L’affare del secolo

Postato sabato 27 ottobre 2007 alle 14:19 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita domestica.

La seguente storia si ispira a fatti realmente accaduti in un passato recente in una terra lontana. I nomi dei protagonisti sono stati volutamente alterati per tutela della loro privacy e per evitare eventuali ripercussioni nelle loro vite o persecuzioni giudiziarie.

Gli immigrati di origine europea Lohit e Mohit, dopo essersi trasferiti da circa un mese nel nuovo appartamento di Legnobruciato, una tranquilla cittadina dello stato di Ozlandia, un bel weekend decidono di rendere il loro soggiorno piu' confortevole e abitabile. Caso vuole che un vicino di casa si stia trasferendo proprio in quei giorni e abbia a disposione un divano, tre posti piu' due poltrone, e, cosa ancora piu' sorprendente, che lo ceda gratis a patto di arrangiarsi per il trasporto.

I due scaltri e intraprendenti giovanotti fiutano subito l'affare: con soli 50 dollari di trasporto e un po' di olio di gomito possono infatti prendere possesso di un divano (semi) nuovo e dare una nuova vita allo scarno soggiorno. Quindi, dopo aver verificato le condizioni del mobilio, per la verita' non proprio nei suoi giorni migliori, la trattativa si conclude con una fumata bianca e tutti sembrano averne guadagnato.

Eccitati per l'acquisto e desiderosi di pianificare al meglio la disposizione dei pezzi, i nostri eroi concordano col vicino la consegna del divano per il pomeriggio. Purtroppo, pero', alcuni inconvenienti nel trasloco fanno slittare la disponibilita' del furgone e le ore trascorrono senza neanche l'ombra di un cuscino. I ragazzi sono addirittura costretti ad annullare gli importanti impegni presi per la serata per essere disponibili e pronti a casa.

In serata, finalmente, ecco il sospirato divano varcare la soglia del garage (in prestito) per il giubilo di Lohit e Mohit. Consegnati i soldi e una bottiglia di vino Suave come ringraziamento speciale al generoso vicino, i baldi giovani corrono a prendere pieno possesso del loro acquisto. E qui succede il fattaccio: una piu' profonda analisi dell'oggetto ne evidenzia infatti lo stato irrecuperabile, soprattutto a causa di una florida colonia di insetti, pulci, pidocchi e zecche varie che prospera nelle varie cavita' e parti in legno.

Cosi', dopo un consulto interno, i due decidono che non vale la pena rischiare un'infestazione senza precedenti di tutto l'appartamento e lasciano quindi il mobilio in garage riservandosi per dopo cena la decisione di come disfarsene. Nonostante tutti i buoni propositi, il ricordo costante degli insegnamenti di Enrico (un terzo immigrato ecologista e samaritano che ha lasciato anzitempo Ozlandia) e la coscienza che chiede spiegazioni, le circostanze poco favorevoli, ossia ora tarda della notte, garage in prestito e assenza di un mezzo di trasporto, non lasciano scelta ai nostri amici: l'unica soluzione e' buttare il divano in strada poco lontano da casa (dato il peso) e fare finta di niente. Detto, fatto. Il misfatto e' compiuto.

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Arrivederci Kuala Lumpur!

Postato martedì 3 ottobre 2006 alle 15:10 da Ricky.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

L'ultima sera a KL

Dopo una giornata intensa come quella di venerdì il risveglio del giorno dopo non è stato così tempestivo. Verso l'una del pomeriggio, dopo la colazione, tutti e tre abbiamo avvertito una leggera indisposizione di stomaco che ci ha costretti a correre ai ripari con qualche farmaco.

Apparentemente ristabiliti, insieme a Nina e Massimo ci siamo incamminati alla ricerca di taxi disposti ad accompagnarci a visitare la meta di questa giormata: un parco immerso in una foresta pluviale con all'interno delle caratteristiche cascate. Purtroppo la contrattazione con i tassisti non ha avuto buon esito dato che la sera per motivi religiosi avrebbero finito il turno piuttosto presto e questo, visti anche i nostri problemini fisici, ci ha convinto a  ripiegare sulla piscina del residence dei nostri amici.

Dopo vari schizzi e schiamazzi da bravi italiani, ci siamo preparati per andare a cenare in uno dei locali più cool di KL. Il Luna Bar e' situato su una splendida terrazza all'aperto all'ultimo piano di un lussuoso hotel. Piscina al centro, luci soffuse, ottima musica lounge e vetrate a strapiombo creano davvero un grande effetto, offuscato solo dal mega hamburger che ci siamo divorati.

Dopo aver intensamente apprezzato l'atmosfera e la vista mozzafiato, a malincuore ce ne siamo usciti per andare in una delle discoteche più "in" della città. Già al parcheggio si potevano notare auto piuttosto lussuose e sportive ma tutto sommato il costo dell'entrata per noi occidentali era decisamente abbordabile. All'interno una normale atmosfera di festa ma la cosa che ci ha colpito era la sola presenza di ragazzi e ragazze cinesi, quest'ultime tra l'altro molto carine e provocanti… All'incirca alle 2 di notte abbiamo deciso che per quella giornata poteva bastare e, dopo aver evitato di salire su un taxi di un ubriaco, siamo tornati a casa.

Eccoci quindi a domenica, la nostra ultima giornata a KL. La giornata sembrava completamente destinata al reimpacchettare le nostre stracolme valigie ma una irrefrenabile voglia di contrattare ci ha pervaso, convincendoci a tornare a Chinatown. Questa volta, memori della passata esperienza, sapevamo gia' come districarci in quel labirinto oscuro che e' la contrattazione e quindi la spedizione è risultata breve ma piuttosto redditizia: abbiamo strappato buoni prezzi per diverse cosine: una valigia, uno zainetto, un orologio, un altro binocolo, souvenirs vari, etc.

Ancora una volta fieri dei nostri acquisti siamo tornati alla base dove abbiamo raccolto i bagagli e preso il treno verso la stazione. Qui e' arrivato il momento degli addii (speriamo arrivederci). Abbiamo ringraziamo Nina e Massimo per la loro gentilissima ospitalità e dopo innumerevoli saluti abbiamo ripreso il treno verso l'aeroporto. L'imbarco e’ avvenuto senza troppi problemi e siamo partiti pero' con un'oretta di ritardo. In questi giorni ci siamo davvero divertiti e rilassati ed e' stato davvero un piacere rivedere Massimo e conoscere Nina, che speriamo ci vengano a trovare presto a Sydney, la nostra prossima tappa!

Arrivederci Kuala Lumpur!

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Cena ad alta quota

Postato domenica 1 ottobre 2006 alle 17:56 da Manuel.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

KL tower

Il nostro terzo giorno a Kuala Lumpur è stato finora il più intenso: ci siamo svegliati in orari decenti e dopo un'abbondante colazione americana da Strudel's abbiamo fatto un giro a Chinatown, a circa dieci minuti di treno dal centro. Qui il panorama è molto diverso dal lussoso centro commerciale di KLCC: infatti Chinatown si sviluppa principalmente su due lunghi viali che si incrociano, pieni zeppi di bancarelle dove si può trovare di tutto a prezzi stracciati. A quel punto si è subito fatto sentire il nostro spirito di turisti e, presi da raptus di follia, ci siamo lanciati in acquisti sfrenati. Dopo due ore di gira e rigira e contrattazioni varie, il bottino risultava il seguente: due cinture made in Italy (10€), una T-Shirt (5€), uno Swatch (2€) e, udite udite, persino un binocolo (10€).

Soddisfatti e non rimborsabili, ci siamo quindi diretti a un centro commerciale nelle vicinanze, il Low Yat Plaza, paradiso dell'elettronica. Anche qui la febbre dell'acquisto non si è fatta attendere e siamo usciti con materiale informatico made in China, che tuttora risulta non funzionante, soprattutto per le nostre scarse capacità informatiche. Quindi una sosta veloce ad un internet point del centro e poi a casa per prepararci per la serata nella night-life di KL.

Dopo un breve tragitto in treno e una faticosa scarpinata in salita, stile molina, verso la KL Tower, siamo finalmente arrivati al tanto declamato ristorante rotante a 280 m di altezza! La vista da lassù era fantastica, grazie anche agli effetti di luce della città. La cena a buffet ci ha lasciati piacevolmente soddisfatti, soprattutto per la qualità dei cibi. Con la pancia piena poi, si è deciso per una serata in discoteca tra la popolazione locale dove abbiamo sfoderato le nostre doti di perfetti latin lovers italiani in vacanza. Ma presto la stanchezza si è fatta sentire, e siamo così tornati a casa in taxi.

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