Sushi

Postato venerdì 6 marzo 2009 alle 14:57 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Prima di mettere piede sul suolo australiano qualche anno fa, avevo mangiato sushi solo una volta nella mia vita quando, pochi mesi prima di partire, un’amica mi aveva portato in un (carissimo) ristorante giapponese a Verona, all’epoca credo l’unico. Per la disonesta cifra di 40 euro mi ero inaspettatamente innamorato: non dell’amica, ma di quella prelibatezza del Sol Levante che risponde appunto al nome di sushi. Un amore a prima vista, o meglio, a primo assaggio.

Con mio grande sollievo, poi, ho velocemente scoperto che a Sydney le polpettine di riso e pesce crudo – descrizione spartana ma che rende l’idea – sono molto più accessibili per prezzo e varietà che nella mia citta’ natale – e anche più buone, con evidenti benefici per il mio palato e la mia dieta. Non e’ stato quindi difficile per me diventare un fedele abitue’ dei ristoranti giapponesi della citta’, con visite a cadenza più o meno settimanale.

Nello specifico, la mia preferenza cade su un tipo particolare di locali: i sushi train. Sicuro che molti di voi li avranno già visti dal vivo o in qualche film, questi ristorantini offrono il cibo già pronto su piattini colorati che scorrono su un nastro davanti ai clienti comodamente seduti, con prezzi variabili a seconda del colore, mediamente sui 3-4$. In questo modo, ognuno si può prendere quello che più gli gusta, potendo anche ordinare tranquillamente alle cameriere se il piattino preferito non e’ disponibile.

Inoltre, complemento fondamentale al sushi e’ la soy sauce (salsa di soia), di colore scuro e gusto salato che, mescolata al wasabi – una salsina verde molto piccante, perfettamente si sposa con il riso e i vari tipi di pesce che costituiscono i bocconcini di sushi, per un orgasmo di sapori. La velocità con cui la mia Sushi Train VIP Card accumula punti preziosi e’ forse il miglior indice per misurare la mia devozione al prelibato cibo nipponico.

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