Avatar

Postato mercoledì 23 dicembre 2009 alle 15:12 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Avete presente quei (pochi) film che in un modo o nell’altro rappresentano una pietra miliare nella storia del cinema? Titoli come Titanic, Jurassic Park e Star Wars sono solo alcuni esempi di come una pellicola possa rivoluzionare un’intera industria. Avatar e’, secondo me, l’ultimo e più magico capitolo di questa serie speciale di “filmoni”.

Quattro anni di lavoro, 300 milioni di dollari di budget, ore e ore di riprese e computer grafica hanno dato il loro frutto pochi giorni fa con l’uscita mondiale dell’ultimo film di James Cameron, che si preannuncia un successo sia di pubblico (leggi incassi) che di critica, con le prime indiscrezioni di Oscar già nell’aria.

Ambientato nel futuro, la storia e’ quella di un ex marine paraplegico che viene mandato su un pianeta alieno con lo scopo di infiltrarsi tra la popolazione nativa, per cercare di carpirne segreti e debolezze, da mettere poi a disposizione di una corporazione con fini poco nobili. Per riuscire nell’impresa, gli scienziati hanno sviluppato il programma “Avatar” che permette agli umani di controllare a distanza durante il sonno un loro alter ego alieno, che vagamente gli somiglia nei tratti e con il quale condividono inconscio e anima, per integrarsi meglio nell’ambiente ostile.

Effetti speciali e animazioni sono qualcosa di meraviglioso: per tutta la durata del film non ho mai avuto la sensazione di avere davanti agli occhi qualcosa di “non vero”. Persino nelle scene più delicate in cui umani e alieni interagiscano attivamente, non si nota la differenza tra attori e animazioni. Colori, fotografia, ambientazioni e paesaggi completano poi il quadro dell’orgasmo visivo di cui si gode.

Tutto questo e’ amplificato al massimo se si sceglie di vedere la versione 3D, come abbiamo fatto noi ieri sera. L’immersione e il coinvolgimento nella storia e’ totale e le quasi tre ore di durata non si notano affatto. Si riesce anche facilmente a passare sopra alla prevedibilità della trama, unico, piccolo e trascurabile, difetto del film.

Concludendo, definirei Avatar come una storia epica e futuristica allo stesso tempo, per grandi e piccini, che tocca temi molto attuali e spinosi come l’ecologia e la conservazione ambientale, avvalendosi appieno delle ultime tecnologie disponibili, per arrivare ad un risultato di eccellenza.

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Un giorno qualunque

Postato venerdì 18 dicembre 2009 alle 11:03 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Qualche giorno fa, come ogni mattina, esco di casa, mi faccio i miei 7-8 minuti a piedi per andare in stazione e prendo il treno per andare in ufficio. Sono abbastanza fortunato e trovo un posto a sedere e subito dopo una ragazza sulla trentina arriva e si siede di fianco a me. Come molti altri fanno nei trasferimenti casa-lavoro, estrae un libro ed inizia a leggere.

Senza scompormi troppo riesco chiaramente a vedere di cosa si tratta: un’edizione del Corano in inglese. La cosa mi sorprende un po’ perché la ragazza – dai tratti mediorientali – non ha ne’ il velo ne’ il burka ma vestiti normalissimi. Se fossimo in Israele magari avrei pensato ad una fanatica pronta a farsi esplodere nel nome di Allah. Ma siamo a Sydney dove la convivenza e’ (ancora) pacifica.

Il viaggio prosegue normalmente senza tritolo o esplosioni e arrivo a destinazione. Scendo dal treno ed esco dalla stazione. Appena in strada, una scintillante e nuova di zecca Audi TT Coupe’ accosta e si ferma a pochi metri da me. A quel punto intravedo due manager in giacca e cravatta sui 35-40 scambiarsi un fugace bacio (sulla bocca) prima che uno dei due esca per andare in ufficio.

L’Australia e’ molte cose: mare, sole, spiagge, surf, bagnini, deserti, foreste, Sydney, Melbourne, Opera House, Uluru, canguri, koala, ornitorinchi, coccodrilli, isolata, immensa, piatta e chi più ne ha più ne metta. Ma l’Australia e’ anche questa: pacificamente multiculturale e liberamente gay.

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Conferenza Giovani Italiani Australia

Postato martedì 15 dicembre 2009 alle 14:12 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Qualche settimana fa sono stato invitato da un amico alla conferenza annuale della GIA – Giovani Italiani Australia – un’associazione che ha lo scopo di mettere in contatto i giovani australiani di origine italiana e di promuovere eventi e incontri per favorire lo scambio di informazioni ed esperienze con i loro coetanei italiani che si trovano in Australia, come il sottoscritto e molti altri.

La conferenza – svoltasi in due hotel in città e alcune location a Leichhardt durante tutto un weekend – ha raccolto l’adesione di molti giovani e associazioni satellite dei vari stati australiani, nonché di personalità di spicco come il console italiano a Sydney, un rappresentante dell’ambasciata italiana a Canberra e un paio di parlamentari italo-australiani, tutti accomunati dalle stesse radici italiche.

La mia presenza e’ stata limitata a parte della giornata di sabato, dedicata a temi interessanti come l’identità sospesa a meta’ tra Australia e Italia di questi giovani, le aspettative dei loro genitori riguardo tematiche delicate come il matrimonio e la loro interazione con i molti ragazzi italiani che sono arrivati negli ultimi anni in vacanza-lavoro in Australia. Tra gli eventi che mi sono perso: il sabato sera con cena di gala e musica italiana al Marriott e un’intera domenica di tipici giochi italiani come la briscola e le bocce a Leichhardt.

Come detto, il focus principale della conferenza e della GIA e’ stato ed e’ sui giovani italo-australiani e su argomenti cari ad essi – quasi tutti ragazzi e ragazze bilingue, con doppia nazionalità e di origine meridionale – ma gli incontri sono stati molti utili anche per me e per gli altri italiani presenti, interessati a capire il punto di vista e le opinioni dei nostri coetanei nati e cresciuti down under ma con il Belpaese nel cuore.

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Australian Permanent Residency

Postato martedì 8 dicembre 2009 alle 9:59 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Alla fine e’ arrivata. Per scaramanzia non avevo mai scritto nulla sul blog a riguardo e gli scongiuri hanno portato bene. Come alcuni di voi sapranno già, lo scorso week-end ho fatto un viaggetto veloce in Nuova Zelanda. Non per ferie, non per lavoro ma per farmi finalmente dare la permanent residency al consolato australiano di Auckland. Facciamo un salto indietro nel tempo per vedere com’è andata.

Documenti, documenti, documenti

Tutto inizia nei primi mesi del 2008, quando decido di provare a fare richiesta per la residenza tramite il programma Skilled Indipendent, che mi permette di ottenere il visto permanente a patto di raggiungere almeno 120 punti e di avere una professione richiesta in Australia. Il passo successivo e’ quello di raccogliere – e tradurre – tutti i (molti) documenti necessari per arrivare al punteggio minimo. Oltre alle scartoffie e’ fondamentale anche passare il test d’inglese IELTS e farsi accreditare come “informatico” da un ente apposito.

Application

Il processo descritto sopra si rivela ostico e abbastanza lungo. Tra una cosa e l’altra riesco a fare ufficialmente richiesta solo a fine agosto, dopo mesi di preparazione e inghippi. A quel punto, il più pare fatto e ora si tratta solo di aspettare notizie dall’Immigrazione, cosa che secondo le stime ufficiali non avverrà prima di un anno. Tempi dilatati, ma almeno c’è una data stimata: agosto 2009. Gli esami medici sono l’unica cosa che mi manca ma non posso farli finché non me lo dicono loro.

Crisi economica

A gennaio 2009, all’apice della crisi finanziaria globale, il governo australiano decide (giustamente?) di rivedere le sue politiche di immigrazione, di fatto tagliando il numero di ingressi nel paese per far fronte ad una domanda più debole. La conseguenza diretta per me e’ che le richieste di residenza vengono divise in 5 categorie, in base alla priorità. La mia purtroppo finisce nell’ultima – e meno importante. Risultato: la stima iniziale di un anno per la consegna del visto salta e ora non c’è più una data ultima.

Giro del mondo

“Poco male”, penso speranzoso tra me e me. E invece a luglio l’Immigrazione conferma le regole introdotte a gennaio, e ora si parla di fine 2010 per avere una risposta. Questa notizia non ci voleva e purtroppo come conseguenza sono costretto, consigliato anche da amici, a rinunciare al viaggio intorno al mondo che avevo già prenotato e abbondantemente pianificato. Troppo rischioso partire e tornare poi 6 mesi dopo senza il visto in mano. Questo il prezzo che devo pagare adesso per la libertà futura.

Lieto fine

Il problema ora e’ di trovare un modo per velocizzare il processo. E la soluzione arriva dall’agenzia di collocamento che mi ha sponsorizzato, che “generosamente” si offre di estendere la sponsorship alla permanent residency, sfruttando il fatto che a settembre avrò già lavorato per loro per almeno due anni. La nuova application, che sostituisce quella originale, parte quindi a inizio ottobre e in soli due mesi ottengo il tanto agognato visto, storia appunto di pochi giorni fa.

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Com’è il tuo Natale ideale?

Postato mercoledì 2 dicembre 2009 alle 16:04 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Com'è il tuo Natale ideale?

Il sondaggio del mese di Dicembre che si apre oggi non poteva non essere correlato al Natale, anche quest’anno puntualmente in arrivo tra poche settimane. Come diceva infatti Renato Pozzetto in una famosa pubblicità, “il Natale quando arriva, arriva”. Detto questo, quello che vi chiedo ’sto giro e’… com’è il vostro Natale ideale? Scegliete tra le opzioni (massimo due) a destra e votate numerosi.

Nel sondaggio che si e’ appena chiuso invece, cercavo risposta ad uno dei quesiti più caldi del mondo dei computer e dell’informatica in generale: MAC o PC? Ebbene, con buona pace del mio socio e compare Manuel – nonché difensore inesorabile e incorruttibile della filosofia Windows (o Winzozz), la Mela ha sconfitto nettamente la Finestra, accaparrandosi il 60% esatto dei 45 voti totali, contro un insufficiente 36%. Il popolo ha espresso la sua idea e il popolo, come il cliente, ha sempre ragione!

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