiana: vi interessa la politica? Vi sentite coinvolti in cose come partiti, elezioni e bipolarismo? Votate numerosi fino alla fine del mese nel menù a destra.

Mentre in Italia sono giorni decisivi per il futuro di questa maggioranza, anche in Australia le ultime settimane sono state all’insegna dell’incertezza. Il risultato definitivo delle recenti elezioni si è infatti avuto soltanto pochi giorni fa, dopo quasi tre settimane di riunioni e consultazioni varie, a causa della sostanziale parità di preferenze in cui si sono trovati Julia Gillard e Tony Abbott, i due candidati.

Per riuscire a mettere insieme un esecutivo entrambi hanno quindi dovuto negoziare con i partiti minori per giorni e alla fine l’ha spuntata per 76 seggi a 74, il minimo possibile, la Gillard, candidata di sinistra e primo ministro in carica, che potrà ora governare (indisturbata?) per tre anni.

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Elezioni 2010

Postato giovedì 29 luglio 2010 alle 12:45 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Gli ultimi mesi sono stati un po’ turbolenti per la politica australiana (e anche per lo stato del New South Wales), con colpi di scena un po’ inusuali da queste parti. Il risultato più clamoroso di questi scossoni e’ il ricorso alle elezioni anticipate, programmate per il 21 agosto, che hanno fatto seguito alla precedente, e altrettanto inaspettata, detronizzazione di Kevin Rudd, eletto primo ministro nel 2007.

La caduta di Rudd pare sia stata causata dalla sua controversa recente manovra finanziaria, che prevedeva una nuova super tassa per il settore minerario australiano, cosa che ha fatto storcere il naso a molti, anche all’interno del suo partito (Labor, cioè sinistra). Questo, unito al declino del suo indice di gradimento tra gli elettori, ha portato all’ascesa al potere di Julia Gillard, prima donna ad assumere tale carica in Australia, qualche settimana fa.

Le elezioni anticipate a quel punto erano scontate: la Gillard cerca la legittimazione che non ha avuto finora, mentre i Liberal (destra), guidati da Tony Abbott, sperano nel ribaltone. Secondo gli ultimi sondaggi, i due partiti sono molto vicini ma, grazie all’interessato appoggio dei Verdi, i Laburisti paiono in decisivo vantaggio. Lo scontro imperversa su tutti i fronti ma in particolare su tre importanti tematiche: economia, immigrazione e clima.

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Chi vincerà i Mondiali 2010?

Postato lunedì 3 maggio 2010 alle 15:43 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Chi vincerà i Mondiali 2010?

Con i maggiori campionati nazionali in Europa ormai agli sgoccioli, comincia a salire la febbre per la Coppa del Mondo che quest’anno si svolgerà per la prima volta nel Continente Nero, in Sudafrica per la precisione. Quale migliore occasione quindi per lanciare un nuovo sondaggio: chi vincerà il Mondiale? Riusciranno gli azzurri a confermarsi campioni o dovranno abdicare il trono? C’è spazio per qualche outsider o sarà una delle “solite note” a prevalere?

Il sondaggio di Aprile, invece, vi chiedeva un’opinione sul risultato delle ultime elezioni Regionali. Il risultato e’ abbastanza chiaro: con il 60% dei voti vincono gli insoddisfatti dell’esito. Da notare comunque che, a causa di un errore tecnico, per parecchi giorni non e’ stato possibile votare e il totale si e’ fermato a soli 15 voti.

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AUS vs ITA ep. 12 – Politica

Postato lunedì 29 marzo 2010 alle 14:36 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Tra le nazioni cosiddette “avanzate”, non credo ne esista una con un sistema politico peggiore di quello italiano. Perciò la domanda implicita che questo nuovo capitolo della rubrica “Australia vs Italia” pone ai lettori, trova già una risposta senza bisogno di leggere il resto del post: la politica australiana e’ migliore di quella italiana.

Vari sono i fattori che rendono la vita più facile ai politici di queste parti, tra cui maggiore onesta’ dei cittadini, popolazione contenuta, finanze in ordine e soprattutto assenza di esasperazione nella guerra tra destra e sinistra. Tutte caratteristiche che, ahimè, sono diventate ormai sconosciute nel Belpaese.

In Australia, come in Italia, questi sono tempi di campagna elettorale e l’opinione pubblica ha occhi e orecchie ben aperti sul confronto politico. Nei prossimi mesi si andrà alle urne sia per eleggere i nuovi rappresentanti dei governi statali sia per il nuovo premier del governo centrale.

L’Australia infatti, più o meno come gli Stati Uniti, e’ uno stato federale formato da sei stati e due territori – New South Wales, Victoria, Queensland, South Australia, Western Australia, Tasmania, Northern Territory e Australian Capital Territory – ognuno dei quali ha ampi poteri a livello legislativo e governativo.

Aldilà dei macro sistemi politici, comunque, quello che fa la differenza qui e’ che la classe politica sembra fare esattamente quello che dovrebbe fare e per cui e’ stata eletta: l’interesse dei cittadini. Chiaramente non tutto e’ perfetto e privo di vizio, pero’ la sensazione e’ che gli australiani si sentano rappresentati e ascoltati nella vita politica.

Il confronto tra le forze in campo e’ vivace ma corretto e tutti remano nella stessa direzione, non soltanto a parole: l’interesse del paese. Scandali, corruzione e conflitti di interessi ci sono anche a queste latitudini ma normalmente i colpevoli vengono (inspiegabilmente per noi?) puniti.

Insomma, in Italia le cose non vanno troppo bene, questo e’ ormai davanti agli occhi di tutti, e sembrano andare sempre peggio. In Australia vanno un po’ meglio, per vari motivi. La magra consolazione e’ che una volta toccato il fondo si può solo risalire.

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Recessione & stimolo

Postato venerdì 13 marzo 2009 alle 14:44 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Informazioni.

Alla fine anche l’Australia ci e’ cascata. Non e’ ancora ufficiale ma i dati economici dello scorso trimestre parlano di PIL con segno negativo – la prima volta in quasi vent’anni – e quindi, tecnicamente, di recessione. Il rallentamento della domanda da Cina e India, unito ad altri piccoli ma determinanti fattori, ha causato quello che in molti – a partire dal governo – speravano di evitare, una crescita negativa dell’economia.

Anche il mercato del lavoro sta pagando le conseguenze di questa crisi finanziaria, ormai davvero globale, con migliaia di lavori bruciati e sempre meno nuovi annunci su giornali e Internet. Sentendo in giro e parlando con la gente, poi, i dati teorici sembrano essere confermati: la gente spende meno e ha paura di perdere il lavoro, temendo un ulteriore aggravarsi delle condizioni dell’economia.

Il governo australiano ha tentato di arginare la crisi con una misura semplice e diretta, decisamente sorprendente e inconsueta per noi italiani: mandare assegni alla gente, prendendo i soldi dal surplus dell’ultima finanziaria (si, incredibilmente qui in Australia il governo avanza soldi ogni anno). La prima serie di pagamenti – nella forma di bonifici bancari! – e’ avvenuta prima di Natale a famiglie e anziani, mentre la seconda, diretta a tutti i contribuenti senza distinzioni, e’ iniziata in questi giorni.

Secondo il piano del governo, mettere direttamente nelle tasche dei consumatori qualche centinaio di dollari invece che ridurre le tasse a luglio, dovrebbe essere una soluzione più immediata e semplice per stimolare l’economia e i consumi. L’opposizione e alcuni critici sostengono invece che i cittadini tenderanno a “mettere in cascina” il denaro, provocando l’effetto contrario a quello sperato, rendendo vana una distribuzione cosi’ generosa di soldi pubblici.

L’impressione generale che ho io e’ che, qui in Australia, le cose siano si un po’ peggiorate da un paio d’anni a questa parte, ma non siano pero’ cosi’ gravi come negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, da dove provengono le news piu’ nefaste. Forse il peggio deve ancora venire o forse no. Difficile prevedere cosa succedera’, visto che anche gli analisti piu’ esperti non sanno dove sbattere la testa. Io resto fondamentalmente ottimista e credo che il fondo sia gia’ stato raggiunto e ora si tratti solo di risalire.

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