Calcio australiano

Postato martedì 5 febbraio 2008 alle 14:17 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

La settimana scorsa, a distanza di due anni dall’ultima volta, mi sono riaffacciato al calcio a undici vero e proprio, dopo qualche partitella nel parco e a calcetto un po’ di tempo fa. L’occasione era data dai provini per entrare in una squadra amatoriale di Premier League, ossia il livello piu’ alto in Australia prima del professionismo. Tempo fa, infatti, tramite Dusan, un ragazzo ceco che conosco da circa un anno, avevo incontrato l’allenatore tedesco (hi hi hi) del Lindfield SC, squadra nella quale hanno militato entrambi per qualche stagione, che mi aveva prontamente chiesto di andare a giocare dopo aver saputo che ero italiano e che avevo giocato a calcio prima.

Nonostante fossi riluttante per vari motivi, tra cui il fatto che sono gia’ impegnato con la palestra, i 45 minuti di treno per tornare a casa dopo l’allenamento e la rottura di appoggiarsi a qualcuno per i trasferimenti stazione-campo, ho accettato di andare almeno ai provini, soprattutto per curiosita’ nei confronti del calcio amatoriale australiano e per vedere in che stato ero dopo un periodo cosi’ lungo di inattivita’.

Mi immaginavo prima di andare che quasi tutti i giocatori fossero europei e sudamericani e che a fatica si riuscisse a mettere insieme una rosa di venti persone, in uno sport tradizionalmente e culturalmente poco seguito e sviluppato in questa nazione, soprattutto a livello dilettante. E invece mi sbagliavo. Oltre ai membri della squadra gia’ selezionati dagli anni precendenti, c’erano almeno altre trenta persone vogliose di mettersi in mostra e conquistarsi uno dei pochi posti disponibili, e la maggioranza erano ragazzi australiani, nonostante una comunque nutrita rappresentanza di stranieri, tra cui europei, sudamericani e anche asiatici, a testimonianza che il movimento calcistico e’ in forte ascesa ed espansione qui down under.

I provini si sono svolti lunedi’ e giovedi’ scorsi, principalmente tramite partitelle, cinque contro cinque o a tutto campo, con e senza portieri. Per darvi un’idea della novita’ che rapprensenta il calcio qui, vi dico solo che quel terreno di gioco e’ usato di solito per il cricket, con la famosa pedana di lancio (o come cavolo si chiama) nel bel mezzo del centrocampo! Tra tutti gli aspiranti, secondo me, sei-sette si distinguevano nettamente, un dieci-dodici era meglio scegliessero altre attivita’ ricreative e il resto stava nel mazzo. Se siete curiosi di sapere se mi hanno preso o no, vi rivelo subito che prima ancora di finire avevo gia’ parlato con l’allenatore, manifestando la mia volonta’ a non volermi impegnare ulteriormente e quindi, di fatto, ritirandomi dalla competizione…

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Settimana sportiva

Postato sabato 24 novembre 2007 alle 12:32 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Da molto tempo (oltre un anno?) non mi capitava di avere una settimana cosi’ attiva, sportivamente parlando. Dopo il gia’ citato massacro (in tutti i sensi) col paintball di domenica, in questi ultimi giorni, oltre alle canoniche due apparizioni in palestra, sono tornato a praticare, seppur solo in modo fugace e introduttivo, i miei due sport preferiti, che mi avevano storicamente ed estensivamente accompagnato durante tutta la giovinezza: calcio e tennis (in ordine di gradimento).

Martedi’ dopo lavoro mi sono infatti trovato con degli amici per una sgambata e quattro calci in un parco in zona North Sydney. In tutto il mio tempo passato in Australia questa e’ stata solamente la terza volta che tornavo ad aver a che fare con un pallone e devo ammettere che ogni tanto mi manca e vorrei riprendere a fare qualcosa. A questo proposito ho un paio di contatti, uno per calcetto e uno per calcio a undici, che potrei sfruttare. Vediamo cosa succedera’ in futuro.

Tornando alla partita, faccio notare che e’ stata una cosa molto blanda e il livello generale dei calciatori era, diciamo, amatoriale, e la competitivita’ inesistente. Mi sono limitato quindi a fare solo qualche numero d’alta scuola (eh eh eh), passando la maggior parte del tempo a giocherellare. Ma comunque mi sono divertito e ho sgranchito un po’ le giunture (?).

Giovedi’ invece e’ toccato al tennis che, dopo aver praticato abbondantemente tra i 7 e i 16 anni, ho progressivamente abbandonato fino al distacco (quasi) completo arrivando a giocare solo pochissime volte negli ultimi cinque anni. Era da tempo che un mio collega mi voleva sfidare e il momento era arrivato. A scanso di equivoci comunico subito al mondo che ho perso 6-4 6-2 ma sono stato molto piu’ in partita di quanto il risultato non faccia pensare.

Avevo qualche dubbio riguardo al fatto che non avrei usato le mie racchette (che ho lasciato a casa per problemi di peso e ingombro) e soprattutto che avrei giocato sull’erba sintetica, quando ero invece abituato ai campi in terra rossa, ma tutto sommato non ho sofferto piu’ di tanto l’adattamento e ho “tenuto botta” degnamente. Cio’ che mi ha invece deluso e’ stata la tenuta atletica, dimostratosi poi il vero punto debole. A circa 3/4 di gara le gambe mi hanno infatti letteralmente salutato e sono andate a farsi la doccia lasciando il resto del mio corpo a lottare da solo.

Anche in questo caso avrei voglia di tornare finalmente a giocare e sto valutando il da farsi. Calcio o tennis? O entrambi? Questo e’ il dilemma e la sentenza, come sempre, affidata ai posteri.

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