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AUS vs ITA ep. 11 – Lavoro

Pubblicato mercoledì 20 gennaio 2010 alle 15:02 da Lucio.
Categoria: AUS vs ITA.

La serie di confronti tra Australia e Italia continua dopo quasi un anno di pausa con un argomento molto importante quando si parla di qualità della vita di una città o di una nazione: il lavoro. Le ore settimanali, i giorni di vacanza, lo stress, la pressione, i salari, sono tutti fattori che concorrono a determinare quanto un impiego sia desiderabile o meno. Vediamo nel dettaglio com’è la situazione da queste parti.

  • Stipendi. Molto semplicemente, in Australia gli stipendi sono alti. Non ai livelli di Gran Bretagna e Stati Uniti ma nettamente sopra l’Italia, mediamente si guadagna due o tre volte tanto, a parità di professione ed esperienza. Inoltre, anche i lavori meno qualificati pagano bene e presidenti e direttori non sono fuori controllo come in altri stati.
  • Meritocrazia. Sarebbe ipocrita sostenere che qui le raccomandazioni non esistono e, come in tutto il mondo, conoscere le persone giuste non fa certo male. L’impressione pero’ e’ che in Australia tutti abbiano la loro chance e i meritevoli vengono giustamente premiati con posizioni di maggior responsabilità e più soddisfacenti a livello economico.
  • Flessibilità. Con questa parola intendo sia la mobilita’, cioè la facilita’ nel lasciare un posto per un altro (senza essere precari), sia la disponibilità dei datori di lavoro ad offrire all’impiegato contratti con condizioni favorevoli. Niente a che vedere con la “cultura del posto fisso” e l’autoritarismo che conosciamo troppo bene noi italiani.
  • Ferie. Essere isolati geograficamente ha anche dei vantaggi, soprattutto nel mondo del lavoro. Viste le grandi distanze e relative ore di aereo da Asia, Europa e America, a queste latitudini e’ normalissimo chiedere lunghi periodi di ferie, aspettative e cose simili e solitamente si ottengono facilmente. Altroché la misera settimana canonica a Ferragosto…
  • Ambiente. Ovvero il posto fisico dove si lavora. Questo naturalmente dipende molto da cosa si fa ma generalmente l’atmosfera e’ molto informale e rilassata, anche nei confronti dei capi, che non hanno problemi a farsi chiamare per nome dimenticando titoli di studio e gerarchie. In Italia, si sa, sono tutti dottori a cui dare del “lei”.
  • Orari. Grazie anche alla (discutibile) cultura del pranzo veloce, qui molti uffici sono deserti già alle 17 e i weekend fanno rima solo con spiaggia e mai con straordinari. Diverso il discorso per altri lavori ovviamente, ma in generale, a causa anche dei buoni salari, spesso per mantenersi e’ sufficiente poco più di un part-time.
  • Stress. Termine pressoché sconosciuto da queste parti o, perlomeno, di significato diverso. Secondo la mia esperienza essere sotto pressione in Australia equivale alla normale mole di lavoro dello stesso lavoro in Italia. Spesso vige la regola non scritta del “se non puoi farlo oggi, fallo domani” e quindi raramente ci si trova con l’acqua alla gola.

Una menzione speciale poi la merita il posto di lavoro da dipendente pubblico, visto che molti di loro sono miei colleghi da ormai tre anni. In questo caso, si può dire che tutto il mondo e’ paese. Per carità, la gente fa quello che deve fare, ma stress e pressione sono praticamente inesistenti e la flessibilità raggiunge livelli biblici, facendone cosi’ il lavoro (quasi) perfetto.

Una volta’ di più ci tengo ad evidenziare come questo sia il risultato della mia esperienza diretta e della media delle persone che conosco o con cui ho parlato. Ci sono chiaramente delle eccezioni e la situazione può cambiare radicalmente in base al lavoro che si fa. Generalizzando, pero’, l’andazzo e’ più o meno questo: Australia batte Italia.

9 Comments (Open | Close)

9 Comments To "AUS vs ITA ep. 11 – Lavoro"

#1 Comment By Tose On mercoledì, gen 20, 2010 @ 19:09:44

Dopo tutto questo correrei a prendere il biglietto…

#2 Comment By Nicodemo On mercoledì, gen 20, 2010 @ 23:50:07

Anche se mi sembra un punto di vista moooolto personale (^_^), spero che MEDIAMENTE la situazione sia proprio quella che hai descritto!
Visto che è uno dei motivi principali per cui sbarco in Aussie! ;-)

#3 Comment By Lucio On giovedì, gen 21, 2010 @ 10:59:12

x Tose: Beh dai tu non sei messo proprio male, sei il Boss! ;-)

x Nicodemo: Hehe e’ per quello che ho messo la postilla verso la fine, non voglio responsabilità… :-)

#4 Comment By stefano On giovedì, gen 21, 2010 @ 21:10:27

Tanta è la voglia di venire lì con moglie e bimbi….., ma dove posso trovare delle richieste di lavoro per sapere se avrò un futuro nella terra dei canguri ??

#5 Comment By stefano On giovedì, gen 21, 2010 @ 21:25:17

“… terra dei canguri” non si dice da almeno 77 anni! (…chiedo scusa)

#6 Comment By Fede On sabato, gen 23, 2010 @ 7:04:26

Sono in partenza per la terra di canguri, come la chiama Stefano, ed ho un sacco di curiosità, ma per il momento cercherò di risolverli da me e tra le rughe del tuo blog.. grazie per la condivizione!

#7 Comment By Alessandro On domenica, feb 7, 2010 @ 2:43:31

E quanto vorrei andarci pure io dall’altra parte della sfera!!! Prendere 3000 euro, un alberghetto, un aereo e partire! Qui in Italia vivo male: niente soldi, niente soddisfazioni, troppo clientelismo… eppure ho una paura fottuta di fare questo passo! :-D
Ho paura anche solo di venire a vedere… Ho paura perché potrei rendermi conto che è lì che devo vivere, ma potrei non avere la forza per fare un passo del genere… so che mi mancherebbe questa merda di Italia. L’Italia è una terra strana: la odi profondamente quando ci vivi, ma se te ne vai ne senti una profonda nostalgia. E’ un po’ come con i grandi amori: troppo vicini ci si respinge, ma lontani ci si affligge :-D
Chissà se avrò mai il coraggio di fare il passo…
Intanto leggo di tutti voi che avete avuto modo di andarci, di provare… come fosse uno sfogo, come se fossi venuto pure io con lì, con tutti voi… mmah!

#8 Comment By Christian On mercoledì, mar 24, 2010 @ 11:52:10

Hi Alessandro
guarda che l’Australia non e’ su Marte……. se non ti piace ti fai un bigliettino di sola andata e te ne torni da mammina!
Cheers Gladiator

#9 Comment By Alessandro On mercoledì, giu 2, 2010 @ 2:32:51

E venne il giorno…
Ebbene si! Ho preso i miei 3000 euro e ci sono andato davvero: Sydney, Melbourne, Adelaide. Un mese da solo in giro per il down under a capire come si vive in quella terra :D
Si, non non ho fatto delle vere e proprie ferie. Passavo il mio tempo a chiedere a chiunque incontrassi per strada come si vive, come si lavora, come funziona la sanità, quali sono gli stipendi di chi fa il mio lavoro, ecc, ecc. Ero un assetato di notizie dal fronte :D
Poi ho anche girato un po’, ma poco.
Sono tornato da 2 mesi e… son davvero in crisi! I “punti” che mi servono per ootentere il visto ci sono e quindi… dipende solo da me. Torna quindi il tormentone di prima: avrò le palle per andarmene da qui?
Ai posteri l’ardua sentenza! :D
I will see you again, but not yet… not yet!


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