Ondata di caldo

Postato venerdì 6 febbraio 2009 alle 15:09 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Nelle ultime settimane la parte sud-orientale dell’Australia e’ stata colpita da un’eccezionale ondata di calore, che ha portato le temperature a livelli record in alcune località. Le citta’ più colpite sono state Adelaide e Melbourne, più tutta una serie di zone dell’entroterra del South Australia, del Victoria, del NSW meridionale e del nord della Tasmania. Il picco pare essere stato durante la settimana scorsa ma gli esperti non escludono nuovi innalzamenti. Anche Sydney ha avuto dei giorni particolarmente caldi, ma tutto sommato normali per il periodo estivo.

Le temperature registrate nelle aree colpite sono abbondantemente sopra le medie e molti record storici sono caduti in questi giorni. Ecco qualche dato significativo:

  • Adelaide ha raggiunto la massima di 45.7 gradi il 28 gennaio, la terza di tutti i tempi
  • Melbourne ha raggiunto la massima di 45.1 gradi il 30 gennaio, la seconda di tutti i tempi
  • Adelaide ha registrato una minima di 33.9 gradi alla mezzanotte del 29 gennaio, record assoluto
  • La cittadina di Mildura, Victoria ha segnato temperature sopra i 40 gradi per 10 giorni consecutivi
  • La temperatura più alta dell’ondata e’ stata di 48.2 gradi a Kyancutta, South Australia

Fortunatamente le temperature sono iniziate a salire proprio il giorno dopo la mia partenza da Melbourne e sono cosi’ riuscito a schivare i giorni più caldi. Agli Australian Open sono stati costretti a chiudere il nuovo tetto mobile del campo centrale – la Rod Laver Arena – date le condizioni proibitive a cui erano costretti gli spettatori al sole e soprattutto i giocatori in campo.

Sydney generalmente e’ più temperata e meno estrema sulla colonnina di mercurio, anche se nelle aree più interne – lontane dall’effetto mitigante del mare – la situazione si può fare piuttosto scottante. A questo proposito, pochi minuti fa il Ministero della Salute dello stato del NSW ha diramato un comunicato stampa per informare il pubblico che nel weekend e’ attesa un’ondata di calore simile a quella della settimana scorsa, con punte di 47 gradi nell’entroterra! Ecco il link alla news, che ho caricato io stesso sul sito: www.health.nsw.gov.au/news/2009/20090206_00.html.

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Melbourne, questione di stile

Postato mercoledì 28 gennaio 2009 alle 15:20 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Autoscatto con lo skyline di Melbourne sullo sfondo

Lo dico subito chiaramente: Melbourne mi e’ piaciuta molto. E credo che il mio giudizio positivo derivi principalmente dalle bassissime aspettative pre-partenza che avevo nei confronti della capitale del Victoria, che francamente non mi aveva mai attirato più di tanto in questi anni di vita australiana – al punto che ci ho messo quasi due anni e mezzo a convincermi di visitarla – nonostante le belle parole spese da chiunque me ne avesse parlato.

La descrizione che più frequentemente mi e’ capitato di sentire a proposito della città e’ qualcosa tipo “e’ più europea di Sydney” ma, di fronte alla mia pronta domanda “in che senso?”, le risposte non erano mai state soddisfacenti ed esplicative. Ora, se qualcuno chiedesse a me cosa penso di Melbourne, la prima cosa che mi verrebbe da dire e’ proprio “e’ più europea di Sydney” e ovviamente neanch’io saprei spiegarne il perché. Visto che ci siamo, pero’, proviamoci.

Innanzitutto il CBD – un quadrilatero di strade a scacchiera facile da girare a piedi – non e’ monopolizzato da centinaia di occhi a mandorla come succede a Sydney e, più in generale, mi e’ parso che tutta la città – pur essendo molto multiculturale – sia più occidentalizzata. Inoltre, il fiume Yarra che la taglia in due da est a ovest – ovviamente meno attraente del Sydney Harbour – e’ comunque piacevole e contribuisce ad associare inconsciamente Melbourne a qualche non meglio identificata città del vecchio continente attraversata da un corso d’acqua.

Inoltre, i viali alberati del centro, le strade percorse dai tram, i molti caffè e bar sparpagliati qua e la’, i negozi e le boutique, le grosse comunità italiane e greche, sono tutti elementi che giocano a favore di questa vaga sensazione di “europeicità” di Melbourne, in contrasto con la standardizzazione e americanizzazione della più esplicita e attraente Sydney. In sostanza, credo che di Melbourne mi piaccia quello che non c’è a Sydney, per la serie “the grass is always greener on the other side”

Non sbagliamoci pero’: molto sono anche le cose che non cambierei mai con la mia città d’adozione. Ad esempio, Melbourne non e’ propriamente bella da vedere. E’ vero che e’ una città in trasformazione e in crescita, con molti cantieri aperti soprattutto nella zona del porto ma i panorami e gli scenari di Sydney, con la baia naturale più grande del mondo e due icone come l’Opera House e l’Harbour Bridge, sono inarrivabili per qualsiasi città.

E poi c’è il clima killer, con i suoi estremi impossibili che le hanno valso il nomignolo di città “con le quattro stagioni in un solo giorno”. Questi famosi sbalzi di temperatura li ho sperimentati sulla mia pellaccia sabato scorso quando sono uscito in bermuda e infradito per andare a vedere il tennis nel il pomeriggio con 26-27 gradi, per tornare poi in nottata con 13 miseri e pungenti gradi. Il tutto in piena estate.

Insomma, Melbourne non e’ perfetta, ma se non fosse per il clima poco amichevole e pochi altri dettagli, se tornassi indietro ai tempi dello sbarco in Australia, valuterei bene dove stabilirmi, con la vittoria di Sydney tutt’altro che scontata. Chiudo citando una frase di una mia collega che ha definito cosi’ la differenza tra le due città, secondo me scegliendo un esempio molto azzeccato: “Sydney e’ come una prostituta sexy e sfacciata mentre Melbourne e’ come una donna timida da scoprire piano piano.” A ognuno il suo.

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Australia, la recensione

Postato mercoledì 17 dicembre 2008 alle 11:49 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Ieri sera sono finalmente riuscito a vedere il tanto atteso e discusso film Australia, di cui avevo già scritto qualcosina un mesetto fa, in concomitanza con la prima mondiale. Come detto, la storia e’ ambientata a Darwin, nel Northern Territory, negli anni precedenti lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, dove si incrociano i destini di una borghese britannica e un rude mandriano locale, con la delicata questione aborigena a fare da contorno.

Molte delle recensioni che hanno accompagnato la pellicola in queste settimane sono state piuttosto freddine e poco entusiaste, soprattutto quelle provenienti dall’interno del paese, forse per un eccesso di aspettative per una produzione che nella testa di tutti aveva il dovere di essere un capolavoro e rianimare cosi’ il malaticcio cinema australiano. Beh, sono d’accordo che non e’ un colossal ma e’ sicuramente un film sopra la media, con molti elementi interessanti e coinvolgenti, che non fallisce certo nel suo intento primario, quello di intrattenere il pubblico, nonostante qualche inevitabile aspetto negativo.

Aspetti negativi che confermo essere quelli più o meno indicati nelle recensioni di critici più autorevoli ed esperti del sottoscritto, ossia inconsistenza della trama in alcuni punti – dove alcuni passaggi potevano essere semplificati e altri sviluppati di più, mitizzazione e un po’ di leggerezza nel trattare la sempre spinosa questione aborigena e senso di “già visto” nelle scene del bombardamento di Darwin, con spiccati riferimenti sia a Pearl Harbor, sia a Salvate il soldato Ryan. La storia, invece, seppur non molto originale e forse divisa in due tronconi, l’ho trovata credibile e coinvolgente.

Molti invece gli elementi positivi che si possono riscontrare: un mix equilibrato di drama, amore, guerra, ironia e amicizia il tutto condito con il tocco stravagante tipico di Baz Luhrmann, gli incredibili paesaggi naturali dell’interno australiano, la post-produzione completa e ben curata e, ultimo ma non ultimo, l’interpretazione di Brandon Walters, il giovane attore che veste i panni di Nullah, il bambino di sangue misto che conquista tutti con la sua tenerezza e il suo coraggio. Insomma, un film non perfetto ma pieno di ottime ragioni per prendere il biglietto e gustarselo al cinema, per magari scoprire anche qualcosa di più sulla fantastica terra in cui e’ ambientato.

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RSL

Postato venerdì 12 dicembre 2008 alle 15:50 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Girando per Sydney e i suoi quartieri – ma anche per tutte le altre citta’ australiane – non e’ difficile imbattersi in qualche RSL club. Questi edifici si presentano esternamente come strutture di dimensioni medio-grandi, simili alle nostre sale bingo, con ampi parcheggi a disposizione e in posizioni prominenti e molto visibili. La clientela e’ generalmente composta da pensionati o comunque da persone un po’ in la con gli anni, quindi con molto tempo a disposizione per le varie attività offerte.

Ma cosa sono quindi questi RSL clubs? RSL e’ l’abbreviativo di Returned and Services League, cioè nientepopodimeno che l’associazione che riunisce e si prende cura dei veterani delle forze armate australiane e, da qualche anno, anche di chi e’ ancora in servizio. L’organizzazione e’ nata quasi un secolo fa nel 1916 e negli anni e’ cresciuta e diventata anche molto influente. La sua forma concreta e materiale sono appunto i migliaia di club sparsi per tutta la (vasta) nazione, tra cui quello a 50 metri da casa nostra.

Nonostante abitiamo letteralmente a distanza di sputo dall’RSL Burwood, vuoi per un motivo vuoi per un altro, non abbiamo mai avuto l’occasione di andare a fare un salto e, in realtà, fino a qualche settimana fa, non avevamo proprio mai messo piede in nessuno di essi. Finché, spinti e consigliati da Massimo e Daniela, abbiamo prima debuttato in quello di Bondi Beach e poi appunto in quello del nostro quartiere. Tra l’altro, adesso che ci penso, anche quando abitavamo a Rockdale, ce l’avevamo veramente vicino, praticamente dall’altra parte della strada.

All’interno gli RSL possono essere molto grandi e disposti su più livelli e normalmente sono composti da un ristorante, uno o più bar, uffici e bacheche con medaglie e onoreficienze in bella mostra e, dulcis in fundo, svariate sale da gioco contenenti slot machines, bingo, freccette e tavoli da biliardo e poker. Di solito, più grande e’ il quartiere, più grande e frequentato e’ il rispettivo RSL club. Per accedervi bisogna essere soci, anche se i turisti e i residenti temporanei possono entrare gratuitamente come ospiti.

Da quello che ho notato e sentito in giro, l’idea che l’australiano medio ha degli RSL e’ di posti da vecchi, noiosi e infestati da gente che non fa altro che sputtanarsi soldi alle slot machines, a quanto pare il maggiore introito dell’associazione. Quest’ultimo fatto ha generato anche qualche polemica nella comunità, preoccupata che non sia un buon esempio per i giovani. Altri motivi di discussione sono la presunta tendenza politica a destra, l’anglofilia e le simpatie per la monarchia inglese.

La mia esperienza nei due che ho visionato e’ stata molto positiva: il primo, quello di Bondi, non e’ molto grande ma in una posizione spettacolare che si affaccia sulla spiaggia e sull’oceano, con una clientela decisamente meno datata del solito e un ambiente molto simile ad un pub. Quello locale di Burwood invece e’ gigantesco, tenuto molto bene e con un buffet molto invitante a prezzi accettabili ogni sera della settimana. Un’ottima soluzione quando non si ha voglia di mettersi ai fornelli.

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Australia – the movie

Postato martedì 18 novembre 2008 alle 15:12 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Questa sera a Sydney ci sarà la premiere del nuovo film del regista australiano Baz Luhrmann – noto al grande pubblico per Romeo + Juliet e Moulin Rouge! – con protagonisti Nicole Kidman e Hugh Jackman, anch’essi australiani, intitolato appunto Australia.

La storia e’ quella di un’aristocratica inglese (la Kidman) che si trasferisce nell’outback australiano per gestire un allevamento di bestiame ricevuto in eredita’, incontrando pero’ molte difficoltà a causa di allevatori senza scrupoli che ne minacciano l’attività. In suo aiuto accorre provvidenzialmente un mandriano locale (Jackman), con il quale nascerà anche una storia d’amore, il tutto nel contesto storico della Seconda Guerra Mondiale.

Le prime recensioni della pellicola, per la verità, non sembrano eccezionali, o per lo meno non sembrano all’altezza delle enormi aspettative che l’Australia pare aver riposto nel film. Tra i punti deboli i critici citano lunghezza eccessiva (quasi tre ore), lentezza della trama in alcuni punti, esagerazione con i paesaggi deserti e senso di deja-vu nelle scene del bombardamento giapponese di Darwin. La sensazione quindi e’ che sia si un buon film, ma non destinato a diventare un classico.

I mesi precedenti l’uscita di Australia, disponibile per il pubblico dal 26 novembre, sono stati abbastanza tribolati: modifiche al cast, cambi in corsa del copione, scene tagliate e ritardi nelle riprese si sono susseguiti regolarmente, come capita spesso per i colossal molto attesi dal pubblico. Pubblico che avra’ come sempre l’ultima parola sulla questione e a giudicare dall’attesa che c’e’ qui, almeno nel mercato domestico, il record al boxoffice sembra garantito.

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