Capire e farsi capire in inglese

Postato venerdì 6 novembre 2009 alle 15:11 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Considerazioni.

Imparare (bene) una lingua straniera non e’ facile. Raggiungere un livello “di sopravvivenza” e’ una cosa alla portata di molti, ma dominare una lingua come si domina la propria e’ un affare per molto pochi. Sono giunto a questa conclusione nel tempo, anche se può sembrare un concetto banale. Il punto delicato e’ proprio la differenza tra “sapere” e “sapere bene”, tra i quali c’è un abisso.

Conoscere una lingua straniera, in questo caso l’inglese, e’ tutto tranne che tradurre il proprio idioma nativo, come alcuni erroneamente pensano. Le traduzioni letterali sono spesso le meno accurate e raramente funzionano. Fellini diceva che “una lingua diversa e’ una diversa visione della vita” e mai frase fu più azzeccata. Una lingua e’ espressione di una cultura, tradizione e storia ben precise.

Pensate ai proverbi e ai modi dire, delle frasette corte ma piene di significato e riferimenti che vanno oltre le parole, abbracciando un contesto molto più ampio. Tradurre un proverbio in un’altra lingua e’ cosa molto complicata e spesso si finisce col dire “suona meglio l’originale”. Ma notare come molti modi di dire italiani abbiano un corrispettivo in inglese, simile ma diverso, e’ l’esemplificazione del pensiero di Fellini.

Al mio arrivo in Australia qualche anno fa, pensavo di avere una buona conoscenza della lingua. Vero, ma in confronto agli altri italiani. Rispetto ai madrelingua, il discorso e’ diverso. I miglioramenti linguistici che si fanno a vivere in un paese straniero, immersi nella sua cultura e vita quotidiana, sono infinitamente superiori alle due ore settimanali di inglese alle superiori, con professori italiani.

Ma arrivare ad un livello ottimo/eccellente e’ una strada lunga e faticosa. Dicono che quando si inizia a fare qualche sogno in inglese, e’ un segno che si sta progredendo sensibilmente. Resta pero’ il fatto che il pensiero sarà sempre nella propria lingua madre, no matter what (a prescindere da tutto). Lingua madre che, per molti italiani, e’ un dialetto. Ma questa e’ un’altra storia.

E’ doveroso notare comunque che per vivere e lavorare in Australia, non e’ necessaria una conoscenza perfetta della lingua inglese, ma un livello comunque soddisfacente. La cosa migliore e’ sapere poche cose ma saperle bene, invece di sforzarsi di sapere tutto, finendo per non sapere niente. Una regola semplice, valida anche in altri aspetti della vita, ma che può fare la differenza.

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6 commenti

marco

Commento scritto domenica, nov 8th, 2009 8:49 pm.

the pen is red, the book is on the table, the window is opened…scherzi a parte, parole sante!
la maggior parte dei detti italiani è intraducibile in inglese anche perchè loro non hanno il senso dell’humor e poi perchè l’inglese comparato con la nostra nobile lingua risulta essere povero.

Lucio

Commento scritto martedì, nov 10th, 2009 12:00 pm.

Ciao Marco, se ti riferisci alla quantità di parole della lingua inglese rispetto all’italiano, secondo me siamo li’ ma forse nel “parlato” di tutti i giorni l’italiano e’ più ricco. Solo un’opinione mia pero’. Ciao

tytania

Commento scritto sabato, nov 14th, 2009 5:00 am.

prima di tutto bellissimo blog, ho leggiucchiato qualcosa e mi ha divertito e interessato.
per l’argomento “sapere una lingua” sono assolutamente d’accordo, molti sono convinti di sapere bene una lingua, poi in realtà non riuscirebbero neanche a ordinarsi una pinta al pub. anch’io lotto per cercare di imparare alcune lingue ed è un’impresa! però non penso affatto che l’inglese sia una lingua “povera” (tra l’altro è la lingua più ricca dal punto di vista lessicale di tutte le lingue del mondo. ci sono certi signori che si mettono lì e contano le parole delle lingue e l’inglese è in testa a tutte ma di gran lunga. l’inglese ha saputo prendere da tutte le lingue con cui è venuto in contatto (e poi, si fa presto a dire inglese, ma quale inglese? ce ne sono talmente tanti!) e trovo che sia una lingua estremamente ricca e se è vero che certe espressioni italiane sono intraducibili in inglese è anche vero che certe espressioni inglesi sono intraducibili in italiano, il discorso vale per tutte le lingue, ognuna ha un suo “repertorio” di intraducibilità, lo sanno bene i traduttori.
ops…che commento lungo…scusa…è che la materia mi appassiona ;)

tytania

Commento scritto sabato, nov 14th, 2009 5:06 am.

lo sai che non ci si riesce a iscrivere ai tuoi feed?
:(

kataroma

Commento scritto venerdì, nov 20th, 2009 11:25 pm.

Parole santi! :) Abitare in una paese dove parlono una lingua straniera e 100 x meglio di studiare questa lingua nella tua paese. Ma e possibile ‘vivere’ in una lingua straniera anche in tua paese – per esempiu, in Olanda, la TV non e doppiato in olandese (ci sono solo sottotitoli in Olandese) e loro hanno generalemente un ottimo conoscenza di lingue straniere. Che peccato i programme stranieri al TV italiano sono quasi sempre doppiato!

Lucio

Commento scritto martedì, nov 24th, 2009 9:11 am.

Eh si purtroppo tutto il Nord Europa parla meglio inglese! Per quanto bravi siano i doppiatori italiani, un film in lingua originale e’ tutta un’altra cosa!

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