Salsa

Postato mercoledì 10 febbraio 2010 alle 14:21 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Fin dal ritorno dalla mitica vacanza a Cuba, ormai quasi cinque anni fa, ho sempre voluto provare a cimentarmi in qualche passo di balli latino-americani. Dopo molti rinvii, ripensamenti e occasioni perse, ieri sera ho finalmente affrontato di petto la prima lezione di un corso di salsa.

Sono sempre stato uno sportivo abbastanza attivo tra vari sport ma il ballo non e’ mai stato il mio forte, anzi diciamo che non mi e’ mai venuto naturale (per non infierire troppo su me stesso). Da qui le mie incertezze e dubbi sul provare qualche passo o addirittura fare un corso apposito.

Poi pero’ vista l’insistenza di alcune amiche sudamericane che hanno visto del potenziale in me (frase chiaramente auto ironica) e la disponibilità di un amico a venire con me (per farci forza a vicenda), ho deciso di iscrivermi a questo corso di due mesi, un’ora alla settimana e vedere cosa ne esce.

Ebbene, le sensazioni sono state piuttosto positive, tutto sommato. Un’ora abbastanza intensa, visto anche il caldo, ma piacevole grazie ai simpatici e friendly istruttori e alla classe non troppo grande, una decina di persone. Inoltre, sabato 20 febbraio c’è già in programma una festa della scuola con tutti gli iscritti, di tutti i livelli, presenti…

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Tiesto

Postato venerdì 5 febbraio 2010 alle 14:43 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Non ero mai stato ad un concerto di musica elettronica prima d’ora, e comunque a (molto) pochi altri in generale. Non potevo pero’ perdere questa occasione e, a conti fatti, non potevo sperare in un debutto migliore: il tour mondiale di Tiesto faceva tappa a Sydney!

Da molti considerato il DJ numero uno al mondo e venerato come un semidio dai suoi fedelissimi fan, Tiesto ha raggiunto la notorietà nell’ultima decade dopo aver fatto “gavetta” nei club più importanti d’Olanda prima, suo paese d’origine, e tutta Europa poi.

La consacrazione e’ avvenuta simbolicamente nel 2004 quando e’ stato invitato a suonare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Atene, primo DJ della storia ad avere tale onore e responsabilità e primo DJ a suonare da solo in uno stadio tutto esaurito.

Il suo marchio di fabbrica, oltre ovviamente alle melodie in stile techno/trance che fanno ballare le folle, sono i solitari, lunghissimi e super carichi DJ set, ovvero sessioni di parecchie ore in cui Tiesto suona da solo, ininterrottamente e senza il supporto di altri artisti.

Tutta questa energia l’ha sprigionata ancora una volta sabato scorso nella seconda delle due tappe di Sydney del Kaleidoscope World Tour in un concerto di quattro ore davanti a diecimila persone radunatesi all’Hordern Pavilion in zona Fox Studios.

Quattro ore di musica, effetti visivi e coreografie talmente super che con gli altri amici presenti abbiamo persino valutato di andare a Melbourne questo weekend o addirittura a Bangkok tra due settimane per rivederlo e godere ancora del suono unico di Tiesto!

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Come sarà il 2010?

Postato martedì 2 febbraio 2010 alle 13:46 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Come sarà il 2010?

Ecco il primo sondaggio del 2010, inevitabilmente legato alle aspettative verso il nuovo anno cominciato da un mesetto. Come sarà il 2010? Migliore o peggiore dell’anno scorso? Votate nel solito box sulla destra.

Il sondaggio di fine 2009, invece, conclusosi ieri dopo due mesi, vi chiedeva di definire il vostro Natale ideale. La tradizione ha avuto la meglio, visto che il 55% dei 62 voti totali e’ andato a “con la famiglia” mentre al secondo posto si piazzano coloro i quali sognano un Natale esotico “al caldo” (20%). Sostanziale equilibrio per le restanti opzioni.

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Digitale o analogico?

Postato lunedì 25 gennaio 2010 alle 10:44 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Considerazioni.

Digitale e analogico: metafora per la vita

Il titolo di questo post e’ una citazione di Mirko, un amico sbarcato recentemente in Australia dopo un paio di mesi in giro per la Cina, dove tra le altre cose ha avuto modo di fare la conoscenza di una delle culture asiatiche più antiche, affascinanti e controverse. Cosa centra quindi il titolo con la Cina, ma più in generale con l’Oriente?

Chi ha fatto degli studi vagamente tecnici (ma non dovrebbe essere un concetto estraneo neanche a tutti gli altri), probabilmente saprà qual e’ la differenza tra digitale e analogico. Nel primo caso, l’informazione si rappresenta con un numero finito e circoscritto di elementi mentre nel secondo gli elementi sono potenzialmente infiniti.

Concetto astratto ma esemplificabile nel modo seguente. Prendete il volume di uno stereo: alcuni apparecchi hanno la classica manopola (analogico) mentre altri le “tacche” o “freccette” (digitale). In entrambi i casi abbiamo un range da 0 (muto) a 100 (massimo), ma con la manopola possiamo (virtualmente) avere infiniti valori di volume mentre con le tacche “solamente” cento. Insomma, in un sistema digitale tra un valore e quello seguente non c’è niente mentre in uno analogico ci sono infinite variazioni.

La stessa differenza che c’è tra le culture occidentali e quelle asiatiche, analogiche le prime e digitali le seconde. Noi siamo più emotivi, passionali, impulsivi e mostriamo le nostre (molteplici) emozioni più facilmente mentre loro tendono a essere più riservati, composti e meno trasparenti, almeno ai nostri occhi. Un insieme di sfumature diverse contro qualcosa di più definito e inquadrato.

Chi ha avuto a che fare con degli asiatici, come capita spesso a me qui a Sydney vista l’abbondanza, sa bene di cosa sto parlando e forse sarà d’accordo con la similitudine che ho spiegato sopra. Con questo non voglio dire che una delle due concezioni sia migliore dell’altra, ma semplicemente che sono diverse (opposte) tra loro.

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AUS vs ITA ep. 11 – Lavoro

Postato mercoledì 20 gennaio 2010 alle 15:02 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

La serie di confronti tra Australia e Italia continua dopo quasi un anno di pausa con un argomento molto importante quando si parla di qualità della vita di una città o di una nazione: il lavoro. Le ore settimanali, i giorni di vacanza, lo stress, la pressione, i salari, sono tutti fattori che concorrono a determinare quanto un impiego sia desiderabile o meno. Vediamo nel dettaglio com’è la situazione da queste parti.

  • Stipendi. Molto semplicemente, in Australia gli stipendi sono alti. Non ai livelli di Gran Bretagna e Stati Uniti ma nettamente sopra l’Italia, mediamente si guadagna due o tre volte tanto, a parità di professione ed esperienza. Inoltre, anche i lavori meno qualificati pagano bene e presidenti e direttori non sono fuori controllo come in altri stati.
  • Meritocrazia. Sarebbe ipocrita sostenere che qui le raccomandazioni non esistono e, come in tutto il mondo, conoscere le persone giuste non fa certo male. L’impressione pero’ e’ che in Australia tutti abbiano la loro chance e i meritevoli vengono giustamente premiati con posizioni di maggior responsabilità e più soddisfacenti a livello economico.
  • Flessibilità. Con questa parola intendo sia la mobilita’, cioè la facilita’ nel lasciare un posto per un altro (senza essere precari), sia la disponibilità dei datori di lavoro ad offrire all’impiegato contratti con condizioni favorevoli. Niente a che vedere con la “cultura del posto fisso” e l’autoritarismo che conosciamo troppo bene noi italiani.
  • Ferie. Essere isolati geograficamente ha anche dei vantaggi, soprattutto nel mondo del lavoro. Viste le grandi distanze e relative ore di aereo da Asia, Europa e America, a queste latitudini e’ normalissimo chiedere lunghi periodi di ferie, aspettative e cose simili e solitamente si ottengono facilmente. Altroché la misera settimana canonica a Ferragosto…
  • Ambiente. Ovvero il posto fisico dove si lavora. Questo naturalmente dipende molto da cosa si fa ma generalmente l’atmosfera e’ molto informale e rilassata, anche nei confronti dei capi, che non hanno problemi a farsi chiamare per nome dimenticando titoli di studio e gerarchie. In Italia, si sa, sono tutti dottori a cui dare del “lei”.
  • Orari. Grazie anche alla (discutibile) cultura del pranzo veloce, qui molti uffici sono deserti già alle 17 e i weekend fanno rima solo con spiaggia e mai con straordinari. Diverso il discorso per altri lavori ovviamente, ma in generale, a causa anche dei buoni salari, spesso per mantenersi e’ sufficiente poco più di un part-time.
  • Stress. Termine pressoché sconosciuto da queste parti o, perlomeno, di significato diverso. Secondo la mia esperienza essere sotto pressione in Australia equivale alla normale mole di lavoro dello stesso lavoro in Italia. Spesso vige la regola non scritta del “se non puoi farlo oggi, fallo domani” e quindi raramente ci si trova con l’acqua alla gola.

Una menzione speciale poi la merita il posto di lavoro da dipendente pubblico, visto che molti di loro sono miei colleghi da ormai tre anni. In questo caso, si può dire che tutto il mondo e’ paese. Per carità, la gente fa quello che deve fare, ma stress e pressione sono praticamente inesistenti e la flessibilità raggiunge livelli biblici, facendone cosi’ il lavoro (quasi) perfetto.

Una volta’ di più ci tengo ad evidenziare come questo sia il risultato della mia esperienza diretta e della media delle persone che conosco o con cui ho parlato. Ci sono chiaramente delle eccezioni e la situazione può cambiare radicalmente in base al lavoro che si fa. Generalizzando, pero’, l’andazzo e’ più o meno questo: Australia batte Italia.

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