Conosci qualche australiano/a che vive in Italia?

Postato venerdì 5 marzo 2010 alle 15:45 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Conosci qualche australiano/a che vive in Italia?

Dopo tanto parlare di italiani che vivono, vengono in vacanza o solamente sognano l’Australia, perché non discutere un po’ anche degli australiani in Italia? Molto spesso qui a Sydney ho conosciuto locals che cederebbero un organo pur di vivere e lavorare in Europa, in Italia in particolare, e qualcuno che ce l’ha fatta lo conosco anche. E voi? Conoscete qualche australiano trasferitosi nel Belpaese? Partecipate al sondaggio nel box a destra.

Il sondaggio del mese di Febbraio invece, primo del 2010, vi chiedeva la classica domanda di inizio anno: come sarà il 2010, rispetto all’anno precedente? Non so se sia merito dell’ottimismo straripante o del fatto che (forse) nel 2009 si sia toccato il fondo, ma l’esito e’ stato quasi un plebiscito (67%) a favore di chi pensa che il 2010 sarà migliore del 2009. Da registrare anche che il 29% di voi pensa che non ci sarà nessuna differenza.

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AUS vs ITA ep. 11 – Lavoro

Postato mercoledì 20 gennaio 2010 alle 15:02 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

La serie di confronti tra Australia e Italia continua dopo quasi un anno di pausa con un argomento molto importante quando si parla di qualità della vita di una città o di una nazione: il lavoro. Le ore settimanali, i giorni di vacanza, lo stress, la pressione, i salari, sono tutti fattori che concorrono a determinare quanto un impiego sia desiderabile o meno. Vediamo nel dettaglio com’è la situazione da queste parti.

  • Stipendi. Molto semplicemente, in Australia gli stipendi sono alti. Non ai livelli di Gran Bretagna e Stati Uniti ma nettamente sopra l’Italia, mediamente si guadagna due o tre volte tanto, a parità di professione ed esperienza. Inoltre, anche i lavori meno qualificati pagano bene e presidenti e direttori non sono fuori controllo come in altri stati.
  • Meritocrazia. Sarebbe ipocrita sostenere che qui le raccomandazioni non esistono e, come in tutto il mondo, conoscere le persone giuste non fa certo male. L’impressione pero’ e’ che in Australia tutti abbiano la loro chance e i meritevoli vengono giustamente premiati con posizioni di maggior responsabilità e più soddisfacenti a livello economico.
  • Flessibilità. Con questa parola intendo sia la mobilita’, cioè la facilita’ nel lasciare un posto per un altro (senza essere precari), sia la disponibilità dei datori di lavoro ad offrire all’impiegato contratti con condizioni favorevoli. Niente a che vedere con la “cultura del posto fisso” e l’autoritarismo che conosciamo troppo bene noi italiani.
  • Ferie. Essere isolati geograficamente ha anche dei vantaggi, soprattutto nel mondo del lavoro. Viste le grandi distanze e relative ore di aereo da Asia, Europa e America, a queste latitudini e’ normalissimo chiedere lunghi periodi di ferie, aspettative e cose simili e solitamente si ottengono facilmente. Altroché la misera settimana canonica a Ferragosto…
  • Ambiente. Ovvero il posto fisico dove si lavora. Questo naturalmente dipende molto da cosa si fa ma generalmente l’atmosfera e’ molto informale e rilassata, anche nei confronti dei capi, che non hanno problemi a farsi chiamare per nome dimenticando titoli di studio e gerarchie. In Italia, si sa, sono tutti dottori a cui dare del “lei”.
  • Orari. Grazie anche alla (discutibile) cultura del pranzo veloce, qui molti uffici sono deserti già alle 17 e i weekend fanno rima solo con spiaggia e mai con straordinari. Diverso il discorso per altri lavori ovviamente, ma in generale, a causa anche dei buoni salari, spesso per mantenersi e’ sufficiente poco più di un part-time.
  • Stress. Termine pressoché sconosciuto da queste parti o, perlomeno, di significato diverso. Secondo la mia esperienza essere sotto pressione in Australia equivale alla normale mole di lavoro dello stesso lavoro in Italia. Spesso vige la regola non scritta del “se non puoi farlo oggi, fallo domani” e quindi raramente ci si trova con l’acqua alla gola.

Una menzione speciale poi la merita il posto di lavoro da dipendente pubblico, visto che molti di loro sono miei colleghi da ormai tre anni. In questo caso, si può dire che tutto il mondo e’ paese. Per carità, la gente fa quello che deve fare, ma stress e pressione sono praticamente inesistenti e la flessibilità raggiunge livelli biblici, facendone cosi’ il lavoro (quasi) perfetto.

Una volta’ di più ci tengo ad evidenziare come questo sia il risultato della mia esperienza diretta e della media delle persone che conosco o con cui ho parlato. Ci sono chiaramente delle eccezioni e la situazione può cambiare radicalmente in base al lavoro che si fa. Generalizzando, pero’, l’andazzo e’ più o meno questo: Australia batte Italia.

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Vacanze 2009

Postato lunedì 12 ottobre 2009 alle 14:00 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Sette settimane di vacanza sono tante. Tempo fa ero un convinto sostenitore della diffusa ideologia “le ferie non sono mai lunghe abbastanza”, ma negli anni ho cambiato idea. Non fare niente – se non mangiare, dormire e forse visitare – alla lunga stufa e genera un desiderio di ritorno alla routine. Non credo quindi che sarei tagliato per una vita di ozio totale nel classico bungalow sulla spiaggia di un’isola tropicale, e dopo poco tempo cercherei un modo per occupare le mie giornate. Detto questo, meglio sette settimane che nessuna, ovviamente.

Queste vacanze 2009 sono state molto simili a quelle dei due anni precedenti, specialmente quelle dell’anno scorso. Qualche giorno di relax nel sud-est asiatico (leggi Thailandia), qualche settimana a casa a Verona durante l’estate e poi rientro a Sydney, con nuovo stop ai tropici opzionale. Schema collaudato insomma, ma quest’anno in versione maxi, grazie anche al tempo extra concessomi al lavoro come consolazione in seguito al naufragio del progetto “giro del mondo”.

La mia terza spedizione thailandese, prima in compagnia di Manuel, al debutto nella land of smiles, e’ stata positiva e ben riuscita, come le precedenti. Il comfort di un ambiente conosciuto, il tempo tutto sommato buono, i prezzi stracciati e la quiete della bassa stagione, la solita intrigante nightlife e l’accoglienza del popolo Thai sono tutti ingredienti che garantiscono l’ottima riuscita di una vacanza a Phuket, luogo altamente consigliato a chiunque sia in cerca delle caratteristiche sopracitate.

I venticinque giorni in Italia sono stati altrettanto positivi, col valore aggiunto di rivedere parenti e amici di una vita, cosa che fa senza dubbio la differenza. Aggiungiamoci il clima benevolo di fine estate, il matrimonio di Matteo ed Elena a cui partecipare e la sicurezza e tranquillità della propria, sempre bellissima, città natale e il quadro e’ davvero perfetto. I giorni e le notti sono naturalmente volati via e la data di rientro e’ arrivata più veloce della luce, portando con se un nuovo arrivederci a persone, cose e luoghi, dai quali il distacco e’ ogni volta più difficile.

Il programma di viaggio prevedeva infine di chiudere con una decina di giorni nelle Filippine, di cui avevo sempre sentito parlar bene, se non per i disastri naturali che ogni tanto colpiscono l’arcipelago. Per un serie di motivi, pero’, tra cui postumi del cambio di fuso orario – micidiali per me ogni volta che viaggio verso est, clima piovoso e mancanza di attrattive, mi sono bastate 48 ore per ricorrere al piano B, ovvero tornare ancora una volta in Thailandia a rilassarmi prima del rientro al lavoro a Sydney. Filippine comunque non bocciate ma solo rimandate a tempi migliori.

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I’m back

Postato martedì 6 ottobre 2009 alle 13:38 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Come avrete potuto sagacemente intuire dal criptico ed esotico titolo, sono tornato. Venerdì scorso per l’esattezza, dopo settimane pregne di spritz, spiagge, cene, foto, giretti, voli, euro, baht, dormite e tanto sano fancazzismo.

Nel terzo anniversario dello sbarco in Australia, 2 ottobre 2006, Sydney mi ha accolto con pochi gradi e qualche goccia, in barba alla mia tenuta estiva con bermuda e infradito, più adatta alle temperature tropicali del sud-est asiatico – dove ho passato gran parte di queste vacanze 2009 – che ad una sera di inizio primavera australiana.

Giusto per buttar li una frase di circostanza, il tempo in ferie e’ volato ma non mi sento di dire che e’ stato troppo poco. Sette settimane sono un periodo onesto per una vacanza, considerato anche il fatto che molti non le fanno neanche in 10 anni. E ora sotto con il lavoro, che c’è una crisi economica da superare (e un buco nelle mie finanze da tappare).

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Il blog va in vacanza (e io pure)

Postato venerdì 14 agosto 2009 alle 13:48 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

In anticipo di qualche giorno sulla tabella di marcia del sottoscritto, ad oggi e con questo post, From Italia to Australia va ufficialmente in vacanza fino alla fine di settembre. Ed io con esso.

A parte imprevedibili fatti eccezionali, non ci saranno quindi post durante questo periodo che userò, tra le altre cose, per riposarmi e riordinare le idee sul blog, tentando anche per l’ennesima volta di convincere Manuel a scrivere regolarmente.

Vi do quindi appuntamento a fra un mese e mezzo circa con la cronaca delle vacanze e, come sempre, le ultime news da Sydney.

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