Skills, English, Luck

Postato mercoledì 24 febbraio 2010 alle 12:23 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Considerazioni.

Capacità, inglese e fortuna sono, a mio avviso, le tre parole chiave per chi vuole trasferirsi con successo in Australia. Si può avere un po’ più dell’una o dell’altra ma un mix bilanciato delle tre e’ indispensabile per riuscire a integrarsi nella vita, lavorativa soprattutto, ma anche sociale di queste parti. La mancanza di una delle tre componenti rende le cose molto più difficili, se non impossibili.

L’ordine in cui le ho messe, poi, non e’ casuale. La più importante e’ sicuramente la prima, che ho chiamato capacità, termine generico che si riferisce, si, alle doti professionali ma anche a tutta una serie di abilità e risorse personali meno specifiche come impegno, tenacia, passione e via dicendo, utili in qualsiasi contesto. In sostanza, saper fare bene un lavoro e saperlo dimostrare e’ vitale.

Viene poi la conoscenza dell’idioma locale, l’inglese, molto spesso sottovalutata da chi sbarca down under la prima volta. L’errore più comune e’ pensare di sapere già bene la lingua o di aspettarsi che questa non serva poi più di tanto. Inutile dire e ridire quanto importante sia capire velocemente cosa ci viene detto e farsi capire chiaramente quando parliamo. In una parola, comunicare.

Ultimo, ma non ultimo, fattore importante sulla strada per la conquista dell’Australia – che comunque non guasta mai anche in altri ambiti – e’ un pizzico di fortuna, indispensabile per far combaciare e rendere al meglio i due ingredienti principali di cui sopra, integrandoli quando necessario col classico colpo di cu|0.

Chiaramente questi sono i requisiti ideali, se vogliamo generalizzare, e non e’ detto che si possa farcela anche in altri modi, ad esempio tramite la lunga trafila dello studio. Ma per chiunque voglia risultati e soddisfazioni in tempi brevi, le tre parole chiave da non perdere di vista sono skills, english e luck.

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Dimmi dove abiti e ti dirò chi sei

Postato martedì 16 febbraio 2010 alle 15:53 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

A Sydney, come in molte altre città sparse per il mondo, vivere in una certa area o quartiere porta con se’ una serie di luoghi comuni e stereotipi che, specialmente per gli autoctoni, sono difficili da superare o comunque solo ignorare. E, diciamocelo pure, tali dicerie qualche volta ci azzeccano. Ecco quindi una breve guida alle principali zone residenziali di Sydney, cosi’, semmai decideste di trasferirvi da queste parti, almeno sapete chi incontrerete al supermercato sotto casa.

Eastern Suburbs (est)

Questa e’ la zona delle spiagge più famose di Sydney, Bondi su tutte. Nei quartieri adiacenti vivono famiglie ricche, le cui fortune risalgono a tempi ormai andati e i cui figli sono iscritti a scuole private, con case grandi (ma non troppo) vista mare e SUV parcheggiato nel vialetto. I nuovi arrivi sono invece giovani imprenditori o professionisti sulla trentina, generalmente single ed economicamente agiati.

West (ovest)

L’area geograficamente più vasta e popolata – il 10% della popolazione australiana vive nella periferia ovest di Sydney – ospita la classe operaia della città, cioè i meno abbienti e istruiti. In questi quartieri, distanti anche un paio d’ore dal CBD, vivono molti immigrati recenti che non possono permettersi i costi di zone più centrali. La zona sud-ovest, dove si registrano picchi (relativi) di degrado e crimine, e’ la zona forse meno attraente dell’Australia intera.

North Shore e Northern Beaches (nord)

Per molti versi assimilabile all’est con cui ha una sana rivalità, grazie alle spiagge e ai soldi che girano, la zona a nord di Sydney ospita due categorie distinte: i surfisti e i nuovi ricchi. I primi punteggiano le baie con le loro tavole da surf mentre i secondi fanno la spola mare-casa a bordo di macchine troppo costose per i più. Una leggenda vuole che chi vive a nord non si avventuri mai oltre l’Harbour Bridge, che simboleggia la divisione tra nord e sud della città.

South (sud)

La zona meridionale della città gira virtualmente attorno a Cronulla e ai suoi stereotipi. Sobborgo dove vivono quasi solo i classici australiani di origine anglosassone, e’ stato teatro di scontri e disordini nel 2005 quando bande di teppisti di origine mediorientale hanno tentato di conquistarne l’iconica spiaggia con la violenza. A parte questi episodi isolati, e’ una zona abbastanza piacevole dove vive la media borghesia.

E Burwood, dove viviamo noi, come si colloca in queste suddivisioni? Tecnicamente l’area si chiama Inner West e comprende i primi quartieri ad ovest del centro, troppo lontani per farne parte ma troppo vicini per essere raggruppati nell’immenso West di cui sopra. E’ quindi una zona di transizione, alle porte della città, abbastanza carina ma un po’ anonima a confronto con altri quartieri.

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Salsa

Postato mercoledì 10 febbraio 2010 alle 14:21 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Fin dal ritorno dalla mitica vacanza a Cuba, ormai quasi cinque anni fa, ho sempre voluto provare a cimentarmi in qualche passo di balli latino-americani. Dopo molti rinvii, ripensamenti e occasioni perse, ieri sera ho finalmente affrontato di petto la prima lezione di un corso di salsa.

Sono sempre stato uno sportivo abbastanza attivo tra vari sport ma il ballo non e’ mai stato il mio forte, anzi diciamo che non mi e’ mai venuto naturale (per non infierire troppo su me stesso). Da qui le mie incertezze e dubbi sul provare qualche passo o addirittura fare un corso apposito.

Poi pero’ vista l’insistenza di alcune amiche sudamericane che hanno visto del potenziale in me (frase chiaramente auto ironica) e la disponibilità di un amico a venire con me (per farci forza a vicenda), ho deciso di iscrivermi a questo corso di due mesi, un’ora alla settimana e vedere cosa ne esce.

Ebbene, le sensazioni sono state piuttosto positive, tutto sommato. Un’ora abbastanza intensa, visto anche il caldo, ma piacevole grazie ai simpatici e friendly istruttori e alla classe non troppo grande, una decina di persone. Inoltre, sabato 20 febbraio c’è già in programma una festa della scuola con tutti gli iscritti, di tutti i livelli, presenti…

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Tiesto

Postato venerdì 5 febbraio 2010 alle 14:43 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Non ero mai stato ad un concerto di musica elettronica prima d’ora, e comunque a (molto) pochi altri in generale. Non potevo pero’ perdere questa occasione e, a conti fatti, non potevo sperare in un debutto migliore: il tour mondiale di Tiesto faceva tappa a Sydney!

Da molti considerato il DJ numero uno al mondo e venerato come un semidio dai suoi fedelissimi fan, Tiesto ha raggiunto la notorietà nell’ultima decade dopo aver fatto “gavetta” nei club più importanti d’Olanda prima, suo paese d’origine, e tutta Europa poi.

La consacrazione e’ avvenuta simbolicamente nel 2004 quando e’ stato invitato a suonare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Atene, primo DJ della storia ad avere tale onore e responsabilità e primo DJ a suonare da solo in uno stadio tutto esaurito.

Il suo marchio di fabbrica, oltre ovviamente alle melodie in stile techno/trance che fanno ballare le folle, sono i solitari, lunghissimi e super carichi DJ set, ovvero sessioni di parecchie ore in cui Tiesto suona da solo, ininterrottamente e senza il supporto di altri artisti.

Tutta questa energia l’ha sprigionata ancora una volta sabato scorso nella seconda delle due tappe di Sydney del Kaleidoscope World Tour in un concerto di quattro ore davanti a diecimila persone radunatesi all’Hordern Pavilion in zona Fox Studios.

Quattro ore di musica, effetti visivi e coreografie talmente super che con gli altri amici presenti abbiamo persino valutato di andare a Melbourne questo weekend o addirittura a Bangkok tra due settimane per rivederlo e godere ancora del suono unico di Tiesto!

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Come sarà il 2010?

Postato martedì 2 febbraio 2010 alle 13:46 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Come sarà il 2010?

Ecco il primo sondaggio del 2010, inevitabilmente legato alle aspettative verso il nuovo anno cominciato da un mesetto. Come sarà il 2010? Migliore o peggiore dell’anno scorso? Votate nel solito box sulla destra.

Il sondaggio di fine 2009, invece, conclusosi ieri dopo due mesi, vi chiedeva di definire il vostro Natale ideale. La tradizione ha avuto la meglio, visto che il 55% dei 62 voti totali e’ andato a “con la famiglia” mentre al secondo posto si piazzano coloro i quali sognano un Natale esotico “al caldo” (20%). Sostanziale equilibrio per le restanti opzioni.

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