Strane abitudini alimentari

Postato mercoledì 6 dicembre 2006 alle 21:52 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Piccolo aneddoto di fine giornata: dopo la palestra mentre sono sul treno sulla via del ritorno a casa, noto seduta a pochi metri da me una tipica signora australiana di chiara origine anglosassone, dalla corporatura abbastanza tondeggiante. L’anziana donna sta leggendo un buon libro (non sono riuscito a carpire il nome) come del resto molti qui fanno durante i trasferimenti in treno e ha qualche borsa della spesa tra i piedi. E fin qui niente di strano.

Ad un certo punto estrae da uno dei sacchetti una salamella di medie dimensioni, credo dal peso di circa mezzo chilo e, dopo averla accuratamente “sbucciata”, togliendole la pellicola di plastica, le da un sostanzioso e deciso morso. Ho pensato che, colta da improvviso appetito pre-cena, non abbia resistito a ingerire qualcosa per calmare la fame. Tuttavia, nel giro di un quarto d’ora, l’affamata signorotta ha divorato a morsi tutto il salame senza battere ciglio e senza accompagnarlo con pane o qualcos’altro!

Ora capisco perché spesso leggo su MX (giornale gratuito distribuito in metropolitana) che il problema obesità sta spopolando tra gli australiani e capisco anche perché le palestre sono cosi’ costose!

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Ripresa degli allenamenti

Postato lunedì 4 dicembre 2006 alle 22:47 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Dopo circa due mesi di inattività dovuta all’indispensabile ambientamento alla nuova vita in Australia, oggi ho ripreso ad andare in palestra. Avevo pianificato di iniziare la settimana scorsa ma ho dovuto cambiare idea in corsa data la difficoltà nell’individuare la struttura giusta. L’offerta infatti e’ molto diversificata e il sistema, abbastanza diverso da come ero abituato al Gio’ Club in Italia, cambia a seconda dell’impianto che si sceglie. Per questo motivo ho dovuto dedicare un paio di serate alla ricerca della palestra che fa per me, totalizzando circa 4-5 sopralluoghi.

Inizialmente ero orientato a diventare membro di una catena abbastanza famosa, Fitness First, per poter sfruttare la possibilità di avere molti club sparsi per la citta’, tra cui uno vicino a casa e uno vicino al lavoro, e poter cosi’ scegliere di volta in volta in quale andare. I prezzi e le condizioni di abbonamento (120$ di iscrizione, 160$ mensili, rescissione da comunicare con un mese di anticipo) pero’ hanno frenato il mio entusiasmo e ho cambiato meta.

Ho quindi fatto visita ad una palestra abbastanza chic nel quartiere dove lavoro, poco frequentata e molto elegante, dove fornivano addirittura le famigerate chiavette per le macchine Technogym che memorizzano tutti i tuoi dati per un allenamento personalizzato, ma anche qui il lusso aveva il suo (caro) prezzo. Dopo qualche ricerca su Internet ho finalmente trovato qualcosa adatto alle mie esigenze e al mio budget: una palestra della catena Definition Health Club situata vicino a Central Station, sulla strada tra casa e lavoro, con attrezzi tenuti bene, prezzi umani (90$ mensile o 250$ trimestrale) e niente ressa nelle ore di punta.

Ho iniziato stasera dopo il lavoro con un programma fai-da-me visto che qui in Australia gli istruttori ci sono solo se li paghi come personal trainer (cioè tanto) oppure ti devi arrangiare, cosa non molto buona per i neofiti o per utenti che cambiano frequentemente tipo di allenamento ma indifferente per me che ho un po’ di esperienza.

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Il Natale si avvicina

Postato sabato 2 dicembre 2006 alle 22:00 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Fuochi d'artificio sull'acqua

Sabato 2 dicembre sono iniziate ufficialmente le celebrazioni per il Natale. Gli eventi più importanti si tengono nei weekend a Darling Harbour e il primo della serie e’ stato appunto stasera con un concerto, seguito dai fuochi d’artificio, per finire poi con l’accensione dell’albero di Natale.

Il programma della serata prevedeva inizialmente un’esibizione live di un famoso (?) cantante locale, Guy Sebastian, definito addirittura legendary sui volantini dell’evento, seguito dalle Young Divas, nientepopodimeno che le vincitrici dell’Australian Idol 2005 (il nostro “Amici”), che hanno interpretato un misto di canzoni natalizie, cover di altri cantanti e per ultimo il loro, per ora, unico pezzo, sulle cui note sono esplosi dei brevi ma suggestivi fuochi d’artificio. La chicca finale e’ stata l’accensione delle luci sull’albero di Natale, che a detta dello speaker e’ il più luminoso dell’emisfero australe, per la verità abbastanza anonimo e artificiale.

Gli artisti si sono esibiti su un palco allestito su una piattaforma galleggiante ormeggiata nel mezzo del Cockle Bay Wharf, con luci multicolore che creavano un bell’effetto sul tranquillo specchio d’acqua circostante, con il variopinto pubblico accampato sulle banchine a circa 30 metri di distanza che seguiva partecipe e divertito la manifestazione.

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Party aziendale natalizio

Postato giovedì 30 novembre 2006 alle 23:44 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Anche in Australia in concomitanza con l’arrivo del Natale (e dell’estate) le aziende organizzano la classica cena natalizia per i propri dipendenti. Nel mio caso, come contrattista, non sono assunto direttamente dalla compagnia per cui fisicamente lavoro ma dall’agenzia di collocamento che mi ha trovato il posto e che fa da tramite. La brutta notizia e’ che non ho diritto ai benefici che hanno i dipendenti permanenti, come appunto le cene, gli sconti, le ferie, etc. La bella notizia pero’ e’ che parte di questi mi vengono comunque assicurati e forniti dall’agenzia e pertanto ho partecipato oggi al Contractors Christmas Party al ristorante L’Aqua presso il Cockle Bay Wharf di Darling Harbour, organizzato dalla Ambit Recruitment per tutti i contrattisti che controlla.

Le differenze rispetto ad una classica cena aziendale natalizia italiana sono notevoli e si notano già dall’orario di convocazione: ore 18 puntuali si inizia, ore 22 puntuali si finisce (almeno ufficialmente…). All’arrivo sul posto un paio di signorine si occupano dell’accettazione degli invitati – che avevano preventivamente dato conferma della loro presenza per facilitare l’organizzazione dell’evento – dando ad ognuno un cartellino con spilla, recante nome, cognome e azienda da esporre in bella mostra sul petto. Essendo un party e non una cena, la dinamica prevede che ci siano i drink come fulcro, non il cibo e che si stia ovviamente in piedi gran parte del tempo.

Dopo il check-in, guidati dal proprio referente – nel mio caso una giovane e bella ragazza – si inizia il giro di presentazioni con chiunque si trovi nel raggio d’azione, il tutto ovviamente in un ambiente raffinato con camerieri che ti offrono in continuazione qualsiasi tipo di bevanda (birra, vini rossi e bianchi, spumanti, bibite, acqua, succhi, etc) e stuzzichini di ogni genere. Sono sicuro che avete tutti visto almeno una volta nella vita un film con un party di questo tipo…

La serata procede con l’estrazione di qualche premio per gli invitati (chiaramente non ho vinto nulla) e con l’esilarante esibizione di un cabarretista che con un lungo monologo intrattiene piacevolmente la platea. Non sono riuscito a cogliere il 100% delle cose che diceva ma sono comunque riuscito a fare qualche sana sganasciata, specialmente nella parte delle imitazioni di attori famosi.

La seconda parte della serata e’ un po’ più movimentata e consiste nel graduale aumento del volume e del tasso alcolico, a scapito delle chiacchiere e a favore ovviamente di un po’ di movimento in pista. E’ questo il momento più interessante del party: le persone che appena arrivato avevo visto composte e serie, si sono gradualmente trasformate nel corso della serata per dare il meglio con le luci basse. In realtà non in tanti erano veramente ubriachi ma in ogni caso alcune perle non sono mancate come in ogni festa che si rispetti. Quando i camerieri passano e avvisano che stanno girando gli ultimi drink e il dj avvisa che la prossima sarà l’ultima canzone, ci si accorge che e’ il momento di andare.

Come dice il detto “solo i piu’ forti sopravvivono”, e’ tempo per i sopravvissuti di spostarsi in uno dei numerossimi bar e club della zona, per un ultimo (forse) drink: e’ a questo punto che alzo bandiera bianca e mi defilo, sancendo di fatto la superiorita’ australe nella sopportazione alcolica.

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Borat

Postato domenica 26 novembre 2006 alle 22:08 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

La locandina del film

Stasera, dopo aver passato il pomeriggio nuvoloso a casa, siamo andati al cinema. La scelta è caduta su Borat, un divertentissimo film che ironizza su usi, costumi e tradizioni di due nazioni, Kazakhstan e Stati Uniti. La pellicola infatti parla del coast to coast in USA di un buffo giornalista kazako, con lo scopo di imparare dalla cultura americana e esportare nel suo arretrato paese. Il protagonista, il comico inglese Sacha Baron Cohen (già famoso in patria per il personaggio di Ali G, che compare nel video Music di Madonna di qualche anno fa), infarcisce a non finire il film di gag e battute, soprattutto a sfondo sessuale e di presa in giro degli stereotipi dei due paesi.

Il risultato è un’ora e mezza di risate a crepapelle come raramente ci era capitato al cinema recentemente e siamo usciti con la sensazione di aver fatto un buon investimento con i 15$ spesi per il biglietto. Non sappiamo quando uscirà in Italia questa perla di comicità e se sarà censurato oppure no, ma in ogni caso il nostro consiglio è di segnarsi il titolo e non perderlo per nessuna ragione al mondo, anche in lingua originale.

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