Singapore

Postato venerdì 16 ottobre 2009 alle 14:07 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Durante i miei recenti transiti sulla rotta Australia-Thailandia-Italia e viceversa, a causa di coincidenze aeree un po’ ostiche, ho avuto la possibilità di fare 4 notti a Singapore, una delle basi Qantas in Asia. Nonostante i giorni non siano stati consecutivi – bensì quattro scomodi stopover di una notte l’uno, e gli scombussolamenti da fuso orario mi abbiano messo a dura prova, ho avuto sufficiente tempo a disposizione per farmi un’idea su questa “città-stato”.

Colonizzata dagli inglesi all’inizio del XIX secolo, si e’ rapidamente trasformata da villaggio di pescatori al più importante scalo della regione e principale avamposto britannico in Asia. Raggiunta l’indipendenza nel 1965, ha poi goduto di un costante boom economico nei decenni successivi che le ha permesso di accumulare una riserva di fondi pari a 116 miliardi (si, miliardi) di euro! Nel marzo di quest’anno per la prima volta nella sua storia ha dovuto fare un prelievo, e non un deposito, per contrastare la crisi economica…

A Singapore ci vivrei volentieri, per varie ragioni. Innanzitutto, la sua vicinanza all’equatore fa si che ci sia un clima tropicale, ossia (molto) caldo 365 giorni l’anno: il mio preferito. Poi, i trascorsi coloniali e la successiva indipendenza la fanno essere probabilmente la città più occidentalizzata del sud-est asiatico, con evidenti vantaggi per lingua – l’inglese e’ lingua ufficiale – stile di vita e multiculturalismo. Economia solida, stato sociale e crimine praticamente assente sono altri fattori decisamente positivi.

Ultimo ma non ultimo, la posizione strategica nella regione. Grazie a compagnie low-cost come AirAsia – sicura, affidabile e veramente economica, non come la brutta copia RyanAir – e Tiger Airways, nel raggio di tre ore di aereo o poco più si può andare praticamente ovunque a prezzi sempre inferiori al centinaio di euro andata e ritorno: Malesia, Indonesia, Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam, Myanmar, Cina, Brunei, Filippine, Hong Kong. E Perth in Australia e’ a sole quattro ore e mezza!

Certo ci sono anche (pochi) svantaggi. Per alcuni lo può essere il clima sopracitato o il fatto di essere, comunque, in Asia. E poi il famoso discorso delle multe: soprannominata Fine City, “città delle multe” appunto, dai suoi detrattori, ha questa fama di aver collezionato nel tempo una serie di leggi, alcune anche quasi comiche, talmente lunga che si può venire multati per, virtualmente, qualsiasi cosa. Perfino se si viene trovati in possesso di, udite udite, gomma da masticare! Io, per la cronaca, non ho notato niente di tutto ciò ma solo una città quasi ideale dove vivere!

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