AUS vs ITA ep. 7 – Inglese

Postato martedì 4 marzo 2008 alle 16:17 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Dopo una pausa di riflessione, ritorno a scrivere qualcosa in questa categoria, trattando un argomento assolutamente fondamentale per la vita di tutti i giorni in Australia: la sua lingua ufficiale, l’inglese ovviamente. Molte cose possono sembrare scontate ma spesso parlare una lingua straniera correttamente e’ tutt’altro che semplice e puo’ rappresentare l’unico grande ostacolo per viaggiare o trasferirsi.

Partiamo col dire qualcosa a riguardo dell’inglese in Italia e del suo rapporto con gli italiani e viceversa. E’ inutile girarci intorno, in linea generale gli Italiani non parlano inglese o, comunque, lo parlano male. Nonostante da qualche anno sia obbligatorio impararlo sin dalle elementari, molti lo vedono come un’imposizione piuttosto che come un’opportunita’ o un arricchimento. E fin qui poco male, il sistema e la societa’ italiani non fanno pesare questa lacuna piu’ di tanto: i film stranieri al cinema e in tv sono doppiati, nei colloqui di lavoro non e’ particolarmente richiesto e solitamente il livello scolastico e’ sufficiente per vacanze e contatti occasionali con anglofoni.

Il problema nasce quando si ha la necessita’, per fortuna o purtroppo, di avere una conoscenza dell’inglese piu’ avanzata, ad esempio per lavoro (o magari per andare un anno in Australia). Ci si accorge improvvisamente che forse era meglio prestare piu’ attenzione a scuola e studiare per il compito in classe invece che copiare. Inoltre, il confronto con altri paesi europei e’ piuttosto impietoso: lasciando stare gli scandinavi che sono di un altro pianeta, anche nazioni come Francia e Germania ci superano in scioltezza, lasciandoci (ancora una volta) in fondo alla classifica.

Attenzione, questa non vuole essere una critica gratuita: la maggioranza degli italiani non ha e non avra’ mai bisogno dell’inglese nella sua vita e per loro la questione non si pone nemmeno. Ma per il resto di noi a cui interessa o serve leggerlo, scriverlo, capirlo e parlarlo, l’autodidattica sembra la soluzione migliore. Fortunatamente, a mio avviso, la situazione sta cambiando in meglio per i giovani d’oggi che, grazie a Internet, a programmi come l’Erasmus e all’Europa allargata, hanno piu’ possibilita’ per migliorare e mantenere il loro inglese a discreti livelli.

Che dire dell’inglese in Australia invece? A parte qualche isolata eccezione, tipo le varie Chinatown dove e’ quasi una lingua straniera, e’ ovviamente l’idioma ufficiale, anche se molti australiani sono bilingui naturali grazie all’immigrazione, loro o dei loro genitori. Come molti dei paesi anglosassoni, inoltre, il business delle scuole d’inglese e’ enorme e gli studenti stranieri, qui soprattutto asiatici per forza di cose, sono numerosissimi. Questa concorrenza ha naturalmente ottimi effetti sulla competitivita’ delle offerte e quindi sul portafoglio di chi deve scegliere un corso.

Infine, per chi di voi vuole sapere se e’ indispensabile parlare inglese per vivere e lavorare a Sydney, la risposta e’ si’. Maggiore e’ il livello di conoscenza, migliori sono le opportunita’ di impiego, anche se le possibilita’ per chi e’ ancora indietro non mancano di certo, con lavori nei ristoranti e bar, come baby-sitter, muratori, etc su tutti.

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AUS vs ITA ep. 6 – Natale

Postato venerdì 21 dicembre 2007 alle 15:21 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Ancora una volta, purtroppo per alcuni e per fortuna per altri, e’ arrivato quel periodo dell’anno in cui, secondo il celeberrimo proverbio, tutti sono piu’ buoni, il Natale. Regali, decorazioni, canzoncine, pranzi e cene, bla bla bla e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Ebbene si, anche qui in Australia si festeggia il Natale, ma le differenze superano di gran lunga le similitudini col Belpaese.

Come potrei non partire dalla differenza piu’ lampante, immediata e visibile: il clima. Dopo una vita vissuta nell’emisfero nord a fagocitare filmetti natalizi americani con rappresentazioni di Babbo Natale che arriva con la slitta, e’ inevitabile associare questa festivita’ al freddo e alla neve. Ma qui, come molte altre cose del resto, e’ il contrario. Il Natale e’ il segno che l’estate e’ ormai sbocciata e camminare in centro tra gli alberi addobbati e le decorazioni in bermuda e infradito e’ la normalita’. Comodo finche’ si vuole, certo, ma qualcosa non quadra.

Per noi Italiani, inoltre, solitamente Natale viaggia a braccetto con l’andare in Chiesa, magari alla Messa di mezzanotte, con veglia inclusa. Nella religione Cristiana, il Natale rappresenta la nativita’ ed e’, assieme alla Pasqua, un evento chiave per i credenti. Anche il piu’ ateo di noi, infatti, non puo’ negarne l’accezione religiosa vista la preponderanza e popolarita’ del Cattolicesimo nel nostro Paese. Qui “giu’ di sotto”, invece, questa caratteristica e’, oserei dire, totalmente assente. I cristiani sono si la maggioranza della popolazione ma la presenza della Chiesa e’ molto meno diffusa e invasiva, visto il numero e l’importanza delle altre religioni. Ovviamente ci sono le messe, le canzoncine e tutto il resto ma quasi non ce se ne accorge. I negozi cinesi, per esempio, sono aperti anche il 25 perche’ a loro non glie ne po’ ffrega’ dde meno!

Tra le cose che ho avuto modo di classificare come tradizionali del periodo natalizio, oltre ai gia’ citati Christmas Party, ci sono lo scambio di regali o di semplici biglietti d’auguri (Christmas cards), che costano poco e rappresentano comunque un bel gesto anche tra semplici conoscenti. Sembra invece meno comune lo scambio di auguri con stretta di mano o con i classici bacetti sulle guance, cosa che da noi inizia puntualmente con l’arrivo del mese di Dicembre. Molto meno pressanti anche i tradizionali pranzi e cene di famiglia con eserciti di parenti riuniti, da cui e’ pressoche’ impossibile riuscire a svincolarsi, anche se questo e’ dovuto piu’ che altro alla diversa cultura in fatto di famiglia.

Per concludere, quindi, mi sento di dire che, soprattutto a causa delle condizioni climatiche opposte e della quasi assente connotazione religiosa, per me qui in Australia il Natale e’ snaturato ed e’ difficile viverlo come l’ho vissuto per il resto della mia vita, nonostante la comodita’ di girare in tenuta estiva e la liberta’ di sottrarsi a certi protocolli e tradizioni a volte ingombranti.

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AUS vs ITA ep. 5 – Sicurezza

Postato martedì 9 ottobre 2007 alle 17:05 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Uno dei fattori chiave nel giudicare la qualita' della vita di una citta' e' senza dubbio la sicurezza personale del cittadino. Rapine, sparatorie, crimine organizzato, aggressioni e via dicendo sono spiacevoli inconvenienti con i quali nessuno vorrebbe convivere. A Sydney da questo punto di vista si sta benone ed ecco perche'.

Se vi capita di fare quattro chiacchiere con un australiano riguardo all'argomento, non importa di quale citta' sia, molto probabilmente la sua opinione sara' che Sydney e' di gran lunga il luogo piu' pericoloso del paese. E probabilmente e' vero. Il fatto e' che il punto di vista e' spesso soggettivo e relativo alla realta' australiana, molto diversa da quella europea e, nella fattispecie, italiana.

Guardando i telegiornali, per esempio, i fatti di cronaca nera durante un anno li ho contati su una mano: c'e' ovviamente qualche sparatoria, qualche assalto, qualche furto com'e' normale in una citta' di quattro milioni di persone ma comunque una generale tendenza a sdrammatizzare. Ecco, non so se invece avete presente l'Italia e StudioAperto (direi di si, visto che ci vivete…): la tragedia quotidiana e' d'obbligo (seguita dalla solita serie di "-ine" nude, che non guastano)!

A Sydney ci sono ovviamente dei quartieri piu' caldi di altri, come quelli popolari e molto periferici o come il centrale Redfern, dove risiede la gran parte degli Aborigeni della citta' (i pochi che ho visto mi sono sempre sembrati inoffensivi comunque), dove e' meglio prestare un po' piu' di attenzione del solito ma, personalmente, io mi sento piu' sicuro qui che in certe citta' in Italia (senza far nomi, lo sappiamo benissimo), anche se devo rilevare che Verona e' sostanzialmente tranquilla.

Per quello che ho visto io, i pochi episodi di violenza in citta' sembrano dovuti all'eccesso di alcool: gruppi di ragazzini alticci che se le danno fuori e dentro i locali, magari per motivi futili, risse tra buttafuori e corpulenti personaggi nei pressi di alcuni pub e qualche ubriaco che importuna la gente in stazione sono le poche situazioni delicate a cui ho assistito e comunque l'intervento delle forze dell'ordine e' sempre stato tempestivo ed efficace.

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AUS vs ITA ep. 4 – Clima

Postato venerdì 28 settembre 2007 alle 17:02 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Riprende dopo un periodo di sosta la serie di confronti tra Italia e Australia e questa volta e' il turno di uno dei fattori piu' importanti nel giudicare la qualita' della vita di una citta', in grado addirittura di influenzare l'umore delle persone: il clima. Avrei voluto affrontare prima questa tematica ma, solo ora, a distanza di quasi un anno dal mio arrivo, sono in grado di presentare una panoramica completa sulle quattro stagioni.

Come gia' saprete, qui le stagioni sono invertite rispetto all'emisfero boreale (sopra la linea dell'equatore) ma adattarsi comunque e' stato piu' facile del previsto. Ecco quello che, in linea di massima, ho potuto "sentire sulla mia pelle" a Sydney e dintorni (la suddivisione di tre mesi e' solo indicativa e facilita il confronto):

  • Primavera: Settembre, Ottobre, Novembre. La stagione attuale. Le giornate iniziano ad allungarsi e il vento e' piu' debole rispetto ai mesi precedenti. Al mattino e di notte c'e' ancora freschino ma di giorno una camicia e' sufficiente. Temperature massime sui 20-22 e minime sui 12-14.
  • Estate: Dicembre, Gennaio, Febbraio. La famosa torrida estate australiana, o almeno in alcuni giorni. Il sole picchia veramente tanto nelle ore piu' calde anche se la poca umidita' gioca a nostro favore. Crema solare assolutamente obbligatoria in spiaggia. Gennaio e' il mese piu' caldo con punte di oltre 30 gradi.
  • Autunno: Marzo, Aprile, Maggio. Simile alla primavera con qualche goccia di pioggia in piu'. Le precipitazioni piu' abbondanti infatti si registrano in questa stagione anche se non sono mai eccessive. Temperature allineate con quelle primaverili piu' qualche grado.
  • Inverno: Giugno, Luglio, Agosto. La stagione piu' fredda ovviamente, caratterizzata dai frequenti venti e dal clima molto secco. Nonostante il sole non perda molta intensita', i venti meridionali provenienti dall'Antartide abbassano notevolmente le temperature, che si attestano sui 14-16 di giorno e 6-8 di notte.

Confrontando quindi il tempo di Sydney con quello di Verona, direi che le differenze sostanziali sono due: la prima e' mediamente 5-6 gradi piu' calda con stagioni piu' simili tra di loro e sostanzialmente molto meno umida. Ah, dimenticavo: qui ho visto la nebbia solo due giorni in un anno. Riassumendo, nella zona costiera di Sydney la vicinanza al mare mitiga il clima e gli eccessi sono veramente rari. D'estate un condizionatore non guasta ma direi che non e' indispensabile; viceversa, data la mancanza del riscaldamento, in inverno durante Luglio una stufetta e' consigliabile.

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AUS vs ITA ep. 3 – Moda

Postato lunedì 16 luglio 2007 alle 17:23 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

Dopo aver trattato l'argomento cibo nella precedente puntata, ora e' la volta di un'altra importante tematica: la moda e il vestire. L'Italia e gli Italiani, si sa, sono molto attenti all'abbigliamento e non disdegnano certo qualche sacrificio economico pur di essere al passo con le ultime tendenze. Gli Australiani, o comunque la maggior parte della gente che vive qui, a quanto pare, la pensano diversamente.

Diciamolo francamente: il piu' delle volte in Italia l'apparenza (cioe' come ci si veste, ci si atteggia, si parla) e' la cosa che piu' conta e la sostanza, l'essere, passa purtroppo in secondo piano. L'abito fa il monaco insomma. Questo ovviamente porta a delle conseguenze nella cultura e nel portafogli degli Italiani: avere un buon guardaroba, alla moda, vale bene qualche soldo in piu'. Inoltre, i modelli mediatici sono spesso testimonial pubblicitari delle piu' famose firme e brand facendo si che il giro d'affari aumenti ulteriormente. Ma le conseguenze non sono solo negative: la scelta e' enorme e variegata e non e' difficile trovare qualcosa adatto ai propri gusti e generalmente gli Italiani sono percepiti come persone di buon gusto per come vestono.

Qui in Australia invece le cose funzionano diversamente. I negozi di vestiario ovviamente non mancano, ma la scelta sembra piu' limitata, soprattutto nei grandi magazzini. Questo deriva da una diversa cultura dell'abbigliamento. Qualche esempio: in molti uffici esiste il 'casual Friday', ossia, il venerdi', la possibilita' di lasciare a casa camicia e cravatta e andare al lavoro in abiti piu' comodi. L'adesione, per quanto ho visto, e' massiccia, nonostante il venerdi' sia anche il giorno in cui si va a locali direttamente dopo il lavoro. Inoltre, la camicia e' percepita come capo prettamente da ufficio e non da uscita galante o mondana, salvo alcune eccezioni. Il vestirsi insomma non e' uno status symbol ma piuttosto qualcosa a cui non si fa troppo caso, dove l'importante e' stare comodi e a proprio agio.

Un discorso a parte lo meritano la resistenza al freddo esibita dagli Australiani e la proporzione inversa che esiste tra la bellezza delle ragazze e il loro gusto in fatto di vestire…

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