Paese che vai, matrimonio che trovi

Postato mercoledì 24 giugno 2009 alle 14:54 da Manuel.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Sabato scorso abbiamo partecipato ad un altro matrimonio “australiano”, il terzo da quando siamo qui, ed a questo punto e’ arrivato il momento di confrontare le tre occasioni, date anche le differenze etniche e culturali dei vari sposi.

Il primo, nel Gennaio 2007, tra Mark e Joy, lui australiano e lei di Taiwan. Tra i tre lo si può definire il matrimonio più “Aussie”, con tanto di cerimonia civile nel famoso e bellissimo Royal Botanic Garden e a seguire barbecue a casa dello sposo. Per me e’ stato il classico matrimonio da film, con cerimonia all’aperto in una cornice memorabile e ricevimento casalingo.

Il secondo, nell’Agosto del 2008, tra Yukas (Messico) e Virginia (Nuova Caledonia/Australia). Tra i due sposini e’ stato proprio un colpo di fulmine: conosciutisi tramite Facebook, sono poi convolati a nozze a circa sei mesi dal primo incontro… Ah, l’amore!

Matrimonio ben diverso dal precedente, con una cerimonia “freddina” all’anagrafe, il rito dei “si” e lo scambio degli anelli. Invitati: sette, compresi testimoni e sposi! E dopo la cerimonia, tutti a bere una birretta in un pub del centro. C’è da dire pero’ che i due, circa un mese dopo, sono volati in Messico per un matrimonio come si deve, al quale pero non ho potuto partecipare.

L’ultimo, in ordine cronologico, e’ appunto il matrimonio di sabato scorso, tra Costas e Lena, entrambi australiani di origine greca. La celebrazione si e’ svolta in una chiesa del centro in tipica tradizione greco-ortodossa, ovvero la loro religione. Non avevo mai partecipato ad una funzione di questo genere, e anche se alla fine puo’ sembrare simile alla nostra, la liturgia e’ per lo più cantilenata e senza partecipazione orale da parte del pubblico, risultando alla fine un po’ più noiosa della nostra (Dio non me ne voglia!).

A seguire, classica cena in un centro ricevimenti molto bello, con sposi, testimoni e genitori sistemati su di un palco in una tavolata stile “Ultima Cena”, pista da ballo al centro della sala e ospiti accomodati ai lati sui classici tavoloni tondi. Cena molto fugace, con antipasto, secondo e dolce o, per dirlo all’inglese – entree, main course and dessert – per poi lasciar spazio alle irrefrenabili danze greche.

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Matrimonio mordi e fuggi

Postato lunedì 18 agosto 2008 alle 15:34 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Ricordate Yukas, il ragazzo messicano ex-collega di Manuel da Zia Pina, ex-inquilino della Casa del Popolo, ispiratore e trascinatore dei famosi party in quell’appartamento? Bene, ieri mattina e’ convolato a giuste nozze con rito civile con la sua fidanzata, una ragazza originaria della Nuova Caledonia ma residente a Sydney.

Noi eravamo nel ridottissimo elenco degli ospiti selezionati per l’importante evento che – compresi i due testimoni, uno per lo sposo e uno per la sposa – ammontava a cinque persone, cosa un po’ inusuale per un matrimonio, soprattutto per la mancanza di genitori e parenti di lei (quelli di lui sono in Messico).

Il rito, celebrato da un rappresentante legale – un ragazzo poco più vecchio degli sposi (o forse coetaneo) – e’ durato pochi minuti ed ha ovviamente avuto i suoi punti cardine nei due “Si, lo voglio”, nello scambio delle fedi e nel bacio finale. Al termine della sobria cerimonia, tutti a pranzo a festeggiare la nuova unione.

Questo e’ il secondo matrimonio a cui partecipo in Australia, dopo quello di Mark, un mio ex-insegnante di inglese, e Joy, ex-compagna di scuola di inglese di Manuel, che si sono sposati l’anno scorso e devo dire che le differenze con quelli italiani sono abissali.

A parte il fatto che entrambi non sono stati riti religiosi e quindi non c’erano preti e chiese di mezzo, un’altra grossa differenza e’ la preparazione, decisamente molto meno laboriosa, impegnativa e costosa di una qualsiasi in Italia. E poi i tempi, drasticamente inferiori al Belpaese.

Ultimo ma non ultimo e’ interessante sottolineare come si erano conosciuti i due neo sposi, ovvero sei mesi fa su Facebook, tramite un’applicazione che mette in contatto i singles e permette di flirtare online, per poi, nel migliore dei casi, incontrarsi anche dal vivo. Benvenuti nell’Australia del terzo millennio.

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Facebook

Postato mercoledì 20 febbraio 2008 alle 16:26 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Da qualche anno a questa parte una serie di nuovi siti Internet si e’ imposta all’attenzione degli utilizzatori della rete, tutti classificabili sotto un unico ombrello che risponde al nome di Web 2.0. Questa definizione ha due connotazioni principali: tecnica, i siti in questione sono infatti tecnologicamente piu’ complessi da creare e assomigliano a delle applicazioni vere e proprie piuttosto che a semplici pagine web, e semantica, servono infatti nella maggioranza dei casi a creare e mantenere delle reti sociali online. I “prodotti” di questo nuovo corso possono essere divisi in quattro categorie: blogs (es. Wordpress), wiki (es. Wikipedia), syndication (es. formato RSS) e communities. Facebook e’ probabilmente il principe di quest’ultimo gruppo e di tutto il Web 2.0.

Facebook, che in italiano significa “libro di facce” (avete presente i famosi almanacchi degli studenti che si vedono nei film americani?), nasce nel 2004 dalla mente dello studente universitario Mark Zuckerberg che realizza un sito per mettere in contatto gli studenti di Harvard. Il sito diventa popolare e si estende velocemente alle altre universita’, americane prima, e del mondo poi. Il successo continua cosi’ velocemente che in pochi mesi le registrazioni vengono aperte a tutti i maggiori di 13 anni, con il risultato che a fine 2007 gli utenti attivi erano circa 60 milioni da ogni parte del globo!

Lo scopo principale e originario del sito e’, come detto, creare e mantenere online i contatti con i propri amici e conoscenti, tramite delle reti di appartenenza geografica, scolastica e lavorativa. Ma c’e’ ovviamente molto di piu’: grazie alla possibilita’ di aggiungere a piacere delle estensioni al modulo base di Facebook, gli utenti possono intrattenersi con una moltitudine di applicazioni, tra cui giochi, quiz, foto, video e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, molte delle quali finalizzate a conoscere nuova gente e allargare il proprio giro virtuale.

A questo punto voi direte “Bello, ma sembra piu’ un post da DIGITALife e poi cosa centra con l’Australia?” E’ presto detto: qui chiunque, tra i giovani, e’ su Facebook! Andate in strada e chiedete a dieci persone a caso tra i 18 e i 35 circa e le probabilita’ che rispondano positivamente saranno altissime! E uguale popolarita’ si riscontra negli altri paesi di lingua inglese ovviamente. Per cio’ che riguarda l’Italia, invece, non credo sia ancora cosi’ diffuso, causa lingua soprattutto, se non tra chi ha contatti universitari o all’estero. Ma secondo me e’ solo questione di tempo. Ovviamente anche noi ci siamo adeguati e siamo presenti con il nostro profilo! See ya on Facebook!

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