Cena coreana

Postato giovedì 9 novembre 2006 alle 23:28 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Bacchette, ciotola e spaghetti di riso

Ieri sera siamo usciti a cena con Andrea e Oksun, la sua ragazza, che ci hanno portato in un ristorante di specialità coreane. La prima cosa che stupisce quando si ha a che fare con un pasto coreano riguarda il dove e come si mangia: le sedie e il tavolo sono infatti senza gambe e di fatto si è seduti per terra. La posizione, che magari può risultare comoda per persone abituate e di piccola statura, non lo era affatto per noi e abbiamo passato gran parte del tempo a cercare di incastrare le gambe in qualche maniera onde evitare di rimanere paralizzati!

Così tra un contorsionismo e l'altro abbiamo iniziato la cena: barbeque di carne con contorni vari di verdure e ortaggi. La nostra amica ci ha spiegato come fare per degustare al meglio le varie specialità: prendere una bella foglia di insalata e stenderla sul palmo della mano, metterci sopra uno o due pezzetti di carne grigliata imbevuta in una specie di pinzimonio, guarnire con un qualche verdura speziata, chiudere la foglia a mo' di panino e fare di tutto un sol boccone! Solo così, si dice, si possono assaporare al meglio i vari ingredienti dell'involtino!

La cena è quindi filata via liscia tra un pò di stretching, qualche boccone piccante e un sorso di bevande tipiche coreane. Ah, ovviamente, come si vede dalla foto, non poteva mancare il riso, questa volta sotto forma di spaghetti, che alla vista e al gusto sembravano più di gomma però…

Guarda le foto della cena: Korean dinner.

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Cena ad alta quota

Postato domenica 1 ottobre 2006 alle 17:56 da Manuel.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

KL tower

Il nostro terzo giorno a Kuala Lumpur è stato finora il più intenso: ci siamo svegliati in orari decenti e dopo un'abbondante colazione americana da Strudel's abbiamo fatto un giro a Chinatown, a circa dieci minuti di treno dal centro. Qui il panorama è molto diverso dal lussoso centro commerciale di KLCC: infatti Chinatown si sviluppa principalmente su due lunghi viali che si incrociano, pieni zeppi di bancarelle dove si può trovare di tutto a prezzi stracciati. A quel punto si è subito fatto sentire il nostro spirito di turisti e, presi da raptus di follia, ci siamo lanciati in acquisti sfrenati. Dopo due ore di gira e rigira e contrattazioni varie, il bottino risultava il seguente: due cinture made in Italy (10€), una T-Shirt (5€), uno Swatch (2€) e, udite udite, persino un binocolo (10€).

Soddisfatti e non rimborsabili, ci siamo quindi diretti a un centro commerciale nelle vicinanze, il Low Yat Plaza, paradiso dell'elettronica. Anche qui la febbre dell'acquisto non si è fatta attendere e siamo usciti con materiale informatico made in China, che tuttora risulta non funzionante, soprattutto per le nostre scarse capacità informatiche. Quindi una sosta veloce ad un internet point del centro e poi a casa per prepararci per la serata nella night-life di KL.

Dopo un breve tragitto in treno e una faticosa scarpinata in salita, stile molina, verso la KL Tower, siamo finalmente arrivati al tanto declamato ristorante rotante a 280 m di altezza! La vista da lassù era fantastica, grazie anche agli effetti di luce della città. La cena a buffet ci ha lasciati piacevolmente soddisfatti, soprattutto per la qualità dei cibi. Con la pancia piena poi, si è deciso per una serata in discoteca tra la popolazione locale dove abbiamo sfoderato le nostre doti di perfetti latin lovers italiani in vacanza. Ma presto la stanchezza si è fatta sentire, e siamo così tornati a casa in taxi.

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