Secondo compleanno

Postato martedì 16 settembre 2008 alle 14:58 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Oggi questo blog festeggia il secondo anniversario della pubblicazione del primo post, inizio ufficiale e punto di partenza della cronaca di un’avventura – a quel tempo ancora non ufficialmente iniziata – che presentava molti punti interrogativi, la maggioranza dei quali, oggi, trasformati in punti esclamativi.

Inizialmente nato come blog bilingue, italiano e inglese, From Italia to Australia, si e’ poi stabilizzato sulla prima soltanto, visto il target di utenti a cui si rivolge, cioè italiani in cerca di informazioni e di esperienze di vita vissuta a Sydney e, più in generale, in Australia. Inoltre, la pubblicazione solo in italiano riduce i tempi e l’impegno necessari alla scrittura dei contenuti da parte degli autori, a volte a corto di idee e di tempo.

Autori che in principio erano tre, come i protagonisti di questa avventura dall’altra parte del mondo, per poi ridursi prima a due e poi di fatto a uno, il sottoscritto, che, essendo comunque stato la mente (e il braccio) dietro al blog fin dall’inizio, accoglierebbe a braccia aperte qualche contributo da parte del sopravvissuto socio australiano.

In questi due anni From Italia to Australia ne ha fatti di passi in avanti, ritoccandosi anche qua e la’ nel layout, pur mantenendo sostanzialmente invariata la veste grafica. I contenuti, fatti di racconti, aneddoti, storie e informazioni si sono naturalmente arricchiti nel tempo, con l’obiettivo principale di dare un’idea “dall’interno” di come si vive quaggiù. Ecco qualche statistica:

  • 180 articoli (incluso questo)
  • 9 categorie
  • 7 pagine informative
  • 1000+ commenti
  • 173 commentatori diversi

Un grazie va ovviamente a chi tra di voi ci segue regolarmente, a chi ci segue meno, a chi e’ appena arrivato su queste pagine e anche a chi ci e’ capitato per sbaglio e non e’ piu’ tornato. Riguardo al futuro del blog, posso assicurare che e’ in buona salute e che continuera’ a raccontare avvenimenti e storie sulla nostra esperienza in questa terra lontana ma non troppo! Stay tuned!

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InvAsian

Postato martedì 9 settembre 2008 alle 15:24 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

Facendo quattro passi in centro a Sydney, nel CBD lungo George St ad esempio, la sensazione non e’ propriamente quella di essere in Australia, almeno non quella conosciuta all’estero e impressa nell’immaginario comune. Sembra piuttosto di essere in una qualsiasi citta’ asiatica, diciamo cinese, visti i tratti somatici di chi cammina per strada, gestisce gran parte dei negozi e abita nei dintorni. E la vicinanza con Chinatown non basta a spiegare questo fenomeno. Sydney e’ invasa dagli asiatici, una “invAsian” (copyright by Manuel), appunto.

Secondo i dati forniti dal DIAC (Department of Immigration and Citizenship), l’ente governativo che si occupa di immigrazione nel paese, durante il biennio 2004-05 l’Australia ha accolto 123.424 nuovi immigrati e, tra questi, 54.804 provenivano da paesi asiatici, Cina in testa. Inoltre, secondo l’Australian Bureau of Statistics, l’equivalente dell’ISTAT in Italia, un quinto degli australiani, circa cinque milioni, sono nati all’estero, tra cui un milione in Asia. Numeri che danno un’idea di quanti occhi a mandorla ci siano in giro, lasciando stare tutti quelli, altrettanto numerosi, nati qui.

Il quartiere dove viviamo, Burwood, in passato abitato principalmente da immigrati italiani e libanesi poi, adesso sta diventando una roccaforte cinese, con la stragrande maggioranza dei negozi sulla via principale gestiti da loro: ristoranti, mini market, generi alimentari, commercialisti, farmacie, etc, tutti recanti insegne bilingui. Anche la vicina Strathfield presenta le stesse caratteristiche, dove pero’ sono i coreani ad essere i piu’ rappresentati. Tra qualche settimana ci saranno le elezioni e i candidati si stanno dando battaglia anche su queste tematiche, vedremo cosa succede.

Sicuramente la situazione di Sydney non e’ paragonabile a quella di altre citta’ australiane, neppure a Melbourne, dove l’invasione asiatica non e’ altrettanto avanzata. Storicamente i cinesi si sono insediati a Sydney fin dagli albori della nazione, ma e’ solo dagli anni Settanta quando e’ stata revocata la White Australia Policy – una politica che limitava l’immigrazione ai bianchi europei – che c’è stato il vero boom. E la recente crescita economica della Cina e di tutta l’Asia in generale, non farà altro che accelerare il processo di “asianisation” gia’ in corso in Australia.

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Cosa pensi del risultato delle Politiche 2008?

Postato lunedì 21 aprile 2008 alle 16:47 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Cosa pensi del risultato delle Politiche 2008?

Il sondaggio che vi propongo per le prossime due settimane riguarda l’argomento piu’ caldo del momento in Italia, ma anche qui, visto che la notizia ha giustamente fatto il giro dei principali organi di comunicazione internazionali, ovvero le recenti elezioni per scegliere il nuovo Premier.

Cosa ne pensate quindi della netta vittoria di Berlusconi e della destra in generale? Siete d’accordo o no? Oppure la politica non vi interessa e avete di meglio a cui pensare? O ancora, siete tra i tanti che si sono astenuti, piu’ o meno volontariamente? Votate il sondaggio e vediamo cosa esce da questo exit poll “ritardato”.

Il sondaggio che si chiude oggi invece voleva far luce sui motivi per i quali ci sentiamo, se lo siamo, attirati e affascinati dall’Australia. Il risultato e’ stato praticamente un plebiscito (57%) per uno dei punti di forza di questa Nazione e cultura, cioe’ “Lo stile di vita” rilassato, basato sulle cose semplici, in una societa’ che funziona. Senza discussione anche il secondo gradino del podio, ossia l’opzione “Tutto” (28%), per chi non fa distinguo alcuno e apprezza l’Australia nella sua totalita’. Alle restanti risposte soltanto piccole percentuali dei 46 voti totali espressi.

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Cosa ti attira dell’Australia?

Postato lunedì 7 aprile 2008 alle 17:11 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Cosa ti attira dell\'Australia?

Il sondaggio che vi propongo in questi primi giorni autunnali di ora legale, riguarda le ragioni che vi spingono ad interessarvi all’Australia, supponendo che ve ne freghi almeno un po’ se seguite questo blog, e che cosa vi attira di questa terra affascinante e remota. Vi piace tutto oppure niente? O magari qualcosa di specifico come la natura incontaminata e sconfinata del continente o lo stile di vita rilassato? O ancora il fatto che sia lontana da tutto e da tutti e l’economia stia volando? Qualsiasi di queste opzioni sia, votatela!

Il precedente sondaggio che si e’ chiuso oggi invece ha prodotto un risultato importante riguardo le nostre abitudini: nonostante il famoso detto reciti che a Pasqua si e’ piu’ liberi e si puo’ passarla con chi si vuole, la maggior parte ha votato gli affetti e cioe’ “Con i parenti” o “Con gli amici” per un totale di 29 voti su 43. Da notare che nessuno ha scelto di trascorrere le feste pasquali in solitaria.

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AUS vs ITA ep. 7 – Inglese

Postato martedì 4 marzo 2008 alle 16:17 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Dopo una pausa di riflessione, ritorno a scrivere qualcosa in questa categoria, trattando un argomento assolutamente fondamentale per la vita di tutti i giorni in Australia: la sua lingua ufficiale, l’inglese ovviamente. Molte cose possono sembrare scontate ma spesso parlare una lingua straniera correttamente e’ tutt’altro che semplice e puo’ rappresentare l’unico grande ostacolo per viaggiare o trasferirsi.

Partiamo col dire qualcosa a riguardo dell’inglese in Italia e del suo rapporto con gli italiani e viceversa. E’ inutile girarci intorno, in linea generale gli Italiani non parlano inglese o, comunque, lo parlano male. Nonostante da qualche anno sia obbligatorio impararlo sin dalle elementari, molti lo vedono come un’imposizione piuttosto che come un’opportunita’ o un arricchimento. E fin qui poco male, il sistema e la societa’ italiani non fanno pesare questa lacuna piu’ di tanto: i film stranieri al cinema e in tv sono doppiati, nei colloqui di lavoro non e’ particolarmente richiesto e solitamente il livello scolastico e’ sufficiente per vacanze e contatti occasionali con anglofoni.

Il problema nasce quando si ha la necessita’, per fortuna o purtroppo, di avere una conoscenza dell’inglese piu’ avanzata, ad esempio per lavoro (o magari per andare un anno in Australia). Ci si accorge improvvisamente che forse era meglio prestare piu’ attenzione a scuola e studiare per il compito in classe invece che copiare. Inoltre, il confronto con altri paesi europei e’ piuttosto impietoso: lasciando stare gli scandinavi che sono di un altro pianeta, anche nazioni come Francia e Germania ci superano in scioltezza, lasciandoci (ancora una volta) in fondo alla classifica.

Attenzione, questa non vuole essere una critica gratuita: la maggioranza degli italiani non ha e non avra’ mai bisogno dell’inglese nella sua vita e per loro la questione non si pone nemmeno. Ma per il resto di noi a cui interessa o serve leggerlo, scriverlo, capirlo e parlarlo, l’autodidattica sembra la soluzione migliore. Fortunatamente, a mio avviso, la situazione sta cambiando in meglio per i giovani d’oggi che, grazie a Internet, a programmi come l’Erasmus e all’Europa allargata, hanno piu’ possibilita’ per migliorare e mantenere il loro inglese a discreti livelli.

Che dire dell’inglese in Australia invece? A parte qualche isolata eccezione, tipo le varie Chinatown dove e’ quasi una lingua straniera, e’ ovviamente l’idioma ufficiale, anche se molti australiani sono bilingui naturali grazie all’immigrazione, loro o dei loro genitori. Come molti dei paesi anglosassoni, inoltre, il business delle scuole d’inglese e’ enorme e gli studenti stranieri, qui soprattutto asiatici per forza di cose, sono numerosissimi. Questa concorrenza ha naturalmente ottimi effetti sulla competitivita’ delle offerte e quindi sul portafoglio di chi deve scegliere un corso.

Infine, per chi di voi vuole sapere se e’ indispensabile parlare inglese per vivere e lavorare a Sydney, la risposta e’ si’. Maggiore e’ il livello di conoscenza, migliori sono le opportunita’ di impiego, anche se le possibilita’ per chi e’ ancora indietro non mancano di certo, con lavori nei ristoranti e bar, come baby-sitter, muratori, etc su tutti.

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