Pizza & Birra

Postato venerdì 12 settembre 2008 alle 14:04 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Ieri sera siamo usciti a cena con Massimo e Daniela, una coppia veronese in Australia in cerca di fortuna e di opportunità per, eventualmente, trasferirsi definitivamente qui. Per l’occasione siamo stati da Pizza & Birra, una pizzeria ristorante a Surry Hills, conosciuta in giro per avere una delle migliori pizze a Sydney e, come suggerisce il nome, anche della buona birra (credo).

Veniamo subito al dunque: la pizza, secondo me, e’ tra le migliori che abbia provato in Australia anche se non al livello di RossoPomodoro, dove i fidi Sojola e Tire sgobbano durante le loro serate down under, che ritengo la migliore in assoluto fino adesso e che non ha praticamente nessuna differenza con una pizza originale italiana. Certo, prezzo, coperto e cornice sono decisamente differenti ma quello che conta, cioè il prodotto, ha passato l’esame del palato.

In settimana a casa abbiamo fatto qualche intervento di manutenzione, tra cui posare un nuovo (finto) pavimento in cucina e riuscire finalmente ad avere un idraulico che ci sbloccasse uno dei due lavelli, intasato da tempo immemore a causa del tritarifiuti sottostante. A questo proposito, come ordinatogli dall’agenzia e cioe’ dal padrone di casa, il buon idraulico ha risolto il problema del tritarifiuti guasto nel modo piu’ economico possibile: togliendolo. Della serie “eliminiamo il problema alla radice”. Saranno contenti i nostri rifiuti a cui sara’ risparmiata l’agonia della tritatura.

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Votare all’estero

Postato mercoledì 16 aprile 2008 alle 15:12 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Informazioni.

Dopo soli due anni di instabile governo Prodi, dunque, si e’ tornati alle urne. A contendersi la poltrona di Presidente del Consiglio e il diritto di presiedere la 16esima legislatura dal dopoguerra, come sappiamo, l’ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico e Silvio Berlusconi, leader del Popolo delle Liberta’, favorito dai sondaggi. Gli italiani avevano quindi il diritto e il dovere di esprimere una preferenza tra questi e altri candidati minori, ma non tutti hanno potuto comportarsi da bravi cittadini.

Il voto all’estero dei cittadini italiani, che nel 2006 si dice essere stato fondamentale per la vittoria del centro-sinistra, non e’ un diritto di tutti. Per poter ricevere per posta il plico elettorale da rispedire poi all’Ufficio consolare corrispondente, infatti, bisogna essersi preventivamente iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), a cui devono registrarsi “i cittadini che trasferiscono la propria residenza, da un comune italiano all’estero, per un periodo superiore all’anno” con “contestuale cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente” in Italia.

Questo significa che, tralasciando chi e’ all’estero per vacanza, chi come noi e’ fuori dall’Italia temporaneamente per un periodo medio-lungo ma non vuole o non puo’ trasferire la sua residenza, non ha possibilita’ di votare. Succede quindi che una significativa parte dell’elettorato comunque legata all’Italia, volendo o nolendo, ha le mani legate, mentre immigrati che sono fuori dal territorio e dalle vicende politiche italiane da decenni, che poco o nulla sanno di cosa succede nel paese d’origine, votano quasi alla cieca. Sono l’unico che vede una contraddizione qui?

In Australia, solo il 37% degli iscritti all’AIRE, circa 28 mila persone, ha espresso la sua preferenza, con una netta affermazione del PD (53%) nei confronti del PdL (35%), confermando la tendenza a sinistra di questo Paese dopo le ultime elezioni. Per cio’ che riguarda i dati dei voti dall’estero in complesso, il testa a testa tra i due maggiori partiti e’ molto piu’ equilibrato, con una differenza di solo 0.8 punti percentuali al momento, su un totale di circa un milione di voti (con lo spoglio ancora in corso – fonte interno.it).
Ah, per chi vivesse in un altro sistema solare, la tornata elettorale ha sfornato un bel Berlusconi-quater.

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Tre su tre

Postato venerdì 11 aprile 2008 alle 14:53 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Lo scorso weekend ho fatto tripletta. Alla faccia dei miei recenti propositi di limitare la vita mondana adesso che arriva il fresco dell’inverno australiano, sono uscito venerdi’, sabato e domenica sera. C’erano ovviamente degli eventi in ballo, non e’ che sono uscito a caso, e non mi potevo certo vigliaccamente sottrarre. Ne scrivo solo adesso perche’ solo adesso sono in condizioni di farlo – frase ironica, non c’e’ bisogno di allarmarsi, ndr…

Venerdi’ sera c’era in programma il farewell – festa di addio, o arrivederci, non si e’ ancora capito – all’Australia di un mio amico ceco, Dusan, che dopo sette anni a Sydney ha deciso di ritornare a Praga e tentare di reinserirsi professionalmente e socialmente la’, non prima pero’ di aver viaggiato per un paio di mesi nel sud-est asiatico. In questo anno abbiamo fatto molte serate insieme e ne abbiamo combinate parecchie, da ricordare soprattutto il caves climbing e la festa in barca, piu’ un’altra infinita’ di perle. Se ce la facciamo dovremmo ribeccarci a Giugno da qualche parte in Europa.

Sabato, invece, party italiano a North Bondi, anche se il perche’ si festeggiava mi e’ onestamente tuttora oscuro. Ci sono andato in compagnia di Max ma i miei contatti alla festa erano Amira e Alessandro, una coppia di ragazzi veronesi che ho conosciuto un mesetto fa. Come detto, la maggioranza degli invitati era composta da compatrioti, quasi tutti qui col classico Working Holiday Visa di un anno. Nota curiosa: e’ la prima festa a cui ho partecipato a Sydney senza asiatici.

Domenica, infine, dopo essermi incontrato nel pomeriggio con un nuovo arrivo in citta’, Riccardo detto Logomaco, in serata mi sono finalmente recato con Manuel alla pizzeria RossoPomodoro a Balmain, dove lavora come cameriere e rubacuori il fido Gianluca, che da tempo decantava le lodi della pizza di questo posto. Devo ammettere che la qualita’ era ottima e credo di poter azzardare la migliore che abbia mai provato in Australia, in verita’ molto molto simile ad una pizza italiana. Anche il prezzo e’ onesto e l’unico svantaggio e’ la localita’, un po’ fuori dal centro.

Per questo nuovo weekend che incombe non c’e’ ancora niente in programma, magari e’ l’occasione buona per ricaricare un po’ le batterie per una volta, anche se qui non si puoi mai dire, i party sono sempre dietro l’angolo…
In questi giorni sto anche tentando di organizzare in modo intelligente la mia settimana in Thailandia il prossimo Giugno, e sto quindi rimbalzando tra siti di alloggi e alberghi e siti di compagnie aeree thailandesi. La mia idea era di dividere il mio soggiorno tra Bangkok e Phuket ma sto vagliando anche altre soluzioni. Ogni consiglio e’ ben accetto.

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AUS vs ITA ep. 7 – Inglese

Postato martedì 4 marzo 2008 alle 16:17 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Dopo una pausa di riflessione, ritorno a scrivere qualcosa in questa categoria, trattando un argomento assolutamente fondamentale per la vita di tutti i giorni in Australia: la sua lingua ufficiale, l’inglese ovviamente. Molte cose possono sembrare scontate ma spesso parlare una lingua straniera correttamente e’ tutt’altro che semplice e puo’ rappresentare l’unico grande ostacolo per viaggiare o trasferirsi.

Partiamo col dire qualcosa a riguardo dell’inglese in Italia e del suo rapporto con gli italiani e viceversa. E’ inutile girarci intorno, in linea generale gli Italiani non parlano inglese o, comunque, lo parlano male. Nonostante da qualche anno sia obbligatorio impararlo sin dalle elementari, molti lo vedono come un’imposizione piuttosto che come un’opportunita’ o un arricchimento. E fin qui poco male, il sistema e la societa’ italiani non fanno pesare questa lacuna piu’ di tanto: i film stranieri al cinema e in tv sono doppiati, nei colloqui di lavoro non e’ particolarmente richiesto e solitamente il livello scolastico e’ sufficiente per vacanze e contatti occasionali con anglofoni.

Il problema nasce quando si ha la necessita’, per fortuna o purtroppo, di avere una conoscenza dell’inglese piu’ avanzata, ad esempio per lavoro (o magari per andare un anno in Australia). Ci si accorge improvvisamente che forse era meglio prestare piu’ attenzione a scuola e studiare per il compito in classe invece che copiare. Inoltre, il confronto con altri paesi europei e’ piuttosto impietoso: lasciando stare gli scandinavi che sono di un altro pianeta, anche nazioni come Francia e Germania ci superano in scioltezza, lasciandoci (ancora una volta) in fondo alla classifica.

Attenzione, questa non vuole essere una critica gratuita: la maggioranza degli italiani non ha e non avra’ mai bisogno dell’inglese nella sua vita e per loro la questione non si pone nemmeno. Ma per il resto di noi a cui interessa o serve leggerlo, scriverlo, capirlo e parlarlo, l’autodidattica sembra la soluzione migliore. Fortunatamente, a mio avviso, la situazione sta cambiando in meglio per i giovani d’oggi che, grazie a Internet, a programmi come l’Erasmus e all’Europa allargata, hanno piu’ possibilita’ per migliorare e mantenere il loro inglese a discreti livelli.

Che dire dell’inglese in Australia invece? A parte qualche isolata eccezione, tipo le varie Chinatown dove e’ quasi una lingua straniera, e’ ovviamente l’idioma ufficiale, anche se molti australiani sono bilingui naturali grazie all’immigrazione, loro o dei loro genitori. Come molti dei paesi anglosassoni, inoltre, il business delle scuole d’inglese e’ enorme e gli studenti stranieri, qui soprattutto asiatici per forza di cose, sono numerosissimi. Questa concorrenza ha naturalmente ottimi effetti sulla competitivita’ delle offerte e quindi sul portafoglio di chi deve scegliere un corso.

Infine, per chi di voi vuole sapere se e’ indispensabile parlare inglese per vivere e lavorare a Sydney, la risposta e’ si’. Maggiore e’ il livello di conoscenza, migliori sono le opportunita’ di impiego, anche se le possibilita’ per chi e’ ancora indietro non mancano di certo, con lavori nei ristoranti e bar, come baby-sitter, muratori, etc su tutti.

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La nostra storia

Postato giovedì 24 gennaio 2008 alle 11:45 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Alla partenza sull'aereo Malaysia AirlinesQuesta avventura nasce durante la primavera-estate 2006, quando tre ragazzi italiani di Verona, amici fin da bambini, decidono di dare una svolta alla loro vita. Nel pieno della loro giovinezza, realizzano che il momento di partire e’ arrivato ed e’ ora di mettere in pratica il famoso “carpe diem”. Lucio, Manuel e Riccardo, il 26 settembre 2006, lasciano quindi con un arrivederci famiglie, amici e impegni vari per salire su un aereo con destinazione Sydney, Australia. Le uniche certezze prima della partenza sono le tre notti prenotate in ostello, un contatto sul posto e un patto di ferro tra i tre di rimanere down under almeno sei mesi, qualunque cosa accada, per rivedere poi il progetto e decidere cosa fare.

In posa per le nostre fansGrazie ad Andrea, un ex-collega di Lucio, e ad un po’ di fortuna e audacia, l’ambientamento in citta’ e l’inserimento nella nuova società sono più facili del previsto. In poche settimane, i tre ragazzi conoscono moltissime persone, perfezionano l’inglese, trovano casa e, Lucio e Manuel, anche un lavoro. Tutto procede per il meglio e arrivano anche le prime visite dall’Italia: Erika, che dividerà il suo anno in Australia tra Melbourne e Sydney, vivendo anche con i ragazzi per qualche tempo, e Alessandro, un amico in vacanza per tre settimane. Il tempo scorre tra vita mondana, giornate in spiaggia e faccende domestiche, ma i sei mesi dell’accordo iniziale finiscono ed e’ il momento di fare una scelta.

L'ultimo saluto all'aeroportoLucio e Manuel, ormai infatuati della citta’ e immersi nella sua atmosfera decidono di prolungare di qualche mese la loro permanenza, almeno fino alla fine del loro visto di un anno, per poi rivalutare la situazione. Riccardo invece, complice la difficoltà a trovare un impiego soddisfacente e qualche faccenda pendente in Italia, sceglie di mettere la parola fine sulla sua avventura in terra australiana e torna in Italia il 19 Aprile 2007, senza rimpianti e arricchito dall’esperienza che ha vissuto. Un paio di mesi dopo, anche Erika dice a malincuore arrivederci e il gruppo si riduce quindi a Lucio e Manuel, che qualche settimana dopo si troveranno di fronte ad un altro bivio.
Il Working Holiday Visa che ha permesso ai ragazzi l’ingresso in Australia e’ infatti ormai in scadenza e i due reduci sono quindi chiamati a prendere una nuova decisione, scegliendo tra le due opzioni sul piatto: viaggiare per il continente per un paio di mesi e poi tornare in patria oppure provare a restare a Sydney, oltrepassando la soglia psicologica di un anno. La scelta cade sulla seconda e un nuovo capitolo si apre.

Tappa a Mauritius prima del rientro a SydneyPer rimanere, stavolta, pero’ non basta solo la volonta’ ma anche un nuovo visto: Lucio, grazie al lavoro e alla sponsorizzazione che gli viene offerta, ha vita facile e ottiene un Business Visa di quattro anni mentre Manuel non ha altra alternativa che prendere la tortuosa via dello Student Visa, iscrivendosi ad un corso di informatica.
Sistemata la parte burocratica, le energie del duo si concentrano quindi su altri aspetti: la vacanza in Italia, a casa a Verona, in Agosto, e il successivo trasloco in Settembre, che rendono quei mesi particolarmente intensi e emozionanti.

Il secondo anno a Sydney, scandito ancora una volta dall’arrivo della primavera australe, si snoda fin da subito su binari diversi da quello, indimenticabile, precedente. I ragazzi hanno ora sensazioni diverse e soprattutto obiettivi più definiti: Lucio punta a mantenere e consolidare la sua posizione lavorativa mentre Manuel focalizza i suoi sforzi sul corso di studi e su come farlo convivere con il lavoro in pizzeria. Dalla loro parte stavolta non c’è l’ansia della scadenza del visto e ormai la citta’ e’ diventata familiare in tutti i suoi aspetti.

Passa il tempo e arriva il nuovo anno, tra vecchie amicizie che si interrompono a causa dei ritorni in patria e nuove conoscenze che ne prendono il posto, finché un giorno di Gennaio i due amici ricevono una mail che li invita come ospiti in collegamento webcam da Sydney nel programma Stella di Maurizio Costanzo in onda su Sky. Con grande soddisfazione ed eccitazione, Lucio e Manuel accettano la proposta e per qualche mese presenziano regolarmente una volta a settimana nel talk-show, dando il loro contributo di italiani all’estero.

Con l’autunno in arrivo, i nostri iniziano a pianificare qualche giorno di vacanza, a distanza di ormai sei mesi dall’ultima. Assieme ad un amico, eccoli quindi passare la Pasqua in Queensland tra spiagge, relax e molto molto mare. Ma questo e’ solo un antipasto di ciò che segue nei mesi seguenti: Lucio torna infatti a casa in Giugno per la seconda volta in due anni, per un periodo di venti giorni preceduti da una settimana in Thailandia mentre Manuel invece posticipa il suo rientro a Settembre, passando pero’ per il Giappone…

Il resto e’ storia recente e l’unica cosa che mi sento di dire ora e’ che non so cosa riservi il futuro. Il piano sul lungo termine e’ quello di fare ritorno in Italia per mettere le radici ma tempi e modalita’ sono ancora oscuri. E’ bello fare programmi e organizzarsi ma e’ altrettanto bello cambiare idea all’ultimo minuto e fare l’opposto. L’unico modo per scoprire cosa succedera’ in futuro e’ vivere giorno per giorno, ricordandosi anche di dare un’occhiatina a questo blog ogni tanto! Stay cool!

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