Due matrimoni e una vacanza

Postato mercoledì 17 marzo 2010 alle 11:48 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Ormai e’ passato più di qualche mese dal mio ultimo viaggio, che mi ha portato in Italia con doppia tappa thailandese lo scorso agosto-settembre. Tempo di organizzare la prossima vacanza, quindi, e quale occasione migliore di due matrimoni di amici che si sposano in Asia fra un paio di mesi, e che mi hanno gentilmente invitato?

Il primo matrimonio a cui presenzierò e’ quello di Prem, un amico thailandese di origine indiana conosciuto a Sydney, che si sposa a Bangkok il 22 maggio. Il secondo, invece, si terra’ a Seoul sette giorni dopo, con protagonisti Andrea e Oksun, amico ed ex collega veronese lui e ragazza coreana lei.

Le indiscrezioni della vigilia mi danno come probabile unico occidentale presente al matrimonio indiano in Thailandia mentre in quello italo-coreano di Seoul dovrei far parte, assieme ai pochi parenti e amici di Andrea che affronteranno la trasferta, della minoranza italiana a supporto e rappresentanza dello sposo.

La mia vacanziella, come avrete capito, sarà quindi formata da una settimana in Thai, una in Corea del Sud e poi, visto che ero in ballo, ho deciso di piazzare anche otto giorni nel vicino Giappone, prima di tornare a Sydney giusto in tempo per il ponte del compleanno della Regina e, soprattutto, per l’inizio dei Mondiali in Sudafrica, l’11 giugno.

Tre settimane oneste che al lavoro mi hanno gentilmente concesso, nonostante i quasi due mesi di cui sopra e altre due settimane sotto Natale. Di più non potevo proprio avere e, a questo proposito, mi spiace dover saltare un terzo matrimonio, quello di Michele e Caterina, in programma a fine maggio a Verona, ma far coincidere il tutto in cosi poco tempo sarebbe stato impossibile.

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Quarto Natale a Sydney

Postato venerdì 15 gennaio 2010 alle 13:40 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Quest’anno le vacanze natalizie sono state decisamente all’insegna del cazzeggio – scusate il francesismo (o forse dovrei dire inglesismo?). Qualche settimana fa c’era un mezzo progetto con Loris e il Tire di andare su a nord per qualche giorno ma poi, per una cosa o per l’altra, non si e’ fatto nulla. E il “dolce far niente”, complice anche un tempo soporifero, ha prevalso.

L’ufficio era chiuso dal 25 dicembre al 10 gennaio, oltre due settimane, più o meno obbligate, di ferie. Avendo comunque accesso 24/7 all’edificio, mi ero ripromesso di fare qualche apparizione, magari pomeridiana, per portare a termine qualche lavoretto in sospeso prima del rientro ufficiale. Ma invece ho fatto quello che dovevo fare da casa in un paio d’ore. W la pigrizia.

Il giorno di Natale l’abbiamo passato a casa in compagnia del barbecue e di pochi amici che abbiamo nutrito, dissetato e servito generosamente. Dopo tre anni a casa di Andrea e Oksun, non ci sembrava il caso di posticipare ancora l’occasione per ripagarli e cosi’ abbiamo colto la palla al balzo, organizzando una tavolata sul balcone con vista su Burwood. Highlights della giornata i 5 (cinque) sacchi di ghiaccio acquistati – con relative (improbabili) teorie di Manuel su come meglio tenere le bibite in fresca conservando il ghiaccio – e la partitona finale a Uno con i vari partecipanti che giocavano ognuno con regole diverse.

L’altro grande tradizionale appuntamento e’ stato ovviamente Capodanno. Dopo averci pensato per settimane ed essere stati incerti fino all’ultimo, abbiamo optato in extremis per un costoso biglietto d’entrata al Cruise Bar a Circular Quay, di fronte all’Opera House, uno dei posti più cool di Sydney. Peccato che la location sia stata alla fine l’unica nota positiva della serata: musica anonima, gente discutibile e disorganizzazione del locale hanno relegato questo Capodanno all’ultimo posto dei quattro trascorsi a Sydney. Poco male, l’anno prossimo può solo andare meglio…

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Chi viene e chi va

Postato martedì 14 luglio 2009 alle 14:26 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

E’ la solita vecchia storia che si ripete. Una delle cose più belle di Sydney, l’ho sempre detto, e’ il costante ricambio di persone, facce sempre nuove e mille incontri possibili, sempre. Da un altro punto di vista pero’ e’ anche una cosa negativa, specialmente quando capita di dover salutare degli amici che ritornano in patria o partono per altre mete. Domenica e’ stata la volta di Paolo ed Enrico.

Per salutare i ragazzi a dovere, pizzata tutti insieme venerdì sera allo Spigolo, dove Enrico aveva lavorato come cameriere, per poi proseguire il farewell party all’Ivy, luogo di raduno ormai fisso per questo tipo di occasioni. Serata bella e intensa, come hanno giustamente meritato due grandi personaggi come loro, con cui abbiamo pensato dei bei momenti in questi mesi. Ci sarà tempo e spazio per riprendere da dove abbiamo lasciato al mio arrivo a Verona e, chissà, magari ancora a Sydney in futuro.

Per due amici che partono, altri due sono invece sulla via del ritorno, pareggiando quindi il conto: Alberto aka Tire e Andrea aka Pizzamaker. Il primo, dopo qualche mese disperso tra le campagne del NSW e i caffe’ di Melbourne, tornera’ infatti in sede a fine mese pronto a raddoppiare la sua esperienza in terra australiana. Il secondo, invece, dopo aver lasciato la terra dei canguri l’anno scorso per tentare una carriera in Italia, ha deciso di tornare sui suoi passi e di dare un’altra chance a se stesso qui sulle rive del Sydney Harbour.

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Primo Italiano

Postato lunedì 25 maggio 2009 alle 14:11 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Ieri si e’ svolta la quinta edizione del Primo Italiano festival, evento che celebra cultura, cucina, musica e tutto ciò che e’ italiano, in Australia. La “sagra” si e’ tenuta a East Sydney, quartiere centrale le cui Stanley, Riley e Yurong Street ospitarono negli anni Sessanta i primi immigrati italiani in questo angolo di mondo.

Complice anche la bella giornata con temperature molto invitanti e i vari spettacoli di intrattenimento – tra cui anche un matrimonio all’italiana, vero o finto non si sa – la gente si e’ riversata in massa nelle stradine sopracitate, ormai quasi del tutto spopolate degli immigrati originali, trasferitisi altrove o passati a miglior vita.

Assieme a quella che si tiene in Norton St a Leichhardt – la vera “Little Italy” di Sydney – questa manifestazione e’ la più importante per gli amanti del Belpaese e delle sue eccellenze, tra cui ovviamente il cibo. Gli stand gastronomici hanno infatti registrato il pienone ieri, con abbondanti attese prima di riuscire a mettere qualcosa sotto i denti.

Dopo la toccata e fuga dell’anno scorso, stavolta sono riuscito a restare per gran parte del pomeriggio a gironzolare per gli stand e i baretti. Con me una nutrita truppa di amici e conoscenti, principalmente italiani. Tante anche le persone che ho incontrato per caso alla festa, segno tangibile che Sydney sta diventando sempre piu’ piccola.

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Festa di compleanno

Postato lunedì 11 maggio 2009 alle 14:04 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Venerdì sera grande festa di compleanno all’Ivy, locale di tendenza su George St. A festeggiare l’evento c’era anche il fido Loris, nato un anno e soprattutto un giorno dopo il sottoscritto, e una quarantina di invitati tra amici, amici di amici, conoscenti, etc. Serata impegnativa ma riuscita alla grande.

Siamo partiti in sordina verso le 20, quando io e il buon Manu siamo stati i primi ad entrare, seguiti da Loris e coinquilini poco dopo. Pian piano poi siamo riusciti a prendere posto su dei tavolini strategici dove abbiamo praticamente trascorso tutto il tempo, intervallando ovviamente delle visite al bar per rinfrescarci con qualche bibita.

Molte le nazionalità rappresentate, di almeno quattro continenti diversi: Europa, Oceania, Sud America e Asia, in ordine decrescente di presenze. Primo posto all’Italia ovviamente, con Verona a farla da padrone. Non sono mancati neppure i gemellaggi e gli inserimenti di outsider, come e’ giusto che sia in queste occasioni.

Il terzo compleanno in Australia ha quindi superato di gran lunga gli altri due e ringrazio tutti quelli che sono venuti alla festa, perche la seratona e’ stata tale soprattutto grazie ai presenti. Un grazie e un saluto anche a quelli che avrebbero voluto esserci ma non ce l’hanno fatta. Ci vediamo fra 365 giorni circa.

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