Elezioni 2010

Postato giovedì 29 luglio 2010 alle 12:45 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Gli ultimi mesi sono stati un po’ turbolenti per la politica australiana (e anche per lo stato del New South Wales), con colpi di scena un po’ inusuali da queste parti. Il risultato più clamoroso di questi scossoni e’ il ricorso alle elezioni anticipate, programmate per il 21 agosto, che hanno fatto seguito alla precedente, e altrettanto inaspettata, detronizzazione di Kevin Rudd, eletto primo ministro nel 2007.

La caduta di Rudd pare sia stata causata dalla sua controversa recente manovra finanziaria, che prevedeva una nuova super tassa per il settore minerario australiano, cosa che ha fatto storcere il naso a molti, anche all’interno del suo partito (Labor, cioè sinistra). Questo, unito al declino del suo indice di gradimento tra gli elettori, ha portato all’ascesa al potere di Julia Gillard, prima donna ad assumere tale carica in Australia, qualche settimana fa.

Le elezioni anticipate a quel punto erano scontate: la Gillard cerca la legittimazione che non ha avuto finora, mentre i Liberal (destra), guidati da Tony Abbott, sperano nel ribaltone. Secondo gli ultimi sondaggi, i due partiti sono molto vicini ma, grazie all’interessato appoggio dei Verdi, i Laburisti paiono in decisivo vantaggio. Lo scontro imperversa su tutti i fronti ma in particolare su tre importanti tematiche: economia, immigrazione e clima.

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L’Australia chiede scusa

Postato mercoledì 13 febbraio 2008 alle 17:26 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Oggi, 13 Febbraio 2008, per la prima volta, l’Australia chiede ufficialmente e formalmente scusa agli Aborigeni coinvolti nelle Stolen Generations, tramite una mozione promossa dal governo laburista di Kevin Rudd, che alle 9 di questa mattina ha pronunciato le tanto attese parole davanti a tutta la nazione.

Il termine Stolen Generations indica la moltitudine di bambini indigeni o di sangue misto (si stima 100.000) sottratti con la forza alle loro famiglie naturali e messi in orfanotrofi o dati in adozione a famiglie bianche, durante l’arco temporale di cento anni, tra il 1869 e il 1969, con l’obiettivo, dichiarato e supportato dai vari governi federali, di proteggerli dai loro simili e di dar loro un’opportunita’ per una vita migliore nella societa’ australiana, incuranti del trauma provocato ai genitori e ai bambini stessi.

Dalla fine degli anni Sessanta, molta strada e’ stata fatta verso un ricoscimento dei torti inflitti e una riconciliazione con gli Aborigeni da parte dei “coloni europei”, ma ancora molta ne resta da fare secondo i piu’ critici. Le tappe piu’ significative di questa processo sono tuttavia molto recenti: nel 1997 la pubblicazione di un’inchiesta di due anni, Bringing Them Home, che dettagliava in modo approfondito le rimozioni dei bambini con tanto di cifre e testimonianze, ha finalmente aperto gli occhi all’opinione pubblica australiana portando all’istituzione nel 1998 di una festa nazionale, il Sorry Day, che si tiene ogni anno con celebrazioni e manifestazioni atte a favorire la riconciliazione. Tuttavia il governo non aveva mai preso una posizione netta e ufficiale fino ad oggi.

I passaggi piu’ significativi del discorso di Rudd, concordato con i leader Aborigeni e approvato e sostenuto anche dall’opposione liberale, recitano cosi’:

  • “Oggi onoriamo i popoli indigeni di questa terra, le culture piu’ antiche nella storia dell’umanita’.”
  • “E’ arrivato il momento per la nazione di voltare pagina nella storia dell’Australia, riconoscendo gli errori del passato per guardare con sicurezza al futuro.”
  • “Chiediamo scusa specialmente per la rimozione dei bambini Aborigeni dalle loro famiglie, comunita’ e terre.”
  • “E per il trattamento indegno e degradante che abbiamo inflitto a delle persone e culture cosi’ piene d’orgoglio, chiediamo scusa.”
  • “Oggi facciamo il primo passo con questa presa di coscienza del passato e la pretesa di un futuro che accolga tutti gli australiani.”
  • “Un futuro in cui tutti gli australiani, di qualunque origine, siano veramente trattati alla pari, con pari opportunita’ nel formare il prossimo capitolo della storia di questo grande paese, l’Australia.”

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Kevin ‘07

Postato martedì 27 novembre 2007 alle 14:41 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Kevin Rudd, il nuovo Primo Ministro.

Sabato 24 si sono tenute in Australia le elezioni federali per scegliere il Primo Ministro per i prossimi tre anni. Ormai da molti mesi i sondaggi davano come favorito Kevin Rudd, leader dell’opposizione e dell’ALP, il partito laburista australiano (cioe’ la Sinistra) e le attese sono state confermate. La vittoria e’ stata netta, per non dire schiacciante, e John Howard, Primo Ministro uscente e leader dei Liberals (la Destra), esce di scena dopo undici anni consecutivi al potere, perdendo anche il seggio di Sydney che aveva mantenuto ininterrottamente per quasi trent’anni.

Con Howard al governo l’Australia ha vissuto un boom economico senza precedenti, tant’e’ vero che il PIL e’ in crescita da diciassette anni senza soluzione di continuita’ e i suoi sostenitori adesso temono che questo trend possa cambiare. I suoi detrattori invece sostengono che la prosperita’ attuale e’ legata soltanto alla ormai celeberrima scoperta di risorse minerarie nel West Australia e chiunque ne avrebbe beneficiato.

Rudd, che ovviamente gode dell’appoggio delle Trade Unions (i nostri sindacati), oltre che degli Aborigeni e degli immigrati, ha da sempre contestato al suo rivale la scarsa attenzione verso educazione e ambiente, oltre agli USA l’Australia e’ infatti l’unico paese al mondo a non aver ratificato il protocollo di Kyoto, ma soprattutto l’aver stretto legami troppo forti con George W. Bush, tra cui l’aver mandato le truppe australiane in Iraq, con il solo scopo di salvaguardare i suoi interessi economici.

Nelle precedenti elezioni i laburisti, che dominano da anni in NSW e a Sydney, erano stati piu’ volte accreditati di poter raggiungere l’obiettivo ma alla fine i liberali, guidati da Howard, avevano sempre prevalso. Secondo gli immancabili sondaggi, la gente si era un po’ stufata delle solite facce e preferiva una nuova leadership per la nazione mentre, secondo gli analisti, invece, la sconfitta della destra e’ stata causata in larga parte dall’introduzione delle Workchoices, una serie di regolamentazioni e decreti sul lavoro, che l’avrebbero reso piu’ precario. Kevin Rudd, facendo leva sulla promessa di abolire queste leggi e di privilegiare educazione e ambiente, sembra aver convinto molti della bonta’ del suo programma e adesso ha l’occasione giusta per dimostrarlo.

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