Isolamento

Postato venerdì 17 settembre 2010 alle 14:43 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Una delle principali caratteristiche distintive dell’Australia, forse la più importante, nel bene e nel male, e’ l’isolamento. Geografico, ovviamente, ma non solo. Questo ha fatto si’ nel corso del tempo che il continente australe si sviluppasse, per molti versi, su un binario parallelo rispetto a gran parte del resto del mondo.

Un esempio semplice ma lampante di questo fenomeno e’ la singolare varietà di specie animali presenti solo ed esclusivamente a queste latitudini, tra cui il canguro, il koala, il vombato, l’emù, l’ornitorinco, l’echidna e molti altri meno famosi. In totale, quasi il 90% di tutta la fauna australiana non si può trovare altrove sulla Terra, un dato veramente significativo secondo me.

Un altro aspetto dell’isolamento dell’Australia e’ quello culturale. Apparentemente, come ho già notato, questa nazione può essere descritta come un misto tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, ma le analogie si limitano a lingua, tratti somatici di gran parte degli abitanti e retaggio storico. Gli australiani, secondo quanto ho potuto osservare in questi anni, non sono ne’ europei ne’ americani, ma qualcosa di diverso, australiani appunto.

Il concetto non e’ facile da spiegare e ci tornerò sopra in futuro ma alcune ragioni di questa diversità sono le seguenti, peraltro già discusse in precedenza: lo stile di vita rilassato, la mentalità del no worries, il carattere meno competitivo, la giovialità onnipresente, il clima che mette buon umore. Tutte peculiarità (estremamente positive) che sia nel Vecchio che nel Nuovo Continente, ormai sono più l’eccezione che la regola.

Altri due esempi interessanti per sostenere questa tesi sono la musica e la moda. Anche a causa dell’inversione delle stagioni, cosa che influenza molto questi due ambiti, succede a volte che l’ultima hit lanciata in America o le ultime creazioni di qualche stilista europeo arrivino in Australia con un po’ di ritardo o, nel peggiore dei casi, non arrivino proprio, contribuendo appunto alla sensazione di “estraneità” al resto del mondo occidentale.

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AUS vs ITA ep. 3 – Moda

Postato lunedì 16 luglio 2007 alle 17:23 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Dopo aver trattato l'argomento cibo nella precedente puntata, ora e' la volta di un'altra importante tematica: la moda e il vestire. L'Italia e gli Italiani, si sa, sono molto attenti all'abbigliamento e non disdegnano certo qualche sacrificio economico pur di essere al passo con le ultime tendenze. Gli Australiani, o comunque la maggior parte della gente che vive qui, a quanto pare, la pensano diversamente.

Diciamolo francamente: il piu' delle volte in Italia l'apparenza (cioe' come ci si veste, ci si atteggia, si parla) e' la cosa che piu' conta e la sostanza, l'essere, passa purtroppo in secondo piano. L'abito fa il monaco insomma. Questo ovviamente porta a delle conseguenze nella cultura e nel portafogli degli Italiani: avere un buon guardaroba, alla moda, vale bene qualche soldo in piu'. Inoltre, i modelli mediatici sono spesso testimonial pubblicitari delle piu' famose firme e brand facendo si che il giro d'affari aumenti ulteriormente. Ma le conseguenze non sono solo negative: la scelta e' enorme e variegata e non e' difficile trovare qualcosa adatto ai propri gusti e generalmente gli Italiani sono percepiti come persone di buon gusto per come vestono.

Qui in Australia invece le cose funzionano diversamente. I negozi di vestiario ovviamente non mancano, ma la scelta sembra piu' limitata, soprattutto nei grandi magazzini. Questo deriva da una diversa cultura dell'abbigliamento. Qualche esempio: in molti uffici esiste il 'casual Friday', ossia, il venerdi', la possibilita' di lasciare a casa camicia e cravatta e andare al lavoro in abiti piu' comodi. L'adesione, per quanto ho visto, e' massiccia, nonostante il venerdi' sia anche il giorno in cui si va a locali direttamente dopo il lavoro. Inoltre, la camicia e' percepita come capo prettamente da ufficio e non da uscita galante o mondana, salvo alcune eccezioni. Il vestirsi insomma non e' uno status symbol ma piuttosto qualcosa a cui non si fa troppo caso, dove l'importante e' stare comodi e a proprio agio.

Un discorso a parte lo meritano la resistenza al freddo esibita dagli Australiani e la proporzione inversa che esiste tra la bellezza delle ragazze e il loro gusto in fatto di vestire…

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