Mangiamo al food court?

Postato venerdì 12 ottobre 2007 alle 17:22 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Gia' in passato avevo trattato l'argomento cibo, spiegando come gli australiani, pur avendo qualche strana abitudine alimentare e tendendo a non prestare troppa attenzione al sacro momento del pasto, non siano comunque un caso disperato, soprattutto se confrontati ad altri paesi con poca cultura culinaria. Se poi vi capita di lavorare nel terziario, in una zona piena di uffici e impiegati in camicia, allora quasi sicuramente ci sara' un food court (letteralmente "campo di cibo") nelle vicinanze, preso d'assalto nella pausa pranzo.

Essendo l'Australia, come tutti sanno, una nazione molto giovane, le citta' sono state progettate praticamente a tavolino, risultando funzionali da molti punti di vista, con evidenti vantaggi correlati. Nel centro di Sydney, ad esempio, ci sono due grosse zone piene zeppe di grattacieli e uffici, il CBD e North Sydney. La prima, che corrisponde al centro vero e proprio della citta', e' piu' orientata su banche e finanza mentre la seconda' dove lavoro io, sull'informatica. In queste aree ad altissima densita', ci crediate o no, trovano spazio dei giganteschi centri commerciali, spesso parte di alcuni edifici e estesi per molti piani sottoterra, che con i loro food court, cioe' intere sezioni con ristoranti e bar di tutti i tipi e provenienza, sfamano ogni giorno le migliaia di persone che lavorano nei paraggi.

Il bello del mangiare nei food court e' la varieta' di cucine a disposizione a prezzi molto accessibili (in media 6-7 euro per un pasto e una bevanda), pensati appunto per i lavoratori in pausa pranzo. Infatti, molto spesso questi locali gia' verso le 3 del pomeriggio sono deserti e chiudono poco dopo, vivendo e lavorando di fatto solo per poche, indaffarate e intense ore al giorno.

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AUS vs ITA ep. 2 – Cibo

Postato venerdì 29 giugno 2007 alle 17:08 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Lo so cosa state pensando voi compatrioti italiani. "Non c'e' assolutamente partita! Il nostro cibo e' il migliore al mondo, pasta, pizza, caffe' e gelato sono pilastri della nostra cultura e tradizione culinaria. Non provare a fregarci!". Avete perfettamente ragione e non posso che essere d'accordo con tutti voi. Ma sorprendentemente e inaspettamente vi confido che l'Australia non e' molto lontana dai primi posti della classifica. Sicuramente sopra ad altre grandi nazioni anglosassoni come Stati Uniti e Gran Bretagna.

Naturalmente anche qui la cultura del fast food e degli hamburger ha attecchito e si e' diffusa, ma la situazione non e' ancora precipitata come da altre parti. Inoltre ho notato che gli australiani in generale sono molto attenti a cosa mangiano e hanno una specie di fissa per i cibi salutari e poco grassi. Da questo ne consegue che i ristoranti, seguendo e adeguandosi ai gusti dei propri clienti, migliorano di conseguenza il livello dei propri prodotti.

Un punto a favore dell'Australia in questo confronto con l'Italia sul cibo e' la varieta' di cucine disponibili. E non mi riferisco a quelle della Scavolini. Come si sa la terra dei canguri, e in particolare Sydney, ospita una grande e variegata quantita' di immigrati da tutto il mondo, molti di questi di recente immigrazione. Tutta questa gente ovviamente porta con se' il proprio bagaglio di tradizioni, usi e costumi tra cui anche le specialita' alimentari, mettendole di fatto a disposizione della comunita' con l'apertura di ristoranti e bar. Giapponese, libanese, spagnola, vietnamita, indiana, coreana, thai non sono le nazionalita' delle varie ragazze che ho avuto ma solo alcune delle cucine che ho provato finora, tra le tante disponibili, a prezzi molto accessibili e con molta soddisfazione tra l'altro.

In conclusione, posso dire che quando nel piatto c'e' una pasta al pomodoro o una pizza margherita, il risultato e' gia' scritto a favore del Belpaese prima di prendere in mano la forchetta. Quando invece si vuole sperimentare qualcosa di nuovo, varcando per una volta i confini delle italiche specialita', ecco che l'Australia supera in scioltezza l'Italia grazie alla enorme e diversificata offerta di piatti da ogni angolo del globo.

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Fast food vs slow food

Postato venerdì 15 dicembre 2006 alle 13:49 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Qualità certificata

A differenza di come siamo abituati in Italia, con centinaia di ricette e piatti tipici tra cui scegliere ogni giorno, qui in Australia la cultura del cibo, sul modello anglosassone, non e’ altrettanto sviluppata. Gli australiani infatti, più che mangiare, sembrano nutrirsi, dando poca importanza alla qualità di ciò che ingeriscono, preoccupandosi solo di mettere qualcosa sotto ai denti.

Molti dei miei colleghi d’ufficio, ma anche quelli delle altre aziende dei dintorni, raramente pranzano in uno dei comunque validi bar della zona, ma preferiscono prendere un panino al volo, per consumarlo poi velocemente davanti al computer. L’alternativa e’ portarsi il cibo da casa, ma la sostanza non cambia: un sandwich con una cotoletta e due foglie di insalata oppure un qualcosa di confezionato da mettere in microonde, basta che non ci sia da perdere troppo tempo.

Le conseguenze di queste abitudini sono molteplici: innanzitutto questo comportamento fa si che i bar e ristoranti attigui agli uffici modifichino i loro menu per andare incontro alle esigenze dei clienti, quindi ampia scelta di panini e hamburger a scapito di insalatone e primi (che comunque sono sempre un salto nel buio), finendo con l’influenzare anche quei pochi rimasti che vorrebbero un pranzo più tradizionale e prelibato. Fortunatamente pero’ questo fa si che si possano apprezzare di più i locali in cui il cibo e’ di qualità, come le pizzerie e i ristoranti (pseudo) italiani (o anche greci): anche se non fedeli al 100% alle ricette originali, la differenza comunque c’è e si può gustare.

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Strane abitudini alimentari

Postato mercoledì 6 dicembre 2006 alle 21:52 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Piccolo aneddoto di fine giornata: dopo la palestra mentre sono sul treno sulla via del ritorno a casa, noto seduta a pochi metri da me una tipica signora australiana di chiara origine anglosassone, dalla corporatura abbastanza tondeggiante. L’anziana donna sta leggendo un buon libro (non sono riuscito a carpire il nome) come del resto molti qui fanno durante i trasferimenti in treno e ha qualche borsa della spesa tra i piedi. E fin qui niente di strano.

Ad un certo punto estrae da uno dei sacchetti una salamella di medie dimensioni, credo dal peso di circa mezzo chilo e, dopo averla accuratamente “sbucciata”, togliendole la pellicola di plastica, le da un sostanzioso e deciso morso. Ho pensato che, colta da improvviso appetito pre-cena, non abbia resistito a ingerire qualcosa per calmare la fame. Tuttavia, nel giro di un quarto d’ora, l’affamata signorotta ha divorato a morsi tutto il salame senza battere ciglio e senza accompagnarlo con pane o qualcos’altro!

Ora capisco perché spesso leggo su MX (giornale gratuito distribuito in metropolitana) che il problema obesità sta spopolando tra gli australiani e capisco anche perché le palestre sono cosi’ costose!

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Cena coreana

Postato giovedì 9 novembre 2006 alle 23:28 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Bacchette, ciotola e spaghetti di riso

Ieri sera siamo usciti a cena con Andrea e Oksun, la sua ragazza, che ci hanno portato in un ristorante di specialità coreane. La prima cosa che stupisce quando si ha a che fare con un pasto coreano riguarda il dove e come si mangia: le sedie e il tavolo sono infatti senza gambe e di fatto si è seduti per terra. La posizione, che magari può risultare comoda per persone abituate e di piccola statura, non lo era affatto per noi e abbiamo passato gran parte del tempo a cercare di incastrare le gambe in qualche maniera onde evitare di rimanere paralizzati!

Così tra un contorsionismo e l'altro abbiamo iniziato la cena: barbeque di carne con contorni vari di verdure e ortaggi. La nostra amica ci ha spiegato come fare per degustare al meglio le varie specialità: prendere una bella foglia di insalata e stenderla sul palmo della mano, metterci sopra uno o due pezzetti di carne grigliata imbevuta in una specie di pinzimonio, guarnire con un qualche verdura speziata, chiudere la foglia a mo' di panino e fare di tutto un sol boccone! Solo così, si dice, si possono assaporare al meglio i vari ingredienti dell'involtino!

La cena è quindi filata via liscia tra un pò di stretching, qualche boccone piccante e un sorso di bevande tipiche coreane. Ah, ovviamente, come si vede dalla foto, non poteva mancare il riso, questa volta sotto forma di spaghetti, che alla vista e al gusto sembravano più di gomma però…

Guarda le foto della cena: Korean dinner.

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