Civiltà Australiana #005

Postato martedì 9 dicembre 2008 alle 15:10 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Oggi a pranzo non ho mangiato uno dei soliti piatti di uno dei food courts nei dintorni dell’ufficio. Con i colleghi del mio team abbiamo invece organizzato qualcosa di alternativo. Uno di loro, proveniente del Bangladesh e quindi musulmano, ha avuto infatti la bella idea di cucinare per tutti quanti per celebrare un’importante festa islamica, l’Eid al-Adha – il Festival del Sacrificio.

L’evento ricorda il famoso passaggio del Corano (e anche della Bibbia) in cui Abramo e’ disposto a sacrificare il figlio Ismaele per soddisfare il volere di Dio, che pero’ alla fine risparmia il ragazzo e offre un agnello in sacrificio. I musulmani di tutto il mondo, dunque, in questo giorno, festeggiano la ricorrenza cucinando carne per parenti e amici.

La location del pranzo era il terrazzo con vista mozzafiato sul CBD della casa di un altro dei miei colleghi, che abita a pochi passi dall’ufficio, con i rimanenti profani – tra cui il sottoscritto – a contribuire al banchetto sotto forma di bevande. Il cibo era veramente prelibato e abbondante, al punto che ci siamo chiesti come avesse fatto il nostro generoso collega a cucinarlo in tempo e a portarlo da casa.

Quando si e’ scoperto che si e’ fatto una maratona notturna dall’una alle otto del mattino per preparare i piatti e ha poi preso un taxi alla modica cifra di 70$ per portare il tutto al lavoro, ci siamo offerti all’unanimità di metter un tot a testa per coprire le spese e il disturbo. Non avevamo pero’ fatto i conti col suo testardo e prolungato rifiuto ad accettare i nostri soldi, al punto che, almeno personalmente, avrei lasciato perdere per non infastidirlo.

Ma colleghi e colleghe australiani insistevano che it’s not fair – non e’ giusto – e hanno quindi proposto di mettere segretamente insieme una somma necessaria a prendergli un regalino natalizio per ringraziarlo. Un’idea carina all’insegna del “fare le cose fatte bene” che ha messo d’accordo tutti, sperando che faccia piacere anche a lui, il nostro cuoco provetto.

Tags: , , , , ,
2 commenti

Bambini, gattini & condomìni

Postato lunedì 24 novembre 2008 alle 14:26 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita domestica.

Fino ad ora, raramente ho parlato dei nostri otto condòmini e dei pochi altri vicini di casa – solo qualche aneddoto su “El Duro” tempo fa – e la ragione e’ principalmente una: sono invisibili. Non si vedono e non si sentono mai, ma alle volte si odorano (se non loro, sicuramente le loro pietanze esotiche) e noi possiamo quindi solo vagamente immaginare le loro fattezze e forme, che si narra siano tendenzialmente asiatiche e indiane.

Qualche settimana fa, finalmente, uno scossone nella monotonia condominiale: gli inquilini al numero 9, nostri dirimpettai di pianerottolo, hanno traslocato e lasciato spazio a nuovi occupanti. Occupanti che noi, nei giorni in cui l’appartamento era ancora vuoto, abbiamo sperato (e un po’ fantasticato) essere due (o più) avvenenti e disponibili ragazze, a cui potessimo bussare per chiedere il sale grosso, solo per attaccare bottone.

Invece, il destino ci ha recapitato una trasandata, folkloristica e biondissima famigliola australiana, formata da tre selvaggi bambini, qualche genitore ovviamente e 5 (cinque) gatti variegati, tutti appassionatamente stipati al 9. Da segnalare che questi dati sono ancora incompleti visto che ogni volta che andiamo allo spioncino – si, siamo degli spioni – notiamo persone nuove entrare ed uscire dall’appartamento, che aggiungono mistero al mistero.

Il loro trasloco ha lasciato dei segni indelebili nella vita condominiale e in particolare sulle scale della palazzina: patatine, cartacce e perfino una cacca di gatto, non per terra – troppo facile – ma bensì attaccata al muro! Fortunatamente il giorno dopo si e’ trasformata in strisciata nera, visto che qualcuno avrà avuto la brillante idea di spalmarla sulla parete bianca.

I bambini poi, che non disdegnano un saltello qua e la sulle scale completamente scalzi, cantando e strillando allegramente, la settimana scorsa hanno dato piena dimostrazione delle loro abilita’ canore: dopo cena, Manuel e’ uscito a portar giu’ la spazzatura e sul pianettorolo ha trovato i tre mocciosi a dargli il benvenuto con un urlo sincronizzato a piene ugole, che pare sia stato sentito fino a Perth, per smettere solo quando la madre e’ uscita a vedere cosa stesse succedendo. Forse erano meglio i condòmini invisibili e insonorizzati.

Tags: , , ,
12 commenti

Gelato al cioccolato

Postato martedì 11 novembre 2008 alle 14:17 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

“Gelato al cioccolato, dolce un po’ salato” cantava il buon Renato Zero Pupo negli anni d’oro. Certo, prendere un gustoso e fruttato cono con due palline – un classico – per scoprire che, invece di zucchero, il gelataio ha sbadatamente usato il sale, non e’ proprio il massimo. Ma che dire dell’agghiacciante sensazione che si avrebbe nell’assaggiare il proprio gelato per scoprire, inorriditi, che odora e sa di feci (leggesi merda)?

Lo scorso 5 ottobre la famiglia Whyte – Mr, Mrs e i loro tre bambini – in occasione della finale del campionato di rugby, decidono di mangiare al Coogee Bay Hotel, locale molto conosciuto situato nell’omonima spiaggia. Dopo un pasto non eccezionale e un servizio altrettanto approssimativo, si lamentano con lo staff per il trattamento ricevuto e come risposta ottengono – gratis – una coppa gigante di gelato, al gusto di vaniglia e cioccolato.

La prima ad avventarsi sul prelibato dessert e’ la signora Whyte, che prende una bella cucchiaiata di cioccolato e lo gusta a piene papille gustative. Ma il raccapriccio e’ immediato: la sensazione e’ proprio quella – orribile – di aver ingerito della cacca. La donna sputa subito quello che ha in bocca su un tovagliolo e fatica a contenere un conato di vomito mentre il marito e i figli reagiscono istericamente.

Si scopre poi nelle settimane seguenti che, dopo aver fatto analizzare un campione di “gelato”, si tratta proprio di tracce di feci umane quelle riscontrate, con successiva fuga di notizie su tutti giornali. Di conseguenza, la reputazione e gli introiti del locale, che aveva cambiato gestione poco tempo prima, con un ingente investimento da parte dei nuovi proprietari, naturalmente crollano.

Secondo alcune voci che si sono rincorse recentemente, il tutto e’ nato come uno scherzo di cattivo gusto da parte di un membro dello staff nei confronti di un altro. Il gelato incriminato non sarebbe mai dovuto uscire dalla cucina e tantomeno arrivare sul tavolo di un cliente. Cliente che ora sta agendo per vie legali, chiedendo un rimborso tutt’altro che simbolico.

Tags: , , ,
6 commenti

Civiltà Australiana #004

Postato venerdì 7 novembre 2008 alle 11:15 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Qualche tempo fa, come spesso accade nelle serate infrasettimanali, ero nella fidata palestra Fitness First di North Sydney che mi allenavo. A fine allenamento, dopo aver apprezzato una buona doccia rigenerante, mi sono vestito, ho raccattato le mie cose e sono uscito in direzione stazione del treno. E fin qui niente di strano.

Una volta a casa, mentre sistemavo la borsa, mi sono accorto di aver lasciato lo shampoo – tra l’altro comprato due giorni prima – in palestra, nella doccia probabilmente. Anni e anni in giro per spogliatoi di calcio e tennis mi hanno insegnato che in questi casi le probabilità di ritrovare l’oggetto dimenticato si contano su una mano. Non avevo speranze insomma.

Il giorno seguente, quando sono tornato in palestra, come previsto, lo shampoo era scomparso dalle docce, “per finire in chissa’ quale borsa”, ho pensato. Per scrupolo, ho controllato anche in reception se ci fosse quello che cercavo e, miracolo, ecco che la tipa me lo consegna dicendomi che qualcuno l’aveva trovato e portato li durante la giornata. Anche questa e’ Australia.

Tags: ,
5 commenti

Cronache Thai 3/4

Postato mercoledì 22 ottobre 2008 alle 15:53 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

[...continua da Cronache Thai 2/4]

Il terzo e quarto capitolo – che all’inizio avevo pensato come un unico post – del resoconto delle vacanze in terra thailandese di qualche settimana fa in compagnia di Gianluca sono un elenco di storielle, aneddoti e situazioni comiche che vale la pena ricordare nei secoli dei secoli e lasciare ai posteri. Ecco quindi la Top 10 delle perle del nostro viaggio nell’antico regno del Siam:

Decimo posto

Appena arrivati a Samui, io e il buon Sojola optiamo per un girello nei dintorni con i nostri fiammanti scooter appena noleggiati. Sole alto in cielo, nessuna nuvola all’orizzonte.

Dopo un paio d’ore di perlustrazione, mentre facciamo rotta verso la guest house, ecco alzarsi un vento fresco e poco promettente, subito seguito da qualche goccia. Eravamo a non più di 500 metri dalla meta.

Sicuri di riuscire a scampare l’imminente scroscio, non ci fermiamo a ripararci e proseguiamo testardi. In men che non si dica, il diluvio universale si abbatte su di noi e sui nostri motorini, dandoci il benvenuto ai tropici.

Nono posto

Come detto, a Bangkok ho passato solo una notte vera e propria, l’ultima prima del rientro. Con queste premesse, non volevo certo sprecarla ma anzi viverla al meglio. Mi sono quindi informato su Internet su quali fossero i locali più in voga e mi sono fatto una mini lista per la serata, in modo da avere piu’ alternative.

Vado quindi a piedi al primo dell’elenco ma all’ingresso mi dicono che stanno chiudendo (erano le 23). Ok, no problem. Proseguo quindi per il secondo e poi per il terzo, entrambi morti. Molto strano. Sospettoso, prendo un taxi in direzione di un’altra zona che ero sicuro fosse attiva: saracinesche giù anche qua. Incredibile.

Chiedo allora lumi al tassista che mi svela l’arcano: viste le elezioni nazionali del giorno seguente, quella sera era vietata la vendita di alcool in tutti i locali di Bangkok! Sconforto totale! Proseguendo il discorso, fortunatamente si scopre che un solo club, previo pagamento di mazzetta alle autorità, teneva comunque aperto illegalmente. Sospiro di sollievo e taxi per lo Spicy Club…

Ottavo posto

Il giorno della partenza da Phuket ci alziamo di buon’ora per essere puntuali al volo interno delle 12.00 che ci porterà a Bangkok. Il taxi e’ già arrivato e noi affrettiamo quindi le operazioni. Ci aspettano 45 sonnolenti minuti di macchina.

Durante il tragitto mi accorgo che in realtà’ il volo e’ alle 12.50 e subito partono le imprecazioni per gli importanti minuti di sonno gettati al vento. Ok, poco male: Gianluca schiaccia un pisolino mentre io osservo il paesaggio fuori dal finestrino.

Arriviamo all’aeroporto in largo anticipo ovviamente e appena scesi dal taxi e scaricati i bagagli, ecco il fulmine a ciel sereno: Sojola si accorge di non aver svuotato la cassetta di sicurezza dell’hotel, contenente soldi e documenti, tra cui l’indispensabile passaporto! Panico.

L’unica opzione per lui e’ tornare indietro in taxi mentre io aspetto in aeroporto, sorvegliando i bagagli, pensando che forse forse quell’errore nel puntare la sveglia potrà’ tornarci utile. E infatti lo sbadato Sojola ritorna a pelo per l’imbarco, con tutti i passeggeri già sistemati sull’aereo, per un lieto fine insperato.

Settimo posto

I motorini che abbiamo noleggiato all’importante cifra di 5 euro al giorno a Samui, non sono proprio il ritratto della sicurezza e affidabilità’. Specialmente il mio e’ particolarmente sfortunato. Bruttino, col cestino del pane davanti e poco reattivo. Ma svolge il suo compito, dopo tutto.

Un pomeriggio mentre girovago per le mulattiere dell’isola, il mezzo da’ qualche segno di cedimento fino a spegnersi poi completamente. Faccio qualche tentativo con la pedalina e tirando l’aria ma, niente, non c’è verso. Chiamo quindi Sojola e mi faccio venire a prendere, spiegando poi l’accaduto in guest house.

Dopo qualche ora mi avvisano che mi hanno riportato il motorino, nuovamente pronto all’uso. Vado giù, provo ad avviarlo ma non da’ segni di vita. Il tipo della guest house, che ha assistito alla scena, a gesti mi spiega in modo eloquente quale fosse il problema: era a secco. Semplice, no?

Sesto posto

Come anticipato nel report, Koh Samui e’ famosa anche per essere un luogo di transito per la piu’ piccola Koh Phangan, famosa per le feste selvagge che ospita sulle sue spiagge, tra cui spicca il Full Moon Party, il primo e originale che si tiene nelle notti di luna piena. Ingredienti principali: musica techno, gioventu’ bruciata, alcool e qualche sostanza stupefacente di troppo.

Impossibilitati per questioni di calendario lunare a parteciparvi, siamo comunque fortunati (?) a sufficienza da beccare la meno nobile di questa serie di feste, il Black Moon Party, unico che si svolge a Samui. Incerti del nostro destino, decidiamo di lanciarci nell’ultima sera sull’isola.

Nonostante il vuoto che ci si presenta di fronte quando entriamo nel parco che ospita la festa, forse dovuto all’ora ancora poco adatta, veniamo subito approcciati da una ragazzetta thai che in tutta scioltezza ci spiega che se fossimo interessati all’acquisto di qualche droga – cocaina, marijuana, acidi, pasticche, etc – di non andare dal primo sconosciuto che ce la offre ma di cercare lei o le sue colleghe con la stessa divisa, cioe’ le venditrici ufficiali e autorizzate del party!

Meravigliati e increduli, apprezzando l’organizzazione e l’attenzione rivolta a questo particolare dell’evento, ringraziamo la ragazza per l’importante informazione ma, cortesemente, rifiutiamo.

[continua su Cronache Thai 4/4...]

Tags: , , , , ,
8 commenti

Pagina 2 di 5:12345