Facebook

Postato mercoledì 20 febbraio 2008 alle 16:26 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Da qualche anno a questa parte una serie di nuovi siti Internet si e’ imposta all’attenzione degli utilizzatori della rete, tutti classificabili sotto un unico ombrello che risponde al nome di Web 2.0. Questa definizione ha due connotazioni principali: tecnica, i siti in questione sono infatti tecnologicamente piu’ complessi da creare e assomigliano a delle applicazioni vere e proprie piuttosto che a semplici pagine web, e semantica, servono infatti nella maggioranza dei casi a creare e mantenere delle reti sociali online. I “prodotti” di questo nuovo corso possono essere divisi in quattro categorie: blogs (es. Wordpress), wiki (es. Wikipedia), syndication (es. formato RSS) e communities. Facebook e’ probabilmente il principe di quest’ultimo gruppo e di tutto il Web 2.0.

Facebook, che in italiano significa “libro di facce” (avete presente i famosi almanacchi degli studenti che si vedono nei film americani?), nasce nel 2004 dalla mente dello studente universitario Mark Zuckerberg che realizza un sito per mettere in contatto gli studenti di Harvard. Il sito diventa popolare e si estende velocemente alle altre universita’, americane prima, e del mondo poi. Il successo continua cosi’ velocemente che in pochi mesi le registrazioni vengono aperte a tutti i maggiori di 13 anni, con il risultato che a fine 2007 gli utenti attivi erano circa 60 milioni da ogni parte del globo!

Lo scopo principale e originario del sito e’, come detto, creare e mantenere online i contatti con i propri amici e conoscenti, tramite delle reti di appartenenza geografica, scolastica e lavorativa. Ma c’e’ ovviamente molto di piu’: grazie alla possibilita’ di aggiungere a piacere delle estensioni al modulo base di Facebook, gli utenti possono intrattenersi con una moltitudine di applicazioni, tra cui giochi, quiz, foto, video e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, molte delle quali finalizzate a conoscere nuova gente e allargare il proprio giro virtuale.

A questo punto voi direte “Bello, ma sembra piu’ un post da DIGITALife e poi cosa centra con l’Australia?” E’ presto detto: qui chiunque, tra i giovani, e’ su Facebook! Andate in strada e chiedete a dieci persone a caso tra i 18 e i 35 circa e le probabilita’ che rispondano positivamente saranno altissime! E uguale popolarita’ si riscontra negli altri paesi di lingua inglese ovviamente. Per cio’ che riguarda l’Italia, invece, non credo sia ancora cosi’ diffuso, causa lingua soprattutto, se non tra chi ha contatti universitari o all’estero. Ma secondo me e’ solo questione di tempo. Ovviamente anche noi ci siamo adeguati e siamo presenti con il nostro profilo! See ya on Facebook!

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Japanese party

Postato sabato 16 febbraio 2008 alle 15:22 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Nasce un nuovo amore…

Domenica scorsa, in serata, eravamo invitati ad una festa giapponese in un appartamento a Ultimo, nei pressi di Darling Harbour. I nostri contatti erano alcune ragazze che abbiamo conosciuto qualche tempo fa e Gianluca e’ venuto con noi. Come e’ lecito aspettarsi, la maggioranza delle persone erano nipponici ma non mancava qualche altro asiatico e qualche europeo. Grazie alla nostra presenza, il secondo gruppo piu’ popoloso erano gli italiani e l’altezza media degli invitati ne ha guadagnato di conseguenza.

L’appartamento era molto grande e ben tenuto e si notava subito dalla pulizia e dall’ordine che gli inquilini erano solo ragazze. Ovviamente cibi e bevande abbondavano, con pentole e fornelli a pieno regime per tutto il tempo. Sfortunamente, grazie alla soffiata di Manuel che sosteneva ci fossero solo drinks, mi sono riempito come un bue a casa e non ho potuto cosi’ approffitare del generoso e variegato buffet culinario, limitandomi a qualche carota in pinzimonio in stile casa di riposo.

Nel complesso la festa non e’ mai decollata completamente, forse per il fatto che fosse domenica sera, forse per la tipica compostezza asiatica e le uniche perle della serata sono venute dagli intrecci sentimental-amorosi in corso d’opera che mi sono goduto appieno da spettatore, non avendo interessi diretti in ballo. Ora, vista la castita’ propria di questo blog, non posso scendere nei dettagli, soprattutto perche’ non mi riguardano, ma qualche aneddoto lo posso comunque svelare…

Appena siamo arrivati siamo stati accolti da un personaggio particolare, che rispondeva al nome di Binko (subito ribattezzato Minkio), che sprizzava femminilita’ e promiscuita’ da tutti i pori. Il fatto e’ che e’ un maschio (esteriormente almeno)… Detto questo, dopo avermi dato del vecchio a bruciapelo, ha iniziato a convogliare esplicitamente le sue attenzioni sul buon Gianluca, che ha pero’ retto alla pressione e reagito da signore. Le avance e i siparietti, documentati da foto memorabili in vendita separatamente, sono continuati fino a quando non ce ne siamo andati, lasciandocelo dietro (in tutta sicurezza comunque) un po’ sconsolato.

Durante tutto questo tempo, tuttavia, abbiamo avuto poche notizie di Manuel, che e’ stato avvistato l’ultima volta a inizio serata a colloquio ravvicinato con una delle padrone di casa. Come abbia trascorso le ore successive e’ tuttora un mistero e ogni notizia a riguardo e’ percio’ benvenuta.

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Incontri VIP

Postato martedì 29 gennaio 2008 alle 16:48 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Sabato scorso, 26 gennaio, si festeggiava l’Australia Day e in tutte le citta’ australiane si sono svolte manifestazioni e celebrazioni di vari tipi. Io, come spesso accade, ho puntato piu’ che altro sulla serata, piuttosto che su mattina e pomeriggio, per dare il mio contributo ai festeggiamenti.

Con Yukas, dopo una bisteccona con patatine allo Shark Bar, siamo andati a Darling Harbour, cuore degli eventi commemorativi, qui a Sydney, dell’arrivo in Australia dei primi coloni. Insieme a migliaia di persone, Australiani e non, abbiamo infatti assistito allo spettacolo di mezz’ora con tanto di vascelli d’epoca, inno nazionale e fuochi d’artificio, che azzarderei dire essere stati migliori di quelli di Capodanno.

A fine serata pero’ la vera perla: dopo qualche giro nei locali della zona, ci siamo incontrati con Manuel che usciva dal lavoro e mentre stavamo camminando sul lungo mare, ad un certo punto passiamo a fianco di una coppia formata da una bella biondina e un ragazzo piccoletto dall’aria familiare e la scena e’ stata la seguente:

Lucio: “Ma quello non sembra Marco Melandri?”
Manuel: “Non ’sembra’, e’ proprio lui!” (A voce alta) “Marco!”
Marco Melandri: (Girandosi verso di noi) “Si?”

Era proprio lui! Ci siamo quindi intrattenuti a fare quattro chiacchiere con il campione di motociclismo, da quest’anno alla Ducati, che si trova in Australia da qualche giorno per i test a Phillip Island. Marco ci ha chiesto cosa ci facciamo a Sydney e da quanto viviamo qua mentre noi gli abbiamo ovviamente domandato come va la nuova moto, sentendoci rispondere “bene, ma c’e’ ancora da lavorare”… Ci siamo poi congedati dopo qualche minuto con il classico “in bocca al lupo”.

Ancora increduli per l’improbabile incontro, mentre cercavamo di raggiungere telefonicamente i nostri amici appassionati di motori, abbiamo inoltre scoperto che un altro nostro amico aveva incontrato poco prima in un’altra zona della citta’ Daniele Massaro, ex-calciatore del Milan e della Nazionale! L’Italia e l’Australia sono sempre piu’ vicine…

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Pizza a Leichhardt

Postato giovedì 17 gennaio 2008 alle 16:28 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Sabato sera sono stato a cena a Leichhardt, il quartiere italiano di Sydney. L’occasione era la presentazione di un’iniziativa culturale/sociale che punta a riunire gli Italiani di recente immigrazione in Australia. Il mio contatto nel gruppo di persone era Christian Antonini, un ragazzo che avevo conosciuto tempo fa su Internet (tanto per cambiare) anche se ho poi scoperto sul posto di conoscerne da prima anche un altro paio.

Il gruppo di persone, che doveva essere inizialmente di una decina, si e’ invece velocemente allargato (presumo grazie al passaparola ad amici e conoscenti) finendo poi per raddoppiare. Le persone, provenienti dai vari angoli della nostra Penisola, erano tutte molto interessanti e simpatiche e ovviamente ognuno aveva una storia personale da raccontare: chi si e’ trasferito per amore (la maggior parte), chi per studio o lavoro, chi per cercare una vita migliore e anche chi non ha ancora deciso se si e’ trasferito o no…

Ovviamente l’incontro si e’ tenuto in una pizzeria, Moretti, giusto per sottolineare ed enfatizzare una volta di piu’ le nostre origini e la nostra cultura Italiana, dove abbiamo anche dato un saggio della nostra proverbiale organizzazione in ben due occasioni: all’arrivo, quando ci siamo fatti mettere in un tavolo piu’ grande per starci tutti creando un po’ di scompiglio e alla fine, quando non riuscivamo ad uscirne con i conti e i pagamenti. Per dovere di cronaca, non era proprio tutta colpa nostra comunque: si e’ scoperto infatti che ci volevano far pagare anche il conto di un altro tavolo da oltre 200$!

L’iniziativa di cui si discuteva, chiamata (provvisoriamente?) La Piazza, si pone come obiettivo di raggruppare gli Italiani che vivono a Sydney da qualche anno, tramite incontri, iniziative culturali e riunioni per socializzare e tenere viva la cultura comune, cosi’ lontana dall’Australia. La serata e’ stata dunque molto piacevole e interessante, soprattutto grazie alle tante persone nuove che ho incontrato e conosciuto meglio, con cui si e’ discusso e condiviso idee, pensieri e opinioni in tranquillita’, di fronte ad una buona Margherita.

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NYE 2008

Postato martedì 8 gennaio 2008 alle 15:34 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

La prima alba del 2008

Fino alla mattina del 31 non ero ancora sicuro di cosa avrei fatto la sera per festeggiare il nuovo anno. C’erano un paio di opzioni sul piatto, fuochi d’artificio e spiaggia a seguire oppure festa a casa di amici di amici. Alla fine la soluzione all’aria aperta, vista anche la piacevole temperatura, ha prevalso.

Nel pomeriggio ho quindi organizzato con alcuni amici il ritrovo a Circular Quay, in zona Opera House, per cercare poi di appostarci da qualche parte sui prati verdi dei Botanic Gardens, da cui si gode di una spettacolare visuale sulla baia e sull’Harbour Bridge, vera e propria piattaforma di lancio dei fuochi d’artificio. Grazie alla sua popolarita’, la zona era molto affollata e gli organizzatori hanno quindi chiuso i cancelli lasciando fuori molta gente, tra cui parte del nostro gruppo. Alla fine solo io e Andrea ce l’abbiamo fatta a intrufolarci.

Trovato un posto decente, da li’ in avanti e’ stata la classica lunga attesa per la mezzanotte (anche se un primo “antipasto” di fuochi c’e’ stato alle nove) tra famiglie e bambini urlanti e festanti. Dopo molti capricci, hot dog, giretti e pisolini, l’ora fatidica e’ arrivata e devo dire che ne e’ valsa la pena: un buon venti minuti di spettacolo pirotecnico in piu’ punti della baia, con le luci che si riflettevano sullo specchio d’acqua e’ stato veramente suggestivo.

Una volta arrivati finalmente nel 2008, la mia strada e quella di Andrea si sono divise e io ho fatto quindi rotta verso la Casa del Popolo per ricongiungermi con Manuel e gli altri in direzione Bronte beach. A quel punto un errore strategico e’ stato commesso: affidarsi ai mezzi pubblici (seppur molto efficienti a Sydney) a Capodanno, con il mondo in strada. Per farvela breve, la mezz’ora in autobus che solitamente separa il centro da Bronte si e’ trasformata in un incubo di due ore, con scarpinata inclusa. Il piano iniziale era di aspettare l’alba in spiaggia ma con le vicende di cui sopra non c’era piu’ tanto da aspettare, la notte era quasi finita.

Il nostro gruppetto di persone (una ventina, con gli Italiani ancora una volta a svettare) ha scelto come base un piccola grotta sulla sabbia con l’obiettivo di essere al riparo in caso di improvvise intemperie o semplicemente dal sole killer australiano. Poi, tra drinks, musica, chiacchiere e scherzi il primo sole del nuovo anno e’ finalmente sorto dal mare e noi siamo andati meritatamente a dormire.

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