Cronache natalizie 1/2

Postato venerdì 28 dicembre 2007 alle 16:09 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Informazioni, Vita sociale.

Tutti riuniti per la classica foto di gruppo!

Con la classica pausa che solitamente intercorre tra il giorno di Natale e Capodanno, e’ arrivato il momento di ricordare gli avvenimenti principali di questa prima parte di vacanze natalizie.

Sabato scorso ero invitato alla festa di compleanno di Paolo e Max, che per l’occasione avevano organizzato una trasferta in una zona di villeggiatura a un’ora e mezza di macchina sulla costa a nord di Sydney, in una cittadina chiamata Woy Woy. La casa che ci ospitava, di proprieta’ di una collega di Paolo, e’ una vera e propria reggia, da restare a bocca aperta: tre piani, terrazzo, giardino, sala cinema, molo privato e accesso diretto all’acqua. Per dare un’idea vi dico che eravamo una ventina e c’era posto per dormire per tutti!
La casa e’ situata su St. Hubert Island, un’isoletta della baia dell’Hawkesbury River, un grande fiume (che sembra piu’ un lago) simile al Sydney Harbour, solo piu’ selvaggio e meno sviluppato. Sabato sera, quando sono arrivato, non mi ero reso conto della maestosita’ del luogo ma il giorno seguente con la luce del sole mi sono potuto godere appieno la vista, nonostante la stanchezza data dalle poche ore di sonno.

Domenica e lunedi’ niente da segnalare a parte l’incontro (finalmente) con il mitico Gianluca, arrivato da poco a Sydney, entrato nella leggenda di questo blog dopo i fatti dell’aeroporto di Malpensa. Abbiamo passato qualche ora in giro per i negozi di Burwood, parlando del piu’ e del meno, di questa sua avventura down under e soprattutto delle sue difficolta’ iniziali ad ambientarsi, che sembrano pero’ fortunatamente in via di risoluzione.

Basso profilo anche mattina e pomeriggio del giorno di Natale, a causa soprattutto del brutto (e freddino) tempo, tant’e’ che neanche quest’anno siamo riusciti ad andare in spiaggia. La sera invece cena tranquilla seguita da una festa piu’ movimentata nella Casa del Popolo, con amici e conoscenti vari. Alla cena eravamo presenti solo io, Manuel, Yukas (nostro amico messicano che abita nella CdP), David (ceco che abita nella CdP), Giovanni (nostro amico romano) e Noona (coreana che abita nella CdP) e l’accordo era che ognuno preparasse un piatto tipico del proprio Paese: noi, ovviamente colti da proverbiale pigrizia, ce la siamo cavata con una pasta al pomodoro… Nel corso della serata poi altre persone si sono unite e ne e’ uscita una simpatica e multiculturale festicciola (vedere foto) che si e’ potratta fino a tarda notte.

Ancora relax e dolce far niente nei giorni seguenti fino ad arrivare ad oggi e al ritorno in ufficio per sbrigare qualche faccenda in sospeso. Stasera invece andro’ al cinema per la mia prima movie marathon, cioe’ un biglietto unico per tre film consecutivi, dalle 23.30 in avanti. I film in programma sono I am legend (il nuovo di Will Smith), Beowulf (con Angelina Jolie) e 1408 (un horror tratto da Stephen King) e dovrebbero essere validi, secondo critica e pubblico. Se non mi addormento, vi sapro’ aggiornare.

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1° anniversario

Postato martedì 2 ottobre 2007 alle 17:12 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Informazioni.

Esattamente un anno fa, il 2 Ottobre 2006, tre ragazzi di Verona, Lucio, Manuel e Riccardo, dopo mesi di preparativi e attesa, mettevano finalmente piede sul suolo australiano per iniziare una fantastica esperienza. A quel tempo per loro non c'erano sicurezze, tranne le prime tre notti prenotate in ostello, e l'avventura era ancora tutta da vivere. Molte cose sono cambiate da allora.

Per prima cosa i protagonisti si sono ridotti a due, dato che Riccardo lo scorso Aprile ha concluso la sua parentesi down under per inseguire altri traguardi in Italia. Io e Manuel invece abbiamo resistito e dato ancora fiducia a questa citta', Sydney, che ci ripaga ogni giorno generosamente.

L'inizio e' stata, come in tutte le storie d'amore che si rispettino, la parte piu' bella ed avvincente: cercare una casa prima e un lavoro poi, la sopravvivenza domestica, le mille e piu' conoscenze in giro, la scuola di inglese, la scoperta della citta' e dei suoi divertimenti, Natale e Capodanno in maniche corte. Ogni cosa era da scoprire. Adesso com'e' normale le forti sensazioni sono mitigate, l'eccitazione e l'incertezza hanno lasciato spazio all'esperienza e alla consapevolezza.

Consapevolezza che, nonostante tutto, dopo tutti i treni e gli autobus notturni presi, dopo tutti i drinks del fine settimana, dopo tutti i piattini di sushi mangiati, dopo tutte le feste e i party, dopo un intero anno, tutto e' ancora com'era all'inizio, forse meglio.

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Prossimamente al cinema

Postato mercoledì 28 febbraio 2007 alle 15:26 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Informazioni.

Molti di voi conoscono la mia passione per i film e il cinema. Quelli che non lo sanno, lo scopriranno con questo articolo.

Il martedi' i biglietti costano solo $8.40 (5 euro) invece di $16.80 (10 euro) facendo si che il grosso della gente vada in questo giorno. Inoltre non sono numerati, il che significa che prima si arriva e meglio e'. Come in Italia pero' bisogna sorbirsi un buon venti minuti di pubblicita' e trailers prima dell'inizio del film ma la cosa bella e' che sul biglietto e' indicata anche l'ora di fine del film in modo da poter pianificare meglio la serata o il pomeriggio. Quindi a causa degli sconti e del recente brutto tempo, negli ultimi sette giorni sono andato al cinema tre volte.

Ecco cos'ho visto nell'ordine: The Good Sheperd, Rocky Balboa and Babel. Di seguito le mie impressioni su ognuno.

The Good Sheperd (voto 7,5)

Racconta la storia della nascita della CIA, attraverso la vita di uno dei suoi agenti, interpretato da Matt Damon, dalla Seconda Guerra Mondiale ai tempi della Guerra Fredda. Il film analizza le scelte compiute dal protagonista, che di volta in volta antepone il lavoro alla famiglia, e come esse abbiano delle conseguenze terribili.
Ho scelto questo film perche' gli altri che volevo vedere non c'erano e quindi non mi ero preparato adeguatamente. E' stato comunque una piacevole sorpresa. E' un thriller avvincente, con un cast di tutto rispetto, che appassiona e coinvolge fino alla fine.

Rocky Balboa (voto 7)

A trent'anni di distanza dal primo episodio, lo Stallone Italiano torna sul grande schermo. In questo nuovo (e sicuramente ultimo) film, Rocky e' purtroppo vedovo della sua amata Adriana e tira avanti con un piccolo ristorante. La scintilla scatta quando un videogame mostra che il detentore del titolo dei pesi massimi e' inferiore a Balboa quando era all'apice della carriera. Rocky quindi, ormai sessantenne, ricomincia ad allenarsi duramente per farsi trovare pronto all'esibizione che e' stata organizzata.
Non era facile per Stallone fare un altro film all'altezza dopo cinque episodi della stessa saga e anche perche' il tempo passa anche per lui. Sebbene non sia giusto confrontarlo col primo Rocky o col celeberrimo Rocky IV, ne e' uscita comunque una buona pellicola. La trama non e' assolutamente banale e ancora una volta si ha la magica sensazione di farne parte in prima persona. Da non perdere per i nostalgici dei primi cinque e per i fan piu' convinti.

Babel (voto 9)

Questo film candidato all'Oscar tratta il tema attuale della difficolta' di comunicare ai giorni nostri, come il titolo suggerisce. Le tre storie della trama, ambientate in paesi diversi (Marocco, Giappone, Messico e USA) e con lingue diverse (Arabo, Giapponese, Spagnolo e Inglese), sembrano completamente slegate tra di loro all'inizio ma lentamente lo spettatore intuisce che una linea sottile collega il tutto per un finale comune.
Non sapevo di questo film fino a quando ho letto che ha avuto delle nominations agli ultimi Oscar e ho quindi deciso di visionarlo. Inizialmente si ha l'impressione che sia un po' lento e sembra di vedere tre film in uno ma poi col passare dei minuti la suspence sale in cattedra e l'interesse aumenta. Per quasi tutto il tempo si e' costretti a leggere i sottotitoli perche' e' parlato nelle lingue originali degli attori e questo puo' far storcere il naso ad alcuni; tuttavia e' una scelta voluta per far capire allo spettatore cosa si prova a non capire cosa dice il proprio interlocutore sottolineando ancora una volta il disagio che deriva dal non riuscire a comunicare. Consigliato.

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Muoversi a Sydney

Postato mercoledì 20 dicembre 2006 alle 15:36 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Informazioni.

Una scena frequente a Sydney

Una metropoli come Sydney che ospita circa quattro milioni di persone necessita di un sistema di trasporti pubblici adeguato per evitare che le sue strade diventino un parcheggio a cielo aperto con ingorghi colossali. Fortunatamente le possibilità per chi transita nella City non mancano. Ecco cosa si può scegliere per spostarsi in citta’ e nei suoi dintorni:

  • Treno. Sicuramente il mezzo più comodo, affidabile e popolare per i Sydneysiders. La rete ferroviaria (simile ad una metropolitana, tranne che solo poche fermate sono sotterranee) copre quasi tutti i sobborghi cittadini e anche i principali centri periferici, inglobando attualmente un complicato sistema di svariate linee. E’ attivo un progetto che dovrebbe realizzarsi nel 2010 per semplificare la rete, ridurre a cinque le linee e renderle indipendenti tra di loro.
  • Autobus. Simile al treno come efficacia, migliore come copertura della citta’ ma peggiore come tempi. Solitamente si prende un autobus solo quando non si può prendere il treno.
  • Tram (LightRail). Al momento esiste solo una linea che copre solo pochissimi quartieri, tra cui la zona dove sorge StarCity, il casino’ di Sydney (strana coincidenza eh…?). Il servizio e’ puntuale, veloce e affidabile ma un po’ costoso.
  • Monorotaia (MetroRail). Una linea ad anello che attraversa il centro di Sydney, prettamente per turisti, che si appoggia su una monorotaia sopraelevata.
  • Le proprie gambe. Una cosa bisogna tenere bene a mente vivendo a Sydney: qualsiasi spostamento con qualsiasi mezzo implica uno o più tratti a piedi e tutti qui sembrano abituati a questo. Scordiamoci quindi l’italica abitudine di prendere l’auto nel garage di casa e parcheggiare di fronte alla propria meta. Molte volte, specialmente in centro, una sana camminata e’ la soluzione migliore per arrivare a destinazione.
  • Traghetto. Il porto naturale di Sydney taglia praticamente in due la citta’ e alcune volte andare via mare anziché via ponte può essere più conveniente. Di sicuro e’ più panoramico.
  • Taxi. Nei casi limite ci si può sempre affidare ad un veloce ma dispendioso taxi completamente a vostra disposizione.

Una menzione speciale la meritano le auto: nonostante siano molto diffuse a Sydney, sono altamente sconsigliate per girare nella City, data la carenza di parcheggi e il costo proibitivo di quelli esistenti. Sono tuttavia indispensabili per spostarsi nell’outback (zone interne) e tra una citta’ e l’altra.

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The RSA Certificate

Postato sabato 4 novembre 2006 alle 18:08 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Informazioni.

In Australia per ottenere un posto di lavoro nella ristorazione o in qualsiasi esercizio dove si vendano alcolici è necessario possedere l’RSA (Responsible Service of Alcohol), un certificato che viene rilasciato da appositi enti dopo aver passato un esame in seguito ad un breve ma intensivo corso di mezza giornata. Questa è la teoria.

La pratica come spesso accade è molto diversa: infatti, cosa molto strana in questo severo Paese, l’esame è praticamente una farsa e inoltre alcuni datori di lavoro non lo richiedono neppure, rischiando tuttavia delle multe salate. In poche parole è solo una formalità da sbrigare e una tassa da pagare per poter essere assunti in alcuni locali e ristoranti come camerieri.

Il corso inizia alle 10 del mattino e dopo i soliti moduli da riempire, l’insegnante inizia a spiegare come si svolgerà la giornata e a distribuire succosi aiuti e consigli su come bypassare agevolmente le domande dell’esame: seguendo un manuale prestampato la lezione comincia e man mano che si incontrano i punti chiave è l’insegnante stesso a dire agli studenti quali saranno le domande (e le risposte) del test finale.

E qui nasce un problema: siccome la legge impone che il manuale debba rimanere chiuso durante l’esame, come fare per ricordarsi le risposte? Semplice, basta scriverle sul retro del libro che casualmente è bianco e perfettamente scrivibile… Da questo punto in avanti tutto diventa più facile (come se prima non lo fosse) e ottenere il certificato diventa solo questione di tempo.

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