Pillole di vita aussie

Postato mercoledì 31 gennaio 2007 alle 11:21 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Oggi voglio provare a scrivere in modo diverso, con un elenco puntato, più semplice da leggere e ovviamente più facile da scrivere:

  • Oggi e’ il mio ultimo giorno di lavoro.
  • Probabilmente adesso mi faro’ una settimana in scioltezza e poi mi guarderò attorno per qualcos’altro. Non dovrebbe essere difficile trovare qualcosa.
  • La finestra della mia camera non si chiude bene e quando di notte fuori c’è vento forte, il rumore degli spifferi non mi fa dormire.
  • Stanotte e’ stata una di quelle. Ho quindi preso materasso e cuscino e sono andato a dormire in soggiorno. Sopravvivenza domestica.
  • Il Ricky non ha questo problema perché dorme con i tappi.
  • Manuel ha raffreddore, tosse e febbre leggera da una settimana.
  • Lunedì Riccardo ha iniziato ufficialmente un periodo di vita più sana e controllata, basato su sveglia mattutina (come al solito comunque), corsa e ginnastica nel parco. Ha anche comprato un misterioso dizionario inglese-portoghese.
  • La classifica aggiornata delle vittorie a Monopoli e’ la seguente: Lucio e Ricky 4, Manu 3.
  • Adesso abbiamo anche le carte da Ramino e da Uno. Non preoccupatevi, ci piace ancora uscire nei fine settimana a divertirci.

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Fast food vs slow food

Postato venerdì 15 dicembre 2006 alle 13:49 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Qualità certificata

A differenza di come siamo abituati in Italia, con centinaia di ricette e piatti tipici tra cui scegliere ogni giorno, qui in Australia la cultura del cibo, sul modello anglosassone, non e’ altrettanto sviluppata. Gli australiani infatti, più che mangiare, sembrano nutrirsi, dando poca importanza alla qualità di ciò che ingeriscono, preoccupandosi solo di mettere qualcosa sotto ai denti.

Molti dei miei colleghi d’ufficio, ma anche quelli delle altre aziende dei dintorni, raramente pranzano in uno dei comunque validi bar della zona, ma preferiscono prendere un panino al volo, per consumarlo poi velocemente davanti al computer. L’alternativa e’ portarsi il cibo da casa, ma la sostanza non cambia: un sandwich con una cotoletta e due foglie di insalata oppure un qualcosa di confezionato da mettere in microonde, basta che non ci sia da perdere troppo tempo.

Le conseguenze di queste abitudini sono molteplici: innanzitutto questo comportamento fa si che i bar e ristoranti attigui agli uffici modifichino i loro menu per andare incontro alle esigenze dei clienti, quindi ampia scelta di panini e hamburger a scapito di insalatone e primi (che comunque sono sempre un salto nel buio), finendo con l’influenzare anche quei pochi rimasti che vorrebbero un pranzo più tradizionale e prelibato. Fortunatamente pero’ questo fa si che si possano apprezzare di più i locali in cui il cibo e’ di qualità, come le pizzerie e i ristoranti (pseudo) italiani (o anche greci): anche se non fedeli al 100% alle ricette originali, la differenza comunque c’è e si può gustare.

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Party aziendale natalizio

Postato giovedì 30 novembre 2006 alle 23:44 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Anche in Australia in concomitanza con l’arrivo del Natale (e dell’estate) le aziende organizzano la classica cena natalizia per i propri dipendenti. Nel mio caso, come contrattista, non sono assunto direttamente dalla compagnia per cui fisicamente lavoro ma dall’agenzia di collocamento che mi ha trovato il posto e che fa da tramite. La brutta notizia e’ che non ho diritto ai benefici che hanno i dipendenti permanenti, come appunto le cene, gli sconti, le ferie, etc. La bella notizia pero’ e’ che parte di questi mi vengono comunque assicurati e forniti dall’agenzia e pertanto ho partecipato oggi al Contractors Christmas Party al ristorante L’Aqua presso il Cockle Bay Wharf di Darling Harbour, organizzato dalla Ambit Recruitment per tutti i contrattisti che controlla.

Le differenze rispetto ad una classica cena aziendale natalizia italiana sono notevoli e si notano già dall’orario di convocazione: ore 18 puntuali si inizia, ore 22 puntuali si finisce (almeno ufficialmente…). All’arrivo sul posto un paio di signorine si occupano dell’accettazione degli invitati – che avevano preventivamente dato conferma della loro presenza per facilitare l’organizzazione dell’evento – dando ad ognuno un cartellino con spilla, recante nome, cognome e azienda da esporre in bella mostra sul petto. Essendo un party e non una cena, la dinamica prevede che ci siano i drink come fulcro, non il cibo e che si stia ovviamente in piedi gran parte del tempo.

Dopo il check-in, guidati dal proprio referente – nel mio caso una giovane e bella ragazza – si inizia il giro di presentazioni con chiunque si trovi nel raggio d’azione, il tutto ovviamente in un ambiente raffinato con camerieri che ti offrono in continuazione qualsiasi tipo di bevanda (birra, vini rossi e bianchi, spumanti, bibite, acqua, succhi, etc) e stuzzichini di ogni genere. Sono sicuro che avete tutti visto almeno una volta nella vita un film con un party di questo tipo…

La serata procede con l’estrazione di qualche premio per gli invitati (chiaramente non ho vinto nulla) e con l’esilarante esibizione di un cabarretista che con un lungo monologo intrattiene piacevolmente la platea. Non sono riuscito a cogliere il 100% delle cose che diceva ma sono comunque riuscito a fare qualche sana sganasciata, specialmente nella parte delle imitazioni di attori famosi.

La seconda parte della serata e’ un po’ più movimentata e consiste nel graduale aumento del volume e del tasso alcolico, a scapito delle chiacchiere e a favore ovviamente di un po’ di movimento in pista. E’ questo il momento più interessante del party: le persone che appena arrivato avevo visto composte e serie, si sono gradualmente trasformate nel corso della serata per dare il meglio con le luci basse. In realtà non in tanti erano veramente ubriachi ma in ogni caso alcune perle non sono mancate come in ogni festa che si rispetti. Quando i camerieri passano e avvisano che stanno girando gli ultimi drink e il dj avvisa che la prossima sarà l’ultima canzone, ci si accorge che e’ il momento di andare.

Come dice il detto “solo i piu’ forti sopravvivono”, e’ tempo per i sopravvissuti di spostarsi in uno dei numerossimi bar e club della zona, per un ultimo (forse) drink: e’ a questo punto che alzo bandiera bianca e mi defilo, sancendo di fatto la superiorita’ australe nella sopportazione alcolica.

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Primo giorno di lavoro

Postato mercoledì 22 novembre 2006 alle 22:51 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

L'Anzac Bridge visto dal Fish Market

Dopo circa tre settimane di ricerca seria, quasi cento curriculum inviati e quattro colloqui ho finalmente trovato un lavoro. Tutto si e' svolto abbastanza rapidamente: mercoledi' scorso ho inviato il curriculum per un posto come programmatore web tramite un sito internet specializzato, il giorno seguente sono stato contattato e venerdi' ho fatto il colloquio per essere poi avvisato lunedi' che il posto era mio e che avrei iniziato oggi.
Le mie mansioni saranno di mantenimento e aggiornamento di un sito web esistente con possibilita' di partecipare a nuovi eventuali sviluppi in un secondo momento.

Inizialmente sono assunto a contratto fino a fine gennaio, con possibilita' di rinnovo se ci saranno le condizioni (cioe' se mi saro' comportato bene e se avranno ancora progetti pendenti), con vantaggi e svantaggi del caso: posso licenziarmi e essere licenziato in ogni momento con un solo giorno di preavviso, niente ferie, permessi e malattie.

L'azienda e' una grossa multinazionale americana operante nel marketing e nella consulenza e conta uffici in tutto il globo. La sede di Sydney si trova nella zona di Pyrmont (la stessa del Fish Market ricordate…?) e da casa non e' proprio cosi' immediato raggiungerla: devo infatti farmi il primo pezzo col treno e il secondo col tram, per un totale di circa 45 minuti.

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Piove sul bagnato

Postato giovedì 16 novembre 2006 alle 23:42 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Nei primi giorni della settimana il maltempo ha imperversato su Sydney e dintorni e quindi non siamo usciti più di tanto di casa, se non per recarci all’Internet point e al supermercato a fare la spesa e fortunatamente entrambi sono a non più di dieci minuti a piedi dal nostro appartamento. Piccolo appunto: la connessione wireless che eravamo riusciti a trovare e scroccare sul balcone grazie ad un sistema di prolunghe di cavi USB non funziona più regolarmente purtroppo, anche se questo post adesso lo stiamo scrivendo da casa, quindi speriamo bene…

Per quanto riguarda il fronte lavorativo, sembra che la situazione si stia mettendo in discesa: il condizionale è d’obbligo in questi casi ma comunque proseguiamo con i colloqui (qui li chiamano interviews) e le opportunità ci sono, ora si tratta solo di avere un po’ del classico e necessario Culo!

La situazione meteo, come vi abbiamo accennato, continua ad essere delicata: è una primavera davvero molto strana, o almeno lo è per noi, con alternarsi di pioggia, vento e sole. Ora le previsioni per il weekend fanno ben sperare e, visto che abbiamo verificato che di solito non sbagliano, forse possiamo concederci una scappatella al mare! Fingers crossed!

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