Caos a Bangkok

Postato lunedì 10 maggio 2010 alle 14:24 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Come forse ricorderete, tra una decina di giorni sono in partenza per tre settimane di vacanza in Asia, con la Thailandia come prima tappa. Il programma di viaggio nell’antico Regno del Siam prevede un giorno e mezzo a Bangkok, per assistere al matrimonio di Prem, e qualche altro giorno nella tranquilla e accogliente Phuket, ormai meta fissa dei miei soggiorni thailandesi.

Alla luce dei recenti gravi disordini a Bangkok ho pero’ deciso di rivalutare la sosta nella capitale, a favore di un giorno extra nella più sicura provincia meridionale. Una decisione definitiva sarà presa la settimana prossima, a ridosso della partenza, visto che voli e alberghi pressoché deserti, e perciò a buon mercato, mi permettono una certa flessibilità con l’itinerario.

Mi dispiacerebbe mancare al matrimonio tradizionale indiano di Prem ma allo stesso tempo non vale neanche la pena rischiare di finire in mezzo a qualche casino, solo per essere passati da una via sbagliata o aver visitato una zona a rischio. I turisti non sono normalmente bersaglio delle rappresaglie ma e’ già successo in passato che vengano involontariamente coinvolti.

Per chi non lo sapesse, i recenti problemi di ordine pubblico sono stati causati dagli scontri tra l’esercito e le Red Shirts (camicie rosse), ovvero rappresentanti del partito all’opposizione che protestano per l’esilio forzato dell’ex presidente. I rivoltosi, che sono principalmente contadini provenienti dal povero nord-est del paese, chiedono che il parlamento venga sciolto e che vengano tenute nuove elezioni.

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Due matrimoni e una vacanza

Postato mercoledì 17 marzo 2010 alle 11:48 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Ormai e’ passato più di qualche mese dal mio ultimo viaggio, che mi ha portato in Italia con doppia tappa thailandese lo scorso agosto-settembre. Tempo di organizzare la prossima vacanza, quindi, e quale occasione migliore di due matrimoni di amici che si sposano in Asia fra un paio di mesi, e che mi hanno gentilmente invitato?

Il primo matrimonio a cui presenzierò e’ quello di Prem, un amico thailandese di origine indiana conosciuto a Sydney, che si sposa a Bangkok il 22 maggio. Il secondo, invece, si terra’ a Seoul sette giorni dopo, con protagonisti Andrea e Oksun, amico ed ex collega veronese lui e ragazza coreana lei.

Le indiscrezioni della vigilia mi danno come probabile unico occidentale presente al matrimonio indiano in Thailandia mentre in quello italo-coreano di Seoul dovrei far parte, assieme ai pochi parenti e amici di Andrea che affronteranno la trasferta, della minoranza italiana a supporto e rappresentanza dello sposo.

La mia vacanziella, come avrete capito, sarà quindi formata da una settimana in Thai, una in Corea del Sud e poi, visto che ero in ballo, ho deciso di piazzare anche otto giorni nel vicino Giappone, prima di tornare a Sydney giusto in tempo per il ponte del compleanno della Regina e, soprattutto, per l’inizio dei Mondiali in Sudafrica, l’11 giugno.

Tre settimane oneste che al lavoro mi hanno gentilmente concesso, nonostante i quasi due mesi di cui sopra e altre due settimane sotto Natale. Di più non potevo proprio avere e, a questo proposito, mi spiace dover saltare un terzo matrimonio, quello di Michele e Caterina, in programma a fine maggio a Verona, ma far coincidere il tutto in cosi poco tempo sarebbe stato impossibile.

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Digitale o analogico?

Postato lunedì 25 gennaio 2010 alle 10:44 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Considerazioni.

Digitale e analogico: metafora per la vita

Il titolo di questo post e’ una citazione di Mirko, un amico sbarcato recentemente in Australia dopo un paio di mesi in giro per la Cina, dove tra le altre cose ha avuto modo di fare la conoscenza di una delle culture asiatiche più antiche, affascinanti e controverse. Cosa centra quindi il titolo con la Cina, ma più in generale con l’Oriente?

Chi ha fatto degli studi vagamente tecnici (ma non dovrebbe essere un concetto estraneo neanche a tutti gli altri), probabilmente saprà qual e’ la differenza tra digitale e analogico. Nel primo caso, l’informazione si rappresenta con un numero finito e circoscritto di elementi mentre nel secondo gli elementi sono potenzialmente infiniti.

Concetto astratto ma esemplificabile nel modo seguente. Prendete il volume di uno stereo: alcuni apparecchi hanno la classica manopola (analogico) mentre altri le “tacche” o “freccette” (digitale). In entrambi i casi abbiamo un range da 0 (muto) a 100 (massimo), ma con la manopola possiamo (virtualmente) avere infiniti valori di volume mentre con le tacche “solamente” cento. Insomma, in un sistema digitale tra un valore e quello seguente non c’è niente mentre in uno analogico ci sono infinite variazioni.

La stessa differenza che c’è tra le culture occidentali e quelle asiatiche, analogiche le prime e digitali le seconde. Noi siamo più emotivi, passionali, impulsivi e mostriamo le nostre (molteplici) emozioni più facilmente mentre loro tendono a essere più riservati, composti e meno trasparenti, almeno ai nostri occhi. Un insieme di sfumature diverse contro qualcosa di più definito e inquadrato.

Chi ha avuto a che fare con degli asiatici, come capita spesso a me qui a Sydney vista l’abbondanza, sa bene di cosa sto parlando e forse sarà d’accordo con la similitudine che ho spiegato sopra. Con questo non voglio dire che una delle due concezioni sia migliore dell’altra, ma semplicemente che sono diverse (opposte) tra loro.

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Singapore

Postato venerdì 16 ottobre 2009 alle 14:07 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Durante i miei recenti transiti sulla rotta Australia-Thailandia-Italia e viceversa, a causa di coincidenze aeree un po’ ostiche, ho avuto la possibilità di fare 4 notti a Singapore, una delle basi Qantas in Asia. Nonostante i giorni non siano stati consecutivi – bensì quattro scomodi stopover di una notte l’uno, e gli scombussolamenti da fuso orario mi abbiano messo a dura prova, ho avuto sufficiente tempo a disposizione per farmi un’idea su questa “città-stato”.

Colonizzata dagli inglesi all’inizio del XIX secolo, si e’ rapidamente trasformata da villaggio di pescatori al più importante scalo della regione e principale avamposto britannico in Asia. Raggiunta l’indipendenza nel 1965, ha poi goduto di un costante boom economico nei decenni successivi che le ha permesso di accumulare una riserva di fondi pari a 116 miliardi (si, miliardi) di euro! Nel marzo di quest’anno per la prima volta nella sua storia ha dovuto fare un prelievo, e non un deposito, per contrastare la crisi economica…

A Singapore ci vivrei volentieri, per varie ragioni. Innanzitutto, la sua vicinanza all’equatore fa si che ci sia un clima tropicale, ossia (molto) caldo 365 giorni l’anno: il mio preferito. Poi, i trascorsi coloniali e la successiva indipendenza la fanno essere probabilmente la città più occidentalizzata del sud-est asiatico, con evidenti vantaggi per lingua – l’inglese e’ lingua ufficiale – stile di vita e multiculturalismo. Economia solida, stato sociale e crimine praticamente assente sono altri fattori decisamente positivi.

Ultimo ma non ultimo, la posizione strategica nella regione. Grazie a compagnie low-cost come AirAsia – sicura, affidabile e veramente economica, non come la brutta copia RyanAir – e Tiger Airways, nel raggio di tre ore di aereo o poco più si può andare praticamente ovunque a prezzi sempre inferiori al centinaio di euro andata e ritorno: Malesia, Indonesia, Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam, Myanmar, Cina, Brunei, Filippine, Hong Kong. E Perth in Australia e’ a sole quattro ore e mezza!

Certo ci sono anche (pochi) svantaggi. Per alcuni lo può essere il clima sopracitato o il fatto di essere, comunque, in Asia. E poi il famoso discorso delle multe: soprannominata Fine City, “città delle multe” appunto, dai suoi detrattori, ha questa fama di aver collezionato nel tempo una serie di leggi, alcune anche quasi comiche, talmente lunga che si può venire multati per, virtualmente, qualsiasi cosa. Perfino se si viene trovati in possesso di, udite udite, gomma da masticare! Io, per la cronaca, non ho notato niente di tutto ciò ma solo una città quasi ideale dove vivere!

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I’m back

Postato martedì 6 ottobre 2009 alle 13:38 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Come avrete potuto sagacemente intuire dal criptico ed esotico titolo, sono tornato. Venerdì scorso per l’esattezza, dopo settimane pregne di spritz, spiagge, cene, foto, giretti, voli, euro, baht, dormite e tanto sano fancazzismo.

Nel terzo anniversario dello sbarco in Australia, 2 ottobre 2006, Sydney mi ha accolto con pochi gradi e qualche goccia, in barba alla mia tenuta estiva con bermuda e infradito, più adatta alle temperature tropicali del sud-est asiatico – dove ho passato gran parte di queste vacanze 2009 – che ad una sera di inizio primavera australiana.

Giusto per buttar li una frase di circostanza, il tempo in ferie e’ volato ma non mi sento di dire che e’ stato troppo poco. Sette settimane sono un periodo onesto per una vacanza, considerato anche il fatto che molti non le fanno neanche in 10 anni. E ora sotto con il lavoro, che c’è una crisi economica da superare (e un buco nelle mie finanze da tappare).

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