Che fine ha fatto Manuel?

Postato venerdì 27 febbraio 2009 alle 14:40 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Ogni tanto me lo sento chiedere, soprattutto dai vecchi amici e conoscenti in Italia: “Che fine ha fatto Manuel?” e tutta una serie di altre domande sulle sue condizioni di salute, sul lavoro, sui suoi studi e via discorrendo. In effetti, la sua latitanza dal blog e’ veramente ingiustificabile e imperdonabile e, credetemi, non manco certo di ricordarglielo quando ne ho l’occasione. Il suo ultimo segno di vita, un commento, risale al lontano 27 marzo 2008 mentre il suo ultimo articolo e’ datato addirittura 3 agosto 2007. Una vita fa.

Quindi, con il duplice obiettivo di spronarlo a tornare a partecipare più attivamente alla vita del blog e di soddisfare la curiosità di quelli che mi chiedono informazioni a suo proposito, ecco una manciata di rivelazioni – ordinate a caso e non protette da copyright – sul desaparecido Manuel:

  • La sua carriera alla pizzeria Zia Pina prosegue senza ostacoli e, anzi, da qualche mese ha subito una decisa impennata: il nostro, infatti, e’ stato promosso a “capo sala” o, come dicono qui, manager. Ora il suo potere decisionale e’ pressoché illimitato.
  • I suoi studi sono giunti alla fase cruciale e la luce in fondo al tunnel inizia ormai a delinearsi. L’unica cosa che stona e’ l’aver scoperto di aver seguito un corso di hindi invece che di informatica, come auspicato. (I suoi compagni di scuola e professori sono praticamente tutti indiani, ndr).
  • Sull’onda dell’entusiasmo provocato dal precedente punto, si e’ iscritto ad un corso di giapponese di dieci settimane. Prossimo step, intervento chirurgico agli occhi e poi la conquista del Sol Levante diventerà finalmente realtà.
  • Qualche settimana fa ha investito una discreta somma nell’acquisto di un potente scooter 125, della marca cinese Manhattan, e ora lo potete vedere scorrazzare su e giù per le strade di Sydney sul suo mezzo nero lucido. Da segnalare la particolare abilita’ nello scovare scorciatoie sempre migliori.
  • Da buon quasi australiano, ha deciso di abbracciare uno degli sport più seguiti e praticati da queste parti. No, non sto parlando del cricket, lungi da me, ma del golf, disciplina nobile e per pochi eletti in Italia ma molto più accessibile e comune qui. Tiger Woods può iniziare a fare le valigie.

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Nuove funzionalità

Postato lunedì 23 febbraio 2009 alle 16:57 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Recentemente ho apportato una nuova serie di piccole migliorie al blog – dopo quelle di oltre un anno fa – che sono sicuro non saranno sfuggite ai più attenti tra di voi fedeli lettori. Eccole in dettaglio:

  • La navigazione per pagine e’ ora più strutturata e usabile, con il numero di pagina corrente chiaramente visibile e molti più link a disposizione per andare avanti e indietro nei contenuti. Per la cronaca, prima si poteva solo navigare in modo sequenziale alla pagina precedente o successiva.

La nuova navigazione per pagine

  • E’ stato un lavoraccio ma ora tutti i post sono stati “taggati”, cioè ulteriormente categorizzati in base al contenuto. Questo rende possibile filtrare gli articoli in base ad uno specifico tag, oltre ai metodi più tradizionali di ricerca come, ad esempio, per categoria o data.

L'elenco dei tags alla fine di ogni post

La "tag cloud" nella barra di destra

  • Gli articoli ora segnalano in fondo al testo la presenza di eventuali informazioni correlate negli altri post, in base al contenuto e ai tags. Questa funzionalità e’ ancora in fase di test, quindi non stupitevi se alcuni link non c’entrano niente con l’articolo.

L'elenco dei post correlati, se presenti

  • Voi utenti potete ora registrarvi al blog tramite il link nel box Risorse a destra. Per il momento l’unico vantaggio nel fare questo e’ che quando commentate un post i dati restano memorizzati nel sistema e non c’è bisogno di inserirli ogni volta, se siete loggati.

Il nuovo link "Registrati"

Altre modifiche e miglioramenti sono in fase di sviluppo e arriveranno presto “live” quindi, come al solito, continuate a seguire From Italia to Australia e tenete gli occhi bene aperti! Stay cool!

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Integrazione apparente

Postato mercoledì 18 febbraio 2009 alle 14:43 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

L’Australia e’ – soprattutto nelle citta’ principali di Sydney e Melbourne – un paese decisamente multietnico e multiculturale. Questo fatto, di solito, e’ ignoto allo straniero che non ha mai messo piede qui e costituisce motivo di sorpresa all’arrivo down under. L’immigrazione e’ uno dei pilastri di questa nazione, anglosassone in origine, europea nel dopoguerra e asiatica negli ultimi anni. Un miscuglio di razze che vivono in armonia, all’insegna dell’integrazione. Almeno in apparenza.

Quello che l’occhio inesperto o poco attento non vede, e’ invece catturato e compreso dall’osservatore più stagionato e inserito nelle dinamiche sociali australiane, grazie all’interazione con la gente e all’esposizione a fatti e situazioni interessanti. Cio’ che ne esce e’ un quadro un po’ diverso dall’ideale di integrazione completa che può trasparire da un’esperienza superficiale e sbrigativa, ma molto diffusa.

Il melting pot australiano si poggia praticamente su proverbi millenari come “mogli e buoi dei paesi tuoi” e “un po’ per ciascuno non fa male a nessuno”, piuttosto che su una riuscita integrazione razziale e culturale. So che può sembrare un approccio un po’ banale e semplicistico ma la realtà e’ li davanti agli occhi di tutti. Le grandi citta’ australiane sono un collage di differenti comunità sociali a se stanti, che difficilmente si sovrappongono o intersecano, spesso caratterizzate da un quartiere, una lingua e una buona sfilza di stereotipi, ereditati dal paese di origine.

Naturalmente le eccezioni non mancano ma gli italiani di Leichhardt, i vietnamiti di Marrickville e i libanesi di Blacktown, a Sydney sono esempi lampanti di questo fenomeno che ha origini antiche, più o meno dal momento in cui gli immigrati sono sbarcati dalle navi, o dagli aerei in tempi non sospetti. Originariamente visti con ostilità dagli australiani anglosassoni e di fronte ad un paese e una lingua che non conoscevano, la cosa più semplice e naturale per i nuovi arrivati era di stare tra di loro o con la gente a loro più culturalmente e geograficamente vicina.

L’evoluzione di questi comportamenti ha poi portato alla situazione dei giorni nostri, in cui le diverse comunità sono più o meno dei silos indipendenti gli uni dagli altri, con pochi e controllati “gemellaggi”, che danno vita a dei macro gruppi come anglosassoni, sud europei (italiani e greci su tutti), sudamericani, asiatici e indiani. Gli ambienti professionali, dove in teoria non ci sono (o dovrebbero essere) differenze, aiutano un po’ a contrastare queste divisioni ma di solito i rapporti sono limitati agli orari lavorativi e poco oltre.

Insomma, per concludere: una convivenza pacifica ma con delle regole non scritte ben precise, dove “tutti insieme appassionatamente” e’ la teoria e “ognugno per conto suo” la pratica, per un risultato finale che, nonostante abbia dei limiti, e’ quello che al giorno d’oggi più si avvicina ad un’integrazione vera e propria.

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Squali all’attacco

Postato venerdì 13 febbraio 2009 alle 15:46 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Un surfista australiano e’ stato attaccato ieri al tramonto da uno squalo nelle acque al largo di Bondi Beach, riportando gravissime ferite alla mano sinistra, ma non e’ in pericolo di vita. Soltanto un giorno prima c’era stato un altro attacco ai danni di un sommozzatore della Marina nei pressi della zona portuale di Woollomooloo, con conseguenze ancora più gravi per lo sfortunato natante, che e’ tuttora in prognosi riservata.

Nonostante questi due attacchi in due soli giorni, la probabilità di riportare ferite o perdere la vita in seguito ad un incontro ravvicinato con uno squalo rimane comunque molto bassa. E’ molto più facile morire annegati, per esempio. Le autorità inoltre fanno notare come entrambi gli attacchi siano avvenuti in orari particolarmente “congeniali” agli squali, ossia alba (il primo) e tramonto (il secondo) e in condizioni atmosferiche e marine favorevoli ai grossi predatori.

Tuttavia, notizie come queste fanno sempre scalpore e colpiscono l’immaginario comune, ricordando quanto poco amichevole o addirittura pericolosa possa essere la natura in Australia, questa volta nella sua forma marina ma anche in tutte le altre. Come gli incendi, ad esempio, che, nonostante qualche progresso, continuano a imperversare nelle aree rurali del Victoria. Le ultime stime parlano di 300 vittime, se si considerano i dispersi e alcune zone che non sono ancora accessibili per le ispezioni. Cifre impressionanti per una tragedia di cui molti iniziano ora a chiedersi il perché.

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Inferno in Australia

Postato martedì 10 febbraio 2009 alle 14:05 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Cielo infuocato nelle campagne di Melbourne

Era dai tempi bui della Seconda Guerra Mondiale che l’Australia non faceva i conti con una tragedia dalle proporzioni simili al dramma degli incendi che si sta consumando in Victoria, nelle campagne attorno a Melbourne. 173 vittime secondo le stime ufficiali aggiornate alle ore 12 di oggi, ma purtroppo destinate a salire ancora visto che la polizia deve ancora finire di setacciare alcune delle aree coinvolte. 750 case distrutte, 330 mila ettari inceneriti e 2 miliardi di dollari di danni: queste sono le tristi cifre che completano il quadro del disastro.

L’ondata di caldo che ha colpito l’Australia sud-orientale alla fine di Gennaio, purtroppo, ha avuto le peggiori conseguenze possibili: le temperature estreme – 46.4 a Melbourne sabato scorso, nuovo record assoluto per una citta’ maggiore australiana – e i secchi e forti venti, si sono rivelati un mix letale per le aree rurali della parte centrale del Victoria e per i suoi abitanti, che fino in fondo hanno cercato invano di difendere le loro proprietà dalle firestorms – tempeste di fuoco, come sono stati ridefiniti gli incendi per la loro furia e potenza.

L’Australia non e’ nuova a questo tipo di emergenze, che ogni anno in estate tornano a minacciare flora e fauna di centinaia di km quadrati di territorio, ma questa volta le condizioni ambientali eccezionali di cui sopra, unite a più di un sospetto di dolo, hanno fatto precipitare rapidamente la situazione, che e’ purtroppo ancora in evoluzione e destinata a peggiorare ulteriormente nelle prossime ore. La pioggia e’ ancora lontana e i focolai da domare rimangono molti, nonostante le centinaia di pompieri impiegati nelle operazioni.

Sydney e il resto del NSW, solitamente a rischio, sono stati pero’ risparmiati dalla ferocia della natura in questa occasione. I 20 gradi scarsi e i temporali degli ultimi giorni stanno in qualche modo facendo da garante su vegetazione, case e persone. Questo permette anche di liberare risorse e aiuti preziosi per soccorrere il vicino Victoria, che sta fronteggiando quello che probabilmente sara’ ricordato come il piu’ grande disastro naturale della sua storia bicentenaria.

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