Quarto Natale a Sydney

Postato venerdì 15 gennaio 2010 alle 13:40 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Quest’anno le vacanze natalizie sono state decisamente all’insegna del cazzeggio – scusate il francesismo (o forse dovrei dire inglesismo?). Qualche settimana fa c’era un mezzo progetto con Loris e il Tire di andare su a nord per qualche giorno ma poi, per una cosa o per l’altra, non si e’ fatto nulla. E il “dolce far niente”, complice anche un tempo soporifero, ha prevalso.

L’ufficio era chiuso dal 25 dicembre al 10 gennaio, oltre due settimane, più o meno obbligate, di ferie. Avendo comunque accesso 24/7 all’edificio, mi ero ripromesso di fare qualche apparizione, magari pomeridiana, per portare a termine qualche lavoretto in sospeso prima del rientro ufficiale. Ma invece ho fatto quello che dovevo fare da casa in un paio d’ore. W la pigrizia.

Il giorno di Natale l’abbiamo passato a casa in compagnia del barbecue e di pochi amici che abbiamo nutrito, dissetato e servito generosamente. Dopo tre anni a casa di Andrea e Oksun, non ci sembrava il caso di posticipare ancora l’occasione per ripagarli e cosi’ abbiamo colto la palla al balzo, organizzando una tavolata sul balcone con vista su Burwood. Highlights della giornata i 5 (cinque) sacchi di ghiaccio acquistati – con relative (improbabili) teorie di Manuel su come meglio tenere le bibite in fresca conservando il ghiaccio – e la partitona finale a Uno con i vari partecipanti che giocavano ognuno con regole diverse.

L’altro grande tradizionale appuntamento e’ stato ovviamente Capodanno. Dopo averci pensato per settimane ed essere stati incerti fino all’ultimo, abbiamo optato in extremis per un costoso biglietto d’entrata al Cruise Bar a Circular Quay, di fronte all’Opera House, uno dei posti più cool di Sydney. Peccato che la location sia stata alla fine l’unica nota positiva della serata: musica anonima, gente discutibile e disorganizzazione del locale hanno relegato questo Capodanno all’ultimo posto dei quattro trascorsi a Sydney. Poco male, l’anno prossimo può solo andare meglio…

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Good Ol’ Tire

Postato lunedì 11 gennaio 2010 alle 14:03 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Dal tramonto all'alba

Mi sembra ieri quando una fredda mattina di luglio di diciotto mesi fa il buon vecchio Tire si presentava alla nostra porta con capello lungo, barba incolta e sul volto la tipica espressione di chi non dorme da 72 ore. Ieri, come altri prima, ha preso un aereo e se n’è andato per la sua strada, lontano dall’Australia.

Se ne va dopo aver passato un anno e mezzo tra Sydney, Melbourne e Griffith, girando poco e lavorando molto in caffè e ristoranti, maturando preziosa esperienza per il suo futuro professionale. Se ne va, per sua stessa ammissione, senza grossi rimpianti o rimorsi, avendo fatto (quasi) tutto quello che si era prefissato.

La sua partenza e’ stata degnamente festeggiata con un memorabile farewell party venerdì scorso in un paio di locali a Darling Harbour, con una cinquantina di invitati in rappresentanza di svariati paesi e continenti. Serata divertente e impegnativa, infatti la foto sopra e’ stata scattata al ritorno a casa il mattino seguente…

A lui va il mio personale ringraziamento per aver condiviso (buona) parte di questa avventura, per averci fatto compagnia in casa per qualche tempo, per essersi preso cura della mia stanza durante il mio ultimo viaggio in Italia e per molte altre cose che al momento non ricordo ma per cui posso solo dire un semplice thank you Alberto.

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Avatar

Postato mercoledì 23 dicembre 2009 alle 15:12 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Avete presente quei (pochi) film che in un modo o nell’altro rappresentano una pietra miliare nella storia del cinema? Titoli come Titanic, Jurassic Park e Star Wars sono solo alcuni esempi di come una pellicola possa rivoluzionare un’intera industria. Avatar e’, secondo me, l’ultimo e più magico capitolo di questa serie speciale di “filmoni”.

Quattro anni di lavoro, 300 milioni di dollari di budget, ore e ore di riprese e computer grafica hanno dato il loro frutto pochi giorni fa con l’uscita mondiale dell’ultimo film di James Cameron, che si preannuncia un successo sia di pubblico (leggi incassi) che di critica, con le prime indiscrezioni di Oscar già nell’aria.

Ambientato nel futuro, la storia e’ quella di un ex marine paraplegico che viene mandato su un pianeta alieno con lo scopo di infiltrarsi tra la popolazione nativa, per cercare di carpirne segreti e debolezze, da mettere poi a disposizione di una corporazione con fini poco nobili. Per riuscire nell’impresa, gli scienziati hanno sviluppato il programma “Avatar” che permette agli umani di controllare a distanza durante il sonno un loro alter ego alieno, che vagamente gli somiglia nei tratti e con il quale condividono inconscio e anima, per integrarsi meglio nell’ambiente ostile.

Effetti speciali e animazioni sono qualcosa di meraviglioso: per tutta la durata del film non ho mai avuto la sensazione di avere davanti agli occhi qualcosa di “non vero”. Persino nelle scene più delicate in cui umani e alieni interagiscano attivamente, non si nota la differenza tra attori e animazioni. Colori, fotografia, ambientazioni e paesaggi completano poi il quadro dell’orgasmo visivo di cui si gode.

Tutto questo e’ amplificato al massimo se si sceglie di vedere la versione 3D, come abbiamo fatto noi ieri sera. L’immersione e il coinvolgimento nella storia e’ totale e le quasi tre ore di durata non si notano affatto. Si riesce anche facilmente a passare sopra alla prevedibilità della trama, unico, piccolo e trascurabile, difetto del film.

Concludendo, definirei Avatar come una storia epica e futuristica allo stesso tempo, per grandi e piccini, che tocca temi molto attuali e spinosi come l’ecologia e la conservazione ambientale, avvalendosi appieno delle ultime tecnologie disponibili, per arrivare ad un risultato di eccellenza.

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Un giorno qualunque

Postato venerdì 18 dicembre 2009 alle 11:03 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Qualche giorno fa, come ogni mattina, esco di casa, mi faccio i miei 7-8 minuti a piedi per andare in stazione e prendo il treno per andare in ufficio. Sono abbastanza fortunato e trovo un posto a sedere e subito dopo una ragazza sulla trentina arriva e si siede di fianco a me. Come molti altri fanno nei trasferimenti casa-lavoro, estrae un libro ed inizia a leggere.

Senza scompormi troppo riesco chiaramente a vedere di cosa si tratta: un’edizione del Corano in inglese. La cosa mi sorprende un po’ perché la ragazza – dai tratti mediorientali – non ha ne’ il velo ne’ il burka ma vestiti normalissimi. Se fossimo in Israele magari avrei pensato ad una fanatica pronta a farsi esplodere nel nome di Allah. Ma siamo a Sydney dove la convivenza e’ (ancora) pacifica.

Il viaggio prosegue normalmente senza tritolo o esplosioni e arrivo a destinazione. Scendo dal treno ed esco dalla stazione. Appena in strada, una scintillante e nuova di zecca Audi TT Coupe’ accosta e si ferma a pochi metri da me. A quel punto intravedo due manager in giacca e cravatta sui 35-40 scambiarsi un fugace bacio (sulla bocca) prima che uno dei due esca per andare in ufficio.

L’Australia e’ molte cose: mare, sole, spiagge, surf, bagnini, deserti, foreste, Sydney, Melbourne, Opera House, Uluru, canguri, koala, ornitorinchi, coccodrilli, isolata, immensa, piatta e chi più ne ha più ne metta. Ma l’Australia e’ anche questa: pacificamente multiculturale e liberamente gay.

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Conferenza Giovani Italiani Australia

Postato martedì 15 dicembre 2009 alle 14:12 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Qualche settimana fa sono stato invitato da un amico alla conferenza annuale della GIA – Giovani Italiani Australia – un’associazione che ha lo scopo di mettere in contatto i giovani australiani di origine italiana e di promuovere eventi e incontri per favorire lo scambio di informazioni ed esperienze con i loro coetanei italiani che si trovano in Australia, come il sottoscritto e molti altri.

La conferenza – svoltasi in due hotel in città e alcune location a Leichhardt durante tutto un weekend – ha raccolto l’adesione di molti giovani e associazioni satellite dei vari stati australiani, nonché di personalità di spicco come il console italiano a Sydney, un rappresentante dell’ambasciata italiana a Canberra e un paio di parlamentari italo-australiani, tutti accomunati dalle stesse radici italiche.

La mia presenza e’ stata limitata a parte della giornata di sabato, dedicata a temi interessanti come l’identità sospesa a meta’ tra Australia e Italia di questi giovani, le aspettative dei loro genitori riguardo tematiche delicate come il matrimonio e la loro interazione con i molti ragazzi italiani che sono arrivati negli ultimi anni in vacanza-lavoro in Australia. Tra gli eventi che mi sono perso: il sabato sera con cena di gala e musica italiana al Marriott e un’intera domenica di tipici giochi italiani come la briscola e le bocce a Leichhardt.

Come detto, il focus principale della conferenza e della GIA e’ stato ed e’ sui giovani italo-australiani e su argomenti cari ad essi – quasi tutti ragazzi e ragazze bilingue, con doppia nazionalità e di origine meridionale – ma gli incontri sono stati molti utili anche per me e per gli altri italiani presenti, interessati a capire il punto di vista e le opinioni dei nostri coetanei nati e cresciuti down under ma con il Belpaese nel cuore.

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