Cosa ti impedisce di venire in Australia?

Postato mercoledì 3 giugno 2009 alle 12:19 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Cosa ti impedisce di venire in Australia?

Il nuovo sondaggio che vi propongo oggi, terzo giorno del mese di Giugno dell’anno 2009, riguarda tutti quelli tra di voi che vorrebbero venire in Australia ma, per qualche causa di forza maggiore, non possono esaudire il loro desiderio. Se invece non c’è niente che vi trattiene o se siete già down under, c’è una risposta adatta anche a voi. Esprimete le vostre preferenze nei prossimi trenta giorni scarsi, come al solito nella sezione apposita.

Il sondaggio che si e’ chiuso da poco, invece, vi chiedeva un’opinione su uno dei temi caldi del momento, che si sta rivelando essere una questione di livello mondiale: l’influenza suina. Ebbene, il 50% esatto dei 38 voti totali dichiara di non sentirsi minacciato dalla possibile pandemia, di gran lunga l’opzione piu’ votata. Gli altri due posti del podio sono occupati rispettivamente da “siamo tutti a rischio” con il 16% e “e’ l’apocalisse” con l’11%. Staremo a vedere chi ha ragione, intanto vado a comprarmi uno scatolone di mascherine…

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Please & Thank You

Postato venerdì 29 maggio 2009 alle 15:39 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Alcuni dei pregi migliori degli australiani sono senza dubbio gentilezza, cordialità e disponibilità. Tre qualità che influenzano più la forma che la sostanza ma che sono decisamente benvenute e apprezzate. E non e’ difficile accorgersene, visto l’uso abbondante che viene fatto delle due paroline magiche – troppo spesso dimenticate dalle nostre parti – please e thank you, che probabilmente chiunque riesce a tradurre in “per favore” e “grazie”.

Il loro uso e’ talmente regolare e sistematico che quando succede che ci si dimentica di dirle o di sentirle dire dal proprio interlocutore, si nota subito che manca qualcosa, che la frase e’ monca o incompleta. Lo stesso capita in ufficio quando si scrivono e ricevono email, il “per cortesia” incluso nella richiesta e il “grazie” anticipato sono praticamente d’obbligo, pena una brutta figura indesiderata.

Dopo quasi tre anni di permanenza in terra australiana, i due vocaboli sono entrati stabilmente anche nel mio dizionario ma inizialmente ero un po’ perplesso sul loro utilizzo esagerato. Ad esempio, pensavo che in un ambiente lavorativo non fosse necessario per un capo essere cosi cortese con i suoi sottoposti – forse a causa di qualche memoria italiana – ma mi e’ stato spiegato che, se il “per piacere” viene omesso, la richiesta suonerebbe più come un ordine.

Mi ricordo chiaramente un aneddoto durante il mio primo viaggio di ritorno in Italia nel 2007. Mentre stavo facendo shopping al duty free di Malpensa, chiedendo ad una commessa di provare dei profumi, mettevo un “per favore” – o una delle sue varianti – alla fine di ogni domanda, provocando un’espressione stupita sul suo volto, forse non abituato a tanta cortesia. Purtroppo (o per fortuna) mi sono re-italianizzato subito dopo.

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Primo Italiano

Postato lunedì 25 maggio 2009 alle 14:11 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Ieri si e’ svolta la quinta edizione del Primo Italiano festival, evento che celebra cultura, cucina, musica e tutto ciò che e’ italiano, in Australia. La “sagra” si e’ tenuta a East Sydney, quartiere centrale le cui Stanley, Riley e Yurong Street ospitarono negli anni Sessanta i primi immigrati italiani in questo angolo di mondo.

Complice anche la bella giornata con temperature molto invitanti e i vari spettacoli di intrattenimento – tra cui anche un matrimonio all’italiana, vero o finto non si sa – la gente si e’ riversata in massa nelle stradine sopracitate, ormai quasi del tutto spopolate degli immigrati originali, trasferitisi altrove o passati a miglior vita.

Assieme a quella che si tiene in Norton St a Leichhardt – la vera “Little Italy” di Sydney – questa manifestazione e’ la più importante per gli amanti del Belpaese e delle sue eccellenze, tra cui ovviamente il cibo. Gli stand gastronomici hanno infatti registrato il pienone ieri, con abbondanti attese prima di riuscire a mettere qualcosa sotto i denti.

Dopo la toccata e fuga dell’anno scorso, stavolta sono riuscito a restare per gran parte del pomeriggio a gironzolare per gli stand e i baretti. Con me una nutrita truppa di amici e conoscenti, principalmente italiani. Tante anche le persone che ho incontrato per caso alla festa, segno tangibile che Sydney sta diventando sempre piu’ piccola.

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Gattile

Postato martedì 19 maggio 2009 alle 14:35 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita domestica.

Ricordate i nostri nuovi vicini di pianerottolo arrivati a creare scompiglio nella altresi quieta vita domestica del nostro condominio? Ebbene, ci sono degli importanti aggiornamenti e notizie a riguardo.

  • La famigliola e’ in realtà composta solo da due persone: mamma e Attila (alias figlia), tutti gli altri sono amici e conoscenti che vanno e vengono senza logica.
  • Non sappiamo bene che lavoro faccia la procace mamma ma – in seguito a qualche involontaria intercettazione – qualche idea ce l’abbiamo…
  • La bambina condensa dentro di se’ l’energia – espressa sotto forma di forza distruttiva – di dieci persone, uno sciame d’api e una ruspa.
  • La bambina sembra aver preso in simpatia il Manu, o meglio il suo motorino, vittima di una serie di atti vandalici tra cui lancio di terriccio, verniciatura bianco perla e innaffiatura primaverile.
  • In risposta, il Manu – da buona zitella bisbetica non domata – ha risposto con una lettera (anonima) minatoria all’agenzia. Risultato: Attila e’ stato deportato da qualche parte nel bush.
  • Gli “adorabili” gatti di proprietà della famigliola si sono moltiplicati velocemente e pare abbiano superato la decina, secondo gli avvistamenti notturni di Manuel.
  • Stiamo pensando di aprire un gattile o di rifornire qualche ristorante del vicentino…

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Rugby choc

Postato venerdì 15 maggio 2009 alle 13:46 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

In settimana in Australia, e specialmente in NSW, e’ scoppiato un caso senza precedenti che ha travolto e scosso il mondo del rugby professionista, molto seguito e amato da queste parti. Una ragazza neozelandese ha rivelato di aver partecipato ad un episodio di sesso di gruppo con una dozzina di giocatori della stessa squadra conosciuti nel bar dove lavorava e di aver avuto rapporti con ognuno di loro durante la notte in una stanza d’albergo.

La ragazza – che dal 2002, anno a cui risale l’incidente, ha tentato più volte il suicidio per l’umiliazione e il rimorso – ha anche fatto un nome, quello di Matthew Johns, ora ex-giocatore ma anche coach e presentatore televisivo. Dopo aver inizialmente negato l’accaduto, Johns si e’ preso le sue responsabilità e ne ha pagato le conseguenze venendo rimosso da tutti i suoi incarichi. Ancora ignoti invece gli altri partecipanti.

Nonostante l’entità dello scandalo, non sono mancati gli interventi a favore dei rugbisti, in nome di una pratica che, secondo gli addetti ai lavori, e’ in voga da sempre e ha lo scopo di cementare l’affiatamento di squadra. L’argomento cardine della difesa e’ inoltre che la ragazza era assolutamente consenziente e che eventuali pentimenti o accuse a posteriori non erano prevedibili.

La sensazione qui e’ che tutti sapessero, almeno nell’ambiente rugbistico, ma nessuno facesse niente per combattere questo fenomeno perche’, non solo e’ tollerato, ma anche “sponsorizzato” per i motivi di cui sopra. Per il momento non ci sono ancora state incriminazioni formali o provvedimenti ufficiali da parte dei club, ma almeno il capo della lega David Gallop ha dichiarato che ci saranno gravi conseguenze se episodi di questo tipo dovessero ripetersi.

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