Supafest

Postato martedì 20 aprile 2010 alle 14:25 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Venerdì scorso siamo stati ad un concerto/festival chiamato Supafest all’Olympic Park di Homebush. La manifestazione si e’ svolta nell’arco di 5-6 ore con artisti del calibro di Jay Sean, Eve, Sean Paul, Pitbull, Kelly Rowland e Akon. Visti i nomi, le premesse per una grande serata c’erano tutte. Invece…

Invece lo abbiamo definito all’unanimità come il peggior concerto della storia: prezzo spropositato (oltre 100 euro), audio pessimo, artisti scarichi e troppe chiacchiere e poca musica. Solo Pitbull e Akon, a nostro avviso, si sono salvati, seppure per il rotto della cuffia.

Il tutto e’ cominciato quando, in onesto ritardo di un’oretta circa (come si fa di solito ai concerti), siamo arrivati all’Acer Arena scoprendo che Jay Sean e Eve avevano già suonato e Sean Paul doveva essere il prossimo. Mezz’ora dopo, con calma, e’ uscito.

Le tempistiche, poi, delle performance sono state un incubo: evidentemente per cercare di compattare al massimo i tempi, molte canzoni venivano eseguite solo a meta’, salvo poi far passare decine di minuti tra un cantante e l’altro, con un pseudo DJ e uno speaker che “intrattenevano” la folla.

Come detto, Pitbull ha tirato un po’ su gli animi, forse anche grazie alle recenti hit che ha riproposto e conosciute un po’ da tutti. Anche Akon, esibitosi per ultimo, ha fatto il suo intrattenendo pero’ il pubblico più con i suoi video e i suoi salti sulla folla che con la musica.

A fine serata siamo mestamente tornati a casa con l’amaro in bocca e la coda tra le gambe, maledicendo il fatto di non avere ascoltato i vari consigli “contro” arrivati da più parti, che avevamo testardamente rimbalzato prima di comprare i biglietti.

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Conferenza Giovani Italiani Australia

Postato martedì 15 dicembre 2009 alle 14:12 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Qualche settimana fa sono stato invitato da un amico alla conferenza annuale della GIA – Giovani Italiani Australia – un’associazione che ha lo scopo di mettere in contatto i giovani australiani di origine italiana e di promuovere eventi e incontri per favorire lo scambio di informazioni ed esperienze con i loro coetanei italiani che si trovano in Australia, come il sottoscritto e molti altri.

La conferenza – svoltasi in due hotel in città e alcune location a Leichhardt durante tutto un weekend – ha raccolto l’adesione di molti giovani e associazioni satellite dei vari stati australiani, nonché di personalità di spicco come il console italiano a Sydney, un rappresentante dell’ambasciata italiana a Canberra e un paio di parlamentari italo-australiani, tutti accomunati dalle stesse radici italiche.

La mia presenza e’ stata limitata a parte della giornata di sabato, dedicata a temi interessanti come l’identità sospesa a meta’ tra Australia e Italia di questi giovani, le aspettative dei loro genitori riguardo tematiche delicate come il matrimonio e la loro interazione con i molti ragazzi italiani che sono arrivati negli ultimi anni in vacanza-lavoro in Australia. Tra gli eventi che mi sono perso: il sabato sera con cena di gala e musica italiana al Marriott e un’intera domenica di tipici giochi italiani come la briscola e le bocce a Leichhardt.

Come detto, il focus principale della conferenza e della GIA e’ stato ed e’ sui giovani italo-australiani e su argomenti cari ad essi – quasi tutti ragazzi e ragazze bilingue, con doppia nazionalità e di origine meridionale – ma gli incontri sono stati molti utili anche per me e per gli altri italiani presenti, interessati a capire il punto di vista e le opinioni dei nostri coetanei nati e cresciuti down under ma con il Belpaese nel cuore.

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Chi viene e chi va

Postato martedì 14 luglio 2009 alle 14:26 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

E’ la solita vecchia storia che si ripete. Una delle cose più belle di Sydney, l’ho sempre detto, e’ il costante ricambio di persone, facce sempre nuove e mille incontri possibili, sempre. Da un altro punto di vista pero’ e’ anche una cosa negativa, specialmente quando capita di dover salutare degli amici che ritornano in patria o partono per altre mete. Domenica e’ stata la volta di Paolo ed Enrico.

Per salutare i ragazzi a dovere, pizzata tutti insieme venerdì sera allo Spigolo, dove Enrico aveva lavorato come cameriere, per poi proseguire il farewell party all’Ivy, luogo di raduno ormai fisso per questo tipo di occasioni. Serata bella e intensa, come hanno giustamente meritato due grandi personaggi come loro, con cui abbiamo pensato dei bei momenti in questi mesi. Ci sarà tempo e spazio per riprendere da dove abbiamo lasciato al mio arrivo a Verona e, chissà, magari ancora a Sydney in futuro.

Per due amici che partono, altri due sono invece sulla via del ritorno, pareggiando quindi il conto: Alberto aka Tire e Andrea aka Pizzamaker. Il primo, dopo qualche mese disperso tra le campagne del NSW e i caffe’ di Melbourne, tornera’ infatti in sede a fine mese pronto a raddoppiare la sua esperienza in terra australiana. Il secondo, invece, dopo aver lasciato la terra dei canguri l’anno scorso per tentare una carriera in Italia, ha deciso di tornare sui suoi passi e di dare un’altra chance a se stesso qui sulle rive del Sydney Harbour.

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Paese che vai, matrimonio che trovi

Postato mercoledì 24 giugno 2009 alle 14:54 da Manuel.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Sabato scorso abbiamo partecipato ad un altro matrimonio “australiano”, il terzo da quando siamo qui, ed a questo punto e’ arrivato il momento di confrontare le tre occasioni, date anche le differenze etniche e culturali dei vari sposi.

Il primo, nel Gennaio 2007, tra Mark e Joy, lui australiano e lei di Taiwan. Tra i tre lo si può definire il matrimonio più “Aussie”, con tanto di cerimonia civile nel famoso e bellissimo Royal Botanic Garden e a seguire barbecue a casa dello sposo. Per me e’ stato il classico matrimonio da film, con cerimonia all’aperto in una cornice memorabile e ricevimento casalingo.

Il secondo, nell’Agosto del 2008, tra Yukas (Messico) e Virginia (Nuova Caledonia/Australia). Tra i due sposini e’ stato proprio un colpo di fulmine: conosciutisi tramite Facebook, sono poi convolati a nozze a circa sei mesi dal primo incontro… Ah, l’amore!

Matrimonio ben diverso dal precedente, con una cerimonia “freddina” all’anagrafe, il rito dei “si” e lo scambio degli anelli. Invitati: sette, compresi testimoni e sposi! E dopo la cerimonia, tutti a bere una birretta in un pub del centro. C’è da dire pero’ che i due, circa un mese dopo, sono volati in Messico per un matrimonio come si deve, al quale pero non ho potuto partecipare.

L’ultimo, in ordine cronologico, e’ appunto il matrimonio di sabato scorso, tra Costas e Lena, entrambi australiani di origine greca. La celebrazione si e’ svolta in una chiesa del centro in tipica tradizione greco-ortodossa, ovvero la loro religione. Non avevo mai partecipato ad una funzione di questo genere, e anche se alla fine puo’ sembrare simile alla nostra, la liturgia e’ per lo più cantilenata e senza partecipazione orale da parte del pubblico, risultando alla fine un po’ più noiosa della nostra (Dio non me ne voglia!).

A seguire, classica cena in un centro ricevimenti molto bello, con sposi, testimoni e genitori sistemati su di un palco in una tavolata stile “Ultima Cena”, pista da ballo al centro della sala e ospiti accomodati ai lati sui classici tavoloni tondi. Cena molto fugace, con antipasto, secondo e dolce o, per dirlo all’inglese – entree, main course and dessert – per poi lasciar spazio alle irrefrenabili danze greche.

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Primo Italiano

Postato lunedì 25 maggio 2009 alle 14:11 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Ieri si e’ svolta la quinta edizione del Primo Italiano festival, evento che celebra cultura, cucina, musica e tutto ciò che e’ italiano, in Australia. La “sagra” si e’ tenuta a East Sydney, quartiere centrale le cui Stanley, Riley e Yurong Street ospitarono negli anni Sessanta i primi immigrati italiani in questo angolo di mondo.

Complice anche la bella giornata con temperature molto invitanti e i vari spettacoli di intrattenimento – tra cui anche un matrimonio all’italiana, vero o finto non si sa – la gente si e’ riversata in massa nelle stradine sopracitate, ormai quasi del tutto spopolate degli immigrati originali, trasferitisi altrove o passati a miglior vita.

Assieme a quella che si tiene in Norton St a Leichhardt – la vera “Little Italy” di Sydney – questa manifestazione e’ la più importante per gli amanti del Belpaese e delle sue eccellenze, tra cui ovviamente il cibo. Gli stand gastronomici hanno infatti registrato il pienone ieri, con abbondanti attese prima di riuscire a mettere qualcosa sotto i denti.

Dopo la toccata e fuga dell’anno scorso, stavolta sono riuscito a restare per gran parte del pomeriggio a gironzolare per gli stand e i baretti. Con me una nutrita truppa di amici e conoscenti, principalmente italiani. Tante anche le persone che ho incontrato per caso alla festa, segno tangibile che Sydney sta diventando sempre piu’ piccola.

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