Come Indiana Jones

Postato mercoledì 23 maggio 2007 alle 15:27 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

Foto di gruppo nella grotta 

Di solito il sabato e' il giorno che dedico alla spesa al supermercato e alle faccende domestiche, principalmente bucato e stiratura (quest'ultima non particolarmente apprezzata!). Quello scorso invece mi sono dato al caves climbing, ovvero alla speleologia. Sono infatti andato in gita con un gruppo di amici alle Blue Mountains, delle colline simili alle nostre Prealpi, a circa 150 km da Sydney. Il tour prevedeva due ore di discesa nel ventre della montagna, per un dislivello totale tra il punto di ingresso e quello di uscita di 120 metri!

Le grotte non sono particolarmente belle dal punto di vista estetico, poche stalattiti e stalagmiti e sostanzialmente si vede solo un ammasso di rocce e sassi di colore rossastro in un ambiente secco con temperatura costante di 18 gradi. Il bello dell'avventura sta infatti nell'imbucarsi negli stretti cunicoli che collegano le varie camere sotterranee, seguendo l'esempio e le istruzioni della guida.

Il pacchetto comprende ovviamente la fornitura di abiti adatti, cioe' una tuta blu da meccanico, caschetto con la tipica torcia e imbragatura di sicurezza. La mia idea era una tranquilla scampagnata sotto terra senza particolari emozioni e invece mi sono dovuto ricredere: mi sono ritrovato a strisciare per terra, contorcermi, snodarmi in tutti i modi per passare negli angusti spazi in mezzo alle rocce e spesso risultava difficile credere di poter infilarsi in tunnel tanto stretti. Invece con la tecnica giusta e i consigli delle guide siamo usciti sani e salvi! :-)

Nonostante il percorso sia uno dei piu' facili tra quelli disponibili e nonostante le frequenti soste per aspettare tutti i componenti del gruppo (soprattutto un cianotico americano sulla quarantina, costantemente a rischio infarto…), alla fine le gambe risentono un po' dello sforzo e il pub appena fuori dalla grotta principale e' un vero toccasana!

Ah, dimenticavo: assolutamente non consigliato a chi soffre di claustrofobia! ;-)

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Nightlife

Postato martedì 1 maggio 2007 alle 17:20 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Allo Zachary's Bar

Weekend mondano all'insegna di nuovi posti quello appena trascorso. Venerdì sera, dopo un veloce panino da Hungry Jack's, sono stato con alcuni amici a bere un aperitivo al Verandah Bar, un locale in stile moderno a Martin Place, nel cuore della city finanziaria. Ci siamo poi spostati a Darling Harbour, al Cohibar, dislocato su due livelli con vista sulla baia e sul CBD, dove ci siamo incontrati con Erika e una sua amica. Al piano terra si ballava latino americano mentre al primo piano c'era musica lounge, adatta a conversare senza sforzo. Verso mezzanotte il gruppo si e' diviso e siamo quindi andati al Cargo Bar per salutare due amiche italiane che tornavano in patria. Quando poi sono uscito per dirigermi verso casa, ho ricevuto la telefonata di Manuel che mi chiedeva di raggiungerlo. Sono quindi andato ad una festa in zona Town Hall, a casa di un suo collega di lavoro (e di altre nove persone!) dove la maggioranza era thai. Dopo qualche decina di minuti abbiamo deciso che era ora di andare, vista anche l'ora tarda.

Sabato, copione simile. Un amico festeggiava il compleanno allo Zachary's Bar a Kings Cross (vedi foto) e cosi' la prima parte della serata l'ho trascorsa la'. Poi, assieme ad altri due ragazzi italiani, abbiamo tentato per l'ennesima volta di entrare al Dragonfly, un club molto 'esclusivo' sempre a Kings Cross. Ebbene, stavolta ce l'abbiamo fatta. Purtroppo pero' l'aspettativa non e' stata ripagata: troppa gente, ambiente piccolo e fumoso e molto caro. In compenso ci siamo letteralmente rifatti gli occhi con le decine di 'modelle' che ci passavano vicino…

Domenica invece l'ho dedicata al recupero fisico, ormai ho una certa eta', e al rilassamento. Sveglia tardi, qualche veloce faccenda domestica e poi cinema in centro. Ho visto Half Nelson, un film d'autore che mi aveva allettato dalla locandina ma che pero' poi non mi ha entusiasmato più di tanto.

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Cambio della guardia

Postato martedì 17 aprile 2007 alle 16:04 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

La settimana scorsa e' finalmente tornata a Sydney la nostra amica Erika, dopo un soggiorno di tre mesi nella piu' artistica ma troppo quieta Melbourne, secondo il suo pensiero. Come avevo anticipato, restera' da noi fino a meta' Giugno, data in cui fara' ritorno all'italica patria. In questi giorni di convivenza a quattro mi sono trasferito nella stanza di Manuel, con nefaste conseguenze sull'integrita' del mio sonno. Neanche la soluzione tappo-man promossa col patrocinio del Ricky ha avuto i frutti sperati. Fortunatamente la mia personale via crucis e' ormai agli sgoccioli, in quanto ci sara' una riorganizzazione delle camere alla partenza del Ricky. Partenza purtroppo ormai imminente: in questo momento, tra meno di 48 ore, Riccardo avra' lasciato il suolo australiano. Mi metto nei suoi panni per sapere cosa si prova a tornare, ma subito ritorno nei miei per godermi i mesi che restano!

Sabato sera abbiamo avuto un piccolo party d'addio all'australianato tra pochi intimi a Darling Harbour, trascorso principalmente a rimbalzare da un locale all'altro senza riuscire a entrare dove volevamo. Forse ci sara' modo di fare qualcosa di piu' divertente domani sera al Side Bar, nell'ultimissima notte a Sydney di Enrico (Riccardo).

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Partenze

Postato giovedì 5 aprile 2007 alle 16:49 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Molto spesso la differenza in un viaggio non la fanno i posti visitati e gli alberghi frequentati, bensì le persone con cui si divide il proprio tempo. Qui a Sydney ho conosciuto più gente in sei mesi che in Italia negli ultimi dieci anni credo. E tutti loro, chi più chi meno, hanno lasciato un segno nel libro immaginario che racconta questa mia avventura.

Sabato scorso siamo stati alla festa di addio di un ragazzo di Sondrio, Saul, che abbiamo conosciuto a Novembre e con il quale, specialmente io, abbiamo passato molte serate in giro. Dopo un anno in Australia, per lui e’ arrivato il momento di tornare in patria, non prima di aver trascorso venti rigeneranti giorni in Thailandia. Purtroppo la volatilità dei legami e’ uno dei lati negativi che sto notando: gente che va, gente che viene ma un po’ di difficoltà a stabilire rapporti duraturi.

La festa, come prevedibile, e’ stata un successone, tant’è che vi abbiamo passato tutta la serata. Il luogo dell’evento era la casa dove ha vissuto Saul, una grande abitazione da otto stanze, e la gente proveniva un po’ da tutto il mondo: la nazione più rappresentata era l’Italia (siamo o no Campioni del Mondo?!), seguita dalla Francia (eh si’, secondi un’altra volta…) e vari altri paesi. La chicca e’ stata la Nuova Caledonia (isoletta del Pacifico). Inutile dire com’era ridotta la casa, specialmente la cucina, alla fine delle ostilità…

Vorrei cogliere quindi l’occasione per salutare e ringraziare Saul per il tempo trascorso insieme e augurargli in bocca al lupo per tutto, con la promessa di beccarci in futuro in Italia. Inoltre vorrei salutare anche le seguenti persone, conosciute tutte a Sydney e gia’ ripartite per i vari luoghi d’origine: Paola da Napoli, Giacomo da Livorno, Laura da Monza, Hitomi e Rieko dal Giappone, Mark e Ivonne dalla Germania, David dalla Corea, Caio dal Brasile e tutti gli altri che al momento mi sfuggono!

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Sei mesi

Postato lunedì 2 aprile 2007 alle 16:40 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Ebbene si, oggi sono esattamente sei mesi che siamo arrivati a Sydney. E secondo il progetto iniziale dovremmo ormai essere sulla via del ritorno. Tante cose pero' sono cambiate nel frattempo e, come sapete, ho deciso di restare qualche altro mese.

Il bilancio e' personalmente molto positivo, sono partito per fare un'esperienza di vita all'estero, sopravvivere lontano da casa e imparare a cavarmela (quasi) da solo. Migliorando l'inglese magari. Beh, con il prezioso aiuto dei miei soci Manuel e Riccardo, obiettivi centrati in pieno. Ho avuto poi la fortuna di poter lavorare nel mio settore, ampliando le mie competenze e il mio curriculum. Ho conosciuto una marea di gente nuova, da tutto il mondo, che mi ha arricchito enormemente e sto vivendo esperienze irripetibili e indescrivibili. L'unica cosa che mi posso augurare ora e' che i prossimi mesi siano come i primi sei.

Certo c'e' un rovescio della medaglia. Come dice il proverbio, chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che perde ma non sa quel che trova. In Italia ho la famiglia, gli amici e la routine, che a volte puo' essere anche una cosa buona. Ma sono sicuro che, specialmente i primi due, sapranno tener duro ancora un po'…

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