Postato Venerdì 14 Novembre 2008 alle 13:44 da Lucio.
Categoria: Sydney e dintorni.
Il mio viaggio alla ricerca della pizza perfetta a Sydney nelle ultime settimane e’ ricominciato, con altri due posti, Pizza Mario a Surry Hills e Spigolo a Darlinghurst, finiti sul tabellino delle recensioni. Vediamo se sono stati all’altezza delle altre pizzerie di cui avevo parlato qualche tempo fa.
Pizza Mario, situata a Surry Hills, non molto lontano da Taylor Square, l’ho visitata con Manuel, Massimo e Daniela un mesetto fa, per vedere se era veramente una delle candidate all’ambito primo posto della classifica come alcuni sostengono. All’occhio la pizza si presenta bene e anche al palato, devo dire. La pasta e’ valida e gli ingredienti pure non male. Ma la sensazione e’ che, nel complesso, possa ambire al podio ma non alla medaglia d’oro.
Lunedì scorso, invece, assieme a dei ragazzi italiani freschi di approdo in citta’, ho testato la pizzeria Spigolo a Darlinghurst, locata in una traversa di William Street poco distante dal concessionario Ferrari. Il fido Enzo, napoletano doc e pizzaiolo da poco in questo locale, ci ha preparato delle ottime pizze che, anche in questo caso, sono eccellenti per i tranquilli standard australiani. Molto buone si, ma la qualità media degli ingredienti non mi e’ parsa eccezionale.
Alla luce di queste considerazioni e delle pizzerie provate in passato, ecco la classifica aggiornata, secondo le mie preferenze di semplice cliente, mortale e peccatore:
Tags: locali, pizza
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Postato Venerdì 12 Settembre 2008 alle 14:04 da Lucio.
Categoria: Aggiornamenti.
Ieri sera siamo usciti a cena con Massimo e Daniela, una coppia veronese in Australia in cerca di fortuna e di opportunità per, eventualmente, trasferirsi definitivamente qui. Per l’occasione siamo stati da Pizza & Birra, una pizzeria ristorante a Surry Hills, conosciuta in giro per avere una delle migliori pizze a Sydney e, come suggerisce il nome, anche della buona birra (credo).
Veniamo subito al dunque: la pizza, secondo me, e’ tra le migliori che abbia provato in Australia anche se non al livello di RossoPomodoro, dove i fidi Sojola e Tire sgobbano durante le loro serate down under, che ritengo la migliore in assoluto fino adesso e che non ha praticamente nessuna differenza con una pizza originale italiana. Certo, prezzo, coperto e cornice sono decisamente differenti ma quello che conta, cioè il prodotto, ha passato l’esame del palato.
In settimana a casa abbiamo fatto qualche intervento di manutenzione, tra cui posare un nuovo (finto) pavimento in cucina e riuscire finalmente ad avere un idraulico che ci sbloccasse uno dei due lavelli, intasato da tempo immemore a causa del tritarifiuti sottostante. A questo proposito, come ordinatogli dall’agenzia e cioe’ dal padrone di casa, il buon idraulico ha risolto il problema del tritarifiuti guasto nel modo piu’ economico possibile: togliendolo. Della serie “eliminiamo il problema alla radice”. Saranno contenti i nostri rifiuti a cui sara’ risparmiata l’agonia della tritatura.
Tags: casa, idraulico, italiani, locali
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Postato Martedì 25 Marzo 2008 alle 17:22 da Lucio.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Eccomi di ritorno a scrivere sul blog dopo il lungo weekend pasquale e la vacanza di quattro giorni, la prima qui in Australia, a Surfers Paradise, nel soleggiato Queensland, in compagnia di Manuel e Gianluca. Il tempo, come sempre quando non si lavora, e’ trascorso velocemente, scandito da scottature, foto e patatine fritte. Ecco com’e’ andata.
Intro
Surfers Paradise e’ in teoria soltanto un sobborgo della citta’ di Gold Coast nella parte sud del Queensland ma per tutti sono invece due sinonimi ed evocano la stessa immagine di grattacieli affacciati sull’omonima ampia spiaggia. Il nome Surfers Paradise in realta’ non e’ quello originario ma e’ nato da un’astuta mossa di marketing degli anni ‘30 del secolo scorso per rendere la localita’ piu’ appetibile al nascente turismo di massa. E l’esperimento e’ riuscito visto che oggi e’ una delle localita’ turistiche piu’ visitate in Australia, grazie ai suoi parchi di divertimento, allo shopping e alla vita notturna.
Dall’alto la citta’ si presenta come una striscia di giganteschi palazzoni residenziali direttamente sulla spiaggia, con alle spalle una laguna fatta di canali e ponti. Dal basso invece sembra di essere a Riccione: il centro e’ tutto nel lungo viale pedonale pavimentato (e le sue ramificazioni) che arriva direttamente sul mare, con ampia scelta di hotel, negozi, ristoranti, bar e discoteche per tutti i gusti.
19th: L’arrivo
L’ottimo volo JetStar di un’ora e venti che mercoledi’ sera porta me e Manuel all’aeroporto di Coolangatta arriva con un po’ di ritardo e, dopo il trasferimento in autobus, eccoci finalmente all’Islander Backpackers, fortunatamente rivelatosi molto valido e soprattutto in posizione super centrale. La prima sera la passiamo a cena da Santino’s, dove assistiamo ad una mini rissa, in cui un buttafuori stende nettamente un cadavere ambulante con un solo, preciso montante, e poi a spasso per prendere confidenza con il centro.
20th: Er Canotta
Giovedi’ mattina ci raggiunge il buon Gianluca con un volo che piu’ mattutino non si puo’ (partenza ore 6). Dopo esserci ingolfati per bene a colazione, muoviamo i primi pesanti passi verso la spiaggia, poco popolata a causa del tempo incerto. Incertezza che lascia velocemente spazio ad un sole cocente che si manifesta poi con veemenza sulle nostre pallide carnagioni, dando il la alla nascita di un mito: “Er Canotta”.
Gianluca, aka Sojola, guadagna infatti con merito il nuovo soprannome grazie alla perfetta sindone a canottiera che porta sulla sua pelle per gran parte della vacanza, riuscendo a liberarsene solo sabato grazie al brevettato “metodo Lucio” che verra’ spiegato piu’ avanti nel racconto. Per dovere di cronaca, un altro supereroe minore, “Er Coppa” (myself), debutta durante la stessa mattinata, sotto lo stesso sole. In serata, cena ipocalorica all’Hard Rock Cafe’, in compagnia del nostro compagno di stanza olandese, a base di maxi hamburger e patatine.
21st: Byron Bay
Venerdi’ mattina partenza di buon’ora alla volta di Byron Bay guidati dalla (anzi, guidando la) Toyota Camry noleggiata per l’occasione, con “Er Crema” (Manuel, anche se il titolo verra’ conferito solo sabato) al volante. Arrivati in citta’, e’ amore a prima vista: atmosfera rilassata, stradine piccole, nessun grattacielo e spiaggia bellissima. Unanimi decidiamo che abbiamo cannato completamente luogo di villeggiatura.
Dopo aver battuto tutti i record conosciuti di cazzate acquatiche in spiaggia, andiamo a visitare (o meglio fotografare) il faro che domina la baia: grazie al tramonto suggestivo e allo splendido panorama sul mare, l’obiettivo di riempire due schedine da 4 giga di foto appare piu’ alla portata. Sulla via del ritorno, desiderosi e affamati di una bella bisteccona, non facciamo pero’ i conti col Venerdi’ Santo e finiamo cosi’ a mangiare nell’unico posto aperto in citta’, McDonald’s. Cosa? Ovviamente un sano hamburger con delle sobrie patatine fritte!
22nd: Drink tour
Il sabato mattina restera’ nella storia: Manuel, con un inspiegabile atto suicida, decide liberamente di prendere un’oretta di sole assassino senza protezione e si tosta per bene su pancia e gambe, raggiungengo una gradazione fuxia fluorescente chimico, introvabile in natura. Er Canotta invece applica il “metodo Lucio” per cancellare lo stampino che si porta appresso: mezz’ora di sole senza crema seguito da mezz’ora di crema solo sulla parte arrossata, con lo scopo di bilanciare la scottatura. Con un po’ di sofferenza, l’esperimento riesce. No pain, no gain, si sa.
In serata, nonostante la stanchezza, abbiamo in programma il “drink tour”, ossia una gita (a piedi) organizzata di 400 persone nei cinque migliori club di Surfers, con entrata e prima consumazione gratuita. Purtroppo per un errore strategico di pianificazione, saltiamo irrimediabilmente i primi tre locali, unendoci al gruppo solo per i titoli di coda. Alla fine 33,3 periodico dollari per due drink si rivelano un pessimo affare. Tutti a nanna con la coda tra le gambe (no doppisensi, please) tranne Er Crema (soprannome conquistato grazie ai quintali di Nivea applicati per lenire lo sfogo cutaneo) che prolunga felicemente la sua serata mondana…
23rd: Wet N Wild
Domenica, ultimo giorno di sollazzo, tutti al Wet N Wild, parco acquatico a mezz’ora di bus. Er Coppa, Er Crema, Er Canotta e Ming (amica hongkonghese di Manuel) passano una piacevole Pasqua tra scivoli, hamburger e patatine fritte, prima del rientro a “casa” a Sydney in tarda serata.
La vacanza e’ stata molto divertente anche se le note positive arrivano piu’ dalle persone che dai posti: Surfers Paradise e’ la meta ideale se si hanno 18-20 anni e una voglia impellente di disintegrarsi tra discoteche e alcol, mentre per noi vecchietti prossimi ai trenta Byron Bay sarebbe stata piu’ appropriata. Vabbe’, sbagliando s’impara.
Ottima anche la convivenza con Gianluca, con cui siamo andati perfettamente d’accordo e ci siamo divertiti a fare foto (molte molte foto, quasi 700 in quattro giorni!), a mangiare sano e magro (grazie alla famosa “dieta a zona”) e ovviamente a sparare una miriade di minchiate! See ya!
Tags: alcol, backpackers, locali, pasqua, spiaggia, Surfers Paradise, vacanze
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Postato Lunedì 4 Giugno 2007 alle 14:13 da Lucio.
Categoria: Vita sociale.
Venerdi' scorso dopo cena sono andato a visionare un nuovo locale, aperto da un mese circa, a The Rocks, uno dei miei quartieri preferiti. The Argyle, questo il suo nome, e' un bar/club arredato in stile moderno, ricavato in un vecchio edificio storico in pietra, che si sviluppa su due aree principali: un ampio cortile esterno con un bel portico su uno dei lati e i due piani interni con bar, candidi e soffici sofa' e piste da ballo. C'e' inoltre anche una sala vip/prive' al piano superiore, che pero' mi ha abbastanza deluso.
Il luogo e' frequentato principalmente da australiani sulla trentina in atteggiamenti e vestiti da fighetti e ovviamente c'e' una rigida selezione all'ingresso. All'ora in cui sono arrivato io, nove e mezza, c'erano circa quaranta minuti di attesa ma grazie ad un escamotage e alcune conoscenze giuste all'interno sono riuscito a saltare la coda, in perfetto stile italiano. Anche i prezzi dei drink sono in linea con la politica esclusivista del locale: ad esempio una Red Bull costa 7.50 A$ e un Havana-Cola 8.50 A$ (la media in giro e' di 5 per la prima e 6 per il secondo). Nonostante queste premesse pero' l'atmosfera e' davvero coinvolgente, la musica all'altezza e conoscere gente e' assolutamente facile e naturale, quindi il divertimento e' assicurato.
Sabato sera era il compleanno di Andrea e abbiamo festeggiato a base di barbecue a casa di un altro amico. In realta' eravamo all'esterno nonostante la temperatura non proprio adatta. Dopo un bel po' di pesce e carne alla griglia, il gruppo si e' dimezzato e inaspettamente anche il festeggiato ha dato forfait. Noi pochi irriducibili ci siamo dunque diretti in citta' per qualche drink in allegria.
Nel frattempo Erika e' tornata da Melbourne, ultima tappa di questa sua esperienza australiana che, ahime', si sta per concludere. Il volo di rientro nel Belpaese e' infatti fissato per la settimana prossima, martedi' per la precisione. Credo e spero ci sara' spazio per una festa di addio il prossimo weekend!
Tags: amici, compleanni, erika, feste, locali, the rocks
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Postato Venerdì 16 Febbraio 2007 alle 17:26 da Lucio.
Categoria: Vita sociale.
Una delle belle cose di Sydney e' che se si ha voglia di uscire e andare a divertirsi non bisogna per forza aspettare il weekend perche' ogni sera c'e' sicuramente un locale pieno di gente da qualche parte e quindi basta soltanto informarsi su quali sono i posti migliori in base al giorno. Ed ovviamente noi non ci tiriamo indietro di fronte alle possibilita' che questa incredibile citta' ci offre.
Questa settimana abbiamo deciso quindi di fare doppietta: siamo usciti sia martedi' che mercoledi' sera, The Gaff e Side Bar rispettivamente, locali frequentati esclusivamente da backpackers. Cosa sono i backpackers? Ragazzi tra i 20 e i 30 anni che passano un po' di tempo lontano da casa per viaggiare e vedere il mondo, generalmente "zaino in spalla". All'incirca come noi insomma. Il risultato e' un mix di persone e lingue diverse tra loro, dove la diversita' e' la regola e dove e' naturale e molto semplice conoscere gente nuova e fare amicizia, il tutto in un ambiente di festa. Ecco perche' ci piacciono tanto questi posti…
Le due serate sono state divertenti e piacevoli ma anche stancanti e quindi giovedi' e' stato dedicato al riposo casalingo…
Le news sugli altri fronti sono le seguenti:
Per il momento e' tutto. A risentirci presto. Passo e chiudo.
Tags: backpackers, lavoro, locali, spiaggia, weekend
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