Il quartiere perfetto

Postato lunedì 20 luglio 2009 alle 14:22 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

Scegliere in che quartiere vivere in una città come Sydney non e’ una cosa facile. O meglio, lo e’ in teoria ma poi in pratica e’ tutta un’altra storia. Burwood – e il nostro appartamento in particolare – dove viviamo da ormai quasi due anni, e’ un ottimo compromesso per quelle che sono le nostre necessita’ e, onestamente, non siamo messi male. Ma nei nostri sogni – almeno in quelli del sottoscritto – c’è un altra zona della città: Bondi Junction.

Famosa per lo shopping e per l’ampia scelta di trasporti pubblici, Bondi Junction fino a pochi anni fa era invece poco sviluppata e poco conosciuta, oscurata dalla vicina Bondi Beach, molto più modaiola e festaiola. Ma grazie alle ragioni sopracitate e alla strategica posizione geografica – a meta’ strada appunto tra la spiaggia di Bondi e la City, entrambe raggiungibili agevolmente e velocemente – ha avuto uno sviluppo vertiginoso, fino ad arrivare ad essere uno dei quartieri più costosi della città.

E il prezzo degli affitti – oltre alla cronica scarsita’ di appartamenti liberi – e’ appunto la ragione principale che ci impedisce di trasferirci immediatamente a Bondi Junction. Per darvi un’idea, il prezzo medio di un alloggio con due camere da letto e’ di circa il 50% superiore ad uno equivalente nella zona dove siamo adesso che, come dicevo prima, e’ comunque tranquilla, vicina al centro e ben servita dai treni. Certo, pesa la lontananza dal mare e ormai gli asiatici ci hanno definitivamente accerchiato, cose da non trascurare in questi tempi di magra, ma chi si accontenta gode. O no?

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AUS vs ITA ep. 10 – Spiagge

Postato lunedì 23 marzo 2009 alle 16:14 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Bondi Beach e' la spiaggia piu' famosa di Sydney

In questi ultimi giorni giorni di Marzo – e primi d’autunno australe – torna la rubrica dei confronti tra Australia e Italia su temi di interesse comune. Questa volta parliamo di un argomento abbastanza specifico, forse il meno generale e “importante” di quelli trattati finora, ma sicuramente molto legato a entrambi i paesi, un’isola e una penisola, con chilometri e chilometri di coste, e quindi di spiagge.

Prima pero’, essendo questo il decimo episodio della serie AUS vs ITA, concediamoci un utile riepilogo delle puntate precedenti, come fanno i migliori telefilm, per chi si fosse perso qualcosa per strada:

  1. Costo della vita
  2. Cibo
  3. Moda
  4. Clima
  5. Sicurezza
  6. Natale
  7. Inglese
  8. TV
  9. Sanità
  10. Spiagge

Le spiagge, dicevamo. Premetto subito che la mia esperienza australiana e’ limitata a quelle principali di Sydney e quella italiana alla riviera adriatica e romagnola. Detto questo, le differenze sono abissali. Partiamo dagli ombrelloni, padroni assoluti della sabbia in Italia, quasi inesistenti invece da queste parti, dove lo spazio e’ occupato – parra’ strano – dalle persone. Di conseguenza non c’è nessuna “tassa” da pagare per andare al mare e le spiagge sono realmente pubbliche.

Questo pero’ non e’ assolutamente sinonimo di incuria o scarsa qualità, come può magari evocare il termine “pubblico” nel Belpaese. Anzi. Le strutture e la pulizia sono eccellenti, i bagni funzionanti e accessibili, i bagnini concentrati sulle onde e non sulle ragazze e – udite, udite – ci sono barbecue elettrici gratuiti e in ottime condizioni nelle spiagge maggiori. Impensabile dalle nostre parti. Il tutto insomma pensato per la gente – giovani, vecchi, famiglie, senza distinguo.

Tuttavia, proprio quando stavate pensando che fosse tutto rose e fiori, ecco il rovescio della medaglia. I principali difetti sono infatti riassumibili cosi’: sole che ti cuoce vivo se non usi una crema protettiva dal 30 in su’, onde alte che esprimono tutta la forza del Pacifico e fauna marina che puo’ essere mortale – squali e meduse su tutti. Con questi piccoli inconvenienti quindi la gita al mare e’ molto spesso piu’ simile ad una gita al parco mentre l’oceano rimane a disposizione di surfisti e temerari.

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Squali all’attacco

Postato venerdì 13 febbraio 2009 alle 15:46 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Un surfista australiano e’ stato attaccato ieri al tramonto da uno squalo nelle acque al largo di Bondi Beach, riportando gravissime ferite alla mano sinistra, ma non e’ in pericolo di vita. Soltanto un giorno prima c’era stato un altro attacco ai danni di un sommozzatore della Marina nei pressi della zona portuale di Woollomooloo, con conseguenze ancora più gravi per lo sfortunato natante, che e’ tuttora in prognosi riservata.

Nonostante questi due attacchi in due soli giorni, la probabilità di riportare ferite o perdere la vita in seguito ad un incontro ravvicinato con uno squalo rimane comunque molto bassa. E’ molto più facile morire annegati, per esempio. Le autorità inoltre fanno notare come entrambi gli attacchi siano avvenuti in orari particolarmente “congeniali” agli squali, ossia alba (il primo) e tramonto (il secondo) e in condizioni atmosferiche e marine favorevoli ai grossi predatori.

Tuttavia, notizie come queste fanno sempre scalpore e colpiscono l’immaginario comune, ricordando quanto poco amichevole o addirittura pericolosa possa essere la natura in Australia, questa volta nella sua forma marina ma anche in tutte le altre. Come gli incendi, ad esempio, che, nonostante qualche progresso, continuano a imperversare nelle aree rurali del Victoria. Le ultime stime parlano di 300 vittime, se si considerano i dispersi e alcune zone che non sono ancora accessibili per le ispezioni. Cifre impressionanti per una tragedia di cui molti iniziano ora a chiedersi il perché.

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Thailandia bis

Postato mercoledì 27 agosto 2008 alle 12:46 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Visto che quest’anno la primavera tarda ad arrivare, visto che ci sarà un amico di ritorno in Italia a farmi compagnia, visto che saranno passati ormai tre mesi al momento della partenza dalle ultime ferie e visto che la prima volta mi ero trovato bene e mi era piaciuta un sacco, ho deciso di regalarmi una seconda vacanza in Thailandia a fine settembre!

Questa volta l’itinerario nella Land of Smiles, come viene chiamata dai viaggiatori, sarà composto, oltre che dalle fidate Bangkok, capitale e metropoli dalle mille cose da fare, e Phuket, isola sud-occidentale sul mar Indiano, anche da Koh Samui, altra isoletta tropicale, situata pero’ a sud-est nel golfo del Siam, che promette altrettanto bene.

Mi intratterrò in territorio Thai per un totale di dieci giorni, compresi i voli di circa nove ore da e per Sydney, con il seguente calendario: prima notte a Bangkok, poi tre giorni a Koh Samui, seguiti da quattro a Phuket, per poi concludere in bellezza con l’ultima notte a BKK. Alloggeremo in guesthouses a basso costo e internamente ci sposteremo in aereo.

La Thailandia, com’e’ risaputo, e’ terra di bellezze naturali mozzafiato – e non mi riferisco solo alle donne come i piu’ maliziosi avranno certamente pensato – tra cui spiagge bianche, mare cristallino, foreste vergini e strutture e servizi con standard eccellenti a prezzi ragionevoli. Il clima, purtroppo, resta l’unica incognita in questo periodo di piogge e monsoni. Che Buddha ce la mandi buona.

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Cronache natalizie 2/2

Postato venerdì 4 gennaio 2008 alle 16:49 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

Sabato scorso, dopo aver ampiamente recuperato le ore di sonno perse al cinema la notte precedente, ho improvvisato una cena nel mio ristorante di fiducia, nonche’ posto di lavoro del buon Manu, Zia Pina. Assieme a Yukas, il ragazzo messicano della CdP, abbiamo costituito un gruppetto formato da tre italiani, due francesi e un messicano appunto: ancora una volta la supremazia del Belpaese e’ stata ribadita dopo il trionfo nella finale di Berlino. Dopo l’abbondante e economica cena, qualche drink a Darling Harbour al Cargo Bar e poi tutti a casa.

Il giorno seguente ho finalmente raggiunto una pietra miliare nella mia avventura in Australia: un bagno nell’oceano come si deve! In tutto questo tempo infatti, nonostante fossi stato in spiaggia piu’ volte, non mi ero mai spinto piu’ in la’ dell’acqua alle caviglie a causa delle condizioni non esattamente amichevoli che il mare a queste latitudini dimostra. A Bronte beach, invece, questa volta, non potevo tirarmi indietro: giornata molto calda, sole che splende, acqua ad una temperatura onesta e onde di tre metri con cui fare a botte! Detto, fatto.

Devo ammettere che l’oceano davvero non ha niente a che fare con i mari italiani: e’ una vera e propria forza della natura. La cosa che mi ha stupito di piu’, di cui avevo sentito parlare ma non credevo fosse cosi’ estrema, e’ la famosa rip (risacca), la corrente che, quando l’onda si e’ ormai infranta sulla superficie dell’acqua, ti “tira” o “risucchia” con se’ al largo e a cui e’ davvero difficile resistere, anche vicino a riva.

E poi ci sono le onde ovviamente, con le quali e’ sempre bello scherzare (ma non troppo), cercando di cavalcarle o di schivarle o di fare qualsiasi gioco vi venga in mente. Stando sempre attenti ad evitare attorno a se’ le eventuali e ostili bluebottle, le piccole meduse blu che non sono proprio piacevoli da accarezzare. Se non lo avete ancora capito, da piccolo i miei mi portavano in vacanza in montagna di solito…

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