Big news, pt. 2

Postato giovedì 6 gennaio 2011 alle 11:47 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita domestica.

La seconda grossa novità recente e’ il trasloco in un nuovo appartamento, avvenuto circa un mese fa, all’inizio di dicembre. Dopo poco più di tre anni abbiamo infatti lasciato Burwood per una zona più centrale, nei pressi di Central Station, a ridosso della città.

L’avvicinamento al centro e’ stata la ragione principale dello spostamento, unita alla voglia di essere più vicini anche al lavoro e alle spiagge degli Eastern Suburbs. Ora oltre al treno e naturalmente al motorino, abbiamo anche molti autobus a disposizione nei dintorni e anche uscire a piedi e’ alla portata. Inoltre, ora prendere un taxi per tornare a casa velocemente non e’ più oneroso come prima.

Tutti questi benefici pero’, si sa, hanno un prezzo. Il nuovo appartamento infatti, simile in caratteristiche e dimensioni a quello vecchio ma decisamente più recente e in migliori condizioni, costa circa il 20% in più di affitto, in linea con gli aumenti degli ultimi mesi a Sydney e con la media della zona.

Il trasloco ce lo siamo fatto da soli e, con l’aiuto prezioso di Loris, siamo riusciti a trasferire tutto in un weekend, facendo un paio di giri con il camioncino noleggiato per l’occasione. Pulire e sistemare la casa nuova invece sono un altro paio di maniche e, a distanza di un mese, non abbiamo ancora finito del tutto…

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Man vs Wild

Postato mercoledì 24 marzo 2010 alle 14:18 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita domestica.

Man vs Wild e’ il titolo australiano di un programma inglese – Born Survivor – in onda su SBS, che spiega come sopravvivere negli ambienti più estremi del pianeta usando solo le risorse che la natura mette a disposizione. Il protagonista-presentatore e’ Bear Grylls, avventuriero britannico con un passato nell’esercito.

L’ultimo episodio che ho visto era ambientato in Australia, nella zona del Kimberley, in Northern Territory, lo stato più selvaggio e disabitato del continente. Senza rovinarvi la sorpresa, durante la puntata Bear deve affrontare pericoli come serpenti velenosi, disidratazione e temperature altissime, per salvare la pelle e tornare alla civiltà.

La struttura degli episodi e’ più o meno sempre la stessa: il presentatore viene paracadutato/depositato in elicottero da qualche parte munito solo di qualche arnese e in compagnia di un cameraman e un microfonista. Da li poi, dovrà trovare un modo per sopravvivere agli elementi e raggiungere un determinato obiettivo o luogo.

La realtà pero’ e’ molto diversa perché nonostante quello che viene mostrato in TV, Bear non rischia mai la vita e le situazioni sono pianificate in anticipo per minimizzare i rischi. Cio’ non rende quindi Man vs Wild un documentario bensì una guida alla sopravvivenza in ambienti naturali ostili.

Da notare inoltre che il protagonista non e’ certo un tipo schizzinoso, visto che uno degli highlights del programma sono le esperienze da stomaci forti a cui si sottopone, tipo mangiare scarafaggi o scorpioni vivi, serpenti crudi, bere la propria urina o il sangue ancora caldo di uno yak appena sgozzato. Non proprio la maniera migliore per stimolare l’appetito all’ora di cena.

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Il ritorno de “El Duro”

Postato giovedì 12 novembre 2009 alle 11:01 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita domestica.

Anche se (probabilmente) non e’ andato da nessuna parte, “El Duro” e’ tornato a farsi vivo dalle nostre parti. Dopo qualche contatto sporadico nelle scorse settimane, domenica sera ha bussato alla nostra porta. Maglietta e pantaloncini corti, quell’inconfondibile espressione sul volto, braccio destro fasciato e un assegno per noi in mano. Ma facciamo un salto indietro.

Con l’acquisto del mio motorino e il crescente numero di scatoloni che oramai soffocavano il nostro appartamento, avevamo deciso di affittare uno dei garage dell’edificio, a cui avevamo rinunciato al momento di stipulare il contratto in cambio di uno sconto. L’occasione e’ capitata quando l’agenzia, qualche settimana fa, ci ha notificato un aumento imminente dell’affitto.

Il caso ha voluto che “El Duro” – ricordiamo proprietario della palazzina dove viviamo – stesse già utilizzando il garage che sarebbe spettato a noi secondo i nuovi accordi con l’agenzia immobiliare che gestisce gli appartamenti. Essendo venuto a conoscenza delle suddette novità e non volendo rinunciare al “suo” garage, ci ha fatto una interessante offerta.

“Io avrei bisogno di un posto al coperto dove tenere la mia moto (una vecchia Ducati gialla, ndr) e alcuni attrezzi. Non e’ che mi lascereste continuare a usare il mio garage, sotto pagamento di 20$ a settimana (esattamente lo sconto che avevamo ottenuto all’inizio e anche l’aumento recente di affitto) per il disturbo?”

Naturalmente la risposta e’ stata positiva e adesso paghiamo la stessa cifra di prima ma in più abbiamo un garage e la certezza che non avremo aumenti per un altro po’. Non male. Domanda: in quanti paesi può succedere che il proprietario si offra di pagare per poter tenere la sua roba nel suo garage? Risposta: solo in Australia.

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Gattile

Postato martedì 19 maggio 2009 alle 14:35 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita domestica.

Ricordate i nostri nuovi vicini di pianerottolo arrivati a creare scompiglio nella altresi quieta vita domestica del nostro condominio? Ebbene, ci sono degli importanti aggiornamenti e notizie a riguardo.

  • La famigliola e’ in realtà composta solo da due persone: mamma e Attila (alias figlia), tutti gli altri sono amici e conoscenti che vanno e vengono senza logica.
  • Non sappiamo bene che lavoro faccia la procace mamma ma – in seguito a qualche involontaria intercettazione – qualche idea ce l’abbiamo…
  • La bambina condensa dentro di se’ l’energia – espressa sotto forma di forza distruttiva – di dieci persone, uno sciame d’api e una ruspa.
  • La bambina sembra aver preso in simpatia il Manu, o meglio il suo motorino, vittima di una serie di atti vandalici tra cui lancio di terriccio, verniciatura bianco perla e innaffiatura primaverile.
  • In risposta, il Manu – da buona zitella bisbetica non domata – ha risposto con una lettera (anonima) minatoria all’agenzia. Risultato: Attila e’ stato deportato da qualche parte nel bush.
  • Gli “adorabili” gatti di proprietà della famigliola si sono moltiplicati velocemente e pare abbiano superato la decina, secondo gli avvistamenti notturni di Manuel.
  • Stiamo pensando di aprire un gattile o di rifornire qualche ristorante del vicentino…

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Aracnofobia

Postato martedì 7 aprile 2009 alle 14:27 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita domestica.

Il ragno immortalato la notte prima di soccombere

Domenica sera, ore 22.45 circa. Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con Manuel, appena rientrato dal lavoro, vado in bagno per lavarmi le mani. Accendo la luce, mi avvicino al lavandino e subito avvisto l’intruso. Adagiato sul muro appena sotto la finestra, un ragno di 15 cm di diametro ha violato il nostro perimetro. Marrone scuro con chiazze nere, otto zampe pelose e altrettanti occhi assetati di sangue.

Breve consulto sul da farsi, le opzioni sono due: metodo Lucio, ovvero tentare di catturare vivo il maligno con un recipiente e poi disporne, oppure metodo Manuel, eliminazione immediata tramite paletta per le mosche. Si decide a fatica per la seconda, con l’ideatore che si tira pero’ indietro e lascia a me gli onori di casa. Predisponiamo delle vie di fuga e ci prepariamo all’atto di guerra.

Sferro un colpo deciso in direzione del mostro che pero’ proprio all’ultimo – aiutato non poco dagli otto occhi a disposizione – avverte il pericolo e fugge con codardia dalla finestra, attraverso un pertugio tra la zanzariera e la cornice, probabilmente lo stesso che ha usato per entrare. Stupiti e delusi per l’esito della battaglia, spruzziamo un po’ di armi chimiche sull’area dello scontro, sigilliamo la porta del bagno e andiamo a letto.

Lunedì mattina, ore 7.50 circa. Appena svegliato per andare in ufficio, entro in bagno per lavarmi la faccia. Apro la porta con cautela e ispeziono minuziosamente il luogo. Nessuna traccia dell’invasore ma un segno inconfutabile della sua malefica presenza: ragnatele ovunque. Ricontrollo meglio e lo scovo tra la porta scorrevole della doccia e il muro, imboscato come di più non si potrebbe.

Sveglio il mio socio e, nonostante l’ora della mattina, riusciamo ad elaborare un piano decente: intontimento con spray narcotizzante e mazzate a non finire con la paletta. Una combinazione letale a cui non si può sopravvivere. E infatti, questa volta, la battaglia – e anche la guerra – e’ vinta: il nemico e’ caduto e i suoi resti vengono consegnati alle profondità delle fogne australiane.

Più tardi, a seguito di un’accurata investigazione, si scoprono nome e caratteristiche dello sgradito ospite. Trattasi di Huntsman spider, diffuso in tutta Australia e altre parti del mondo, sostanzialmente timido e innocuo, che puo’ pero’ mordere se attaccato. Pare anche che – come mi hanno fatto poi notare i miei colleghi australiani – il suddetto si renda utile nutrendosi di insetti e scarafaggi. Lo dicevo io che era meglio prenderlo vivo!

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