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Postato giovedì 26 agosto 2010 alle 12:15 da Lucio. Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.
Cairns e’ stata una piacevole scoperta. Parlando con colleghi e amici che ci erano già stati, mi ero fatto un’idea positiva della cittadina del Queensland del nord e le mie impressioni sono state ampiamente confermate. Ci ritornerò di sicuro per un periodo più lungo in futuro.
Cairns in se’ non offre moltissimo, essendo principalmente usata dai turisti come base per le molteplici e varie escursioni disponibili nei dintorni, ma e’ comunque una bella cittadina ordinata e pulita con molti servizi. Infatti, nel raggio di 2-3 ore in tutte le direzioni, si può trovare qualcosa da fare o vedere, e ce n’è veramente per tutti i gusti.
Le attrazioni migliori sono ovviamente quelle legate all’acqua e alla natura in generale, tra cui la spettacolare Grande barriera corallina, il più grande ecosistema al mondo, visibile anche dallo spazio, che si estende per oltre 2600 km su una superficie di circa 344.400 km quadrati al largo della costa del Queensland.
Già a Cuba e Mauritius avevo avuto modo di fare un po’ di snorkeling nei pressi di alcune barriere coralline ma devo ammettere che quella australiana e’ semplicemente incredibile. La varietà di pesci, coralli e piante, l’estensione e il numero dei reef e le condizioni incontaminate in cui si trovano lasciano veramente a bocca aperta. Una cosa da vedere assolutamente almeno una volta nella vita, magari con una fotocamera subacquea (che funziona, non come la mia).
Le altre attività disponibili nei pressi di Cairns, tra cui gite a cascate, parchi naturali, spiagge, foreste tropicali, grotte, torrenti e paesini suggestivi sono comunque molto valide e farle tutte richiede parecchi giorni, meglio con una macchina per girare più liberamente e risparmiare sul costo dei vari tour.
Cairns, d’altro canto, non pare essere molto propensa alla nightlife, visto che molti locali chiudono verso mezzanotte o poco dopo e dopo cena non c’è molta gente in giro. Agosto e’ comunque bassa stagione (con evidenti effetti positivi sul clima pero’) quindi forse la storia e’ differente in altri periodi dell’anno.
Tags: australia, barriera corallina, cairns, natura, queensland, vacanze
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Postato giovedì 22 luglio 2010 alle 12:09 da Lucio. Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.
Secondo e ultimo stop della vacanza nipponica prima di rientrare in Australia e’ stato Kyoto, città che avevo quasi ignorato in fase di pianificazione, a favore di Osaka. Dopo qualche consiglio dei locals e una letta veloce alle guide turistiche, ho invece cambiato idea e scelto di trascorrere gli ultimi giorni nella città che da’ il nome al famoso Protocollo.
Kyoto e’ stata la capitale del Giappone per più di mille anni, prima di passare il testimone a Tokyo circa 150 anni fa. La principale attrattiva turistica della città sono i 17 siti parte del patrimonio mondiale dell’umanità, tra cui principalmente templi e altari, sparsi attorno al centro, ordinatamente pianificato a griglia, con evidenti benefici per turisti e visitatori.
Kyoto e’ chiaramente molto più piccola e a misura d’uomo di Tokyo e anche spostarsi all’interno della città risulta più agevole rispetto alla capitale. Anche qui la metropolitana e’ molto utile ma per raggiungere i vari templi, spesso situati sulle colline circostanti, il bus e’ la scelta migliore. Pass giornalieri per turisti non mancano e le indicazioni in inglese aiutano non poco.
Piccola parentesi sulla lingua. Personalmente credo che il giapponese, tra le lingue orientali, sia la più facile per gli italiani. Ovviamente i tre differenti alfabeti sono off-limits ma la pronuncia e’ molto simile e capire, dopo un po’ di pratica, e’ meno difficile. L’inglese, dunque, nonostante non sia molto diffuso in Giappone, rimane fondamentale per comunicare decentemente.
I tre giorni a Kyoto li ho quindi passati in giro per templi e luoghi sacri, mischiato ai pochi turisti (principalmente) giapponesi, scattando foto e mangiando solo cibo giapponese. Le serate erano piuttosto tranquille, viste le scarpinate diurne e la pochezza della vita notturna in città.
Da segnalare, infine, il positivo volo di ritorno con JetStar. Dieci ore di volo notturno con una compagnia low-cost mi avevano un po’ inquietato ma alla fine non me ne sono quasi neanche accorto, forse anche grazie all’aereo praticamente vuoto e agli arretrati di sonno che avevo.
Tags: asia, giappone, inglese, Kyoto, templi, vacanze
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Postato mercoledì 14 luglio 2010 alle 14:58 da Lucio. Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.
Al termine del soggiorno coreano, un volo di due ore circa della Japan Airlines mi ha portato a Tokyo, capitale del Giappone e una tra le città più affascinanti e popolose del mondo, penultima tappa delle tre settimane di vacanza in Asia, prima del ritorno a Sydney.
Tokyo e’ grande, molto molto grande. Seul mi aveva impressionato per la successione (quasi) infinita di grattacieli, sia commerciali che residenziali, questi ultimi numerati per facilitare il riconoscimento ai residenti; e quando vedi numeri come l’87 sulla facciata di palazzoni alti trenta-quaranta piani ti rendi conto dove stanno i 10.5 milioni di abitanti della capitale coreana.
Tokyo invece (12.7 milioni) mi ha colpito per la marea di persone che anima le strade dei suoi quartieri centrali più famosi: l’intersezione principale di Shibuya, in particolare, e’ un flusso continuo di gente che non si ferma mai, se non quando il semaforo e’ rosso, per riesplodere poi dai marciapiedi un minuto dopo. Andare (fisicamente) contro corrente qui non e’ consigliabile.
I cinque giorni che ho trascorso nella capitale giapponese li ho passati all’insegna del contrasto nuovo-antico, una tra le caratteristiche distintive di Tokyo, alternando camminate nei quartieri più “avanti” come appunto Shibuya, Shinjuku, Ginza, Asakusa e Harajuku, a visite a luoghi più tradizionali come i vari templi e parchi che punteggiano la città. Il tutto utilizzando l’efficientissima ma complicata rete ferroviaria/metropolitana e ovviamente rifocillandomi a colpi di sushi e altre prelibatezze tipiche.
In definitiva mi sento di dire che Tokyo e’ stato uno degli highlights della vacanza e forse non sarebbe neanche tanto male viverci, magari nelle zone periferiche più tranquille. Stile di vita, stipendi, pulizia, cortesia della gente, sicurezza, efficienza e sviluppo sono i molti plus di una ipotetica vita nel paese del Sol Levante mentre costo della vita, lingua e cultura molto particolare sono gli unici svantaggi che mi vengono in mente al momento.
Tags: asia, giappone, seul, sushi, tokyo, vacanze
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Postato mercoledì 7 luglio 2010 alle 15:26 da Lucio. Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.
Il giorno successivo al mio arrivo a Seul, si e’ svolto il matrimonio di Andrea e Oksun, amico ed ex collega veronese trasferitosi a Sydney lui e ragazza coreana lei, ovviamente adesso moglie e marito. La cerimonia civile svoltasi in un centro ricevimenti della metropoli asiatica e’ stata molto suggestiva e ben organizzata, con un’ottantina circa di invitati tra cui anche quattro italiani (oltre allo sposo): il sottoscritto, un altro amico e i genitori di Andrea.
Genitori dello sposo che per essere presenti al matrimonio del figlio hanno fatto (quasi) l’impossibile: prendere l’aereo per la prima volta nella loro vita, un volo Verona-Seul via Francoforte, senza sapere una parola di inglese (o coreano) e con pochissima assistenza. Il tutto complicato da uno sciopero dell’ultimo minuto che ha fatto slittare la partenza di un giorno e creato un po’ di suspense prima del meritato lieto fine. Un regalo di matrimonio non da poco, direi.
Il resto del soggiorno coreano e’ trascorso tra onesto riposo e sano turismo, fatto di visite a monumenti, puntatine in ristoranti tipici, gite fuori porta e un po’ di shopping (voluto questa volta). Da segnalare la visita ad un villaggio storico a un paio d’ore di bus da Seul dove si può vedere come viveva la gente in quei luoghi nei secoli scorsi, tra alloggi rudimentali, danze tradizionali e cibo tipico di quelle latitudini e ere.
Tags: aereo, asia, corea, matrimonio, seul, viaggi
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Postato mercoledì 30 giugno 2010 alle 11:55 da Lucio. Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.
Dopo aver lasciato la Thailandia, la tappa successiva del mio viaggio era Seul, capitale della Corea del Sud, che avrei raggiunto con un volo notturno da Phuket, via Kuala Lumpur. Avevo già pianificato di arrivare in hotel in mattinata e farmi un’onesta dormita per recuperare un po’ di sonno ma purtroppo il destino aveva altri piani: dopo mezzora di attesa al carosello, non c’era infatti nessuna traccia del mio bagaglio.
Non mi restava quindi altra scelta che passare la giornata in giro per la metropoli a comprare tutto il necessario – tra cui dei vestiti decenti per il matrimonio di Andrea e Oksun del giorno dopo, ma ovviamente anche beni primari come mutande, calze, dentifricio, spazzolino, etc – in attesa della valigia (sperando che non fosse persa per sempre, come a volte accade). Non esattamente la giornata di relax che avevo preventivato.
Nonostante qualche difficoltà logistica e comunicativa, tutto e’ andato per il meglio grazie anche al colpo di fortuna di beccare un negozio Zara (ancora inspiegabilmente assente in Australia), che ho praticamente svaligiato. Cio’ mi ha permesso di essere presentabile per i successivi due giorni, matrimonio incluso, finché finalmente, con due giorni e mezzo di ritardo, ho potuto tirare un sospiro di sollievo vedendo la mia valigia recapitata in hotel.
Tags: aeroporto, bagagli, corea, seul, viaggi
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